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Giornalisti e operatori dei media uccisi nel 2006
 

nella foto il corpo senza vita di Subramaniyam Sugirdharajan, 35 anni, corrispondente del quotidiano in lingua tamil 'Sudar Oli'. Il reporter è stato ucciso il 24 gennaio 2006 nello Sri Lanka

 


 


AFGHANISTAN

24 luglio: Abdul Qodus, cameraman e impiegato nell'ufficio della televisione privata Aryana, rimane ucciso in un doppio attentato suicida. Abdul Qodus stava partecipando alla realizzazione di un reportage sulla morte di due soldati canadesi della forza internazionale in un attentato suicida. Quaranta minuti dopo il primo attacco un secondo terrorista si è fatto esplodere nella folla, uccidendo cinque civili, tra cui il cameraman.  Il giornalista è deceduto per le ferite alla testa.

7 ottobre: uccisi nel quinto anniversario dell'inizio della guerra degli americani contro i talebani: i due giornalisti tedeschi Karen Fischer, 30 anni, e Christian Struwe, 38, vengono ammazzati a sud di Baghlan, nel centro del Paese. I due reporter, collaboratori della radio 'Deutsche Welle', erano partiti da Kabul, soli e senza autista, e si stavano recando nella città di Bamiyan, famosa per le due grandi statue di Buddha abbattute dai talebani nel 2001. I due reporter sono stati assassinati a colpi di arma da fuoco vicino alle loro tende, poste a 12 metri dalla strada principale e non sono stati rapinati.

ANGOLA

8 luglio: Augusto Pedro, 40 anni, corrispondente dal 1997 del quotidiano 'Jornal de Angola', viene ucciso a una stazione di servizio.

16 luglio: Benicio Wedeinge, direttore della catena televisiva pubblica TPA viene ucciso da colpi di arma da fuoco sparati da sconosciuti mentre stava rientrando a tarda notte nella sua abitazione

BANGLADESH:

27 settembre: Bellal Hossain Dafadar, 38 anni, corrispondente dalla città di  Khulna del quotidiano 'Janabani', muore in ospedale dove era stato ricoverato in seguito a una aggressione  subita mentre stava tornando a casa in bicicletta. Un gruppo di quattro o cinque assalitori  lo hanno bloccato e lo hanno pugnalato. Le sue condizioni erano subito apparse disperate.

BRASILE

24 luglio: Ajuricaba Monassa de Paula, 73 anni, collaboratore di alcune testate giornalistiche e web nella città di Guadamirin (stato di Rio de Janeiro) muore per le percosse ricevute da un consigliere municipale. Il giornalista era uno dei principali accusatori della municipalità.

CINA

4 febbraio: ucciso per un articolo. Muore così,  per le percosse di un gruppo di poliziotti e dopo una lunga agonia, il vicedirettore di un giornale della Cina orientale. La notizia della morte di Wu Xianghu viene diffusa dai suoi colleghi del 'Taizhou Wanbao' (Giornale della Sera di Taizhou). Tutto era cominciato con un articolo pubblicato in ottobre dal giornale, nel quale si accusava la polizia stradale della città di aver imposto arbitrariamente una pesante imposta ai possessori di motorini. Il giorno stesso, 40-50 persone, risultate poi appartenere alla polizia, hanno fatto irruzione negli uffici del giornale e picchiato a sangue Wu Xiangu, che era stato ricoverato in gravi condizioni. Due anni prima dei fatti Wu aveva subito un trapianto di fegato. Nessuno è mai stato formalmente accusato per l'aggressione.

18 luglio:
Xiao Guopeng, giornalista del quotidiano 'Anshun', muore in seguito alle percosse di un poliziotto nella provincia di  Guizhou. Il giornalista, 39 anni, muore per emorragia celebrale. Il poliziotto viene arrestato. Secondo il Centro d'informazione sui diritti dell'uomo e la democrazia (con sede a Hong Kong) la morte del giornalista è strettamente legata a un suo recente articolo che criticava la polizia locale.

COLOMBIA

20 marzo: Gustavo Rojas Gabalo, animatore di Radio Panzemu nella città di Monteria, in Colombia, muore, sei settimane dopo essere stato raggiunto da colpi di pistola alla testa. Rojas, animatore di un programma molto seguito, aveva riportato più volte le lamentele di giornalisti e altri cittadini per il comportamento di personaggi pubblici di Montería. 

9 agosto:
Milton Fabián Sánchez, presentatore di una stazione radio comunitaria, viene ucciso da alcuni sconosciuti a Yumbo, nel sud-est del paese. Sánchez, 37 anni, lavorava in tre trasmissioni radio a Yumbo Estéreo, due delle quali si occupavano di educazione civica ed erano finanziate dal governo locale. La terza era una trasmissione di dibattiti politici, in cui Sanchez spesso aveva criticato il comportamento dell’ amministrazione locale. Non si sa se Sánchez avesse ricevuto minacce. Il giornalista, tra l’altro, era presidente di un gruppo di azione comunitaria nella sua zona di residenza. Era sposato e padre di due bambini.

22 agosto:
Atilano Segundo Pérez, direttore di un programma dell'emittente Radio Toledar, viene ucciso davanti alla sua abitazione da uno sconosciuto a bordo di una moto nella città di Los Alpes de Cartagena (nord del Paese). Due giorni prima della sua morte il giornalista aveva rivelato nel suo programma che alcuni gruppi militari di estrema destra, ufficialmente sciolti, continuavano la loro attività e finanziavano la campagna elettorale di alcuni candidati.

