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Giornalisti e operatori dei media uccisi
nel 2006
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nella
foto il corpo senza vita di Subramaniyam Sugirdharajan,
35 anni, corrispondente del quotidiano in lingua tamil
'Sudar Oli'. Il reporter è stato ucciso il 24 gennaio
2006 nello Sri Lanka |
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AFGHANISTAN
24 luglio: Abdul Qodus, cameraman e impiegato nell'ufficio della televisione privata
Aryana, rimane ucciso in un doppio attentato suicida. Abdul Qodus stava partecipando alla realizzazione di un reportage sulla morte di
due soldati canadesi della forza internazionale in un attentato suicida.
Quaranta minuti dopo il primo attacco un secondo terrorista si è fatto esplodere
nella folla, uccidendo cinque civili, tra cui il cameraman. Il giornalista
è deceduto per le ferite alla testa.
7 ottobre: uccisi nel quinto anniversario dell'inizio della
guerra degli americani contro i talebani: i due giornalisti
tedeschi Karen Fischer, 30 anni, e Christian
Struwe, 38, vengono ammazzati a sud di Baghlan, nel
centro del Paese. I due reporter, collaboratori della radio
'Deutsche Welle', erano partiti da Kabul, soli e senza
autista, e si stavano recando nella città di Bamiyan, famosa
per le due grandi statue di Buddha abbattute dai talebani
nel 2001. I due reporter sono stati assassinati a colpi di
arma da fuoco vicino alle loro tende, poste a 12 metri dalla
strada principale e non sono stati rapinati.
ANGOLA
8 luglio: Augusto Pedro, 40 anni, corrispondente
dal 1997 del quotidiano 'Jornal de Angola', viene ucciso a
una stazione di servizio.
16 luglio: Benicio Wedeinge, direttore della catena
televisiva pubblica TPA viene ucciso
da colpi di arma da fuoco sparati da sconosciuti mentre stava rientrando a tarda
notte nella sua abitazione
BANGLADESH:
27 settembre: Bellal Hossain Dafadar, 38 anni, corrispondente dalla
città di Khulna del quotidiano 'Janabani',
muore in ospedale dove era stato ricoverato in seguito a una
aggressione subita mentre stava tornando a casa in bicicletta.
Un gruppo di quattro o cinque assalitori lo hanno bloccato e lo hanno
pugnalato. Le sue condizioni erano subito apparse disperate.
BRASILE
24 luglio: Ajuricaba Monassa de Paula, 73 anni,
collaboratore di alcune testate giornalistiche e web nella
città di Guadamirin (stato di Rio de Janeiro) muore per le
percosse ricevute da un consigliere municipale. Il
giornalista era uno dei principali accusatori della
municipalità.
CINA
4 febbraio:
ucciso per un articolo. Muore
così, per le percosse di un gruppo di poliziotti e
dopo una lunga agonia, il vicedirettore di un giornale della
Cina orientale. La notizia della morte di Wu Xianghu viene
diffusa dai suoi colleghi del 'Taizhou Wanbao' (Giornale
della Sera di Taizhou). Tutto era cominciato con un articolo
pubblicato in ottobre dal giornale, nel quale si accusava la
polizia stradale della città di aver imposto arbitrariamente
una pesante imposta ai possessori di motorini. Il giorno
stesso, 40-50 persone, risultate poi appartenere alla
polizia, hanno fatto irruzione negli uffici del giornale e
picchiato a sangue Wu Xiangu, che era stato ricoverato in
gravi condizioni. Due anni prima dei fatti Wu aveva subito
un trapianto di fegato. Nessuno è mai stato formalmente
accusato per l'aggressione.
18 luglio: Xiao Guopeng, giornalista del quotidiano
'Anshun', muore in seguito alle percosse di un poliziotto
nella provincia di Guizhou. Il giornalista, 39 anni,
muore per emorragia celebrale. Il poliziotto viene
arrestato. Secondo il Centro d'informazione sui diritti
dell'uomo e la democrazia (con sede a Hong Kong) la morte
del giornalista è strettamente legata a un suo recente
articolo che criticava la polizia locale.
COLOMBIA
20 marzo: Gustavo Rojas Gabalo, animatore di Radio Panzemu nella città di Monteria, in
Colombia, muore, sei settimane dopo essere stato raggiunto da
colpi di pistola alla testa. Rojas, animatore di un programma molto seguito,
aveva riportato più volte le lamentele di giornalisti e altri cittadini per il
comportamento di personaggi pubblici di Montería.
9 agosto: Milton Fabián Sánchez, presentatore
di una stazione radio comunitaria, viene ucciso da alcuni
sconosciuti a Yumbo, nel sud-est del paese. Sánchez, 37
anni, lavorava in tre trasmissioni radio a
Yumbo Estéreo, due delle
quali si occupavano di educazione civica ed erano finanziate
dal governo locale. La terza era una trasmissione di
dibattiti politici, in cui Sanchez spesso aveva criticato il
comportamento dell’ amministrazione locale. Non si sa se
Sánchez avesse ricevuto minacce. Il giornalista, tra
l’altro, era presidente di un gruppo di azione comunitaria
nella sua zona di residenza. Era sposato e padre di due
bambini.
22 agosto: Atilano Segundo Pérez, direttore di
un programma dell'emittente Radio Toledar, viene ucciso
davanti alla sua abitazione da uno sconosciuto a bordo di
una moto nella città di Los Alpes de Cartagena (nord del
Paese). Due giorni prima della sua morte il giornalista
aveva rivelato nel suo programma che alcuni gruppi militari
di estrema destra, ufficialmente sciolti, continuavano la
loro attività e finanziavano la campagna elettorale di
alcuni candidati.
