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Giornalisti e operatori dei media uccisi nel 2007
 


 


AFGHANISTAN

8 giugno: la giornalista Zakia Zaki viene uccisa di notte da uomini armati che fanno irruzione nella sua casa, a Jabal Serai, nella provincia di Parwan. La Zaki da sei anni dirigeva la radio privata locale 'Radio Pace'. Secondo il presidente dell'associazione dei giornalisti afghani, Rahimullah Samander, Zakia Zaki "aveva già ricevuto minacce in passato", aggiungendo che la giornalista "era molto critica nei confronti dei signori dela guerra ed aveva già avuto problemi con alcuni di loro".

8 aprile: prima l'annuncio choc dei talebani: «Abbiamo ucciso Adjmal Nashkbandi», l'interprete di Daniele Mastrogiacomo. Poi altro orrore: «L'abbiamo decapitato». Adjmal era stato rapito il 5 marzo 2007 nell'Afghanistan meridionale insieme al giornalista italiano Daniele Mastrogiacomo e al suo autista. Il giornalista di Repubblica era stato liberato dopo due settimane in cambio del rilascio di cinque esponenti dei talebani detenuti, mentre l'autista era stato sgozzato.

BANGLADESH

18 marzo: la polizia rende nota - 12 giorni dopo i fatti - i risultati dell'autopsia del corpo di Jamal Uddin, 25 anni, corrispondente dell'agenzia di stampa Abas e del giornale locale 'Dainik Giri Durpan' della città di  Rangamati (sud-est del Paese), trovato morto impiccato a un albero il 6 marzo. Secondo la polizia si sarebbe trattato di suicidio, avendo ritrovato nelle tasche del giornalista una registrazione nella quale Uddin motivava il suo gesto. Ma la polizia ha rifiutato di lasciar ascoltare ai familiari la cassetta audio. I colleghi del giornalista rifiutano categoricamente tale ipotesi. Il presidente del Club della Stampa di Rangamati ha dichiarato che tutti coloro che si sono potuto avvicinare al corpo del giornalista hanno affermato che si trattasse di omicidio. Uddin presentava, infatti, numerose tracce di percosse sul corpo. Il giornalista non aveva, inoltre, mai manifestato segni di depressione, né manifestato tendenze suicide.

BRASILE

6 maggio: Luiz Barbon Filho, giornalista per la radio “Porto FM” e redattore del “Jornal do Porto” e “JC Regional” viene ucciso con due colpi di pistola esplosi a bruciapelo da due uomini mascherati. L’omicidio, che per la sua dinamica ricorda un’esecuzione, avviene in un bar del quartiere di Porto Ferriera, nello stato di San Paulo. Filho è deceduto in ospedale in seguito alle sue ferite. La polizia locale sta investigando per determinare se la morte del giornalista sia legata al suo lavoro. Secondo fonti locali, il cronista aveva molti nemici in città a causa di alcuni suoi servizi riguardanti casi di corruzione delle autorità pubbliche.

8 febbraio: Robson Barbosa Bezerra, 41 anni, fotografo freelance, è stato ucciso a Rio de Janeiro mentre al volante della sua vettura stava tornando a casa. Gli assassini hanno aperto il fuoco a otto riprese mentre stava parcheggiando la macchina. Alcuni giorni prima del suo omicidio, Bezerra era stato vittima di minacce e di una aggressione.

CAMBOGIA

26 aprile: il corpo senza vita di Pov Sam Ath, 29 anni, caporedattore e fondatore del giornale 'Samleng Khmer Krom' (La voce dei Khmers Kroms), viene ritrovato in una valigia, nella provincia di Kampong Speu (sud del Paese). L’autopsia ha indicato che l'assassino ha utilizzato i cavi dei freni di una bicicletta per strangolare il giornalista, che era conosciuto per i suoi articoli che trattavano difficili casi di attualità locale.

CINA

9 gennaio: Lan Chengzhang, giornalista cinese che indagava su un’industria mineraria, una delle più pericolose di tutto il Paese, muore per le percosse subite.  Secondo il suo giornale, l’attacco era stato ordinato da uno dei boss locali, infastidito dalle indagini. Wang Jianfeng, capo della sezione notizie del 'China Trade News', conferma che Lan – un redattore ancora in prova - viene ucciso nei pressi di una miniera nella contea di Huiyuan, nella provincia settentrionale dello Shanxi. Il giornale “ha inviato un gruppo di persone con il compito di indagare sull’accaduto e denunciare i fatti alla polizia ed al governo locale. Faremo di tutto per proteggere i diritti dei giornalisti”. Secondo il racconto di un giornale locale, il gruppo di “teppisti” ha iniziato a colpire Lan mentre un suo collega giornalista si trovava chiuso nell’ufficio di uno dei padroni della miniera. Proprio quest’ultimo, sopravvissuto all’attacco, accusa lo stesso dirigente di aver ordinato l’omicidio. Secondo i giornali ufficiali, invece, Lan era “un falso giornalista, che cercava di estorcere denaro agli investitori della provincia”.

COLOMBIA

21 ottobre: Carlos Alberto Jaramillo, 50 anni, fotografo indipendente che lavorava per alcuni quotidiani locali, e il suo collaboratore Julio César García, 43 anni, vengono uccisi a Palmira da uomini armati non identificati che hanno sparato contro la loro auto; i due si stavano recando a seguire un evento sportivo.