26 novembre:
Marino Perez, corrispondente di 'Radio Avana' e collaboratore di 'Le Monde' viene ucciso da alcuni sicari per strada nella città di La Plata. A riferire dell'omicidio avvenuto con un colpo alla nuca sono stati i parenti e l'International Federation of Journalists (IFJ). Perez stava cercando di realizzare un'intervista esclusiva con Simon Trinidad, capo storico delle Forze armate rivoluzionarie e stava anche tentando di entrare nella mediazione per la liberazione dei tre ostaggi statunitensi. "Il collega, 58 anni, colpito alla base della testa - spiega una nota dell'IFJ - è stato abbandonato dai sicari in una strada buia dove è stato in seguito rinvenuto cadavere dagli abitanti del quartiere". Perez aveva realizzato dei servizi TV per un canale tedesco, aveva lavorato per le radio colombiane Caracol e Todelar ed era stato corrispondente di guerra durante il conflitto nel Golfo Persico. A escludere un omicidio per rapina è stato il fratello, Josè Perez, che ha raccontato come la vittima non sia stata derubata.

EQUADOR


14 febbraio:
José Luis León Desiderio, giornalista di Radio Minutera, viene ucciso nella città di Guayaquil, con un colpo alla testa, mentre usciva dalla sua casa. Giornalista da 22 anni, Desiderio aveva lavorato per la rivista El Telégrafo prima di diventare opinionista radiofonico per molte radio, compresa Radio Minutera dove presentava il programma "Opinión". Secondo i suoi colleghi la sua morte è una vendetta per le continue denunce nei confronti della criminalità che il giornalista lanciava dall'emittente.

FILIPPINE

20 gennaio: Rolly Canete viene ucciso mentre rientrava in casa da sconosciuti nelle strade di Pagadian (nel sud del Paese). Il giornalista animava quotidianamente dei programmi su tre radio locali.

21 gennaio: Graciano Aquino, reporter del giornale locale  Central Luzon Forum viene assassinato a Morong, nelle isole di Luzon. Gli aggressori, che secondo un rapporto della International Federation of Journalists, sono membri del Partito Marxista-Leninista della Filippine, lo hanno avvicinato e gli hanno sparato nella testa.

2 aprile:
Orlando Mendoza, 58 anni, caporedattore del giornale locale  Tarlac Patro e segretario cittadino del Club della radio e della stampa, viene ucciso da colpi di pistola vicino al suo domicilio nella città di Tarlac (cento km a nord di Manila). Lo scorso mese il giornalista era stato denunciato per diffamazione dalla "Confraternita dei guardiani delle Filippine (organizzazione paramilitare) per aver pubblicato editoriali critici nei loro confronti.

16 maggio:
Albert Orsolino, fotografo per il quotidiano 'Saksi Ngayon', della città di Caloocan (nord di Manila), è stato ucciso ieri da due killer mentre era al volante della sua vettura. Secondo i suoi colleghi Orsolino è stato ucciso per aver scattato troppe fotografie relative ad affari compromettenti.

22 maggio:
Fernando Batul, commentatore  di radio 'dyPR' viene ucciso a colpi di pistola da due killer in moto mentre si stava recando al lavoro a Puerto Princesa, nell'isola di Palawan (sud-ovest della capitale Manila). Secondo la polizia, gli assassini sono probabilmente stati ingaggiati da funzionari locali corrotti che il giornalista aveva ripetutamente denunciato nel suo programma titolato “Bastonero”, dove spesso Batul parlava di casi di corruzione. Giornalista molto rispettato nell'isola, Batul era già stato vittima di un attacco, il 24 aprile 2006, quando due granate erano state lanciate all'interno della sua abitazione ma non erano esplose.

19 giugno:
George Vigo, collaboratore dell’Union of Catholic Asian News (UCAN), e sua moglie Macel Alave-Vigo, presentatrice di una trasmissione sulla radio dxND, a Kidapawan (isola di Mindanao, sud delle Filippine) vengono uccisi da due killer a bordo di una moto mentre stavano rientrando nella loro abitazione. La coppia aveva partecipato alla creazione della Federation of Reporters for Empowerment and Equality (FREE) ed era molto attiva sul campo dei diritti umani. Lasciano quattro figli di 20, 13, 9 e 7 anni.

19 luglio: d
ue killer uccidono il giornalista radiofonico Armando Pace, mentre tornava a casa dal lavoro. Pace era sulla sua motocicletta, verso l’ora di pranzo, quando viene colpito alla testa e al petto. Armando Pace, lavorava per la radio Ukay dxDS, ed era conosciuto per le sue indagini sulla polizia locale e i trafficanti di droga.

20 dicembre:
Andres "Andy" Acosta, reporter di 46 anni, viene pugnalato a morte nella città di Batac (nord del Paese). Dei testimoni l'hanno visto fermarsi mentre circolava in moto, poi l'hanno visto cadere. Aveva appena ricevuto tre pugnalate nel petto in circostanze ancora non chiarite. Il giornalista, che da nove anni lavorava per la  'dzJC Aksyon-Radyo', si occupava di cronaca giudiziaria, ma faceva inchieste anche su temi scottanti.

GUATEMALA

10 settembre:
Eduardo Maas, giornalista radiofonico guatemalteco di 58 anni, viene assassinato a colpi d'arma da fuoco mentre era all'interno della sua auto a Coban, nel sud del Paese. Maas era noto in Guatemala per le sue battaglie in difesa del rispetto dei diritti umani.