26 novembre: Marino Perez, corrispondente di 'Radio Avana' e collaboratore di 'Le
Monde' viene ucciso da alcuni sicari per strada nella città di La Plata. A riferire
dell'omicidio avvenuto con un colpo alla nuca sono stati i parenti e
l'International Federation of Journalists (IFJ). Perez stava
cercando di realizzare un'intervista esclusiva con Simon
Trinidad, capo storico delle Forze armate rivoluzionarie e
stava anche tentando di entrare nella mediazione per la
liberazione dei tre ostaggi statunitensi. "Il collega, 58
anni, colpito alla base della testa - spiega una nota
dell'IFJ - è stato abbandonato
dai sicari in una strada buia dove è stato in seguito rinvenuto cadavere dagli
abitanti del quartiere". Perez aveva realizzato dei
servizi TV per un canale tedesco, aveva lavorato per le radio colombiane Caracol
e Todelar ed era stato corrispondente di guerra durante il
conflitto nel Golfo Persico. A escludere un omicidio per
rapina è stato il fratello, Josè Perez, che ha raccontato
come la vittima non sia stata derubata.
EQUADOR
14 febbraio: José Luis León Desiderio,
giornalista di Radio Minutera, viene ucciso nella città di
Guayaquil, con un colpo alla testa, mentre usciva dalla sua
casa. Giornalista da 22 anni, Desiderio aveva lavorato per
la rivista El Telégrafo prima di diventare opinionista
radiofonico per molte radio, compresa Radio Minutera dove
presentava il programma "Opinión". Secondo i suoi colleghi
la sua morte è una vendetta per le continue denunce nei
confronti della criminalità che il giornalista lanciava
dall'emittente.
FILIPPINE
20 gennaio:
Rolly Canete viene ucciso mentre rientrava in
casa da sconosciuti nelle strade di Pagadian (nel sud del
Paese). Il giornalista animava quotidianamente dei programmi
su tre radio locali.
21 gennaio:
Graciano Aquino, reporter del giornale locale
Central Luzon Forum viene assassinato a Morong, nelle isole
di Luzon. Gli aggressori, che secondo un rapporto della
International Federation of Journalists, sono membri del
Partito Marxista-Leninista della Filippine, lo hanno
avvicinato e gli hanno sparato nella testa.
2 aprile: Orlando Mendoza, 58 anni, caporedattore del giornale locale Tarlac Patro e
segretario cittadino del Club della radio e della stampa, viene ucciso da
colpi di pistola vicino al suo domicilio nella città di Tarlac (cento km a nord
di Manila). Lo scorso mese il giornalista era stato denunciato per diffamazione
dalla "Confraternita dei guardiani delle Filippine (organizzazione paramilitare)
per aver pubblicato editoriali critici nei loro confronti.
16 maggio: Albert Orsolino,
fotografo per il quotidiano 'Saksi Ngayon', della città di Caloocan (nord di
Manila), è stato ucciso ieri da due killer mentre era al volante della sua
vettura. Secondo i suoi colleghi Orsolino è stato
ucciso per aver scattato troppe fotografie relative ad affari compromettenti.
22 maggio: Fernando Batul,
commentatore di radio 'dyPR' viene ucciso a colpi di
pistola da due killer in moto mentre si stava recando al lavoro a Puerto
Princesa, nell'isola di Palawan (sud-ovest della capitale Manila). Secondo la
polizia, gli assassini sono probabilmente stati ingaggiati da funzionari locali
corrotti che il giornalista aveva ripetutamente denunciato nel suo programma
titolato “Bastonero”, dove spesso Batul parlava di casi di corruzione.
Giornalista molto rispettato nell'isola, Batul era già stato vittima di un
attacco, il 24 aprile 2006, quando due granate erano state lanciate
all'interno della sua abitazione ma non erano esplose.
19 giugno: George Vigo, collaboratore
dell’Union of Catholic Asian News (UCAN), e sua moglie Macel Alave-Vigo,
presentatrice di una trasmissione sulla radio dxND, a
Kidapawan (isola di Mindanao, sud delle Filippine) vengono uccisi da due
killer a bordo di una moto mentre stavano rientrando nella loro abitazione. La
coppia aveva partecipato alla creazione della Federation of Reporters for
Empowerment and Equality (FREE) ed era molto attiva sul campo dei diritti umani.
Lasciano quattro figli di 20, 13, 9 e 7 anni.
19 luglio: due killer uccidono il giornalista
radiofonico Armando Pace, mentre tornava a casa dal lavoro. Pace era sulla sua
motocicletta, verso l’ora di pranzo, quando viene colpito alla testa e al
petto. Armando Pace, lavorava per la radio Ukay dxDS, ed era conosciuto per
le sue indagini sulla polizia locale e i trafficanti di droga.
20 dicembre: Andres "Andy" Acosta, reporter di 46 anni,
viene pugnalato a morte nella città di Batac (nord del Paese). Dei testimoni
l'hanno visto fermarsi mentre circolava in moto, poi l'hanno visto cadere. Aveva
appena ricevuto tre pugnalate nel petto in circostanze ancora non chiarite. Il
giornalista, che da nove anni lavorava per la 'dzJC
Aksyon-Radyo', si occupava di cronaca giudiziaria, ma faceva inchieste anche su
temi scottanti.
GUATEMALA
10 settembre: Eduardo Maas, giornalista radiofonico guatemalteco di 58 anni,
viene
assassinato a colpi d'arma da fuoco mentre era all'interno della sua auto a
Coban, nel sud del Paese. Maas era noto in Guatemala per le sue battaglie in
difesa del rispetto dei diritti umani.
