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Giornalisti e operatori dei media uccisi nel 2008
 


 




AFGHANISTAN

8 giugno: Abdul Samad Rohani, 25 anni,  viene rapito e poi trovato trucidato Lashkar Gah al sud del paese. Il giornalista era a capo del servizio in lingua pashtun della BBC per la provincia di Helmand e aveva ricevuto ripetute minacce da un capo locale che lo accusava di essere un traditore e di sostenere il governo di Kabul, boicottando le notizie provenienti dai talebani. Dall’autopsia sono risultati evidenti segni di tortura.

15 gennaio: Carsten Thomassen, 38 anni, che lavorava per il quotidiano norvegese 'Dagbladet', rimane ucciso in un attacco a uno dei principali hotel di Kabul. Il giornalista muore a causa della gravi ferite allo stomaco riportate dopo un attentato suicida contro l'hotel Serena. L'attacco, rivendicato dai talebani, è stato sferrato da molti guerriglieri armati di fucili mitragliatori e di granate. Uno degli assalitori si è poi fatto esplodere davanti all'entrata dell'hotel, causando la morte di otto persone e il ferimento di altre sei.

BOLIVIA

8 aprile; Carlos Quispe Quispe, 31 anni, giornalista per la  stazione Radio Municipal Pucarani (50 km dalla capitale La Paz) muore per le ferite riportate durante un violento attacco alla Radio eseguita da oppositori del sindaco della città. L’Associazione dei giornalisti di La Paz (APLP) ha reso omaggio a "una vittima innocente degli scontri politici per il controllo delle municipalità". Scontri che si stanno ripetendo continuamente nel Paese.

BRASILE

5 gennaio: Walter Lessa de Oliveira, 53 anni, cameraman di TV Assembléia, catena dell'assemblea legislativa dello Stato di Alagoas (nord-est del Paese) è stato ucciso da colpi di arma da fuoco mentre si trovava alla fermata del bus nella città di  Maceió, capitale dello Stato. Principale sospettato dell'omicidio un trafficante di droga soprannominato "Aranha” (il ragno). Walter Lessa aveva, in passato, filmato e trasmesso alla televisione immagini del trafficante che si è così vendicato.

BULGARIA

7 aprile: lo scittore e cronista Gregory Stoev viene ucciso da un colpo di arma da fuoco mentre si trovava davanti a un hotel del centro di Sofia. Trasportato all'ospedale della capitale bulgara non sopravvive alle ferite riportate alla testa. Gregory Stoev era molto conosciuto in patria per i suoi libri e per i suoi articoli sulle origini e le attività della mafia bulgara. Le sue denunce rigurdavano anche le connivenze tra la mafia e alti personaggi del governo locale.

CAMBOGIA:

11 luglio:
Khim Sambo, giornalista del quotidiano di opposizione in lingua khmer 'Moneakseka Khmer' ("Coscienza khmère"), e il suo figlio di 21 anni, vengono assassinati nella capitale Phnom Penh da un commando di killer a volto scoperto alla vigilia delle elezioni generali.

CINA

30 gennaio: il corpo ella giornalista Wu Zhen, 25 anni, viene trovato in un vicolo di un quartiere bene della capitale. Le fonti ufficiali parlano di rapina ma la vicenda ha destato parecchie perplessità. Lo stesso giorno dell’omicidio, China Business aveva pubblicato quattro articoli di Wu Zhen, che avrebbero innescato la vendetta di «poteri oscuri». Molti giornalisti sono intervenuti a difesa della categoria, lamentandosi, in blog e forum su internet del fatto che non esiste in Cina una legge che protegge l’incolumità dei giornalisti e la libertà di stampa.

CROAZIA

23 ottobre:
Il direttore del settimanale investigativo croato 'Nacional', Ivo Pukanic, e il direttore del marketing, Niko Franjic, rimangono uccisi in un attentato nel centro di Zagabria. I due sono morti per l'esplosione di una potente bomba piazzata sotto l'auto di Pukanic, parcheggiata nel suo posto abituale. Pukanic, 47 anni, era presidente dell'Ncl Media group oltre che direttore del 'Nacional', un settimanale investigativo fondato nel 1995. Il magazine si opponeva allora al governo del primo ministro Franjo Tudjman, che più di una volta aveva messo in dubbio la credibilitá delle sue fonti, spesso anonime. Pukanik era sopravvissuto ad un tentativo di asassinio in aprile, quando un uomo aveva sparato contro di lui diversi colpi da fuoco ma non lo aveva colpito.

