|

|
|
|
|
|
|
torna
alla home page |
|
|
Giornalisti e operatori dei media uccisi nel
2005
|
|
AFGHANISTAN
18 maggio:
Shaima Rezayee,
una presentatrice tv afghana di 24 anni, viene uccisa con un
colpo alla testa. La Rezayee conduceva dallo scorso anno un
programma musicale molto apprezzato dai giovani e
contrastato dai religiosi conservatori, che lo avevano più
volte definito scandaloso e antislamico, chiedendo che
venisse censurato.
AZERBAIDJAN
2 marzo: Elmar Huseynov, fondatore e giornalista del
settimanale d'opposizione in lingua russa, Monitor, viene
ucciso da un colpo di pistola nelle scale del palazzo in cui
abitava nella capitale Baku. Huseynov, che aveva ricevuto
numerose minacce di morte, era conosciuto per i suoi
articoli sulla corruzione del governo. Nel corso degli anni,
il suo giornale era stato soggetto a numerose accuse di
diffamazioni, la maggior parte delle quali da parte di
funzionari del governo.
19 giugno: Alim Kazimli, reporter e fotografo del principale quotidiano di
opposizione, Yeni Musavat (9.000 copie), muore in seguito a una emorragia
celebrale dovuta a un pestaggio di poliziotti avvenuto nel commissariato di
Bakou avvenuto il 28 dicembre 2004. Da sei mesi Alim Kazimli soffriva di una
paralisi alla parte sinistra direttamente legata all'aggressione. Il suo stato
di salute si era bruscamente aggravato il 17 giugno a seguito di una emorragia
celebrale. Il giornalista aveva 54 anni e lavorava per lo Yeni Musavat da dodici
anni.
BANGLADESH
12 febbraio -
Il giornalista Sheikh Belaluddin muore sei giorni
dopo essere rimasto gravemente ferito con altri tre colleghi
in un attentato dinamitardo avvenuto il 5 febbraio scorso
nella sede dell’associazione della stampa a Khulna, nel sud
del Bangladesh. Dopo l’esplosione Belaluddin, caporedattore
del quotidiano ‘Sangram’, era stato trasferito in un
ospedale della capitale Dhaka, dove le sue condizioni si
erano ulteriormente aggravate.
31 maggio:
Golam Mahfuz,
38 anni, alla guida del giornale ‘Daily Comilla
Muktakantha’, viene trovato pugnalato a morte nel suo
ufficio, adiacente all’abitazione, a Comilla, cittadina
situata a est della capitale Dhaka. Spesso il reporter
rimaneva a dormire nel suo ufficio e ieri vi è stato
ritrovato cadavere, riverso nel letto, dalla donna delle
pulizie. Le forze di sicurezza hanno fermato quattro
sospetti e hanno aggiunto che stanno cercando di capire se
il delitto sia legato all’attività giornalistica della
vittima o abbia altre motivazioni. L’associazione locale
della stampa ha condannato l’omicidio e proclamato tre
giorni di lutto.
17 novembre: Gautam Das
viene trovato morto nel suo ufficio di Faridpur. Secondo le
prime testimonianze, il giornalista presenta braccia e gambe
spezzate, e profonde ferite alla nuca. Corrispondente del
quotidiano Prothom Alo, Gautam Das era conosciuto per le sue
inchieste sulle attività illegali e gli abusi del potere
nella città di Faridpur. Recentemente aveva scritto articoli
sul traffico di droga nella regione.
BRASILE
1 luglio: José Cândido Amorim
Pinto viene ucciso a Carpina (Stato di
Pernambuco, Nord-Est), mentre usciva dalla Rádio Comunitária
Alternativa dove lavorava. Nel momento in cui stava raggiungendo la sua
auto, due uomini in moto lo hanno avvicinato e lo hanno crivellato di colpi. Il
giornalista aveva ricevuto molte minacce negli ultimi suoi mesi di vita ed era
già stato ferito in un attentato il 21 maggio 2005. AAnimatore di una
trasmissione investigativa e consigliere comunale, il giornalista denunciava
regolarmente tutti gli affari legati alla corruzione. Recentemente aveva
chiamato in causa il sindaco di Carpina e un deputato locale.
Colombia
12 gennaio - Il
giornalista radiofonico
Julio Hernando Palacios
viene ucciso da due uomini armati a bordo di una
motocicletta mentre si recava al lavoro a Cúcuta, principale
città colombiana alla frontiera col Venezuela: lo hanno
riferito fonti della polizia locale, precisando che Palacios
è stato raggiunto da una raffica di proiettili mentre era a
bordo della sua auto, nel pieno centro della capitale del
dipartimento di Note de Santander, diretto alla sede
dell´emittente `Radio Lemas´, dove conduceva il notiziario
`El Viento´. le pallottole hanno colpito il giornalista alla
testa e all´addome, ma nonostante le ferite Palacios è
riuscito a rientrare a casa e ad avvertire i suoi figli, che
lo hanno immediatamente trasportato in ospedale, dove è
deceduto. Palacios, 55 anni, era conosciuto per i suoi toni
polemici nel denunciare episodi di corruzione nella classe
politica locale, ma anche difendere l´operato del governo di
Bogotá; era affiliato al Partito Conservatore, schieramento
che sostiene il presidente Alvaro Uribe. La Colombia figura
tra i Paesi con il maggior numero degli operatori della
comunicazione assassinati nell´esercizio della loro
professione: dal 1997 al 2004, secondo statistiche della
`defensoria del pueblo´ (ufficio governativo per i diritti
civili) sono stati 154 i giornalisti uccisi nel Paese,
insanguinato da oltre 40 anni di conflitto interno, per mano
di guerriglieri, paramilitari e narcotrafficanti.