INDIA
6 gennaio: Prahlad Goala, 32
anni, corrispondente del quotidiano Asomiya Khaba, nello stato dell'Assam
(Nord-Est), viene ucciso a colpi di mannaia da uomini che
precedentemente lo avevano investito mentre, in moto, circolava nel distretto di
Golaghat. Prahlad Goala muore per le profonde ferite riportate alla testa. Una settimana prima il giornalista aveva pubblicato una serie di articoli
sull'implicazione di una guardia forestale in affari di corruzione.
10
giugno: Arun Narayan Dekate, corrispondente
del 'Tarun Bharat', giornale regionale nello stato di
Maharashtra (centro del Paese) muore per le ferite inflitte
da un gruppo di aggressori che lo avevano attaccato a colpi
di pietra. La sua morte, secondo fonti giornalistiche
locali, è sicuramente legata alla sua attività
giornalistica.
INDONESIA
29 aprile: il giornalista free-lance Herliyanto, 38
anni, che lavorava per il giornale regionale Radar Surabaya
viene ucciso nel distretto di Probolinggo
(Java orientale), da sei individui in moto che rubano
anche la sua macchina fotografica e un quaderno. Il
giornalista stava seguendo un affare di corruzione in seno
all'amministrazione di un villaggio, dove soldi destinati
alla costruzione di una scuola erano stati intascati dal
capo villaggio e da funzionari locali.
IRAN
24 luglio: Ayfer Serçe, giornalista curda della
Firat Haber Ajansi (FHA, Agenzia di stampa dell'Eufrate) viene uccisa a Keleres
nella provincia dell’Azerbaidjan (nord est dell'Iran) durante una operazione
militare lanciata contro i ribelli curdi. La giornalista, di nazionalità turca,
lavorava sotto lo pseudonimo di Silan Aras e si era recata all'inizio di luglio
nella provincia al fine di realizzare una inchiesta sui suicidi delle donne in
una regione dove vivono molti curdi. La FHA ha accusato le
forze iraniane di aver assassinato la giornalista. La famiglia non è stata
autorizzata a rimpatriare il corpo.
IRAQ
7 gennaio: tre uomini armati a
bordo di una Opel rossa intercettano la vettura su cui
viaggia la reporter americana Jill Carroll (non
lontano dalla moschea Malik bin Anas, nella zona occidentale
di Baghdad), rapiscono la reporter e sparano
all'interprete e giornalista,
Allan Enwiyah,
iracheno di religione cristiana, chei non muore
subito e riesce a raccontare del sequestro della giornalista
statunitense ai poliziotti giunti sul posto attirati dagli
spari.
12 gennaio: un gruppo di uomini non
identificati assassina a Alshoola (nord di Baghdad)
Louai Salam Radeef, cameraman
della catena televisiva satellitare
Al- Baghdadia, ferendo anche il suo assistente Amer Mohammed.
23 gennaio:
Hamza Hussein,
giornalista sportivo della catena di televisioni private
al-Diyar, muore in prossimità della Zona Verde quando la sua
vettura salta in aria per una bomba piazzata ai lati della
strada.
26 gennaio:
il cameraman iracheno Mahmud
Za'al, che lavorava per il canale satellitare Baghdad
Tv, muore a Ramadi, a ovest di Baghdad, dopo uno scontro tra
ribelli e militari Usa. Secondo i testimoni, il
cameraman viene ucciso da un aereo americano mentre stava
riprendendo un attacco dei ribelli a due edifici occupati da
forze americane.
23 febbraio: una giornalista e due operatori, tutti
iracheni, che lavoravano per la tv satellitare Al Arabiya
vengono rapiti a Samarra. I loro cadaveri vengono
ritrovati il giorno dopo a 15 km dalla città. Le vittime
sono la giornalista Atwar Bahjat, 30 anni,
l’operatore Adnan Abdallah e il tecnico del suono
Khaled Morsen. La giornalista lavorava con Al Arabiya da
tre settimane, prima era con Al Jazeera. I tre erano stati
fermati da due armati su un fuoristrada, secondo un
testimone che era riuscito scappare prima del sequestro.
7 marzo: Monsef Al-Khalidi, reporter di Baghdad TV,
viene assassinato al volante della sua vettura, da uomini
armati, sulla strada che porta da Baghdad a Mossul.
11 marzo: un dirigente della rete televisiva nazionale 'al
Iraqiya' viene ucciso ad Amariyah, quartiere
occidentale di Baghdad. Anjat Hamid Hassan era stato
fatto oggetto di colpi d'arma da fuoco mentre si recava al
lavoro in auto. Anche il suo autista era rimasto ferito
nell'attacco.
13 marzo: Muhsin Khudhair,
caporedattore del settimanle 'Alef Ba' viene ucciso nella notte, nella cittadina
di Sayadiya, a est di Baghdad, da uomini non identificati, mentre era al volante
della sua vettura. Il giornalista aveva partecipato a un meeting dell'Unione dei
giornalisti iracheni nel quale era stato chiesto che la neutralità dei
giornalisti in Iraq fosse riconosciuta da tutte le forze in conflitto.
26 marzo: Kamal Manahi Anbar,
dell'Institute for War and Peace Reporting, viene ucciso durante un raid delle
forze americane e irachene contro una moschea, a nord di Baghdad
22 aprile: Koussai Kahdban, giornalista iracheno che lavorava per la
radio locale 'Al-Bilad', viene ucciso a Baghdad da un gruppo di
uomini armati.