ECUADOR

30 giugno: Raúl Rodríguez, 64 anni, direttore aggiunto di Radio Sucre viene assassinato nella città di Guayaquil (seconda città per importanza del Paese), mentre stava tornando dal lavoro. Il giornalista viene raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco alla schiena mentre stava scendendo dalla sua macchina. Fondatore e animatore per venti anni della radio cristiana HCJB2, Raúl Rodríguez l'aveva lasciata nel 1984 per raggiungere la redazione di Radio Sucre, di cui era diventato direttore aggiunto per l'informazione. Alla radio presentava vari programmi, nei quali denunciava regolarmente affari di corruzione dell'amministrazione locale. Minacciato puntualmente per telefono, il giornalista era stato vittima di un attentato sia nel 2005, quando sconosciuti avevano aperto il fuoco contro la sua abitazione, sia nel 2006 quando sei uomini armati avevano tentato di assassinarlo, di notte, mentre era a bordo della sua vettura.

FILIPPINE

2 dicembre: Leo Mila, 35 anni, presentatore di Radyo Natin, viene ucciso, davanti all'entrata della stazione radio, da un killer che lo ha crivellato di proiettili nella città di San Roque (centro del Paese). La direttrice della radio ha dichiarato che il giornalista aveva recentemente animato un dibattito sulle anomalie seguite a una colletta di denaro in una scuola locale. Il giornalista inoltre aveva ricevuto minacce per aver denunciato la corruzione dilagante nella città. Leo Mila presentaba tutte le mattine un programma che dava spazio alle lamentele dei cittadini.

17 novembre: Un giornalista radiofonico di Radyo Natin, noto per programmi contro la corruzione, viene ucciso da ignoti a Gingoog sull’isola di Mindanao (Filippine meridionali). Un motociclista, altre fonti dicono due, ha avvicinato Aristeo Padrigao, commentatore della radio locale ‘Dxrs’, davanti alla scuola dove questi aveva appena accompagnato la figlia e gli ha più volte sparato contro. Il capo della polizia ha detto che indagini sono in corso per determinare il motivo dell’assassinio. Padrigao aveva più volte criticato l’operato dell’amministrazione della provincia di Misamis orientale in cui si trova Gingoog.

9 agosto:
Dennis Cuesta, giornalista di Radio Mindanao Network, muore in seguito alle ferite riportate il 4 agosto quando un killer gli ha sparato ripetutamente mentre il giornalista camminava in un centro commerciale di General Santos City, sull'isola di Mindanao (sud del Paese). Dennis Cuesta conduceva il talkshow "Straight to the Point", molto noto per il tono aggressivo con cui tratta soggetti controversi come la corruzione o il traffico di droga.

7 agosto:
Martin Rojas, animatore di Radio Mindanao Network (RMN),viene ucciso a Roxas City, sull'isola di Panay (centro del Paese). Secondo l’agenzia Reuters, il giornalista muore a causa di un proiettile che gli ha leso la colonna vertebrale. Il giornalista era stato attaccato da uomini armati mentre stava rientrando nella sua abitazione. Martin Rojas è descritto dai suoi colleghi come un commentatore che aveva il coraggio di criticare sia i politici locali, sia i soldati e i poliziotti accusati di corruzione. 

1 luglio: Robert "Bert" Sison , giornalista radiofonico della provincia di Quezon ed editorialista di una testata locale, viene ammazzato da due sicari a bordo di una moto, mentre rientrava a casa con la figlia nella città di Sariaya (un centinaio di chilometri a sud di Manila). Lo riferiscono i giornali locali che danno ampio risalto all’ennesimo omicidio di un professionista dell’informazione nelle Filippine, considerato uno dei paesi più pericolosi dove svolgere il mestiere di giornalista. Al momento la polizia ha fatto sapere di non avere ancora nessuna pista sul movente dell’omicidio. “Questo clima di impunità che circonda chiunque se la prenda con i giornalisti deve finire. Il governo deve agire in maniera decisa per mettere fine a omicidi e minacce ai danni dei giornalisti” scrive oggi in una nota il sindacato dei giornalisti filippini - National Union of Journalists of the Philippines (NUJP) - diffusa all’indomani dell’uccisionedell’ennesimo professionista dell’informazione in circostanze ancora poco chiare. Nella nota, il sindacato dei giornalisti filippini chiede all’amministrazione di Manila di mettere immediatamente fine “all’ondata di uccisioni di professionisti dei media nella provincia di Quezon”.