5 settembre: il giornalista indipendente colombiano Javier Darío Arroyave, viene ucciso, pugnalato tre volte, nella sua abitazione di Cartago (centro-ovest). Il computer di Arroyave viene rubato. Nel gennaio del 2005, una fondazione per la libertà di stampa aveva denunciato la chiusura, sotto pressione delle autorità di Cartago, di un programma radio diretto dal giornalista. Arroyave aveva lavorato per Radio Ondas del Valle, filiale del gruppo privato  Caracol.

14 giugno: Garrid Muñoz Tello, proprietario della stazione radiofonica , viene assassinato nella città di Villavicencio, capitale del dipartimento di Meta (centro del Paese). Un sergente e un funzionario civile dell'esercito confesseranno tre giorni dopo confesseranno di aver ucciso il giornalista per derubarlo di una somma di circa 80.000 euro ricevuta da un altro ufficiale dell'esercito. “La Voz del Cianaruco” è una delle stazioni più conosciute nel dipartimento, una radio che faceva parte di uno speciale programma di protezione dei giornalisti indetto dal Ministero degli Interni. Anche per questo le motivazioni dell'assassinio lasciano perplessi, anche perché ancora una volta non permetteranno alla polizia nessuna indagine più approfondita.

EL SALVADOR

24 settembre: Salvador Sanchez, noto giornalista salvadoregno viene ucciso mentre usciva dalla sua abitazione per recarsi al lavoro. Sanchez lavorava per tre emittenti considerata di "sinistra" e critiche nei confronti del governo conservatore di Antonio Saca. Secondo quanto diramato dalla polizia non ci sarebbero testimoni oculari dell'omicidio. Gli inquirenti escludono che l'assassinio del giornalista sia avvenuto a scopo di rapina considerando che a Sanchez non è stato rubato alcun effetto personale. Il padre del giornalista ha fatto sapere che negli ultimi tempi il figlio era molto preoccupato.

ERITREA
30 giugno: Paulos Kidane, giornalista del servizio in lingua amarica dell’emittente pubblica eritrea Eri-TV e della stazione radiofonica Dimtsi Hafash (Voice of the Broad Masses),muore nel mese di giugno 2007 mentre cercava di fuggire a piedi dal Paese. All’inizio di giugno, Paulos Kidane aveva dato inizio alla sua fuga dal Paese, a piedi, con un gruppo di altri sette eritrei. Destinazione: il Sudan. Dopo sei giorni di cammino, indebolito e colpito da gravi crisi epilettiche, Kidane si è separato dai suoi compagni di viaggio, lasciandoli proseguire senza di lui. Il giornalista è stato lasciato in un villaggio, a pochi chilometri dalla frontiera tra l’Eritrea e il Sudan, dove avrebbe dovuto riprendersi prima di continuare la sua fuga. Per settimane, nessuna notizia sulle sue condizioni fisiche è giunta alla famiglia. Tuttavia, a fine giugno, il ministero dell’Informazione eritreo ha improvvisamente reso pubblica la notizia della “morte accidentale” del giornalista. Paulos Kidane faceva parte di un gruppo di 9 cronisti arrestati il 12 novembre 2006, dopo la fuga dal Paese di alcuni giornalisti nazionali molto noti. Le autorità avevano deciso di fermare i 9 cronisti perché sospettati di essere in contatto con i colleghi in fuga.

FILIPPINE

25 giugno:  Vincent Sumalpong, giornalista dell’emittente radiofonica governativa Radyo ng Bayan (la radio del popolo) viene ucciso da ignoti anella città di Bongao, capoluogo della provincia. Secondo la ricostruzione fornita dalla polizia, il giornalista sarebbe stato bersaglio dei colpi di un sicario mentre era a bordo di una moto con un suo collega, Vema Antham, rimasto ferito nell’agguato. Secondo Antham, ferito a un ginocchio, i sicari erano più di uno. Ignote al momento le ragioni dell’omicidio e la polizia ha detto di aver avviato indagini a tutto tondo, prendendo in esame sia l’attività lavorativa di Sumalpong che la sua vita privata.

21 maggio: Dodie Nunez, fotoreporter che lavorava per il giornale regionale 'Katapat' viene ucciso mentre stava tornando a casa in autobus nella provincia di Cavite (sud di Manila). Tre uomini hanno fermato il bus e hanno assassinato Nunez sparandogli ripetutamente. L'omicidio è legato alla appena conclusa campagna elettorale che ha visto candidato anche il direttore del giornale, che aveva pubblicato feroci critiche che denunciavano la corruzione dell'attuale governatore della provincia. Nel novembre 2005 un altro giornalista di 'Katapat', Roberto Ramos, era stato ucciso da killer rimasti, al solito, sconosciuti.

19 febbraio: Hernani Pastolero, 64 anni, direttore del 'Lightning Courier', un settimanale locale dell'isola di Mindanao, nelle Filippine, viene ucciso da un gruppo di uomini armati. Il sindacato nazionale dei giornalisti di Manila ha condannato l'omicidio, definendolo ''l'ultima atrocita' contro i media filippini'', frutto della ''inazione'' delle autorita' che ha prodotto una ''cultura dell'impunita''.

GUATEMALA

14 dicembre: Miguel Ángel Amaya Pérez, 23 anni, che da tre mesi lavorava come presentatore dei programmi informativi di  radio Sabana, viene ucciso da individui armati nella città di Santa Elena, nord del Paese, una zona particolarmente toccata dal crimine organizzato e dal narcotraffico.