5 maggio: Abdel Chaker Al
Dalimi, fotografo
indipendente viene ucciso da sconosciuti.
5 maggio: il corpo di
Abdel Magid Al Mohammadaoui,
giornalista free lance,
viene ritrovato straziato a Bagdad.
Il giornalista viene identificato grazie al tesserino
professionale che portava con sé.
7 maggio: il corpo di Muzahim Hadithi,
reporter della Tv satellitare irachena Al-Baghdadiya e
studente del quarto anno del corso di laurea in giornalismo
all'Università di Baghad, scomparso il 3 aprile dopo essere
stato fermato a un posto di blocco, viene scoperto da un
parente che stava controllando le fotografie delle centinaia
di deceduti in attesa di essere identificati e i cui
cadaveri sono ammassati all'obitorio di Baghdad.
8 maggio: due operatori dei media che lavoravano per la televisione
privata 'Al-Nahrain' vengono uccisi, dopo essere stati
rapiti, da sconosciuti vestiti da poliziotti. I corpi dei due,
il giornalista Laith al
Dulaimi e il tecnico del suono Muazaz Ahmed Barood vengono identificati nell'obitorio di Kout, a 175 Km da Baghdad. I
due erano stati bloccati da un gruppo di uomini che indossavano divise
della polizia, mentre a bordo della loro auto stavano tornando a casa nella
città di Mada'in
(19 km a sud-est della capitale).
29 maggio: due operatori della CBS News, il cameraman
Paul Douglas, 48 anni, e il tecnico del suono
James Brolan, 42 anni, rimangono uccisi e la
corrispondente Kimberly Dozier, 39 anni, resta seriamente
ferita durante un attacco avvenuto nel pomeriggio a Baghdad
a un convoglio militare a cui erano aggregati. I tre infatti
operavano come embedded nella 4th Brigade Combat Team, 4th
Infantry Division, quando il mezzo su cui viaggiavano è
stato squarciato da una bomba.
31 maggio: Un giornalista sportivo della televisione
Iraqiya, Ali Jaafar, viene ucciso a colpi d'arma da
fuoco a Bagdhad. L'uomo viene assassinato poco dopo essere
uscito dalla sua abitazione.
14 giugno:
Ibrahim Seneid, un redattore del giornale locale
al-Bashara, viene ucciso in una sparatoria da una macchina
di passaggio. La settimana precedente l'omicidio a Falluja
erano stati distribuiti dei volantini che accusavano il
giornale di pubblicare propaganda Usa e ne chiedevano la
chiusura.
1 agosto: Il corpo senza vita di Adel Naji Al Mansouri,
corrispondente della televisione irachena 'Al Alam', rapito davanti alla sua
abitazione il 30 luglio viene ritrovato nella zona ovest di Bagdad. 34 anni,
Adel Al Mansouri stava rientrando a casa dopo aver condotto fuori Bagdad la
moglie e la figlia allarmato da continue minacce di morte legate alla sua
professione.
1 agosto: Riyad Muhammad Ali, reporter
per il settimanale stampato nella città di Mosul,
'Talafar al-Yawm', viene ucciso a colpi di arma da fuoco.
7 agosto: Mohammed Abbas Hamad, 28
anni, giornalista del quotidiano sciita al-Bayinnah
al-Jadida viene ucciso, a Baghdad, davanti all'ingresso
della sua abitazione.
7 agosto:
Viene rinvenuto il cadavere di Ismail Amin Ali, 30
anni, un giornalista freelance rapito due settimane prima
nella zona nord della capitale. La vittima presentava segni
di tortura.
9 settembre: Abdel Karim Al-Roubaï, giornalista del quotidiano 'Al-Sabah',
viene ucciso
mentre circolava nella sua vettura assieme a un
collega. Individui armati hanno aperto il fuoco sul veicolo, nel pieno centro di
Bagdad. Colpito alla testa il giornalista muoreo sul colpo.
Il collega, Ahmed Sami, rimane gravemente ferito.
12 settembre: Il corpo senza vita Hadi
Anawi al-Joubouri, 56anni, rappresentante del Sindacato
Iracheno dei Giornalisti nella provincia di Diyala, viene
ritrovato sulla strada. Il giornalista è stato ucciso a
colpi di arma da fuoco.
13 settembre: Safa Isma’il Enad, 31
anni, fotografo freelance per parecchi giornali fra cui
'Al-Watan' viene ucciso da colpi di arma da fuoco in un
negozio di foto a Baghdad. Due killer, entrati nel negozio,
lo hanno chiamato per nome e poi hanno aperto il fuoco.
19 settembre: Ahmed Riyadh al Karbouli,
25 anni, corrispondente di 'Baghdad Tv' viene ucciso da militanti armati mentre
chiacchierava con alcuni amici davanti ad una moschea della città occidentale
irachena di Ramadi. Il gioprnalista aveva ricevuto in passato molte minacce
perché lasciasse la rete televisiva, un'emittente satellitare di proprietà del
Partito islamico iracheno, formazione politica sunnita. Un mese prima uomini armati
erano entrati nella casa di Karbouli e lo avevano minacciato davanti ai
familiari. Secondo fonti, alcuni insorti di Ramadi si sentivano presi di
mira dalle corrispondenze del giornalista.
8 ottobre: il corpo senza vita di Mohammed
Abu Rahman, di radio Dijla, di proprietà di un uomo
d'affari sciita, viene rinvenuto nella capitale Baghdad. Il
giornalista è stato torturato prima di essere ucciso.