23 febbraio -
Il fotografo Hernando Marné Sánchez Roldán viene
assassinato a Tulúa, località vicina a Cali e territorio
completamento in mano di guerriglieri, paramilitari e
narcotrafficanti. Il giornalista prendeva delle foto quando
due sconosciuti lo hanno avvicinato e ucciso con colpi di
arma da fuoco alla testa e al torace.
14 novembre: due bambini e il giornalista dell'emittente radiotelevisiva, Radio Cadena
Nacional (RDN), Martin Alkirio Viña, sono morti per una bomba esplosa in un
centro commerciale vicino a Bogotà. L'attentato non è stato rivendicato.
ECUADOR
20 aprile - Un
fotografo di 50 anni, Julio Augusto García
Romero, che lavorava per il quotidiano .'La Bocina', muore per arresto
cardiocircolatorio prodotto dall'asfissia
provocata da gas lacrimogeni lanciati dalla
polizia.
FILIPPINE
2 febbraio: sconosciuti uccidono Edgar Amoro, principale testimone
dell'uccisione del suo amico giornalista Edgar Damalerio, mentre usciva da
un liceo di Pagadian
(isola di Mindanao, sud del paese) dove insegnava l'inglese. Giornalista
della radio locale DXKP, Edgar Amoro, 46 anni, era presente nel veicolo del
giornalista Edgar Damalerio durante il suo assassinio avvenuto il 13 maggio
2002. Malgrado le minacce ricevute aveva sempre manifestato l'intenzione di
testimoniare contro gli autori dell'omicidio dell'amico.
28 febbraio: il corpo di Arnulfo Villanueva,
editorialista del quotidiano Asian Star Express Balita,
viene trovato sul bordo di una strada a Naic, nella
provincia di Cavite. La polizia sospetta che sia stato
ucciso per aver accusato alcuni esponenti del governo locale
di essere coinvolti nel gioco d’azzardo illegale.
9 marzo: Romeo Sanchez, annunciatore della DZNL
Radio di San Fernando City (La Union) e coordinatore
regionale del partito Bayan Muna, viene ucciso con un’arma
da fuoco a Baguio.
24
marzo: Esperat Garcia, 45 anni,
editorialista del “Midland Review”, beneficiava
di una scorta. La giornalista ha
congedato le sue guardie del corpo, per le feste
di Pasqua. Secondo la polizia locale, due
assassini hanno fatto irruzione in casa della
giornalista e l'hanno uccisa con una pallottola
alla testa, sotto gli occhi della figlia di 10
anni. Mentre sparava,
l’assassino
ha
detto soltanto:
"Buona
sera,
cara
signora".
Secondo i testimoni citati della polizia,
l’assassino avrebbe lasciato il luogo
tranquillamente, a piedi, in compagnia del suo
complice. La giornalista era famosa per la sua
crociata anti-corruzione e per il carattere
corrosivo dei suoi commenti. Secondo il
quotidiano "Inquirer", poco tempo prima della
sua morte, Garcia Esperat stava conducendo
un’inchiesta sul nepotismo nella villa di Sultan
Sa Barongis (isola di Mindanao) e su una truffa
di circa 750 000 euro nell’ufficio di servizio
regionale di agricoltura della città.
5
maggio: Klein
Cantoneros,
giornalista di radio ‘Dxaa-fm’ che era rimasto ferito in
modo grave da armati non identificati a Dipolog City, nella
provincia meridionale di Zamboanga del Norte, è deceduto 23
ore dopo il ricovero. La polizia non ha ancora individuato
gli assassini né le ragioni dell’omicidio del cronista, noto
per le sue critiche pungenti contro l’amministrazione
pubblica di Dipolog City.
10 maggio:
Philip Augustin, 54
anni, si trovava a casa di sua figlia a Dingalan. Gli
assassini hanno fatto fuoco sul giornalista, uccidendolo con
un colpo dietro l’orecchio sinistro. La giovane donna non ha
avuto il tempo di identificare gli assalitori. Uno dei due
ha sparato contro il giornalista attraverso una finestra
prima di fuggire su una motocicletta. Philip Augustin aveva
con sé circa 500 copie del suo giornale, nel quale
denunciava regolarmente casi di corruzione. Poco tempo prima
dell’omicidio, il giornalista aveva pubblicato degli
articoli sul sindaco di Dingalan, Jaime Ylarde, ex ufficiale
di polizia. Quest’ultimo ha negato ogni implicazione
nell’omicidio in un’intervista rilasciata al canale
televisivo GMA-7 e ha dichiarato che farà di tutto per
accelerare le indagini.
3 luglio: Rolando "Dodong"
Morales, 43 anni,
presentatore della stazione radio DXMD, viene assassinato da otto
sconosciuti vicino alla città di Polomolok (sud di Mindanao). Secondo alcuni
testimoni, il giornalista era in moto quando gli otto, che viaggiavano anch'essi
in moto, hanno fatto fuoco su di lui. Per assicurarsi che il giornalista non
riuscisse a sopravvivere, gli assassini hanno continuato a sparargli anche
quando il giornalista era ormai esamine a terra. Morales muore raggiunto da 15
proiettili. Una settimana prima della sua morte Rolando Morales aveva criticato
in maniera veemente i trafficanti di droga della regione ed era diventato subito
oggetto di minacce di morte.