GEORGIA

11 agosto: Stan Storimans, cameraman della televisione olandese RTL-2, muore in un bombardamento russo nella città Gori, nella Georgia centrale.

10 agosto:
Grigol Chikhladze, direttore di  Alania TV, e Alexander Klimchuk, direttore dell’agenzia Caucasus Press Images e corrispondente di Itar-Tas, muoiono a  Tskhinvali mentre stavano coprendo l'ingresso delle forze georgiane nella provincia dell'ossezia del sud. Dalle informazioni raccolte da Orkhan Jemal, corrispondente di Russian Newsweek, i due giornalisti erano accompagnati da un reporter americano, Winston Federley e un altro reporter georgiano, Teimuraz Kikuradze. Tutti e quattro erano a bordo di una vettura privata quando hanno incontrato una barricata alzata dagli indipendentisti che hanno aperto il fuoco, uccidendo Chikhladze e Klimchuk, e ferendo gli altri due.

GUATEMALA

24 ottobre:
Abel Girón Morales, 29 anni, grafico per il quotidiano privato 'El Periódico' viene ucciso con un colpo di fucile subacqueo scagliato da una macchina, mentre Morales stava uscendo dalla sua abitazione per recarsi al lavoro.

12 maggio: Jorge Mérida Pérez, giornalista del quotidiano ‘Prensa Libre’, uno dei più prestigiosi del paese, viene assassinato da un uomo armato che ha fatto irruzione nella sua casa di Coatepeque mentre lavorava alla stesura di un articolo. Secondo la polizia, l’aggressore si è avvicinato al reporter sparandogli mentre era al computer. Mérida, 40 anni, aveva denunciato recentemente di aver ricevuto minacce di morte, ma senza fornire dettagli. “Questo è l’ennesimo attentato alla libertà di stampa in Guatemala” ha detto il procuratore per i diritti umani Sergio Morales.

INDIA

22 novembre:
Jagajit Saikia, 30 anni, corrispondente del quotidiano regionale 'Amar Asom' con sede nella città di Kokrajhar (ovest dello Stato di Assam), viene assassinato da due killer a bordo di una moto che gli sparano sei colpi tutti andati a segno.

17 novembre:
Konsam Rishikanta, giovane giornalista in formazione per il quotidiano anglofono privato 'Imphal Free Press', viene ucciso a Imphal, capitale dello stato del Manipur (nord-est del Paese). Il suo corpo, crivellato da proiettili viene ritrovato in un vicolo. Durante una riunione di urgenza tenutasi al Manipur Press Club, tutti i quotidiani con sede a Imphal hanno deciso di iniziare uno sciopero generale di quattro giorni in segno di protesta per l'assassinio del giovane giornalista. 

11 maggio: Ashok Sodhi, 45 anni, fotoreporter per il quotidiano anglofono 'Daily Excelsior' viene ucciso da un proiettile che lo colpisce alla testa mentre sta coprendo una operazione militare nella città di Samba (stato di Jammu e Cachemire), una zona in cui si stanno svolgendo da giorni dei violenti combattimenti tra esercito e gruppi islamici armati che traversano regolarmente la frontiera indo-pachistana. Il conflitto in Cachemire, praticamente sconosciuto in Occidente, ha fatto negli ultimi venti anni più di 60mila vittime.

IRAN

4 agosto:
il giovane giornalista Yaghoub Mehrnahad viene impiccato nel carcere di Zahedan, capoluogo del Beluchistan iraniano. Mehrnahad era stato arrestato 16 mesi prima con l'accusa di 'secessionismo'. Collaboratore della stampa locale e nazionale, Mehrnahad aveva fondato anche l'associazione giovanile Sedaye Edalat (la Voce della Giustizia), molto attiva a Zahedan, capoluogo del Beluchistan iraniano. Mehrnahad era stato condannato a morte con l'accusa di appartenenza a un gruppo armato, ma nessuna prova era stata presentata nel processo al quale non ha potuto presenziare neppure il legale dell'imputato.

IRAQ

13 ottobre - Diyar Abbas Ahmed, collaboratore dell'agenzia privata Ain (L'occhio) viene stato ucciso da killer nella città di Kirkuk (255 km a nord di Bagdad). Il giovane giornalista, 28 anni, oltre che giornalista era anche il principale animatore di una associazioni di artisti della città.   