10 ottobre: la
polizia di Baghdad rende noto di aver rinvenuto il cadavere
di un giornalista iracheno sequestrato sette giorni fa nella
parte Nord della capitale. Si tratta di Azad Mohammed
Hassan. Il suo corpo presenta evidenti segni di tortura,
ha aggiunto la polizia. Hassan lavorava per la radio Dar al
Salam (La Porta della Pace), di proprietà del Consiglio
degli ulema (sunniti).
12 ottobre: durante l'attacco alla tv
irachena Al Chaâbiya vengono uccisi Abderrahim Nasrallah
Al Choumari, direttore della telvisione, Nawfal Al
Choumari, direttore aggiunto, Hussein Ali,
Dhakir Hussein Al Chouaili e Ahmad Chaâban,
tecnici, Sami Nasrallah Al Choumari, responsabile
amministrativo.
28 ottobre: Naqsheen Hamad, volto noto della
televisione al-Iraqiya, per la quale si occupava di sport,
viene assassinata oggi a Baghdad assieme al suo autista.
30 ottobre: Raed Qaies, 29 anni,
viene ucciso nella zona sud della città. Lavorava per la
stazione radio 'Sawt Al Iraq' (La Voce dell’Iraq). Si
occupava inoltre delle notizie d’economia per Radio Somer,
di proprietà del canale tv satellitare Somer.
4 novembre: Ahmed Al Rashid, reporter della Tv satellitare al-Sharqiya,
viene
ucciso a bordo della sua autovettura in un agguato a Baghdad.
Il reporter aveva appena lasciato la sede della televisione.
13 novembre: un cameraman, Mohammed al Ban,
65 anni, che lavorava presso il canale satellitare
al-Sharqiya, viene crivellato di colpi davanti alla sua
abitazione nella città di Mosul.
15 novembre: la giornalista Louma Abdallah
Al Karkhi, 25 anni, che lavorava per il quotidiano
arabofono 'al-Dustour' viene uccisa nel centro della città
di Baqouba (quaranta km a nord della capitale). La
giornalista aveva ricevuto numerose minacce anonime che
"l'avvertivano" di lasciare il suo lavoro.
16 novembre: Fadia Mohammed Ali, che
lavorava per il quotidiano "Al Masar", viene uccisa insieme
alla sua autista, nel centro di Mosul, mentre si recava al
lavoro.
20 novembre: il celebre umorista e
realizzatore di programmi televisivi Walid Hassan
viene ucciso mentre cercava di scappare a un tentativo di
sequestro a Baghdad. Hassan era l'animatore, sulla catena
televisiva privata Al Charkiya, di un programma dal titolo
“Caricature”, un programma satirico nel quale sbeffeggiava
allo stesso modo l'armata americana, gli uomini politici
iracheni e gli insorti sunniti e sciiti. Sotto il regime di
Saddan Hussein aveva realizzato numerose trasmissioni
artistiche e sportive per la catena televisiva pubblica. Il
suo corpo colpito da tre proiettili alla testa, è stato
ritrovato nel quartiere di Yarmouk, nella zona est di
Baghdad.
22 novembre: il cronista, Raad Jaafar
Hamadi, del quotidiano 'Al Sabah', con sede a Baghdad,
viene ucciso da colpi di armi da fuoco sparati da un auto in
corsa mentre si trovava nel quartiere Washash.
4 dicembre: Nabil Ibrahim Al-Dulaimi, giornalista di 'Radio Dijla', di Baghdad,
viene
assassinato nel quartiere di Washash (nord-ovest della capitale) mentre si
stava recando con la sua vettura agli uffici della radio. Al-Dulaimi, 36 anni, era sposato e padre di due figli di sette e tre anni.
12 dicembre: Aswan Ahmed Lutfallah, 35 anni, cameraman dell’agenzia
APTN viene assassinato nella città di Mosul (370 km a nord di Bagdad). Dalle
informazioni raccolte dall'agenzia di stampa Reuters, sembra che il giornalista
si fosse recato in una zona industriale per far riparare la sua vettura quando è
iniziato un conflitto a fuoco tra bande rivali. Il giornalista viene ucciso
dopo aver tirato fuori dalla vettura la sua cinepresa per filmare la
sparatoria.
KAZACHSTAN
2 agosto: Grégoire de Bourgues, 24 anni,
viene ucciso ad Almaty, la principale città del
Kazakhstan. Il giornalista lavorava come consigliere editoriale per una società
specializzata in reportage pubblici, la SML Strategic Media. La direzione della
società, con base ad Atene, l'aveva incaricato di realizzare un reportage di tre
mesi in Kazakhstan, che doveva essere pubblicato per la rivista americana
'Foreign Affairs Magazine'. Tre uomini armati sono penetrati nell'appartamento del
giornalista, presente anche la traduttrice di Grégoire de Bourgues. Dopo aver
aggredito il giornalista e la traduttrice gli assalitori ha richiesto, in russo,
il denaro. Dopo aver rubato il computer e tutta la
strumentazione, oltre che una importante somma di denaro, i
tre hanno condotto il giornalista in un'altra stanza e lì lo
hanno mortalmente pugnalato. Il giorno del suo assassinio,
il giornalista doveva tornare in Grecia per portare la prima
documentazione del suo lavoro
LIBANO
23 luglio: Layal Nagib, 23 anni, fotografa per il giornale in lingua araba 'Al Jarass'
rimane uccisa per l'esplosione di un missile vicino alla sua vettura sulla
strada che da Cana porta a Siddiqine, presso Tiro (nel sud del Paese).
Layal Nagib stava realizzando dei reportage sui massicci attacchi israeliani nel
sud del Libano.