18 novembre:
Ricardo ‘Ding’ Uy, che lavorava per
l’emittente radiofonica ‘dzRS AM Sorsogon’, viene ucciso a
colpi di arma da fuoco davanti alla sua abitazione nella
città di Sorsogon, nel nord del paese.
21 novembre: Robert Ramos, 39 anni,
cronista del quotidiano ‘Katapat’, viene assassinato da
ignoti in motocicletta in un mercato della cittadina di
Cabuyao, nella provincia di Laguna, circa 50 chilometri a
sud della capitale Manila. Raggiunto da colpi di arma da
fuoco alla testa, l’uomo è deceduto sul posto. Alcuni
colleghi hanno ricordato che Ramos aveva denunciato più
volte attività illegali come gioco d’azzardo e
prostituzione.
1 dicembre: George Benaojan,
ventisettenne reporter, viene freddato mentre si trovava in
un mercato pubblico nel centro del paese. Benaojan,
giornalista radiofonico e editorialista per un quotidiano
locale, viene ucciso durante la notte da un sicario mentre
insieme a un collega camminava per il mercato di Talisay
City nell’isola centrale di Cebu.
HAITI
25 gennaio - Durante un raid in una delle basi dei fedeli dell’ex presidente
Aristide, la polizia haitiana ha ucciso numerosi ragazzi e un giornalista.
Dozzine di poliziotti armati hanno fatto irruzione nel Village de Dieu, a
Port-au-Prince, una baraccopoli considerata come roccaforte delle bande fedeli
all’ex presidente Jean-Bertrand Aristide, che è stato costretto all’esilio
durante una rivolta armata l’anno scorso. La polizia ha ammesso di aver ucciso
molte persone durante l’operazione ma li ha descritti come dei criminali morti
durante uno scontro a fuoco. Un attivista del Comitato per la
Protezione dei Diritti del Popolo Haitiano, e molti residenti hanno detto che
almeno una dozzina di persona sono state uccise dalla polizia. Sostengono anche
che molti di coloro che sono stati uccisi, tra cui il giornalista Abdias Jean,
sono morti perché potrebbero aver visto la polizia mentre uccideva tre ragazzi.
"La polizia ha chiamato tre ragazzi che stavano uscendo dal corridoio e li stava
interrogando per farsi dire dove si era nascosti i banditi," ha dichiarato un
testimone che ha visto la scena dall’interno della sua abitazione. "Quando i
ragazzi hanno risposto di non saperlo, la polizia li ha uccisi dopo averli
accusati di voler ascondere i criminali." Un’altra testimone ha dichiarato di
aver sentito Jean mentre urlava, "Non uccidetemi, sono un giornalista. Perché
dovrei morire così?" Un altro testimone dell’incidente sostiene che la polizia
ha aggredito Jean e poi, "Dopo averlo picchiato, lo hanno portato un po’ più
lontano e gli hanno sparato." La polizia ha giustificato il raid
sostenendo che faceva parte di uno sforzo per sgominare dei gruppi armati. Circa
200 persone sono state uccise da settembre negli scontri tra i gruppi seguaci di
Aristide e gli avversari.
Le truppe delle Nazioni Unite sono state inviate per calmare la situazione
caotica che si è venuta a creare nel paese dopo la fine di Aristide. Il
segretario generale delle Nazioni Unite rappresentante speciale ad Haiti, Juan
Gabriel Valdes, ha dichiarato la scorsa settimana di essere preoccupato perché
la polizia sembra responsabile per i ripetuti casi di violazioni dei diritti
umani.
4 aprile: Muore Robenson Laraque, reporter
della radio privata Tele Contact. che era stato ferito da
colpi di arma da fuoco mentre assisteva a uno scontro fra le
truppe dell’ONU e membri dell’esercito ormai sciolto di
Haiti avvenuto il 20 marzo nella città di Petit-Goâve. Durante lo scontro, cominciato dopo che gli ex-soldati avevano
occupato una sede della polizia, sono morte tre persone, incluso un peacekeeper
dello Sri Lanka. Laraque e alcuni colleghi stavano osservando il confronto da un
balcone della redazione di Tele Contact, quando il giornalista è stato raggiunto
da due colpi alla testa e al collo. Laraque è stato portato nell’ospedale di
Port au Prince, la capitale di Haiti, dove ha ricevuto le prime cure. Ma le
ferite erano così gravi, che successivamente è stato trasferito a Santo Domingo
e poi a Cuba. Alcuni testimoni sostengono che i colpi sono stati sparati
da un peacekeeper dell’ONU e che Laraque teneva in mano un microfono in quel
momento. La Missione di Stabilizzazione delle Nazioni Unite
ad Haiti opera con una mandato ONU che le garantisce l’autorità di “mantenere
una situazione sicura e stabile in cui il processo costituzionale e politico
haitiano possa avere luogo” e di “proteggere i civili dall’incombente minaccia
di violenze fisiche”.
14 luglio: il cadavere di Jacques Roche viene ritrovato in una strada della
capitale Port-au-Prince.
Il corpo era ammanettato e portava segni di tortura. Critico letterario e
capo della rubrica culturale del quotidiano Le Matin, il giornalista era stato
rapito il mattino del 10 luglio. I rapitori avevano fatto sapere alla famiglia
che il giornalista sarebbe stato rilasciato dietro il pagamento di un riscatto
di 250mila dollari.
