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  CINA: LE AUTORITA DICHIARANO LA GUERRA ALLE «INCHIESTE FALSE» DOPO IL PREOCCUPANTE ARRESTO DEL GIORNALISTA ZI BEIJIA

27 luglio 2007  
Reporters sans frontières denuncia la strumentalizzazione a fini propagandistici dell’affare dei « dolci in cartone ». Le autorità hanno lanciato una campagna contro “le inchieste false” che prevede delle “punizioni molto severe” per i loro autori. “L'arresto del giornalista Zi Beijia sembra essere stato utilizzato dalle istituzioni responsabili della stampa per rinforzare ulteriormente il loro controllo sui media. Ovviamente, le “inchieste false” sono condannabili da un punto di vista deontologico ma lo Stato non può, non deve intervenire per punirne i colpevoli con la brutalità dimostrata negli ultimi giorni. Si tratta infatti di un problema che dovrebbe essere risolto all’interno delle redazioni coinvolte. Chiediamo dunque la liberazione di Zi Beijia e la fine di questa campagna governativa che dimostra nuovamente come la stampa cinese sia controllata dallo Stato,” ha dichiarato l’organizzazione. Il 25 luglio 2007, la stampa cinese ha annunciato che le tre istituzioni incaricate di sorvegliare i media nazionali - il Dipartimento della propaganda del Partito comunista, l'Amministrazione di Stato della radio, dei film e della televisione, e l’Amministrazione della stampa e delle pubblicazioni – hanno inviato una circolare congiunta con la quale minacciano i giornalisti e i media ed evocano la possibilità di gravi sanzioni contro chi pubblica un’informazione falsa. Secondo quanto è stato riferito da un articolo pubblicato sul sito Internet del Quotidiano del Popolo, i giornalisti colpevoli di aver provocato «l’ansia dei cittadini» o di aver «danneggiato l'immagine della Nazione», diffondendo delle informazioni inesatte, saranno severamente puniti. Anche i media per i quali questi giornalisti lavorano saranno gravemente sanzionati. Le istituzioni sollecitano inoltre i giornalisti incriminati ad ammettere i loro errori e a presentare le loro scuse pubbliche. La polizia ha annunciato, lo scorso 19 luglio, di aver arrestato Zi Beijia, collaboratore dell’emittente ufficiale Pechino TV, per aver realizzato un’inchiesta falsa che ha sollevato importanti polemiche in Cina e all’estero. Zi Beijia avrebbe ammesso di aver pagato delle comparse per poterle filmare mentre fabbricavano e vendevano dei dolci riempiti di cartone. Non si hanno notizie del giornalista e delle cinque persone fermate con lui dal giorno dell’arresto. Pechino TV ha presentato le sue scuse lo scorso 18 luglio per la diffusione del filmato incriminato. Altri sette giornalisti e responsabili dell’emittente sono stati sanzionati o ammoniti ufficialmente. Oggi, la polizia ha affermato che l’affare dei "dolci in cartone" è stata completamente inventato. Tuttavia, poco dopo la diffusione del reportage lo scorso 8 luglio, il governo aveva annunciato che era già al corrente della situazione. L'agenzia Xinhua aveva invece affermato che numerosi abitanti della capitale si dicevano perplessi nei confronti delle informazioni rivelate dall’inchiesta.Il quartiere dove è stato effettuato il reportage è conosciuto per le sue fabbriche dove vengono confezionati falsi prodotti alcolici ed alimentari. Un giornalista del quotidiano Ming Pao, di Hong Kong, ha ricevuto delle minacce di morte dopo aver cercato di indagare sul mercato del falso nel quartiere della capitale.
(Fonte: Reporters sans frontières-sezione Italia)
   
   

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