MESSICO
9 marzo: Jaime Arturo Olvera Bravo, fotografo
frelance ed ex corrispondente del quotidiano 'La Voz de
Michoacán', viene ucciso nella città di La Piedad.
10 marzo: Ramiro Téllez Contreras, giornalista
della radio locale 'Exa 95.7 FM' viene assassinato a Nuevo
Laredo, città che dall'inizio dell'anno conosce di nuovo un
clima di insicurezza per la stampa dopo l'attentato, del 6
febbraio, a colpi di mitra al quotidiano 'El Mañana' e che
aveva portato al ferimento di uno dei suoi più famosi
giornalisti, Jaime Orozco Tey.
22 agosto: Atilano Segundo Pérez, 25 anni, direttore del programma «Il giornale
dell'informazione» su Radio Todelar, viene ucciso davanti alla sua casa di Los
Alpes de Cartagena da killer in moto. Il giornalista aveva rivelato, due giorni
prima dell'omicidio, che gruppi paramilitari di estrema destra del Bloc nord di
Autidifesa della Colombie (AUC), smobilitati nel luglio 2005, si mantenevano in
attività nella regione dei Montes de Maria e finanziavano le campagne elettorali
di candidati al comune di Marialabaja. Atilano Segundo Pérez dirigeva il suo
programma di informazione da quattro anni ed era anche deputato all'Assemblea
legislativa del dipartimento di Bolivar.
29 ottobre: Brad Will, cameraman statunitense del network Indymedia,
muore durante una
sparatoria nella città di Oaxaca, dove da giugno scorso sono in corso una serie
di manifestazioni contro il governatore, accusato di aver manipolato il voto del
2004. Negli scontri tra esercito e manifestanti, nei quali ha perso la vita
l'operatore televisiso Usa, sono rimaste ferite altre cinque persone, tra le
quali un giornalista messicano.
10 novembre: Misael Tamayo Hernández,
direttore del quotidiano regionale 'El Despertar de la
Costa', viene trovato morto in una camera di motel nello
stato del Guerrero (sud del Paese). Hernández viene
ritrovato con le mani legate da una cintura. Il suo braccio
presentava tracce di punture, ciò che lascia pensare a
iniezioni mortali. Nelle sue tasche vengono trovati tre
pacchetti contenenti cocaina. Tre gioni prima
dell'assassinio del suo direttore, il quotidiano aveva
subito un attacco terrotistico con il lancio di due granate
verso i suoi uffici. Il 9 novembre Hernández aveva firmato
un editoriale che denunciava le malversazioni in seno al
Consiglio di amministrazione di un corsorzio sulle acque. Il
quotidiano era famoso anche perché informava sui continui
regolamenti di conto nella regione delle bande di
narcotraffico
17 novembre: Josè Sanchez, giornalista
direttore di 'Excelsior' viene ucciso, nella sua abitazione,
con due pugnalate.
21 novembre: Roberto Marcos Garcia, un
reporter 50 enne impiegato presso la rivista Testimonio,
viene ucciso da uomini armati non identificati presso la
città di Veracruz, nell'omonimo stato messicano. Garcia
aveva recentemente pubblicato numerosi articoli "scomodi",
che trattavano argomenti scottanti quali il traffico di
droga e il furto di auto.
1 dicembre: viene ritrovato il corpo senza vita del giornalista
Adolfo Sánchez Guzmán, scomparso due giorni prima. Il cadavere era crivellato di pallottole. Guzman,
corrispondente per la televisione 'Televisa Veracruz' e la
radio 'Xhora Ori Stereo 99.3'.
8 dicembre: a Juxtlahuaca, una località indigena
dello Stato di Oaxaca, individui armati fanno
irruzione nella redazione del quotidiano 'El Gráfico' e
aprono il fuoco contro il giornalista Raúl Marcial Pérez,
che muore sul colpo. Venti cartucce di calibro 22 e 9 mm
sono stati ritrovati sul luogo del delitto. Impiegato da
dieci anni nel quotidiano, Raúl Marcial Pérez vi scriveva
tre volte la settimana in una colonna editoriale intitolata
“El otro lado de la moneda”. Secondo il direttore del
quotidiano "Raúl era molto critico nei confronti del
governatore dello Stato e aveva consacrato la maggior parte
dei suoi articoli alle proteste sociali che da mesi agitano
la città di Oaxaca, facendo i nomi dei responsabili della
dura repressione alle manifestazioni in corso”.
NIGERIA
5 ottobre: Omololu Falobi, giornalista del
quotidiano 'The Punch', nonché fondatore e direttore esecutivo dell'associazione
Journalists Against AIDS. Falobi viene assassinato sulla sua autovettura, nella
capitale Lagos, dopo che aveva appena lasciato la sede
dell'associazione.
22 dicembre: Godwin Agbroko, presidente editoriale del
quotidiano 'This Day', viene trovato morto al volante della sua vettura, poco
dopo aver lasciato gli uffici del giornale, nella capitale Lagos. Il giornalista
è stato ucciso da un proiettile che lo ha colpito alla gola. Godwin Agbroko era
un giornalista celebre nel suo Paese, e scriveva regolarmente un cronaca sul
quotidiano che dirigeva. Caporedattore di parecchi giornali sotto la dittatura
militare (1993-1999), era stato arrestato per alcuni giorni due volte, nel 1995
e 1996. Imprigionato in un carcere militare dal 18 dicembre 1996 al 6 maggio
1997, era sempre stato durante questa detenzione in isolamento. Dopo la fine del
regime militare, nel 1999, Agbroko aveva continuato a regalare articoli ironici
e per niente compiacenti con il potere. Il suo ultimo articolo, siglato il 19
dicembre, era una satira sul People’s Democratic Party (il partito al potere).