INDIA

6 gennaio:
Prahlad Goala, 32 anni, corrispondente del quotidiano Asomiya Khaba, nello stato dell'Assam (Nord-Est), viene ucciso a colpi di mannaia da uomini che precedentemente lo avevano investito mentre, in moto, circolava nel distretto di Golaghat. Prahlad Goala muore per le profonde ferite riportate alla testa. Una settimana prima il giornalista aveva pubblicato una serie di articoli sull'implicazione di una guardia forestale in affari di corruzione.

10 giugno: Arun Narayan Dekate, corrispondente del 'Tarun Bharat', giornale regionale nello stato di  Maharashtra (centro del Paese) muore per le ferite inflitte da un gruppo di aggressori che lo avevano attaccato a colpi di pietra. La sua morte, secondo fonti giornalistiche locali, è sicuramente legata alla sua attività  giornalistica.

INDONESIA

29 aprile: il giornalista free-lance Herliyanto, 38 anni, che lavorava per il giornale regionale Radar Surabaya viene ucciso nel distretto di Probolinggo (Java orientale), da sei individui in moto che rubano anche la sua macchina fotografica e un quaderno. Il giornalista stava seguendo un affare di corruzione in seno all'amministrazione di un villaggio, dove soldi destinati alla costruzione di una scuola erano stati intascati dal capo villaggio e da funzionari locali.

IRAN


24 luglio:
Ayfer Serçe, giornalista curda della Firat Haber Ajansi (FHA, Agenzia di stampa dell'Eufrate) viene uccisa a Keleres nella provincia dell’Azerbaidjan (nord est dell'Iran) durante una operazione militare lanciata contro i ribelli curdi. La giornalista, di nazionalità turca, lavorava sotto lo pseudonimo di Silan Aras e si era recata all'inizio di luglio nella provincia al fine di realizzare una inchiesta sui suicidi delle donne in una regione dove vivono molti curdi. La FHA ha accusato le forze iraniane di aver assassinato la giornalista. La famiglia non è stata autorizzata a rimpatriare il corpo.

IRAQ

7 gennaio:
tre uomini armati a bordo di una Opel rossa intercettano la vettura su cui viaggia la reporter americana Jill Carroll (non lontano dalla moschea Malik bin Anas, nella zona occidentale di Baghdad), rapiscono la reporter e sparano all'interprete e giornalista, Allan Enwiyah, iracheno di religione cristiana, chei non muore subito e riesce a raccontare del sequestro della giornalista statunitense ai poliziotti giunti sul posto attirati dagli spari.

12 gennaio:
un gruppo di uomini non identificati assassina a Alshoola (nord di Baghdad) Louai Salam Radeef, cameraman della catena televisiva satellitare Al- Baghdadia, ferendo anche il suo assistente Amer Mohammed.

23 gennaio:
Hamza Hussein, giornalista sportivo della catena di televisioni private al-Diyar, muore in prossimità della Zona Verde quando la sua vettura salta in aria per una bomba piazzata ai lati della strada.

26 gennaio:
il cameraman iracheno Mahmud Za'al, che lavorava per il canale satellitare Baghdad Tv, muore a Ramadi, a ovest di Baghdad, dopo uno scontro tra ribelli e militari Usa. Secondo i testimoni, il cameraman viene ucciso da un aereo americano mentre stava riprendendo un attacco dei ribelli a due edifici occupati da forze americane.

23 febbraio: una giornalista e due operatori, tutti iracheni, che lavoravano per la tv satellitare Al Arabiya vengono rapiti a Samarra. I loro cadaveri vengono ritrovati il giorno dopo a 15 km dalla città. Le vittime sono la giornalista Atwar Bahjat, 30 anni, l’operatore Adnan Abdallah e il tecnico del suono Khaled Morsen. La giornalista lavorava con Al Arabiya da tre settimane, prima era con Al Jazeera. I tre erano stati fermati da due armati su un fuoristrada, secondo un testimone che era riuscito scappare prima del sequestro.

7 marzo: Monsef Al-Khalidi, reporter di Baghdad TV, viene assassinato al volante della sua vettura, da uomini armati, sulla strada che porta da Baghdad a Mossul.

11 marzo: un dirigente della rete televisiva nazionale 'al Iraqiya' viene ucciso  ad Amariyah, quartiere occidentale di Baghdad. Anjat Hamid Hassan era stato fatto oggetto di colpi d'arma da fuoco mentre si recava al lavoro in auto. Anche il suo autista era rimasto ferito nell'attacco.

13 marzo: Muhsin Khudhair, caporedattore del settimanle 'Alef Ba' viene ucciso nella notte, nella cittadina di Sayadiya, a est di Baghdad, da uomini non identificati, mentre era al volante della sua vettura. Il giornalista aveva partecipato a un meeting dell'Unione dei giornalisti iracheni nel quale era stato chiesto che la neutralità dei giornalisti in Iraq fosse riconosciuta da tutte le forze in conflitto.

26 marzo: Kamal Manahi Anbar, dell'Institute for War and Peace Reporting, viene ucciso durante un raid delle forze americane e irachene contro una moschea, a nord di Baghdad

22 aprile: Koussai Kahdban, giornalista iracheno che lavorava per la radio locale 'Al-Bilad', viene ucciso a Baghdad da un gruppo di uomini armati.