KOSOVO
25 giugno: Bardehul Ajeti, giornalista albanese del quotidiano Bota Sot, vicino
alla Lega democratica del Kosovo (LDK,
partito del presidente Ibrahim Rugova), muore a seguito delle ferite
riportate nella sera del 3 giugno. Bardehul Ajeti era stato attaccato a colpi di
arma da fuoco da sconosciuti a 30 km da Pristina, dopo che l'auto su cui
viaggiava si era fermata per un guasto. Ferito alla testa era subito entrato in
coma. Il giornalista aveva scritto negli ultimi tempi numerosi articoli sulle
attività nella regione di gruppi mafiosi.
IRAQ
9 febbraio: Il giornalista
Abdel Hussein Khazaal, 40 anni, usciva dal suo domicilio,
nel quartiere di Maqal di Bassorah, con il suo figlio
Mohammed, di 3 anni, quando degli sconosciuti gli sparano,
uccidendolo sul colpo. Khazaal era anche il direttore del
servizio di stampa del governo di Bassora e membro del
partito sciita Dawa. Sotto il regime di Saddam Hussein,
Khazaa era stato in esilio. Il suo ultimo reportage era
dedicato alle elezioni legislative del 30 gennaio 2005.
Lanciata nel febbraio 2004, Al-Hurra ("La libera") é una
rete arabofona finanziata dagli Stati Uniti. Molti imam
hanno accusato la rete televisiva di essere al servizio
della propaganda americana.
28 febbraio: E' di Raiedah Mohammed Wageh
Wazan, la presentatrice televisiva
irachena rapita il 20 febbraio scorso, il corpo senza vita ritrovato a Mossul. Lo
ha detto suo marito, Salim Saad-Allah. Wazan lavorava per un’emittente locale di
Mossul. Secondo fonti di stampa internazionale, Razi Feisal, direttore della
televisione irachena per cui lavorava la giornalista - contattato a Mosul da
Baghdad – avrebbe dichiarato di non essere stato informato dell’uccisione della
sua collega. La giornalista, Raida Al Wazan, conduttrice del telegiornale di
Ninive, una rete regionale della televisione pubblica irachena ‘Iraqiya Tv’, era
stata rapita fa nel centro di Mossul, insieme a sua figlia di dieci
anni; la bambina era stata rilasciata il giorno stesso.
10 marzo: Laik Ibrahim, giornalista e responsabile dell'ufficio di Kurdistan-TV, la
catena televisiva del Partito democratico curdo (PDK) a Kirkouk (250 km a nord
di Bagdad), viene ucciso da sconosciuti mentre stava recandosi al suo luogo di
lavoro.
14 marzo:
un cameraman della tv satellitare del Partito
democratico del Kurdistan (Pdk), rapito due settimane prima,
è stato ucciso oggi a Mossul. Hussan Hilal Sarsam è
stato ucciso in un quartiere a nord di Mossul. Secondo un
membro della sua famiglia, il cameraman era di confessione
cristiana.
1 aprile: Ahmed Jabbar Hashim, del quotidiano Al Sabah (Le Matin), viene ucciso
il giorno dopo il suo rapimento.
14 aprile: Un giornalista della televisione curda,
Chamal Abdallah Assad, viene ucciso da uomini armati
nella città di Kirkuk. Lo ha annunciato la polizia. Il
giornalista lavorava per una televisione locale e per la
televisione satellitare 'Kurdsat', emittente dell'Unione
patriottica del Kurdistan del presidente Jalal Talabani. Lo
ha precisato il capo della polizia della regione. Secondo la
ricostruzione ufficiale dei fatti, degli uomini armati hanno
aperto il fuoco sul giornalista alle 19 locali, mentre si
trovava in un mercato d'automobili nel sud di Kirkuk, città
petrolifera 250 chilometri a settentrione di Baghdad.
Kirkuk, città multietnica, è abitata da arabi, curdi e
turcomanni. I rapporti tra le tre comunità sono marcati da
crescenti tensioni da quando è caduto il regime di Saddam
Hussein, oltre due anni fa.
18 aprile: due giornalisti della televisione
Al-Hurriya muoiono a causa di un attentato suicida a
Baghdad. Il direttore della stazione televisiva irachena,
Nawrooz Mohamed, ha dichiarato al Committee to Protect
Journalists (CPJ) che il produttore Fadhil Hazem Fadhil
e il cameraman Ali Ibrahim Issa sono stati uccisi
mentre si recavano ad un evento in onore del nuovo
presidente Jalal Talabani. I giornalisti stavano viaggiando
in una macchina insieme ad un reporter e all’autista, quando
le bombe sono esplose fuori dal ministero degli Interni.
Mohamed ha detto che i giornalisti non erano l’obbiettivo
dell’attacco che, secondo l’Associated Press, ha ucciso
almeno 18 persone.
24 aprile: Saleh Ibreahim, un operatore
della Associated Press Television News rimane ucciso mentre
riprendeva un combattimento a Mosul, nell'Iraq
settentrionale: è il secondo uomo della Associated Press
ucciso nel conflitto iracheno. «Siamo addolorati per la
morte di Saleh Ibreahim», ha dichiarato il presidente
dell'agenzia americana, Tom Curley. «La sua dedizione
all'informazione per riportare con completezza la storia
dell'Iraq in questo momento storico è stata di esempio a
tutti coloro che lo hanno conosciuto ed hanno lavorato con
lui».