13 luglio: Jorge Alejandro Castañeda Martínez, 35 anni, viene ucciso a Guatemala City da colpi di arma da fuoco mentre stava accompagnando a scuola i suoi due figli. Al momento dell’assassinio il giornalista che lavorava per i quotidiani nazionali 'Nuestro Diario' e 'Siglo Veintiuno', stava parlando al cellulare con la moglie che ha inteso il marito gridare “Perché?” prima di essere abbatuto da una raffica di colpi. Il fotografo aveva ricevuto nel 2005 un premio nazionale per la sua attività. 

3 maggio: Mario Rolando López Sánchez, produttore dell’emittente ‘Radio Sonora’, viene ucciso da uomini armati non ancora identificati a Città del Guatemala. López, 64 anni, da 14 anni lavorava a un programma quotidiano dedicato alla politica interna in un paese ancora colpito dalla violenza a 11 anni dalla fine della guerra civile (1960-’96).

HAITI

13 aprile: Johnson Edouard, corrispondente del settimanale 'Haiti Progrès' e portavoce locale del partito Fanmi Lavalas viene assassinato nella città di Gonaïves (nord-ovest del Paese). Due sconosciuti penetrati nel suo appartamento lo uccidono sparandogli parecchi colpi nella testa.

19 gennaio: il fotografo freelance, Jean-Remy Badio, viene ucciso nei pressi della capitale haitiana, Port-au-Prince, all'interno della sua abitazione. Badio viveva nel quartiere di Martissant. Secondo "Sos Journalistes", il reporter è stato ucciso da alcuni membri di una gang locale che aveva fotografato per il suo reportage. I parente del freelance hanno dichiarato che Badio aveva ricevuto minacce prima del suo assassinio.

HONDURAS

19 ottobre: Carlos Salgado, famoso giornalista satirico della stazione radio Cadena Voces (RCV), viene ucciso a colpi di arma da fuoco, sparati da due killer a bordo di una camionetta, nella città di Tegucigalpa. Parecchi giornalisti di questa radio, conosciuta per le sue posizioni critiche nei riguardi del governo, avevano ricevuto, nei mesi precedenti, minacce.

IRAQ

14 dicembre: Ali Shafeya Al-Moussawi, 23 anni, viene trovato morto nel suo domicilio nel quartiere di Habibiya, zona nord-est di Bagdad, dopo che aveva avuto luogo un raid delle forze dell'ordine irachene. Secondo il rapporto di autopsia, il giovane giornalista è stato crivellato con 31 colpi di arma da fuoco alla testa e al petto. Raggiunto al telefono da Reporters sans frontières, Brian Conley, fondatore del sito Internet 'Alive in Baghdad', dove lavorava Al-Moussawi, ha affermato che il giornalista stava indagando da alcuni mesi su 'affari sensibili' che avrebbero potuto causare la sua morte. 'Alive in Baghdad', che raccoglie moltissime testimonianze essenziali sulla situazioni degli iracheni in patria e all'estero, ha vinto quest'anno il premio come miglior Videoblog in occasione della quarta edizione del concorso internazionale di blog (BOBs) organizzato a Berlino dalla Deutsche Welle.

28 ottobre: un giornalista del settimanale 'al-Youm, Shehab Mohammed al-Hiti, viene ucciso dopo essere stato rapito. Il giornalista aveva lasciato la sua casa diretto al lavoro, ma in ufficio non è mai arrivato, la polizia ha ritrovato il suo corpo, il giorno dopo, nel quartiere di Ur.

14 ottobre: Salih Saif Aldin, 32 anni, corrispondente dal 2004 del Washington Post, viene ucciso mentre sta lavorando nel quartiere di Sadiyah a Baghdad. Lo riferisce il sito internet del quotidiano statunitense, precisando che i dettagli della morte del giornalista sono ancora poco chiari. “La morte di Salih ci ricorda il ruolo centrale che i giornalisti iracheni hanno avuto nella copertura della guerra…” si legge sul Washington Post.

29 settembre: Abdel Khaleq Nasser, reporter del giornale 'Sada al-Mussel', muore per l'esplosione di un proiettile di mortaio davanti casa, nel quartiere Bab Abiyad di  Baghdad.

23 settembre: Jawad Sadun al-Dami, giornalista iracheno che lavorava per una emittente satellitare, viene ucciso da un commando armato nel quartiere di al Qadisiyah, in una zona sudoccidentale di Baghdad.

3 settembre: Amir Al-Rashidy, cameraman della televisione pubblica Al-Iraqiya, viene ucciso, da persone non identificate, nella città di Mossul, 375 km a nord di Baghdad. 38 anni e padre di quattro bambini. il cameraman è rimasto vittima di un'imboscata. Al-Rashidy collaborava anche con la catena satellitare Al-Mousaliya.

25 agosto: il corpo senza vita di Anwar Abbas Lafta, interprete iracheno che collaborava per l’emittente televisiva americana CBS News,  viene ritrovato a Baghdad, circa una settimana dopo il suo rapimento.

28 luglio: un giornalista iracheno che lavorava per l'emittente del Kuwait, Al Anwar, muore a Baghdad dopo che alcuni giorni prima era stato colpito alla testa da un cecchino. É avvenuto nel quartiere di al Atifiyah, nel nord della capitale, mentre rientrava a casa. Adnan al-Safi, 40 anni, aveva moglie e tre figli.

16 luglio: Majid Mohammed e Mustafa Darwich Gaimayani, giornalisti del gruppo di stampa  Hawal Media Institute, perdono la vita in un duplice attentato nella città di Kirkuk (250 km dalla capitale) compiuto contemporaneamente con un camion e un'auto imbottiti di esplosivo, L'attentato avvenuto non lontano dalla sede dell'Unione patriottica del Kurdistan (partito del presidente iracheno Djalal Talabani) ha fatto almeno 85 morti e 180 feriti. I due giornalisti sono morti per la distruzione del loro ufficio, letteralmente fatto a pezzi dall'esplosione.