PAKISTAN
30 maggio: Munir Sangi, cameraman per il
canale in lingua sindi Kawish Television Network (KTN),
viene ucciso mentre seguiva degli scontri intertribali.
Sangi viene colpito da un proiettile mentre
infuriava uno scontro tra le tribù nemiche di Unar e Abro,
nella città di Larkana, nel sud est del distretto di Sindh.
La polizia afferma che Sangi sia stato ucciso dal fuoco
incrociato,anche se alcuni suoi colleghi credono che
sia stato preso di mira deliberatamente a cusa di un
suo reportage su una "jirga" (consiglio tribale), tenuto dai
leader della tribù degli Unar. L'Unione federale dei
giornalisti pachistani (PFUJ) afferma che uno zio e un
collega di Sangi sono stati recentemente aggrediti in
relazione a un servizio della KTN dove si parlava della
decisione di una jirga di condannare due bambini.
16 giugno: Il corpo senza vita di
Hayatullah Khan, giornalista del quotidiano in lingua urda
Ausaf e fotografo per l'agenzia European
Press Photo Agency (EPA) viene ritrovato nella regione del
Nord Waziristan. Il giornalista è stato ucciso con parecchi colpi alla testa. Al
momento del ritrovamento il giornalista era ancora ammanettato, il corpo magro,
la barba lunga, tutti elementi che fanno pensare a una detenzione molto dura. Il
giornalista era stato rapito da cinque uomini armati il 5 dicembre 2005. I
sospetti si erano appuntati verso i servizi segreti pachistani. Alcuni giorni
prima del suo rapimento il giornalista aveva iniziato un'inchiesta sulla morte
di un capo arabo di Al Qaeda. L'armata pachistana aveva affermato che il
jiadista era rimasto ucciso nell'esplosione di un deposito di munizioni, Khan
aveva contraddetto l'esercito affermando che l'uccisione era avvenuta per un
missile amercano. Tesi confermata da fotografie e da testimoni oculari. L'Unione
dei Giornalisti del Pakistan, in febbraio, aveva accusato le autorità di
intimidire chiunque si mobilitasse per la liberazione di Khan.
15 settembre: Maqbool Hussain Sail, 32 anni, corrispondente dell’agenzia
di stampa pachistana 'Online' viene ucciso da colpi di arma da fuoco mentre si
stava recando a intervistare un uomo politico nella città di Dera Ismael Khan
(nord-ovest del Paese). La polizia ha fin da subito seguito la pista di una vendetta di
estremisti sunniti contro il giornalismo, di confessione sciita.
3 novembre: il corpo di Malik Mohammad Ismail Khan, 50enne caporedattore dell’agenzia
Pakistan Press International (PPI), viene trovato e con il cranio completamente
fracassato. Non ci sono notizie relative all’assassino o al
motivo dell’omicidio, che ha sconvolto la comunità dei
giornalisti.
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO
8 luglio: Bapuwa Mwamba, giornalista congolese
indipendente di 64 anni. viene ucciso a colpi di pistola da
tre uomini che sono entrati nella sua casa di Kinshasa nel
corso della notte tra sabato e domenica. Bapuwa Mwamba
lavorava per diversi giornali della capitale, fra cui il
quotidiano di opposizione 'Le Phare'. Aveva 64 anni.
RUSSIA
13 marzo:
Il corpo senza vita della giornalista
Marina Tsakhilova viene trovato a
Vladikavkaz, capitale della repubblica caucasica dell'Ossezia del Nord. Il cadavere della 37enne
viene rinvenuto di
fronte ad un deposito di benzina nel quartiere industriale della città. La
Tsakhilova lavorava per alcune testate ossete ed era conosciuta come una
giornalista critica nei confronti del governo.
26 luglio: Evguéni Guerassimenko redattore del
settimanale 'Saratovski Rasklad' (citta di Saratov, sud-est
da Mosca), che stava realizzando inchieste sul mondo
imprenditoriale regionale e della corruzione locale,
vieneucciso nella sua abitazione. La testa del giornalista
era circondata da un sacchetto di plastica e il corpo
presentava tracce di tortura. Gli assassini, evidentemente
molto interessati al lavoro del giornalista, hanno rubato il
computer e tutti gli appunti prima di lasciare il luogo del
delitto.
7 ottobre: Anna Politkovskaya, celebre
giornalista e scrittrice russa il cui nome era ormai da solo
una scottante critica al Cremlino e alle sue politiche in
Cecenia, viene trovata morta nel palazzo dove abitava,
uccisa con dei colpi di pistola in fronte. Quarantotto anni,
Anna Politkovskaja era una giornalista come pochi in Russia.
Era corrispondente speciale per il giornale Novaya Gazeta ed
era divenuta una dei più importanti difensori dei diritti
umani nel Paese.
SOMALIA
23 giugno: Martin Adler, cameraman di nazionalità
svedese che lavorava per parecchie agenzie di
stampa viene ucciso a Mogadiscio con un colpo ravvicinato al petto
mentre seguiva una manifestazione di
sostegno di parecchie migliaia di persone radunatesi per
l'accordo di pace tra le Corti islamiche e il governo
federale somalo di transizione. Il proiettile gli ha
attraversato il cuore e il cameram è morto sul colpo.