16 maggio: due
giornalisti iracheni e il loro autista vengono assassinati
da presunti insorti a sud di Baghdad. I due,
Ali Yasem al Rumi e
Naji Abed Jodeir, alle
dipendenze di un canale televisivo kuwaitiano, avevano da
poco lasciato la città santa sciita di Kerbala, dove si
erano recati per girare un servizio, quando la loro
automobile è stata bloccata da una decina di presunti
insorti che, dopo aver fatto scendere passeggeri e autista,
li hanno decapitati.
L'agguato è avvenuto
nei pressi di Mahmudiya e Latafiya, nel Triangolo della morte dove la
guerriglia è particolarmente attiva.
20 maggio: Tre giornalisti
iracheni vengono uccisi in un’“esecuzione spietata e a sangue
freddo” per strada a sud di Baghdad. L’attacco è avvenuto
mentre i giornalisti si stavano recando da Kerbala a
Baghdad. Si trovavano su un minibus insieme ad altri
passeggeri, quando sono stati fermati da un gruppo armato
che ha fatto scendere i giornalisti quando hanno mostrato la
loro tessera stampa. Gli altri passeggeri sono stati
lasciati liberi, ma
Najem
Abd Khudair,
corrispondente da Kerbala per il giornale Al Mada,
Ahmad
Adam,
giornalista freelance di Al Mada, e
Ali
Jassem Al Rumi,
giornalista di Al Safeer, vengono uccisi.
22 giugno: Jassem Al Qais, 55 anni, giornalista del quotidiano iracheno
Al-Siyadaa, viene ucciso al volante della sua auto, assieme al figlio di 20
anni, in una strada a 10 km a nord di Bagdad.
28 giugno: A Bagdad, Ahmed Wael Al Bacri,
30 anni, mentre stava tornando a casa dopo il lavoro
di producer per Al Charkiya, una catena televisiva privata,
viene ucciso al volante della sua vettura che si era
avvicinata troppo a un convoglio militare americano.
1 luglio: Khaled Sabih al Attar, dirigente della TV pubblica irachena al-Iraqia,
viene rapito e ucciso a Mossul. Il giornalista, 43 anni, lavorava per una
trasmissione satirica intitolata "Me ne frego" che prendeva in giro
l'incuria degli uffici governativi.
3 luglio: Maha Ibrahim, caporedattrice della catena Baghdad TV,
appartenente al Partito islamico, viene uccisa, verosimilmente da colpi partiti
da soldati americani mentre stava andando al lavoro.
4 luglio:
Yasser Salihee, il reporter iracheno
che aveva denunciato gli squadroni della morte, viene ucciso
a un check-point Usa. Yasser Salihee medico e giornalista
per il gruppo Knight Ridder, indagava sugli scomparsi
sunniti uccisi dai commandos guidati dai consiglieri Usa.
2 agosto:
un giornalista indipendente americano,
Steven Vincent, viene ucciso
da alcuni sconosciuti a Bassora, nel sud dell'Iraq. I rapitori armati,che erano 4, circolavano a bordo di un
camioncino. Il cadavere del giornalista è stato ritrovato nella stessa strada,
crivellato di colpi. L'interprete, ferito gravemente da due pallottole, è stato
ricoverato in ospedale. Vincent era a Bassora da due mesi. Il giornalista, che ha collaborato con il New York
Times e il Christian Science Monitor, ha anche scritto un libro sull'Iraq
intitolato 'the Red Zone' (La zona rossa).
10 agosto: Abdul Qadir al Badrani, che lavorava per
una agenzia di stampa irachena viene ucciso vicino a
Falluja.
29 agosto: a Bagdad, nel quartiere di Hay al-Adil, una equipe televisiva
dell'agenzia Reuters, intervenuta per riprendere immagini di un attentato che
aveva portato alla morte di due poliziotti viene centrata da colpi sparati da
soldati americani. Waleed Khaled, 35 anni, tecnico del suono viene
colpito a morte da un
proiettile al viso e quattro nel petto. Il cameraman Haider Kadhem, che era
accanto a lui viene leggermente ferito. «Ho sentito degli spari, ho
guardato in alto e ho visto un cecchino americano sul tetto di un centro
commerciale», dichiara Kadhem ad altri giornalisti sopraggiunti sul luogo.
16 settembre: Hind Ismail, 28 anni, reporter del quotidiano locale
'As-Saffir', viene ucciso nella zona nord della città di Mosul. La polizia ha ritrovato il
suo corpo nel quartiere sud della città. Il reporter è stato fredddato con un colpo
alla testa. Il giornalista è stato ricordato da Slayhe al-Jowiree, deputato e
direttore del giornale: "Hind Ismail era un reporter molto attivo a Mosul, noi
lo rispettavano molto per la sua continua ricerca di verità".
17 settembre:
Firas Maadidi, 36anni, caporedattore del quotidiano 'As-Saffir' e
proprietario del quotidiano locale 'Al-Masar' viene ucciso
nella cittàdi Mosul da uomini non identificati.
18 settembre:
Fakher Haider al-Tamimi, reporter che da due anni lavorava per il
New York Times, viene sequestrato e ucciso a Bassora. La
moglie del giornalista racconta di quattro uomini armati che
hanno fatto irruzione nella loro abitazione dicendo di
essere poliziotti. Il corpo di suo marito è stato poi
ritrovato nel quartiere al Kibla, con diverse ferite di arma
da fuoco alla testa.