13 luglio: Khaled W. Hassan, 23 anni, che lavorava per il 'New York Times', viene ucciso a Baghdad mentre si stava recando al lavoro a Saidiyeh, un quartiere nella zona sud della capitale irachena. Lo ha reso noto il direttore dell'ufficio del NY Times a Baghdad, John F. Burns: "Hassan era un uomo coraggioso e pieno di risorse che ha saputo affrontare con spirito e ottimismo molte sfide professionali e personali in questi quattro anni che ha lavorato con noi", ha scritto in un comunicato Burns.

12 luglio: il fotografo Namir Noor-Eldeene, 22 anni, e il suo autista sono stati uccisi nella zona est di Bagdad in circostanze ancora da chiarire. Alcuni testimoni, che hanno assistito all’esplosione nella quale hanno trovato la morte i due iracheni, hanno affermato che un missile sarebbe stato lanciato da un elicottero americano. Secondo altre testimonianze raccolte dalla Reuters, l’esplosione potrebbe invece essere stata provocata da un colpo di mortaio sparato da alcuni miliziani iracheni. "Il coraggioso contributo di Noor-Eldeen e di Said Chmagh e i preziosi reportage che hanno realizzato sulla realtà irachena degli ultimi tempi ci mancheranno molto. Prima di trovare la morte nell’esplosione stavano raggiungendo alcuni colleghi dell’agenzia britannica", ha dichiarato il direttore della Reuters, Tom Glocer.

28 giugno: il corpo crivellato di colpi del giornalista Louaï Souleimane, del giornale locale 'Nineveh', viene ritrovato nella città di Mosul. Il giornale viene pubblicato dall'associazione cristiana Bait Nahrain.

27 giugno: Sarmad Hamdi Al-Hassani, giornalista di Bagdad TV, 43 anni viene rapito nella sua abitazione nel quartiere Al-Jami’a, nella capitale. Il corpo del giornalista viene identificato all'obitorio il giorno dopo. à Bagdad.

24 giugno:
la giornalista Zeena Shakir Mahmoud,  35 anni, stava andando a lavorare, quando è stata raggiunta da una raffica di colpi d’arma da fuoco nel quartiere di Intisar, a maggioranza sunnita, della città di Mosul. Zeena, ex giornalista radiofonica, era redattrice della rivista 'al- Haqiqa', organo del Partito Democratico del Kurdistan.

8 giugno: Mohammed Hilal Karji, corrispondente di Bagdad TV nella regione di Al-Youssoufia (a sud della capitale) viene rapito davanti alla sua abitazione mentre sta per andare al luogo di lavoro. Il suo corpo viene trovato all'obitorio il giorno dopo.

7 giugno:
Sahar al Haydari, madre di tre figli, che lavorava per l'agenzia indipendente Aswat al-Iraq, viene uccisa in un agguato nella città di Mossul. Tre giorni dopo un gruppo armato iracheno, Ansar al-Sunna, in un comunicato comparso su Internet ha rivendicato l'uccisione della giornalista perchè ''infangava la reputazione dei mujahiddin''. L'agenzia per la quale lavorava la giornalista aveva detto che il nome di Sahar figurava in una lista di giornalisti da eliminare stilata dal leader locale di al Qaida, il cosidetto Stato Islamico in Iraq.

1 giugno:
Saif Fakhri, 26 anni, cameraman dell’APTN, viene ucciso in un agguato mentre si dirigeva verso una moschea della capitale. E’ il quinto collaboratore dell’agenzia americana ad essere assassinato idall'inizio della guerra.

30 maggio: davanti a un hotel della città di Amara (365 a sud della capitale) tre uomini armati a bordo di una camionetta sparano su un gruppo di giornalisti che partecipavano a una conferenza. Nizar Al-Radhi, 38 anni, dell'agenzia di stampa federale indipendente Aswat Al-Irak (Le voci dell’Iraq) e corrispondente dal 2006 di Radio Free Iraq, muore sul colpo. Altri suoi colleghi rimangono feriti.

29 maggio: uomini armati si introducono nell'abitazione di Abdel-Rahmane Al-Issaoui, 34 anni, collaboratore di molti media e insegnante di giornalismo all'università di  Baghdad e perpetrano una orribile strage. Il giornalista e sette familiari della sua famiglia (moglie, figlio, padre, madre e altri tre familiari) vengono uccisi.

28 maggio: Mahmoud Hassib Al-Kassab, caporedattore del settimanale 'Al-Hawadith', viene ucciso a colpi di arma da fuoco davanti al suo domicilio nella città di Kirkuk (250 km a nord di Baghdad). Il giornalista militava anche nell'Inkad Al-Tourkman, movimento di salvaguarda dell'etnia turcomanna. Lo stesso giornalista era rimasto ferito um mese e mezzo prima in un tentativo di omicidio.

26 maggio: nella città di KirKuk viene rinvenuto il corpo di Aidan Abdallah Al-Jamiji, responsabile della sezione in lingua turkmena della televisione di Kirkouk e musicista famoso. Ad Amariyah, vicino a  Fallujah,

21 maggio: Ali Khalil, giornalista di 'Azzaman', uno dei più popolari quotidiani nazionali iracheni, viene rapito e ucciso  nella zona meridionale di Baghdad.