5 maggio:
Abdel Chaker Al Dalimi, fotografo indipendente viene ucciso da sconosciuti.

5 maggio:
il corpo di Abdel Magid Al Mohammadaoui, giornalista free lance, viene ritrovato straziato a Bagdad. Il giornalista viene identificato grazie al tesserino professionale che portava con sé. 

7 maggio: il corpo di Muzahim Hadithi, reporter della Tv satellitare irachena Al-Baghdadiya e studente del quarto anno del corso di laurea in giornalismo all'Università di Baghad, scomparso il 3 aprile dopo essere stato fermato a un posto di blocco, viene scoperto da un parente che stava controllando le fotografie delle centinaia di deceduti in attesa di essere identificati e i cui cadaveri sono ammassati all'obitorio di Baghdad.

8 maggio: due operatori dei media che lavoravano per la televisione privata 'Al-Nahrain' vengono uccisi, dopo essere stati rapiti, da sconosciuti vestiti da poliziotti. I corpi dei due, il giornalista Laith al Dulaimi e il tecnico del suono Muazaz Ahmed Barood vengono identificati nell'obitorio di Kout, a 175 Km da Baghdad. I due erano stati bloccati da un gruppo di uomini che indossavano divise della polizia, mentre a bordo della loro auto stavano tornando a casa nella città di Mada'in (19 km a sud-est della capitale).

29 maggio: d
ue operatori della CBS News, il cameraman Paul Douglas, 48 anni, e il tecnico del suono James Brolan, 42 anni, rimangono uccisi e la corrispondente Kimberly Dozier, 39 anni, resta seriamente ferita durante un attacco avvenuto nel pomeriggio a Baghdad a un convoglio militare a cui erano aggregati. I tre infatti operavano come embedded nella 4th Brigade Combat Team, 4th Infantry Division, quando il mezzo su cui viaggiavano è stato squarciato da una bomba.

31 maggio:
Un giornalista sportivo della televisione Iraqiya, Ali Jaafar, viene ucciso a colpi d'arma da fuoco a Bagdhad. L'uomo viene assassinato poco dopo essere uscito dalla sua abitazione.

14 giugno:
Ibrahim Seneid, un redattore del giornale locale al-Bashara, viene ucciso in una sparatoria da una macchina di passaggio. La settimana precedente l'omicidio a Falluja erano stati distribuiti dei volantini che accusavano il giornale di pubblicare propaganda Usa e ne chiedevano la chiusura.

1 agosto:
Il corpo senza vita di Adel Naji Al Mansouri, corrispondente della televisione irachena 'Al Alam', rapito davanti alla sua abitazione il 30 luglio viene ritrovato nella zona ovest di Bagdad. 34 anni, Adel Al Mansouri stava rientrando a casa dopo aver condotto fuori Bagdad la moglie e la figlia allarmato da continue minacce di morte legate alla sua professione.

1 agosto:
Riyad Muhammad Ali, reporter per il settimanale stampato nella città di Mosul,  'Talafar al-Yawm', viene ucciso a colpi di arma da fuoco.

7 agosto:
Mohammed Abbas Hamad, 28 anni, giornalista del quotidiano sciita al-Bayinnah al-Jadida viene ucciso, a Baghdad, davanti all'ingresso della sua abitazione.

7 agosto:
Viene rinvenuto il cadavere di Ismail Amin Ali, 30 anni, un giornalista freelance rapito due settimane prima nella zona nord della capitale. La vittima presentava segni di tortura.

9 settembre:
Abdel Karim Al-Roubaï, giornalista del quotidiano 'Al-Sabah', viene ucciso mentre circolava nella sua vettura assieme a un collega. Individui armati hanno aperto il fuoco sul veicolo, nel pieno centro di Bagdad. Colpito alla testa il giornalista muoreo sul colpo. Il collega,  Ahmed Sami, rimane gravemente ferito.

12 settembre:
Il corpo senza vita Hadi Anawi al-Joubouri, 56anni, rappresentante del Sindacato Iracheno dei Giornalisti nella provincia di Diyala, viene ritrovato sulla strada. Il giornalista è stato ucciso a colpi di arma da fuoco.

13 settembre:
Safa Isma’il Enad, 31 anni, fotografo freelance per parecchi giornali fra cui 'Al-Watan' viene ucciso da colpi di arma da fuoco in un negozio di foto a Baghdad. Due killer, entrati nel negozio, lo hanno chiamato per nome e poi hanno aperto il fuoco.

19 settembre:
Ahmed Riyadh al Karbouli, 25 anni,  corrispondente di 'Baghdad Tv' viene ucciso da militanti armati mentre chiacchierava con alcuni amici davanti ad una moschea della città occidentale irachena di Ramadi. Il gioprnalista aveva ricevuto in passato molte minacce perché lasciasse la rete televisiva, un'emittente satellitare di proprietà del Partito islamico iracheno, formazione politica sunnita. Un mese prima uomini armati erano entrati nella casa di Karbouli e lo avevano minacciato davanti ai familiari. Secondo fonti, alcuni insorti di Ramadi si sentivano presi di mira dalle corrispondenze del giornalista.

8 ottobre:
il corpo senza vita di Mohammed Abu Rahman, di radio Dijla, di proprietà di un uomo d'affari sciita, viene rinvenuto nella capitale Baghdad. Il giornalista è stato torturato prima di essere ucciso.