13 settembre:
un commando di uomini armati rapisce e uccide tre operatori dei media di 'Sharqia Tv', nella citta' di Mosul. Le vittime - un giornalista Moussab al-Azzaoui (figlio di un deputato del parlamento iracheno) e due cameramen (Ahmed Salem e Ihab Maad) - sono state rapite mentre registravano un popolare programma televisivo, 'Futurqum Alena'. I loro corpi, crivellati dai proiettili, sono stati ritrovati nella zona di Al Zangili. Lo hanno riferito fonti di polizia locale e l'emittente televisione. "Lo staff del canale, con i cuori addolorati per la grave perdita", si legge in un comunicato della tv irachena, "conferma la volonta' di andare avanti con il lavoro indipendente". Il direttore del canale, Ali Wajih, ha accusato la tv di stato 'Al-Iraqiyah' di essere "moralmente responsabile" dell'uccisione", per aver alimentato una "campagna di diffamazione contro i giornalisti di Al Sharqiyah".

21 giugno: Suran Mame Hame, giornalista curdo iracheno, viene ucciso a Kirkuk da un commando di uomini armati che apre il fuoco contro il giornalista, vicino alla sua abitazione nel quartiere centrale du Shorja. Hame, che lavorava come corrispondente per la rivista curda 'Livin' e per il sito web del Kurdistan Post di Erbil, aveva già ricevuto minacce di morte da sconosciuti nei mesi scorsi.

22 maggio: Wessam Ali Awdat, fotoreporter del canale satellitare Afaq rimane ucciso dal fuoco di un cecchino Usa mentre stava tornando a casa sua nella zona di al Ubaidi a Baghdad.

21 maggio: il cadavere del giornalista Haider Hussein, che lavorava come corrispondente del quotidiano indipendente 'al Sharq' e che era stato rapito cinque giorni prima viene trovato nella città di Baquba.

4 maggio: Sarwa Abdul Wahab, una giornalista irachena che lavorava per l'ufficio stampa del Consiglio provinciale di Ninewa viene uccisa da miliziani non identificati, che le hanno teso un agguato a Mosul, nel nord dell'Iraq.

27 febbraio: muore in ospedale a Baghdad il presidente del sindacato dei giornalisti iracheni, Shihab al-Timimi, 75 anni, rimasto gravemente ferito in un attentato sabato scorso. Timimi era stato raggiunto da tre pallottole sparate da uomini armati a bordo di una vettura mentre era alla guida della sua auto assieme al figlio. Timimi, che dal 2005 era stato oggetto di minacce e intimidazioni, era tornato di recente alla sua attività professionale pubblica.

29 gennaio: Alaa Abdul Karim al Fartusi, operatore di una emittente sciita, muore nella tarda serata a nord di Baghdad. Una bomba esplode al passaggio della sua autovettura. Morto anche l'autista e ferita una giornalista.

12 febbraio: il cadavere del giornalista iracheno Husham Majwat Hamdan, 27 anni, scomparso da alcuni giorni, viene trovato nel centro di Baghdad. Lo rende noto Aswataliraq Haider Hassun direttore della Lega dei giovani giornalisti iracheni. "Hamdan - ha detto Haider - era uscito dalla sede della Lega domenica scorsa per fare degli acquisti di cancellerie dal bazar di Bab al Sheikh, e non abbiamo più saputo nulla di lui fino al ritorvamento del suo cadavere nell'obitorio". In un comunicato emesso dall'Osseravatorio dei Giornalisti iracheni, diffuso in rete si legge che Hamdanl avorava per due quotidiani di Baghdad, 'Assiayassah wa al Qarar' e 'al Akhbar'.

ISRAELE/TERRITORI PALESTINESI

16 aprile: Fadel Shana, cameraman dell´agenzia di stampa britannica Reuters, perde la vita durante un´incursione dell´esercito israeliano nella Striscia di Gaza. Il suo assistente, Wafa Barbakh, viene lievemente ferito. Fadel Shana, 25 anni, e Wafa Barbakh stavano filmando l´incursione compiuta nel Territorio palestinese da alcuni carri armati israeliani vicino al campo di Al-Barij, nella Striscia di Gaza. I due professionisti dei media erano su un veicolo sul quale era chiaramente scritta la parola "PRESS" per poter essere immediatamente identificati dai belligeranti. Un razzo israeliano ha colpito la vettura. Gravemente feriti, i due giornalisti sono stati trasportati all´ospedale di Al-Aqsa, dove Fadel Shana è morto.