18 maggio: due giornalisti iracheni, Aziz Alaa Uldeen, 33 anni, e Yousuf Saif Laith, 26 anni, che da molti mesi lavoravano per la catena americana ABC, vengono uccisi nella capitale iracheni. I due erano a bordo della loro vettura quando sono stati accerchiati da altri veicoli dai quali sono scesi uomini armati che dopo aver fatto scendere i due giornalisti li hanno rapiti. I corpi senza vita dei due reporter sono stati ritrovati il giorno dopo nell'obitorio dell'ospedale Yarmouk, dove vengono quotidianamente raccolte le decine di salme di uomini e donne uccisi ogni notte.

9 maggio: Raad Mutashar, capo redattore del settimanale 'Iraq Ghadam' (Iraq Domani),  Akil Abdelkader al-Wael, redattore dello stesso settimanale, e i fratelli Imad e Nibras al-Obeidi, rispettivamente redattore e giornalista del gruppo editoriale Al-Raad (Tuono), vengono uccisi da miliziani a bordo di un'auto senza targa che apre il fuoco contro la vettura dei giornalisti ad Al- Rashad, una cittadina nei pressi di Kirkuk (il centro petrolifero 255 km a nord-est di Baghdad).

6 maggio: un fotografo russo rimane ucciso nella provincia di Dyala, in Iraq. La conferma è arrivata all'agenzia Interfax dall'ambasciatore di Mosca a Bagdhad. Il fotoreporter, Dmitry Chebotayev, si trovava all'interno di un mezzo blindato statunitense esploso su una mina. Nell'attentato perdono la vita anche sei militari Usa. L'uomo, che lavorava per l'edizione russa del noto settimanale 'Newsweek', è il primo giornalista russo morto in Iraq.

12 aprile: Iman Yussef Abdallah, giornalista radiofonica irachena viene assassinata insieme al marito a Mosul, nel nord del Paese, da ignoti aggressori che hanno poi fatto scempio dei cadaveri, caricandoli a bordo della loro auto e dandovi fuoco, così da carbonizzarli. La giornalista avorava per un'emittente organo del movimento sindacale cittadino.

5 aprile: un camion bomba viene lanciato contro la sede di Bagdad TV. Dopo l'esplosione individui armati prendono d'assalto i locali della catena televisiva sparando sugli impiegati. Il direttore aggiunto della televisione, Thaer Ahmed Jabr, e uno dei suoi assistenti, Hussein Nizar, muoiono nell'attacco, che fa, inoltre, nove feriti. Bagdad TV è di proprietà del Partito islamico iracheno, diretta dal vice-presidente Tareq al-Hachemi.

4 aprile: Khamel Mohsin, molto conosciuta dagli iracheni per essere stata presentatrice televisiva e radiofonica  sotto il regime di Saddan Hussein, e che lavorava attualmente per Radio Sawa vienetrovata mortail giorno dopo essere stata rapita all'uscita del lavoro, nel quartiere universitario

2 aprile: il cadavere di Khamail Khalaf, corrispondente per il servizio in lingua araba di Radio Free Europe/Radio Liberty viene  trovato nella parte occidentale della capitale Baghdad. La giornalista, assassinata a colpi d'arma da fuoco, era stata vista l'ultima volta il 3 aprile, poi di lei si erano perse le tracce.

19 marzo: il corpo di Hamid Al-Douleimi, 37 anni, operatore della catena satellitare Al-Nahrain (“Le due rive”) viene ritrovato all'obitorio di Baghdad. Al-Douleimi era stato rapito il 17 marzo all'uscita degli uffici della televisione. Secondo l'autopsia il giornalista è stato torturato.

16 marzo: il caporedattore del quotidiano 'Al-Safir', Hussein Al Jabouri, 63 anni, muore in un ospedale di Amman (Giordania) dove era stato trasportato di urgenza dopo essere stato gravemente ferito l'11 marzo in un agguato davanti alla sua abitazione di Baghdad.

5 marzo: Mohan Hussein al-Dhahr, 49 anni, caporedattore, da quattro anni, del quotidiano 'Al-Michrak', viene assassinato davanti alla sua abitazione nel quartiere di Al-Jami’a, nella zona est di Baghdad, dopo essere stato vittima di un tentativo di sequestro. I suoi rapitori gli hanno sparato mentre il giornalista stava tentando la fuga. Colpito da diversi proiettili al corpo e alla testa è morto sul colpo. Il giornalista aveva lavorato precedentemente per i quotidiani 'Al-Irak' e 'Al-Yakadha'

4 marzo: il cadavere di Jamal al-Zubeidi, capo redattore del quotidiano 'As-Safir', rapito una settimana prima, viene ritrovato a Baghdad. Lo riferisce l'agenzia irachena Aswat al-Iraq. Citando un comunicato dell'Associazione irachena per la protezione dei diritti dei giornalisti, l'agenzia ha precisato che il cadavere di al-Zubeidi è stato ritrovato nel quartiere di Al- Amil, nella zona ovest di Baghdad.

20 febbraio: il corpo di Abderrazak Hachim Al-Khakani, giornalista di radio 'Joumhouriyat Al Irak' viene ritrovato dai parenti all'obitorio di Baghdad, il 20 febbraio. Il giornalista, ucciso a colpi di arma da fuoco, era stato rapito una settimana prima nel quartiere al-Jihad, nella zona est della capitale irachena.

19 febbraio: Hussein Al Zoubaidi, reporter del settimanale 'Al-Ahali', viene ucciso a Baghdad da individui armati.

4 febbraio: Souhad Chakir Al Kinani, giornalista dell'Iraqi Media Network, che lavorava attualmente per il servizio stampa del parlamento iracheno rimane uccisa a Baghdad dai tiri incrociati di militari occidentali e gruppi armati che si stavano affrontando in una via del centro.