10 ottobre:
l
a polizia di Baghdad rende noto di aver rinvenuto il cadavere di un giornalista iracheno sequestrato sette giorni fa nella parte Nord della capitale. Si tratta di Azad Mohammed Hassan. Il suo corpo presenta evidenti segni di tortura, ha aggiunto la polizia. Hassan lavorava per la radio Dar al Salam (La Porta della Pace), di proprietà del Consiglio degli ulema (sunniti).

12 ottobre: durante l'attacco alla tv irachena Al Chaâbiya vengono uccisi Abderrahim Nasrallah Al Choumari, direttore della telvisione, Nawfal Al Choumari, direttore aggiunto, Hussein Ali, Dhakir Hussein Al Chouaili e Ahmad Chaâban, tecnici, Sami Nasrallah Al Choumari, responsabile amministrativo.

28 ottobre: Naqsheen Hamad, volto noto della televisione al-Iraqiya, per la quale si occupava di sport, viene assassinata oggi a Baghdad assieme al suo autista. 

30 ottobre:
Raed  Qaies, 29 anni, viene ucciso nella zona sud della città. Lavorava per la stazione radio 'Sawt Al Iraq' (La Voce dell’Iraq). Si occupava inoltre delle notizie d’economia per Radio Somer, di proprietà del canale tv satellitare Somer.

4 novembre:
Ahmed Al Rashid, reporter della Tv satellitare al-Sharqiya, viene ucciso a bordo della sua autovettura in un agguato a Baghdad. Il reporter aveva appena lasciato la sede della televisione.

13 novembre: u
n cameraman, Mohammed al Ban, 65 anni, che lavorava presso il canale satellitare al-Sharqiya, viene crivellato di colpi davanti alla sua abitazione nella città di Mosul.

15 novembre:
la giornalista Louma Abdallah Al Karkhi, 25 anni, che lavorava per il  quotidiano arabofono 'al-Dustour' viene uccisa nel centro della città di Baqouba (quaranta km a nord della capitale). La giornalista aveva ricevuto numerose minacce anonime che "l'avvertivano" di lasciare il suo lavoro.

16 novembre:
Fadia Mohammed Ali, che lavorava per il quotidiano "Al Masar", viene uccisa insieme alla sua autista, nel centro di Mosul, mentre si recava al lavoro.

20 novembre:
il celebre umorista e realizzatore di programmi televisivi Walid Hassan viene ucciso mentre cercava di scappare a un tentativo di sequestro a Baghdad. Hassan era l'animatore, sulla catena televisiva privata Al Charkiya, di un programma dal titolo “Caricature”, un programma satirico nel quale sbeffeggiava allo stesso modo l'armata americana, gli uomini politici iracheni e gli insorti sunniti e sciiti. Sotto il regime di Saddan Hussein aveva realizzato numerose trasmissioni artistiche e sportive per la catena televisiva pubblica. Il suo corpo colpito da tre proiettili alla testa, è stato ritrovato nel quartiere di Yarmouk, nella zona est di Baghdad.

22 novembre:
il cronista, Raad Jaafar Hamadi, del quotidiano 'Al Sabah', con sede a Baghdad, viene ucciso da colpi di armi da fuoco sparati da un auto in corsa mentre si trovava nel quartiere Washash.

4 dicembre:
Nabil Ibrahim Al-Dulaimi, giornalista di 'Radio Dijla', di Baghdad, viene assassinato nel quartiere di  Washash (nord-ovest della capitale) mentre si stava recando con la sua vettura agli uffici della radio. Al-Dulaimi, 36 anni, era sposato e padre di due figli di sette e tre anni.

12 dicembre:
Aswan Ahmed Lutfallah, 35 anni, cameraman dell’agenzia APTN viene assassinato nella città di Mosul (370 km a nord di Bagdad). Dalle informazioni raccolte dall'agenzia di stampa Reuters, sembra che il giornalista si fosse recato in una zona industriale per far riparare la sua vettura quando è iniziato un conflitto a fuoco tra bande rivali. Il giornalista viene ucciso dopo aver tirato fuori dalla vettura la sua cinepresa per filmare la sparatoria.

KAZACHSTAN

2 agosto:
Grégoire de Bourgues, 24 anni, viene ucciso ad Almaty, la principale città del Kazakhstan. Il giornalista lavorava come consigliere editoriale per una società specializzata in reportage pubblici, la SML Strategic Media. La direzione della società, con base ad Atene, l'aveva incaricato di realizzare un reportage di tre mesi in Kazakhstan, che doveva essere pubblicato per la rivista americana 'Foreign Affairs Magazine'. Tre uomini armati sono penetrati nell'appartamento del giornalista, presente anche la traduttrice di Grégoire de Bourgues. Dopo aver aggredito il giornalista e la traduttrice gli assalitori ha richiesto, in russo, il denaro. Dopo aver rubato il computer e tutta la strumentazione, oltre che una importante somma di denaro, i tre hanno condotto il giornalista in un'altra stanza e lì lo hanno mortalmente pugnalato. Il giorno del suo assassinio, il giornalista doveva tornare in Grecia per portare la prima documentazione del suo lavoro

LIBANO


23 luglio:
Layal Nagib, 23 anni, fotografa per il giornale in lingua araba 'Al Jarass'  rimane uccisa per l'esplosione di un missile vicino alla sua vettura sulla strada che da Cana porta a Siddiqine, presso Tiro (nel sud del Paese).  Layal Nagib stava realizzando dei reportage sui massicci attacchi israeliani nel sud del Libano.