19 ottobre:
il numero due del Sindacato dei
giornalisti iracheni, Mohammad Haroun, viene
assassinato sera da alcuni sconosciuti in un quartiere
orientale di Baghdad. Riferisce il presidente del sindacato
Shehab al Tamimi. "Alcuni uomini armati a bordo di un
veicolo hanno sparato contro la sua automobile, ferendolo
gravemente. Al suo arrivo all'ospedale al Kindi, i medici ne
hanno constatato il decesso". Prima della caduta di Saddam
Hussein, Haroun, 37 anni, aveva lavorato in settimanali di
Uday Saddam Hussein, il figlio dell'ex presidente. Il
Sindacato dei giornalisti è stato riformato dopo la caduta
del regime di Saddam nell'aprile 2003 e i suoi capi sono
stati eletti da una parte dei giornalisti iracheni. Un'altra
parte dei giornalisti invece organizzata nell'Unione dei
giornalisti iracheni, vicino alle nuove autorità. Tamimi si
è rifiutato di accusare qualsiasi parte politica per
l'assassinio del suo vice.
LIBANO
2 giugno:
Uno dei più noti giornalisti libanesi antisiriani muore in
un attentato
a Beirut. Lo scoppio colpisce l'auto su cui si trovava Samir Kassir,
del quotidiano "An Nahar", che muore carbonizzato nel mezzo. Secondo la tv
araba Al Jazeera la vettura è stata fatta saltare in aria con dell'esplosivo.
Una donna rimane ferita.
12 dicembre: Un'autobomba uccide a Beirut il parlamentare antisiriano e
giornalista Gebran Tueni, e i tre uomini della scorta che erano con
lui. Una decina i feriti. L'attentato avviene nella zona industriale
di Mkalles, un sobborgo cristiano della capitale libanese.
L'ordigno è esploso al passaggio del fuoristrada blindato
sul quale viaggiava Tueni. Tueni era sempre stato fortemente critico nei confronti della Siria, ed
era stato eletto al Parlamento nelle elezioni di quest'anno, nella lista
di Saad Hariri, figlio dell'ex premier Rafik Hariri, a sua volta
assassinato in un attentato il 14 febbraio.
Il deputato si stava recando nel centro di Beirut alla redazione del
quotidiano An-Nahar, di cui era proprietario ed editore. Quarantotto
anni, cristiano greco-ortodosso, sposato e padre di quattro figlie,
Tueni era rientrato in Libano solo da poche settimane, dopo aver
trascorso alcuni mesi a Parigi in seguito a minacce di morte che aveva
ricevuto assieme ad altri esponenti politici della nuova maggioranza
parlamentare antisiriana, compreso Saad Hariri, che si trova ancora
all'estero.
LIBIA
8 giugno:
Il giornalista scomparso Daif al-Gahzal al-Shuahibi
viene trovato morto. Il suo corpo viene trovato sulla costa
di Benghazi, a circa 1.000 chilometri dalla capitale
Tripoli. Secondo un anonimo ufficiale del governo, sembra
che al-Shuahibi, un tempo reporter per il quotidiano di
proprietà dello stato Al-Akhdar, “sia stato ucciso in un
atto criminale”. I colleghi di al-Shuahibi hanno detto che
il giornalista era stato critico contro “la corruzione
dell’amministrazione libica”. La scomparsa di al-Shuahibi
era stata riportata il 22 maggio. Le autorità di governo
della Libia operano un controllo serrato sulla stampa e
pochissime notizie escono fuori dal paese.
MESSICO
15 aprile: Raul Gibb Guerrero, 53 anni,
proprietario e direttore de La Opinion viene ucciso da una
scarica di proiettili nella città di Poza Rica, che si trova
nello stato orientale di Veracruz. Quattro uomini armati non
identificati hanno sparato almeno 15 colpi mentre Guerrero
si trovava alla guida della propria macchina. Colpito da
otto proiettili, di cui tre in testa, Guerrero ha perso il
controllo del veicolo. Secondo la stampa locale, gli
assalitori sono fuggiti con due macchine. Qualche ora prima,
Gibb Guerrero si trovava nella città di Martinez de la
Torre, dove era stata lanciato un nuovo numero de La
Opinion. Il giornalista aveva ricevuto minacce di morte
qualche giorno prima dell’agguato, ma non aveva espresso una
gran preoccupazione a proposito. José Luis Vasconcelos, un
ex procuratore della divisione per il crimine organizzato
della Procura Generale, ha dichiarato alla Reuters che Gibb
Guerrero “ha scritto in maniera diretta riguardo al Cartello
del Golfo e all’intera rete di corruzione collegata ad esso.
Questo attacco appare chiaramente come la volontà dei
trafficanti di droga di non dare pace a chi li denuncia”.
18 aprile:
Dolores Guadalupe Garcia Escamilla,
che conduce il programma “Punto Rojo” (Punto Rosso) per la
radio privata Stereo 91, muore per le ferite da arma da
fuoco ricevute in un attentato l'8 aprile. La giornalista
era stata raggiunta da nove colpi all’addome, al bacino,
alle braccia e alle gambe mentre stava arrivando a lavoro.
L’aggressore si era avvicinato alla giornalista mentre stava
parcheggiando la sua macchina di fronte alla radio e aveva
sparato 14 colpi in tutto, secondo la stampa messicana.