28 gennaio: Mounjid Al-Toumaimi, fotografo indipendente, viene ucciso nella città di Najaf (160 km a sud di Baghdad), mentre stava cercando di documentare nell'ospedale della città le tabelle delle persone uccise (300) o ferite negli scontri avvenuti nella città. Gli uccisori, al solito non identificati, si sono impossessati della macchina fotografica e del telefonino.

15 gennaio: Falah Khalaf Al Diyali, giornalista del quotdiano'Al Saha', viene ucciso da colpi di arma da fuoco nella città di Ramadi (110 km a est di Baghdad)

14 gennaio: Yassine Aid Assef, corrispondente del quotidiano governativo 'Al Sabah' rimane ucciso dall'esplosione di una bomba mentre stava realizzando un reportage a Baghdad

12 gennaio: due operatori, il cui nome non è ancora conosciuto, del quotidiano governativo 'Al Sabah' vengono uccisi. Rapiti nei locali del giornale a Baghdad, i loro corpi, sgozzati, vengono trovati il giorno dopo vicino all'ospedale  Al Nouman.

12 gennaio: nella città di Mosul, il giornalista indipendente  Khoudr Younes al-Obaidi, viene ucciso da diversi colpi di arma da fuoco mentre stava rientrando nella sua abitazione. Il giornalista lavorava specialmente per 'Al-Diwan', organo di stampa di alcune tribù locali.

5 gennaio: nell'obitorio di Baghdad viene ritrovato il corpo senza vita di Ahmed Hadi Naji, 28 anni, padre di due gemelli di quattro mesi, cameraman occasionale per l’agenzia Associated Press, scomparso il 30 dicembre 2006 mentre si stava recando negli uffici dell'agenzia.

KYRGYZSTAN

24 ottobre: Alisher Saipov, 26 anni, giornalista uzbeko, viene nella città di Osh, in Kyrgyzstan, nei pressi del confine con l'Uzbekistan. Saipov, ucciso a colpi d'arma da fuoco, era al tempo stesso giornalista ed editore di un quotidiano in lingua uzbeka noto per le sue posizioni critiche verso il governo del suo paese d'origine. Spesso minacciato in passato, Saipov si era trasferito nel vicino Kyrgyzstan per poter continuare le sue inchieste.

MESSICO

9 dicembre: Gerardo Garcia, un giornalista messicano, viene ucciso  presso la città di Uruapan, nello stato di Michoacan, da uomini appartenenti a un cartello della droga della zona. L'uomo sarebbe stato ucciso nei pressi di casa sua, dopo un lungo inseguimento, con 45 colpi di pistola.

24 aprile: il corpo senza vita di Saúl Martínez Ortega, 36 anni, giornalista del quotidiano 'Diario de Agua Prieta', rapito nella notte del 16 aprile da un commando armato nello Stato di Sonora (nord-ovest del Paese),viene ritrovato da forze di polizia a tre ore di strada dal luogo dove era stato sequestrato.

7 aprile: Amado Ramírez, corrispondente dell’emittente tv ‘Televisa’,  viene assassinato nel centro della località balneare di Acapulco, nello Stato meridionale di Guerrero; il giornalista era appena uscito dalla redazione quando è stato avvicinato da uno sconosciuto che gli ha esploso contro almeno tre colpi di arma da fuoco; non sono ancora noti i moventi del crimine.

MYANMAR (EX BIRMANIA)

27 settembre: il fotoreporter Kenji Nagai, 50 anni, che lavorava per l'agenzia video giapponese APF, rimane ucciso a Yangon, nei pressi della Pagoda di Sule, dove si erano sono concentrate le proteste contro la giunta militare birmana.

NEPAL

5 novembre: solo dopo un mese i ribelli maoisti hanno ammesso di aver sequestrato e ucciso un giornalista nella parte meridionale del Paese. L'uomo è stato assassinato a poche ore dal rapimento. La notizia, riferiscono i media locali, arriva dopo un'inchiesta interna dei ribelli, che ha portato alla conclusione che Birendra Saha è stato sequestrato il 5 ottobre scorso nel distretto di Bara, a un centinaio di chilometri da Kathmandu, e ucciso poco dopo. La Federazione dei giornalisti nepalesi ha condannato l'omicidio di Saha, definendolo un "crimine vergognoso. L'uccisione di un giornalista, tratto in inganno con la promessa di notizie, non è solo un attacco contro la stampa libera, ma anche contro la civiltà umana".

14 settembre: il corpo di Shankar Panthi, 34 anni, corrispondente del giornale promaoista 'Naya Satta Daily' edito nella città di Sunawal viene ritrovato ai bordi di una strada. Il giornalista stava ritornando all'ufficio in bicicletta dopo aver realizzato un articolo sulla distruzione di un ufficio della Lega della gioventù comunista. La polizia ha subito privilegiato la tesi di un incidente stradale, arrestando anche un conducente di bus, ma la morte del giornalista è più che sospetta. L’Associazione dei giornalisti non scarta affatto la tesi dell'omicidio e ha richiesto che sul suo corpo sia effettuata una autopsia condotta da tre medici, per garantire l'imparzialità del verdetto. Abitanti della città di Sunawal, ancora meno convinti della tesi della polizia, hanno bloccato per ore alcune strade e il mercato locale per fare pressione sulle autorità locali al fine di richiedere una onesta inchiesta sul fatto.