MESSICO

9 marzo: Jaime Arturo Olvera Bravo, fotografo frelance ed ex corrispondente del quotidiano 'La Voz de Michoacán', viene ucciso nella città di La Piedad.

10 marzo:
Ramiro Téllez Contreras, giornalista della radio locale 'Exa 95.7 FM' viene assassinato a Nuevo Laredo, città che dall'inizio dell'anno conosce di nuovo un clima di insicurezza per la stampa dopo l'attentato, del 6 febbraio, a colpi di mitra al quotidiano 'El Mañana' e che aveva portato al ferimento di uno dei suoi più famosi giornalisti, Jaime Orozco Tey.

22 agosto:
Atilano Segundo Pérez, 25 anni, direttore del programma «Il giornale dell'informazione» su Radio Todelar, viene ucciso davanti alla sua casa di Los Alpes de Cartagena da killer in moto. Il giornalista aveva rivelato, due giorni prima dell'omicidio, che gruppi paramilitari di estrema destra del Bloc nord di Autidifesa della Colombie (AUC), smobilitati nel luglio 2005, si mantenevano in attività nella regione dei Montes de Maria e finanziavano le campagne elettorali di candidati al comune di Marialabaja. Atilano Segundo Pérez dirigeva il suo programma di informazione da quattro anni ed era anche deputato all'Assemblea legislativa del dipartimento di Bolivar.

29 ottobre:
Brad Will, cameraman statunitense del network Indymedia, muore durante una sparatoria nella città di Oaxaca, dove da giugno scorso sono in corso una serie di manifestazioni contro il governatore, accusato di aver manipolato il voto del 2004. Negli scontri tra esercito e manifestanti, nei quali ha perso la vita l'operatore televisiso Usa, sono rimaste ferite altre cinque persone, tra le quali un giornalista messicano.

10 novembre:
Misael Tamayo Hernández, direttore del quotidiano regionale  'El Despertar de la Costa', viene trovato morto in una camera di motel nello stato del Guerrero (sud del Paese). Hernández viene ritrovato con le mani legate da una cintura. Il suo braccio presentava tracce di punture, ciò che lascia pensare a iniezioni mortali. Nelle sue tasche vengono trovati tre pacchetti contenenti cocaina. Tre gioni prima dell'assassinio del suo direttore, il quotidiano aveva subito un attacco terrotistico con il lancio di due granate verso i suoi uffici. Il 9 novembre Hernández aveva firmato un editoriale che denunciava le malversazioni in seno al Consiglio di amministrazione di un corsorzio sulle acque. Il quotidiano era famoso anche perché informava sui continui regolamenti di conto nella regione delle bande di narcotraffico

17 novembre:
Josè Sanchez, giornalista direttore di 'Excelsior' viene ucciso, nella sua abitazione, con due pugnalate.

21 novembre:
Roberto Marcos Garcia, un reporter 50 enne impiegato presso la rivista Testimonio, viene ucciso da uomini armati non identificati presso la città di Veracruz, nell'omonimo stato messicano. Garcia aveva recentemente pubblicato numerosi articoli "scomodi", che trattavano argomenti scottanti quali il traffico di droga e il furto di auto.

1 dicembre:
viene ritrovato il corpo senza vita del giornalista Adolfo Sánchez Guzmán, scomparso due giorni prima. Il cadavere era crivellato di pallottole. Guzman, corrispondente per la televisione 'Televisa Veracruz' e la radio 'Xhora Ori Stereo 99.3'.

8 dicembre: a
Juxtlahuaca, una località indigena dello Stato di  Oaxaca, individui armati fanno irruzione nella redazione del quotidiano 'El Gráfico' e aprono il fuoco contro il giornalista Raúl Marcial Pérez, che muore sul colpo. Venti cartucce di calibro 22 e 9 mm sono stati ritrovati sul luogo del delitto. Impiegato da dieci anni nel quotidiano, Raúl Marcial Pérez vi scriveva tre volte la settimana in una colonna editoriale intitolata “El otro lado de la moneda”. Secondo il direttore del quotidiano "Raúl era molto critico nei confronti del governatore dello Stato e aveva consacrato la maggior parte dei suoi articoli alle proteste sociali che da mesi agitano la città di Oaxaca, facendo i nomi dei responsabili della dura repressione alle manifestazioni in corso”.

NIGERIA


5 ottobre: Omololu Falobi, giornalista del quotidiano 'The Punch', nonché fondatore e direttore esecutivo dell'associazione Journalists Against AIDS. Falobi viene assassinato sulla sua autovettura, nella capitale Lagos, dopo che aveva appena lasciato la sede dell'associazione.

22 dicembre: Godwin Agbroko, presidente editoriale del quotidiano 'This Day', viene trovato morto al volante della sua vettura, poco dopo aver lasciato gli uffici del giornale, nella capitale Lagos. Il giornalista è stato ucciso da un proiettile che lo ha colpito alla gola. Godwin Agbroko era un giornalista celebre nel suo Paese, e scriveva regolarmente un cronaca sul quotidiano che dirigeva. Caporedattore di parecchi giornali sotto la dittatura militare (1993-1999), era stato arrestato per alcuni giorni due volte, nel 1995 e 1996. Imprigionato in un carcere militare dal 18 dicembre 1996 al 6 maggio 1997, era sempre stato durante questa detenzione in isolamento. Dopo la fine del regime militare, nel 1999, Agbroko aveva continuato a regalare articoli ironici e per niente compiacenti con il potere. Il suo ultimo articolo, siglato il 19 dicembre, era una satira sul People’s Democratic Party (il partito al potere).