L’aggressione era avvenuta circa mezz’ora dopo la messa in
onda di un servizio di Garcia Escamilla riguardo
all’omicidio di un avvocato di Nuevo Lardo che aveva difeso
presunti spacciatori di droga. Garcia Escamilla, giornalista
di grande esperienza, si occupava di cronaca nera per la
Stereo 91 dal 2001. All’inizio di gennaio la macchina della
giornalista era stata incendiata davanti alla sua abitazione
e che non era stato chiarito quale fosse il motivo di questo
attacco, nonostante la stampa supponesse che la causa
fossero i suoi servizi di cronaca nera. Garcia Escamilla
aveva sporto denuncia ma nessun provvedimento era stato
preso.
NEPAL
6 aprile: Khagendra Shrestha, 45 anni, redattore
del giornale nepalese Dharan Today, muore per
le ferite di arma da fuoco, riportate circa due
settimane prima, quando era stato colpito alla
testa da un uomo non identificato, che lo aveva
sorpreso nel suo ufficio nella città di Dharan.
Le agenzie di sicurezza hanno accusato
dell’aggressione i ribelli maoisti, ma queste
ipotesi rimangono senza conferma. In passato, il
giornalista era stato oggetto di minacce da
entrambe le parti del conflitto, ovvero sia dal
governo del Nepal, sia dai ribelli maoisti. Il
colpo di stato del re nepalese Gyanendra,
avvenuto all’inizio di febbraio, ha comportato
una drastica limitazione della libertà di
stampa: al momento, è molto difficile ottenere
informazioni indipendenti da aree rurali come
quella di Dharan. La Federazione dei Giornalisti
Nepalesi aveva già condannato l’attacco e aveva
organizzato una raccolta di fondi per pagare le
spese mediche di Shrestha.
7 ottobre:
il giornalista Maheshwor Pahari
muore di tubercolosi dopo i continui rifiuti delle autorità
penitenziarie di farlo curare. Malato da alcuni mesi, il
giornalista, 30 anni, era stato ricoverato alla fine di
settembre solo quando le sue condizioni erano apparse
disperate. Una settimana dopo il suo ricovero Pahari è
morto. Arrestato una prima volta il 2 gennaio 2004,
Maheshwor Pahari lavorava per il settimanale 'Rastriya
Swabhiman' che era stato chiuso dopo la rottura della tregua
coi ribelli maoisti avvenuta nell'agosto 2003. Il 13 maggio
2005 il giornalista era stato di nuovo incarcerato mentre
usciva dalla prigione di Kaski, dopo aver espiato una pena
di sei mesi. Al momento del secondo arresto le sue
condizioni di salute risultavano discrete.
NICARAGUA
14
agosto: Adolfo Olivas Olivas, cronista e direttore
dell’Unione dei giornalisti del Nicaragua (Unión de
Periodistas de Nicaragua - Upn) viene assassinato con due
colpi d’arma da fuoco alle spalle. L’omicidio avviene a
Estelí, località a circa 148 chilometri dalla capitale
Managua. Solo due giorni prima, il 12 agosto, Olivas e
l’esecutivo nazionale dell’Upn avevano reso pubblica una
dichiarazione nella quale denunciavano i crescenti pericoli
cui sono soggetti in Nicaragua i giornalisti e il numero di
minacce sempre maggiori, il cui picco nel 2005 sarebbe
ulteriormente aumentato.
PAKISTAN
7 febbraio - Due giornalisti pakistani vengono uccisi e
altri due feriti in una sparatoria nel Waziristan
meridionale, regione montuosa al confine con l’Afghanistan
dove l’anno scorso fu messa in atto una campagna militare
contro sospetti militanti talebani e presunti esponenti di
‘al-Qaeda’. Amir Nawab, giornalista del ‘Frontier Post’ e
Allah Noor Wazir, dipendente della ‘Khyber Tv’ di Peshawar e
fotografo dell'agenzia 'Epa-Ansa', hanno perso la vita,
mentre Anwar Shakir, ‘stringer’ dell’Agence France Presse
(Afp) e Zardad Khan, dell’emittente televisiva ‘Al-Jazeera’
sono rimasti feriti quando alcuni uomini armati hanno aperto
il fuoco contro la loro automobile. Il gruppo stava
rientrando da Wana, principale città del Waziristan
meridionale, dopo aver partecipato a un incontro di capi
tribali. Lo scorso dicembre l’esercito pakistano aveva
annunciato di aver quasi raggiunto il controllo della
regione, dopo diversi mesi di operazioni militari durante le
quali, come ha denunciato la Commissione per i diritti umani
del Pakistan (Hrcp), ci sono state diverse centinaia di
morti, molti dei quali civili, e decine di migliaia gli
sfollati tra i tribali.
5 dicembre: Nasir Afridi,
presidente del Darra Adam Press Club e giornalista per un
quotidiano in lingua Urdu, muore mentre guidava la sua auto
nel nord del Paese dopo essere stato colpito da proiettili
durante scontri tribali.
RUSSIA
28 giugno: Magomedzagid Varisov, giornalista del settimanale Novoe Delo e direttore
del Centro repubblicano delle iniziative strategiche e politiche, viene
assassinato da colpi di arma da fuoco a Makhatchkala
(capitale del Daghestan), mentre stava uscendo dalla sua auto per rientrare nel
suo domicilio. Responsabile della rubrica politica del Novoe Delo, il
giornalista era conosciuto per i suoi articoli critici verso l'opposizione al
governo. Il giornalista e la redazione del giornale avevano ricevuto numerose
minacce di morte per telefono e da un anno Magomedzagid Varisov aveva detto ai
suoi colleghi di essere stato parecchie volte seguito da sconosciuti.
