Amnesty
International lancia una campagna
globale contro la repressione su
internet
18 luglio 2007
Dopo il successo del lancio della
campagna della Sezione Britannica di
Amnesty International per la libertà
d'espressione su internet,
l'organizzazione per i diritti umani
rende da oggi globale la propria
azione, attraverso l'iniziativa
irrepressible.info. La campagna di
Amnesty International ha l'obiettivo
di restituire al web la sua
caratteristica di forza per il
cambiamento, a fronte della
crescente disponibilità delle
aziende ad aiutare la censura e la
repressione. Dall'Iran alle Maldive,
da Cuba al Vietnam, i governi stanno
intensificando il giro di vite nei
confronti di chi usa internet per
comunicare i propri punti di vista e
contestualmente negano ai propri
cittadini l'accesso alle
informazioni. Il quadro della
repressione è il seguente: utenti di
internet arrestati, internet café
chiusi, chat room sorvegliate, blog
cancellati, siti bloccati, notizie
dall'estero censurate, motori di
ricerca sottoposti a filtri per non
trovare “risultati” sensibili...
“Internet può essere un grande
strumento per la promozione dei
diritti umani: gli attivisti possono
far sapere al mondo cosa accade nel
proprio paese con un solo click. La
gente ha un accesso senza precedenti
a informazioni provenienti da un
numero amplissimo di fonti. Ma il
potenziale di internet per il
cambiamento è sotto l'offensiva di
quei governi che non tollerano la
libertà d'informazione e di quelle
aziende che sono disposte ad
aiutarli a reprimerla” – denuncia
Amnesty International. Sun
Microsystems, Nortel Networks, Cisco
Systems, Yahoo ! e Google sono tra
le compagnie che collaborano coi
governi per censurare internet o
rintracciare singoli utenti. Nel
2004, Microsoft ha messo a
disposizione delle autorità
israeliane informazioni sul fisico
nucleare Mordechai Vanunu, senza che
questi ne fosse a conoscenza o
avesse fornito il proprio consenso;
queste informazioni sono state usate
per incriminare Vanunu per aver
avuto contatti con la stampa estera.
Vanunu è sottoposto al divieto di
avere tali contatti. Questo
provvedimento, che di per sé è una
violazione dei diritti umani, è
stato appena rinnovato per un altro
anno. Sebbene il giudice del
processo in corso abbia accolto la
richiesta di non usare le
informazioni fornite da Microsoft, i
dati sono nelle mani delle autorità
israeliane e potrebbero essere usati
per continuare a limitare la libertà
di Vanunu. “Chiediamo agli utenti di
internet di ogni parte del mondo di
andare sul sito irrepressible.info e
firmare l'appello per sollecitare
tutti i governi e le aziende a
rispettare la libertà su internet” –
è l'invito di Amnesty International.
“Le aziende spesso rivendicano un
comportamento eticamente
responsabile, ma la loro
cooperazione nella repressione
rischia di renderle complici di
violazioni dei diritti umani e di
danneggiare la loro credibilità”. Le
adesioni alla campagna
irrepressible.info saranno
presentate a novembre a
un’importante riunione dell'Onu sul
futuro di internet. Insieme al
lancio della campagna
irrepressible.info, Amnesty
International ha diffuso un rapporto
sul ruolo di Yahoo !, Microsoft e
Google nella repressione su internet
in Cina. L'apparato repressivo di
Pechino è considerato
particolarmente all'avanguardia
rispetto ad altri paesi e le aziende
paiono particolarmente desiderose di
collaborarvi.
Ulteriori informazioni
La campagna irrepressible.info è on
line nelle seguenti lingue: arabo,
inglese, francese e spagnolo. Sarà
presente anche nella home page di
www.amnesty.it, il sito della
Sezione Italiana di Amnesty
International.