PAKISTAN

30 maggio:
Munir Sangi, cameraman per il canale in lingua sindi Kawish Television Network (KTN), viene ucciso mentre seguiva degli scontri intertribali. Sangi viene colpito da  un proiettile  mentre infuriava uno scontro tra le tribù nemiche di Unar e Abro, nella città di Larkana, nel sud est del distretto di Sindh. La polizia afferma che Sangi sia stato ucciso dal fuoco incrociato,anche se alcuni  suoi colleghi credono che sia stato preso di mira deliberatamente a cusa di un suo reportage su una "jirga" (consiglio tribale), tenuto dai leader della tribù degli Unar.  L'Unione federale dei giornalisti pachistani (PFUJ) afferma che uno zio e un collega di Sangi sono stati recentemente aggrediti in relazione a un servizio della KTN dove si parlava della decisione di una jirga di condannare due bambini.

16 giugno:
Il corpo senza vita di Hayatullah Khan, giornalista del quotidiano in lingua urda Ausaf e fotografo per l'agenzia European Press Photo Agency (EPA) viene ritrovato nella regione del Nord Waziristan. Il giornalista è stato ucciso con parecchi colpi alla testa. Al momento del ritrovamento il giornalista era ancora ammanettato, il corpo magro, la barba lunga, tutti elementi che fanno pensare a una detenzione molto dura. Il giornalista era stato rapito da cinque uomini armati il 5 dicembre 2005. I sospetti si erano appuntati verso i servizi segreti pachistani. Alcuni giorni prima del suo rapimento il giornalista aveva iniziato un'inchiesta sulla morte di un capo arabo di Al Qaeda. L'armata pachistana aveva affermato che il jiadista era rimasto ucciso nell'esplosione di un deposito di munizioni, Khan aveva contraddetto l'esercito affermando che l'uccisione era avvenuta per un missile amercano. Tesi confermata da fotografie e da testimoni oculari. L'Unione dei Giornalisti del Pakistan, in febbraio, aveva accusato le autorità di intimidire chiunque si mobilitasse per la liberazione di Khan.

15 settembre:
Maqbool Hussain Sail, 32 anni, corrispondente dell’agenzia di stampa pachistana 'Online' viene ucciso da colpi di arma da fuoco mentre si stava recando a intervistare un uomo politico nella città di Dera Ismael Khan (nord-ovest del Paese). La polizia ha fin da subito seguito la pista di una vendetta di estremisti sunniti contro il giornalismo, di confessione sciita.

3 novembre: i
l corpo di Malik Mohammad Ismail Khan, 50enne caporedattore dell’agenzia Pakistan Press International (PPI), viene trovato e con il cranio completamente fracassato. Non ci sono notizie relative all’assassino o al motivo dell’omicidio, che ha sconvolto la comunità dei giornalisti.

REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

8 luglio:
Bapuwa Mwamba, giornalista congolese indipendente di 64 anni. viene ucciso a colpi di pistola da tre uomini che sono entrati nella sua casa di Kinshasa nel corso della notte tra sabato e domenica. Bapuwa Mwamba lavorava per diversi giornali della capitale, fra cui il quotidiano di opposizione 'Le Phare'. Aveva 64 anni.

RUSSIA


13 marzo:
Il corpo senza vita della giornalista Marina Tsakhilova viene trovato a Vladikavkaz, capitale della repubblica caucasica dell'Ossezia del Nord. Il cadavere della 37enne viene rinvenuto di fronte ad un deposito di benzina nel quartiere industriale della città. La Tsakhilova lavorava per alcune testate ossete ed era conosciuta come una giornalista critica nei confronti del governo.

26 luglio:
Evguéni Guerassimenko redattore del settimanale 'Saratovski Rasklad' (citta di Saratov, sud-est da Mosca), che stava realizzando inchieste sul mondo imprenditoriale regionale e della corruzione locale,  vieneucciso nella sua abitazione. La testa del giornalista era circondata da un sacchetto di plastica e il corpo presentava tracce di tortura. Gli assassini, evidentemente molto interessati al lavoro del giornalista, hanno rubato il computer e tutti gli appunti prima di lasciare il luogo del delitto.

7 ottobre:
Anna Politkovskaya, celebre giornalista e scrittrice russa il cui nome era ormai da solo una scottante critica al Cremlino e alle sue politiche in Cecenia, viene trovata morta nel palazzo dove abitava, uccisa con dei colpi di pistola in fronte. Quarantotto anni, Anna Politkovskaja era una giornalista come pochi in Russia. Era corrispondente speciale per il giornale Novaya Gazeta ed era divenuta una dei più importanti difensori dei diritti umani nel Paese.

SOMALIA

23 giugno:
Martin Adler, cameraman di nazionalità svedese che lavorava per parecchie agenzie di stampa viene ucciso a Mogadiscio con un colpo ravvicinato al petto mentre seguiva una manifestazione di sostegno di parecchie migliaia di persone radunatesi per l'accordo di pace tra le Corti islamiche e il governo federale somalo di transizione. Il proiettile gli ha attraversato il cuore e il cameram è morto sul colpo. 