PAKISTAN

23 novembre: Zubair Ahmed Mujahid, corrispondente del quotidiano 'Jang', distribuito nella provincia di Sind (sud del Paese), viene ucciso da un proiettile sparatogli nel ventre da un killer a bordo di una moto. Il giornalista era famoso perché curava un rubrica dal titolo "Crimini e castighi", nella quale sovente accusava di abusi i proprietari terrieri e la polizia. In seguito a uno dei suoi articoli sui cattivi trattamenti subiti dai membri delle basse caste, la Corte suprema aveva fatto arrestare alcune persone. Un'altra sua inchiesta aveva portato all'arresto di poliziotti locali implicati in casi di violenza contro abitanti di poveri villaggi.

18 ottobre: il cameraman Muhammad Arif della catena televisiva privata Ary One World fa parte delle 133 vittime che trovano la morte, il 18 ottobre 2007 a Karachi, nell'attentato suicida che ha colpito il corteo dell’ex-primo ministro del Pakistan, Benazir Bhutto, di ritorno nel Paese dopo otto anni di esilio. Secondo l’Associazione della stampa pachistana, Muhammad Arif era stato trasferito nell'ufficio londinese della catena televisva, ma aveva ritardato la sua partenza proprio per coprire il ritorno di Benazir Bhutto.

17 giugno: Noor Ahmed Solangi, 34 anni, corrispondente per il giornale in lingua sindhi  'Khabroon', viene assassinato nella città di Kingri (provincia del Sind), mentre stava distribuendo copie del giornale da sei persone in moto che aprono il fuoco con mitra kalachnikov, colpendolo almeno nove volte. Il giornalista aveva recentemente ricevuto minacce di morte per i suoi articoli che mettevano in dubbio le dichiarazioni dei rappresentanti del clan sindhi dei Junejo che negavano vi fossero stati morti nel clan durante recenti scontri tribali  nella zona. Scontri invece che il giornalista descriveva come violentissimi e che avevano causato decine di morti.

28 aprile: Mehboob Khan, giovane fotografo freelance, rimane ucciso in seguito all’esplosione di un’autobomba che aveva come obiettivo il ministro degli Interni Aftab Khan Sherpao. L’attentato avviene nella provincia nord-occidentale del distretto di Charsadda (nord-ovest del Paese). L'esplosione uccide altre 27 persone. Altri quattro giornalisti rimangono feriti nell’esplosione.

PERU'

16 marzo: il giornalista radiofonico Miguel Pérez Julca, 38) anni. viene assassinato con due colpi alla testa davanti alla sua abitazione nella città di  Jaén. Il giornalista che lavorava per Radio Exitos nel programma "El informativo del pueblo", viene assassinato davanti ai suoi due figli e alla moglie che è stata ferita alla schiena. Il giornalista aveva denunciato che da alcuni giorni si sentiva seguito.

REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

9 agosto: Patrick Kikuku, fotografo indipendente che lavorava per l'Agenzia congolese della stampa (ACP) e per il giornale 'Hebdo de l’est', settimanale privato di Kinshasa, viene ucciso nei pressi della sua abitazione nella città di Goma. Il fotografo è stato freddato con un colpo alla testa. Gli assassini gli hanno rubato la macchina fotografica ma non il suo cellulare e il portafoglio.

13 giugno: Serge Maheshe, giornalista che lavorava  per Radio Okapi - emittente patrocinata dalla Missione ONU nel paese e dalla ‘Fondation Hirondelle’ – viene assassinato nel capoluogo del Sud-Kivu. Per l'omicidio del giornalista vengono subito incarcerati due militari.

RUSSIA

4 marzo: Ivan Safronov, editorialista del quotidiano russo' Kommersant', viene trovato morto davanti alla sua casa di Mosca. La Procura di Mosca sta indagando e ha fatto sapere che il corpo, ritrovato, presentava "ferite e contusioni tipiche di una caduta dall'alto". La pista più accreditata, secondo le prime dichiarazioni della magistratura, sembra quella del suicidio. Ma Andrei Vasilev, direttore di 'Kommersant', non ritiene credibile questa ipotesi: "Conoscendolo bene posso dire che non era certo il tipo da uccidersi"

SOMALIA

20 ottobre: Bashir Nur Gedi, direttore dell'emittente radiofonica somala Shabelle, è stato ucciso da uomini armati non identificati nella capitale Mogadiscio.

24 agosto: Abdulkadir Mahad Moallim Kaskey, corrispondente dalla provincia sud-occidentale di Gedo per Radio Banadir, muore nel villaggio di El Ilan, quando uomini armati non identificati aprono il fuoco contro il minibus su cui viaggiava il giornalista. Nell’attacco anche un altro passeggero sarebbe rimasto ferito. Abdulkadir era anche un membro del principale sindacato dei giornalisti somali, Nusoj, il cui segretario, Omar Faruk Osman,  ha denunciato l’omicidio, definendo l’attacco “un atto organizzato”. Faruk ha chiesto alla comunità internazionale di “condurre indagini internazionali sulla recente ondata di uccisioni di giornalisti” in Somalia.

11 agosto: Ali Imam Shermarke, direttore della catena radiotelevisiva Horn Afrik, muore a Mogadiscio dopo lo scoppio di una mina posizionata sotto la sua automobile. Shermarke stava rientrando al lavoro dopo aver assistito al funerale di Mahad Ahmed Elmi, ucciso nella notte di violenze che hanno scosso il Paese. Sahal Abdulle, reporter che si trovava con Shermarke al momento della deflagrazione è rimasto ferito.

11 agosto:  Mahad Ahmed Elmi, direttore di Radio Capital, viene ucciso con diversi colpi di pistola alla testa mentre si recava presso la sede dell'emittente.

