25 agosto 2007
«Desideriamo esprimere la nostra gioia per la liberazione di Larissa Arap
dall’ospedale psichiatrico dove era stata ricoverata di forza lo scorso 6
luglio. La legge disciplina l’applicazione delle misure per i ricoveri coatti.
Il rispetto della legalità è primordiale in questi casi e, quando viene meno, lo
stesso Stato di diritto è minacciato. L’internamento di Larissa Arap era
illegale visto che la giornalista non rappresentava un pericolo né per se stessa
né per la sua famiglia. Purtroppo questa vicenda ricorda tristemente un’epoca
nella quale l’uso della psichiatria ‘punitiva’ era frequente, » ha dichiarato
Reporters sans frontières. Attivista dell’opposizione, Larissa era stata
internata nell’ospedale psichiatrico dopo aver pubblicato un’inchiesta sulla
stessa struttura sanitaria denunciandone gli abusi. Lo scorso 20 agosto 2007, la
rappresentante del Fronte civile unito dell’opposizione a Murmansk (Nord), Elena
Vassilieva, ha annunciato che durante la sua visita quotidiana nel centro
psichiatrico a Apatiti, vicino a
Murmansk, il responsabile del reparto nel quale era detenuta Larissa Arap le
aveva fatto sapere che la giornalista sarebbe potuta tornare a casa. Grazie
all’intervento del consigliere per i diritti umani russo, Vladimir Lukin, una
commissione medica ha sottoposto la giornalista ad un esame psichiatrico per poi
dichiarare che le sue condizioni non giustificavano in alcun modo il ricovero
coatto.
Il direttore dell’Associazione di Psichiatrica Indipendente, Yuri Savenko, ha
dichiarato di temere che l’adozione in Russia della legge sull’estremismo possa
aumentare il numero di questo tipo di “detenzioni” nel Paese.