SIERRA LEONE
28 luglio: il giornalista
Harry Yansaneh muore due mesi dopo essere stato gravemente ferito da
uomini legati a Fatmata Hassan Komeh, deputato del partito al potere.
Il 10 maggio 2005, Fatmata Hassan Komeh,
parlamentare e membro del SLPP (Sierra Leone People's Party),
aveva ordinato ai suoi uomini, fra cui alcune persone della sua famiglia, di
pestare Harry Yansaneh, caporedattore del quotidiano For
Di People, per aver pubblicato articoli negativi sul governo. Due figli del
deputato,
accompagnati da altri tre uomini, avevano fatto irruzione nella redazione e
picchiato selvaggiamente il giornalista, cacciato gli impiegati dai loro uffici
e bloccato gli accessi alla redazione. Harry Yansaneh era stato lasciato sul
posto, il corpo e il viso tumefatti. Secondo fonti interne, molti degli
aggressori avevano in seguito lasciato il Paese. Il quotidiano For di People è
da tempo nel mirino del governo. Il suo fondatore e direttore sta scontando,
dall'ottobre 2004, una pena di di quattro anni di prigione con l'accusa di
"diffamazione e sedizione", dopo essere stato chiamato in giudizio direttamente
dal presidente della Sierra leone, Ahmad
Tejan Kabbah.
SOMALIA
9 febbraio: Kate
Peyton, 39 anni, corrispondentedella BBC viene raggiunta alla schiena da
proiettili sparati da una pistola con silenziatore mentre si trovava davanti a
un albergo che da alcuni giorni ospita parte del governo ad interim somalo
rientrato a Mogadiscio. Ricoverata d'urgenza in ospedale e operata; inizialmente
le sue condizioni sembravano non destare preoccupazione. La causa del decesso
sarebbe un'emorragia interna. Peyton aveva trascorso gli ultimi 10 anni in
Africa, con base presso la sede della Bbc di Johannesburg, in Sudafrica. Era
stata incaricata di realizzare un reportage sulla Somalia, paese che dal1991,
anno della caduta del dittatore Siad Barre, è rimasto in una sostanziale
anarchia istituzionale dominata dagli scontri tra clan rivali per il controllo
del territorio.
5 giugno: Duniya Muhiyadin
Nur, giornalista della
radio-televisione somala ‘Horn Afrik’, è stata uccisa ieri
da colpi di arma da fuoco mentre viaggiava a bordo della sua
auto nei pressi di Afgoi, a una trentina di chilometri da
Mogadiscio. Lo si apprende da fonti di informazione somale,
secondo le quali la cronista sarebbe morta sul colpo. I suoi
colleghi hanno detto che la reporter è stata colpita a un
posto di blocco da alcuni miliziani che hanno aperto il
fuoco contro l’autista, il quale si era lamentato dei
continui controlli da parte di uomini armati. La giornalista
stava andando verso Afgoi proprio per seguire delle
manifestazioni di protesta della popolazione locale contro
le milizie locali, che imporrebbero anche forme di pagamento
per il passaggio delle barriere lungo la strada.
SRY LANKA
29 aprile:
Il cadavere di un noto giornalista,
firma di uno delle principali testate vicine alla
ribellione tamil, viene ritrovato nella capitale Colombo.
Dharmaretnam Sivaram,
46 anni, era stato sequestrato la sera prima mentre era in
un ristorante. Sivaram scriveva per le pagine inglesi del
sito Internet Tamil Net, sorta di organo di comunicazione
del movimento delle “Tigri per la liberazione della
patria Tamil” (Ltte) che dal 1983 combattono per
l’indipendenza delle regioni abitate dalla minoranza tamil;
ma curava anche una seguitissima rubrica sul quotidiano
nazionale Daily Mirror. Non si hanno ipotesi sui
responsabili dell’omicidio; Sivaram aveva spesso criticato
nei suoi articoli le posizione più radicali tra politici e
società della maggioranza cingalese del Paese che
contrastavano la richiesta di autonomia dei tamil; inoltre
era sopravvissuto ad un attentato nel 2001 quando uno
sconosciuto lo accoltellò nel suo studio a Batticaloa,
nell’est del Paese. Sivaram, d’altra parte, avrebbe potuto
aver nemici anche tra i ribelli stessi. Originario dell’est
del Paese, era amico personale di Vinayagamoorthi
Mularitharan, noto con il nome di battaglia di “Colonnello
Karuna”, ex-capo delle forze tamil nell’est e
protagonista lo scorso anno di una violenta secessione
interna del gruppo guerrigliero da cui è uscito sconfitto.
Malgrado la sua amicizia con Karuna, oggi in clandestinità,
Sivaram continuava a sostenere nei suoi articoli la fazione
maggioritaria guidata dal capo storico Velupillai
Prabhakaran.
12 agosto: Relangi Sevaraja, presentatrice di un programma di informazione sulla
catena pubblica Sri Lanka Rupavahini Corporation (SLRC), viene assassinata
assieme a suo marito a Colombo. La giornalista, 45 anni, presentava un programma nel corso del quale prendeva regolarmente posizioni
critiche nei confronti delle Tigri tamil.
Thailandia
14 febbraio: Pongkiat Saetang, 54 anni, giornalista
di Had Yai Post, muore dopo che un uomo non identificato gli
spara due colpi di pistola nella schiena, mentre stava
guidando la sua motocicletta nella città di Had Yai. Il
giornalista era conosciuto per i suoi articoli sulla
corruzione locale.
|
|
|
|
|
|
torna
alla home page |
|
|
|
|