SRI LANKA
24 gennaio: Subramaniyam Sugirdharajan, 35 anni, corrispondente del quotidiano in
lingua tamil Sudar Oli viene assassinato a colpi di arma da fuoco nella città di Trincomalee. La sera prima della sua morte il giornalista
aveva firmato un articolo riguardante le esazioni imposte nella regione da
gruppi paramilitari tamil. Il corrispondente di Sudar Oli è il terzo giornalista
tamil ucciso negli ultimi dodici mesi. Nel Paese, sempre nello stesso periodo, una dozzina di altri giornalisti sono
stati arrestati, aggrediti o minacciati dalle forze di sicurezza o dai movimenti
armati tamil.
2 maggio: il giorno precedente la Giornata mondiale per la
libertà di stampa, nello stesso momento in cui dozzine di
rappresentanti dei media erano riuniti nella capitale
Colombo per celebrare la XVI° Giornata ONU, cinque
sconosciuti fanno irruzione nei locali del quotidiano
Uthayan e chiedono di vedere il direttore aggiunto del
giornale. Il giornalista era assente. Gli sconosciuti hanno
allora cominciano a fare fuoco sulle persone presenti e sul
materiale di redazione. Suresh Kumar, 35 anni,
responsabile del settore marketying del giornale e
Ranjith Kumar, 28 anni, rimangono uccisi. Altri due
giornalisti restano feriti e quasi tutti i computer vengono
distrutti. Il giorno prima dell'attacco il quotidiano aveva
pubblicato una caricatura di Douglas Devananda, leader
dell'Eelam People’s Democratic Party (EPDP).
1 luglio: Il giornalista freelance Lakmal Silva,
viene assassinato nella periferia sud della capitale
Colombo. Contattato per telefono nella notte doveva
incontrare una persona che non conosceva. La polizia ha
ritrovato il suo corpo il giorno dopo.
SUDAN
6 settembre: Il corpo decapitato di Mohamed Taha, caporedattore del
quotidiano privato 'Al-Wifaqa' viene ritrovato nel distretto di
Kalakala (circa 25 km a sud di Khartoum). Il giornalista era stato rapito il
giorno prima nel suo domicilio da parecchi uomini mascherati. Nel 2005, Mohamed
Taha era stato giudicato con l'accusa di "blasfemia" in seguito a una denuncia
di un gruppo fondamentalista chiamato Ansar al-Sunnah. L'articolo incriminato
evocava un manoscritto islamico intitolato "L'ignoto nella vita del profeta",
vecchio di più di cinque secoli che solleverebbe dei dubbi sulla genealogia del
profeta. Il manoscritto. Dopo l'uscita dell'articolo imponenti manifestazioni
erano state organizzate da alcuni Imam di Khartoum che chiedevano la condanna a
morte del giornalista. Il giornale aveva inoltre subito una sospensione alla
pubblicazione di due mesi.
TURCHIA
14 aprile: Ilyas Aktas, giornalista per il bimestrale
di sinistra 'Devrimci Demokrasi' muore a seguito delle
ferite di arma da fuoco riportate il 30 marzo scorso à
Diyarbakir, durante una manifestazione in omaggio a 14
ribelli curdi, uccisi alcuni giorni prima dall'esercito
turco. La polizia non ha autorizzato alcun collaboratore del
giornale ad assistere alla cerimonia funebre del collega.
TURKMENISTAN
14 settembre:
la giornalista turkmena di Radio Liberty,
Ogulsapar Muradova, muore presumibilmente per ferite
al capo riportate in prigione. La donna era stata arrestata
il 25 agosto scorso con altri attivisti per i diritti umani.
Inizialmente la polizia non aveva comunicato i motivi
dell'arresto, poi però la giornalista era stata accusata di
possesso illegale di munizioni.
VENEZUELA
6 aprile: Un noto fotografo del quotidiano spagnolo El Mundo
viene ucciso a
Caracas durante una protesta per l'uccisione di 3 fratelli sequestrati in
febbraio. Jorge Aguirre, venezuelano, stava coprendo la manifestazione contro
l'eliminazione dei fratelli Faddoul (di 12, 13 e 17 anni) quando alla sua auto
si è avvicinato un uomo su una motocicletta che gli ha sparato colpendolo in
pieno per poi dileguarsi. Prima di morire il fotografo aveva scattato una serie
di foto che sono state consegnate alla polizia.
17 giungo: José Joaquin Tovar, direttore del settimanale Ahora, è stato ucciso nella
capitale Caraca da undici colpi di pistola. L'assassinio è sicuramente collegato
alle attività di giornalista poiché Tovar teneva regolarmente una colonna
editoriale nel settimanale che criticava sia il governo che l'opposizione.
23 agosto: Il giornalista Jesus Flores Rojas viene
raggiunto alla testa da otto colpi di pistola, mentre
riponeva la sua auto, nel quartiere di Los Rosales nella
città di El Tigre, stato di Anzoategui, Venezuela orientale.
Flores stava attendendo che la porta del suo garage si
aprisse quando un uomo si è avvicinato al finestrino della
sua auto e ha aperto il fuoco. L’assassino è poi fuggito con
una macchina che lo stava attendendo a pochi mertri di
distanza. Il movente dell’omicidio è sconosciuto. Il
giornalista era il coordinatore dell’ufficio dei
corrispondenti del giornale “Region”, e articolista per
altri media locali. Nei suoi articoli denunciava atti di
corruzione all’interno della pubblica amministrazione. La
polizia ha dichiarato che l’ipotesi dominante al momento è
quella della vendetta tramite uomini assoldati a tale
proposito. Rivero ha aggiunto che è in corso la lettura
degli articoli del giornalista per scoprire eventuali piste.
La figlia di Flores ha dichiarato che il padre non aveva
nemici dichiarati, anche se tutti sanno che i suoi articoli
non erano ben visti dalle persone che egli accusava.
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