SRI LANKA

24 gennaio: Subramaniyam Sugirdharajan, 35 anni, corrispondente del quotidiano in lingua tamil Sudar Oli viene assassinato a colpi di arma da fuoco nella città di Trincomalee. La sera prima della sua morte il giornalista aveva firmato un articolo riguardante le esazioni imposte nella regione da gruppi paramilitari tamil. Il corrispondente di Sudar Oli è il terzo giornalista tamil ucciso negli ultimi dodici mesi. Nel Paese, sempre nello stesso periodo, una dozzina di altri giornalisti sono stati arrestati, aggrediti o minacciati dalle forze di sicurezza o dai movimenti armati tamil.

2 maggio: il giorno precedente la Giornata mondiale per la libertà di stampa, nello stesso momento in cui dozzine di rappresentanti dei media erano riuniti nella capitale Colombo per celebrare la XVI° Giornata ONU, cinque sconosciuti fanno irruzione nei locali del quotidiano Uthayan e chiedono di vedere il direttore aggiunto del giornale. Il giornalista era assente. Gli sconosciuti hanno allora cominciano a fare fuoco sulle persone presenti e sul materiale di redazione. Suresh Kumar, 35 anni, responsabile del settore marketying del giornale e Ranjith Kumar, 28 anni, rimangono uccisi. Altri due giornalisti restano feriti e quasi tutti i computer vengono distrutti. Il giorno prima dell'attacco il quotidiano aveva pubblicato una caricatura di  Douglas Devananda, leader dell'Eelam People’s Democratic Party (EPDP).

1 luglio:
Il giornalista freelance Lakmal Silva, viene assassinato nella periferia sud della capitale Colombo. Contattato per telefono nella notte doveva incontrare una persona che non conosceva. La polizia ha ritrovato il suo corpo il giorno dopo.

SUDAN

6 settembre:
Il corpo decapitato di Mohamed Taha, caporedattore del quotidiano privato 'Al-Wifaqa' viene ritrovato nel distretto di  Kalakala (circa 25 km a sud di Khartoum). Il giornalista era stato rapito il giorno prima nel suo domicilio da parecchi uomini mascherati. Nel 2005, Mohamed Taha era stato giudicato con l'accusa di "blasfemia" in seguito a una denuncia di un gruppo fondamentalista chiamato Ansar al-Sunnah. L'articolo incriminato evocava un manoscritto islamico intitolato "L'ignoto nella vita del profeta", vecchio di più di cinque secoli che solleverebbe dei dubbi sulla genealogia del profeta. Il manoscritto. Dopo l'uscita dell'articolo imponenti manifestazioni erano state organizzate da alcuni Imam di Khartoum che chiedevano la condanna a morte del giornalista. Il giornale aveva inoltre subito una sospensione alla pubblicazione di due mesi.

TURCHIA

14 aprile: Ilyas Aktas, giornalista per il bimestrale di sinistra 'Devrimci Demokrasi' muore a seguito delle ferite di arma da fuoco riportate il 30 marzo scorso à Diyarbakir, durante una manifestazione in omaggio a 14 ribelli curdi, uccisi alcuni giorni prima dall'esercito turco. La polizia non ha autorizzato alcun collaboratore del giornale ad assistere alla cerimonia funebre del collega.

TURKMENISTAN

14 settembre:
 la giornalista turkmena di Radio Liberty, Ogulsapar Muradova, muore presumibilmente per ferite al capo riportate in prigione. La donna era stata arrestata il 25 agosto scorso con altri attivisti per i diritti umani. Inizialmente la polizia non aveva comunicato i motivi dell'arresto, poi però la giornalista era stata accusata di possesso illegale di munizioni.

VENEZUELA


6 aprile: Un noto fotografo del quotidiano spagnolo El Mundo viene ucciso a Caracas durante una protesta per l'uccisione di 3 fratelli sequestrati in febbraio. Jorge Aguirre, venezuelano, stava coprendo la manifestazione contro l'eliminazione dei fratelli Faddoul (di 12, 13 e 17 anni) quando alla sua auto si è avvicinato un uomo su una motocicletta che gli ha sparato colpendolo in pieno per poi dileguarsi. Prima di morire il fotografo aveva scattato una serie di foto che sono state consegnate alla polizia.

17 giungo:
José Joaquin Tovar, direttore del settimanale  Ahora, è stato ucciso nella capitale Caraca da undici colpi di pistola. L'assassinio è sicuramente collegato alle attività di giornalista poiché Tovar teneva regolarmente una colonna editoriale nel settimanale che criticava sia il governo che l'opposizione.

23 agosto: Il giornalista Jesus Flores Rojas viene raggiunto alla testa da otto colpi di pistola, mentre riponeva la sua auto, nel quartiere di Los Rosales nella città di El Tigre, stato di Anzoategui, Venezuela orientale. Flores stava attendendo che la porta del suo garage si aprisse quando un uomo si è avvicinato al finestrino della sua auto e ha aperto il fuoco. L’assassino è poi fuggito con una macchina che lo stava attendendo a pochi mertri di distanza. Il movente dell’omicidio è sconosciuto. Il giornalista era il coordinatore dell’ufficio dei corrispondenti del giornale “Region”, e articolista per altri media locali. Nei suoi articoli denunciava atti di corruzione all’interno della pubblica amministrazione. La polizia ha dichiarato che l’ipotesi dominante al momento è quella della vendetta tramite uomini assoldati a tale proposito. Rivero ha aggiunto che è in corso la lettura degli articoli del giornalista per scoprire eventuali piste. La figlia di Flores ha dichiarato che il padre non aveva nemici dichiarati, anche se tutti sanno che i suoi articoli non erano ben visti dalle persone che egli accusava.

 
   

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