16 maggio: una delegazione guidata dal governatore della regione del Moyen-Shabelle (centro-sud del Paese), che si stava recando in una località per tentare una mediazione che ponesse fine agli scontri,  tra due clan rivali che si stavano affrontando per il possesso di un terreno, scontri che hanno già prodotto 16 morti, viene aggredita da uomini armati che le tengono una imboscata. Nella vettura che guidava il convoglio vi erano due giornalisti che lavoravano per Radio Jowhar - Abshir Ali Gabra e Ahmed Hassan - che muoionoi sul colp0. Uccisi anche sei guardie del corpo del governatore.

5 maggio: Mohammed Abdullahi Khalif, che collaborava per la stazione radio Voice de Galkayo, viene ucciso nella regione del Puntland (nord-est del Paese).  Il giornalista si trovava presso un mercato dove si vendono armi per un reportage quando un gruppo di militari è penetrato nel mercato pare per recuperare un'arma rubata alla polizia. Nello scontro a fuoco che è seguito il giornalista è stato raggiunto da un colpo di fucile ed è morto sul colpo. Omar Faruk Osman, segretario generale della National Union of Somali Journalist ha dichiarato che si è trattato di una "tragedia che mostra a che punto la sicurezza dei giornalisti somali sia in pericolo".

16 febbraio: Ali Mohammed Omar, presentatore e tecnico di Radio Warsan (una delle stazioni radio più indipendenti del Paese) viene davanti alla sua abitazione, nella città di Baidoa. Gli assassini gli sparano alla testa. Ali Mohammed Omar era un membro attivo dell'Unione nazionale dei giornalisti somali (NUSOJ).

SRI LANKA

2 agosto: Thanikasalam Sarirooban, giornalista stagista presso il 'Daily Mirror', viene ucciso da individui armati a bordo di una moto nella città di Jaffna mentre stava rientrando a casa.

1 agosto: Sahathevan Nilakshan, 22 anni, studente in giornalismo al Media Resource Training Centree (MRTC) della città di Jaffna e responsabile di 'Chaa’laram' (una pubblicazione studentesca conosciuta per difendere le rivendicazioni della popolazione tamil) viene ucciso da due uomini armati che avevano fatto irruzione nel suo domicilio. Il MRTC è un istituto che ha il sostegno dell'Unesco e della Danimarca. Secondo il sito Tamilnet, Sahathevan Nilakshan aveva attivamente partecipato alla commemorazione del secondo anniversario dell'assassinio di Dharmeratnam Sivaram, direttore del sito.

29 aprile: Selvarajah Rajivarnam giornalista del quotidiano 'Uthayan', uno dei media in lingua tamil più toccati dall'ondata di violenza, viene assassinato da un killer a bordo di una moto mentre in bicicletta stava raggiungendo gli uffici del giornale. Rajivarnam, 25 anni, si occupava di cronaca, e scriveva regolarmente sui numerosi crimini che si susseguono senza sosta nell'isola.

STATO PALESTINESE

13 maggio: Souleimane Al-Aachi e Mohammed Mattar Abdou, entrambi venticinquenni, che lavoravano per il quotidiano 'Filistine', una pubblicazione vicino ad Hamas, vengono uccisi mentre in macchina si stavano recando alla sede del giornale. I due uomini venfono colpiti a morte nella città di Gaza, nei pressi di un posto di blocco situato in un quartiere controllato dai militanti di Fatah, il partito del presidente dell'Autorità palestinese.

TURCHIA

19 gennaio: Hrant Dink, giornalista armeno e direttore della rivista 'Agos', viene ucciso con un colpo di pistola. Dink era sotto processo a causa dell'articolo 301 del codice penale per aver parlato del genocidio armeno del 1915. Il processo era stato aggiornato al 18 aprile. Dink, giornalista turco di origine armena, era stato minacciato dai gruppi nazionalisti che lo avevano additato come un traditore della patria. Secondo la prima ricostruzione dei testimoni il direttore di 'Agos', giornale turco-armeno, è stato assassinato con tre colpi di pistola mentre entrava nella redazione del giornale da un ragazzo di 18-19 anni.

USA

2 agosto:  Chauncey Bailey, 57 anni viene ucciso in strada a due passi dal Palazzo di Giustizia della città di Oakland, mentre si stava recando al lavoro. La polizia non ha escluso nessun movente ma i colleghi di Bailey hanno affermato che il giornalista stava lavorando a un dossier considerato "esplosivo". Il giornalista aveva lavorato per la televisione e dal 1992 al 2005 per il quotidiano Oakland Tribune dove si occupava di argomenti che riguardavano la comunità afro-americana, la vita politica e la corruzione locale. Nel giugno scorso era diventato caporedattoe del settimanale Oakland Post, una rivista legata alla comunità nera e diffusa nelle città di  Oakland, Richmond, Berkeley e San Francisco.

ZIMBABWE

6 aprile: Edward Chikomba, cameraman free-lance ed ex collaboratore della catena pubblica Zimbabwe Broadcasting Corporation viene ritrovato morto due giorni dopo essere stato rapito da sconosciuti sospettati di essere agenti dei servizi segreti. Fonti giornalistiche anonime hanno affermato che il cameraman è stato presumibilmente ucciso per aver venduto a media stranieri le foto in cui si vedeva il candidato di opposizione Morgan Tsvangirai, con il viso deformato dalle botte subite durante la sua detenzione. Il cameraman era infatti simpatizzante del partito di opposizione Movement for Democratic Change (MDC).

 
   

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