MESSICO

10 ottobre: il corpo senza vita di Miguel Angel Villa Gomez Valle, direttore del quotidiano privato ' Noticias de Michoacán', viene ritrovato nei pressi di una discarica a una cinquantina di km dalla città di Lazaro Cardenas (sud-ovest del Paese). Il giornalista è stato ucciso con due pallottole al ventre e una alla testa. Villa Gomez aveva, la sera prima della sua uccisione, lasciato il suo ufficio di Lazaro Cardenas alle ore 22, e probabilmente è stato immediatamente rapito e poi ucciso. Il giornale che dirigeva - un quotidiano regionale formato tabloïd - trattava abitualmente di casi di corruzione, di crimine organizzato e di narcotraffico. 

23 settembre:
Alejandro Xenón Fonseca Estrada, 33 anni, giornalista e presentatore della stazione radio EXA FM della città di Villahermosa (capitale dello Stato di Tabasco, sud-est del Paese), viene assassinato da killer a bordo di una jeep. Il giornalista, animatore del programma “El Padrino”, era solito dedicare molto spazio a questioni sociali, ed era molto apprezzato come attivista contro il crimine organizzato.

23 giugno: Candelario Pérez Pérez, che da 15 anni lavorava per il magazine 'Sucesos' (fondato dal padre), viene assassinato a Ciudad Juárez (stato di Chihuahua, nord del Paese) da individui armati di mitra AK-47 che gli sparano da bordo di una jeep.

7 aprile: Teresa Bautista Flores, 24 anni, e Felicitas Martínez, 20 anni, entrambe giornaliste di La Voz que Rompe el Silencio, una radio comunitaria dell'etnia indigena Trique, vengono uccise a colpi di arma da fuoco nella cittadina di Putla de Guerrero (Stato di Oaxaca, sud del Paese).

7 febbraio: Bonifacio Cruz Santiago, direttore del settimanale 'El Real', e suo figlio, Alfonso Cruz, caporedattore dello stesso giornale, vengono uccisi nella città di Chimalhuacán (centro del Paese) a colpi di arma da fuoco.

NEPAL


28 novembre: il cadavere di Jagat Prasad Joshi, alias JP Joshi Pandit, giornalista per l'edizione locale del quotidiano maoista 'Janadisha' del distretto di Kailali (sud del Paese) viene ritrovato in una foresta dello stesso distretto. Il giornalista era scomparso l'8 ottobre scorso. JP Joshi Pandit era presidente della sezione locale della Revolutionary Journalists Association (pro-maoïsta). Il giornale per cui scriveva è uno degli organi stampa del partio maoista nepalese. Joshi Pandit aveva lavorato per dieci anni come giornalista clandestino, prima che nel Paese si reinstaurasse la democrazia, due ani fa.  Membri della famiglia del giornalista hanno affermato che i mandanti della morte del loro congiunto sarebbero uomini di affari locali che avevano già minacciato  Joshi Pandit per aver pubblicato articoli e foto che li accusavano di traffico di pellicce di tigri.

12 gennaio: Pushkar Bahadur Shrestha, 57 anni, caporedattore dei settimanalì 'Highway Weekly' e 'New Season', viene ucciso con un colpo di arma da fuoco alla schiena mentre si trovava nella città nepalese di Birgunj, al confine dell'India. L'omicido viene rivendicato dal gruppo armato Janatantrik Tarai Mukti Morcha, una milizia che pretende di difendere le popolazioni del sud del Nepal. Nella rivendicazione l'assassinio viene giustificato con l'accusa al giornalista di essere "pahadi", cioè originario delle regioni di montagna. Il gruppo armato, nel 2007, è stato protagonista di molte aggressioni ai danni dei giornalisti.

NIGERIA

17 agosto:
Paul Abayomi Ogundeji, giornalista del quotidiano privato 'This Day', e membro del comitato editoriale del giornale viene ucciso nella capitale Lagos, mentre con la sua vettura stava tornando a casa Secondo alcune testimonianze ad ucciderlo sarebbero stati dei poliziotti che avrebbero inseguito il giornalista dopo che lo stesso si era rifiutato di fermarsi a un posto di blocco.

PAKISTAN

8 novembre: Qari Muhammad Shoaib, reporter del giornale locale 'Khabar Kar' e collaboratore di un quotidiano nazionale, viene ucciso da un gruppo di soldati mentre stava tornando a casa in auto, accompagnato da un conoscente. Secondo quanto hanno riferito i familiari, i militari hanno incominciato a sparare senza alcun preavviso. "Mentre eravamo all'altezza di Airport Road, hanno aperto il fuoco. I soldati non ci avevano in nessun modo chiesto di fermarci prima di sparare", ha precisato il conoscente di Shoaib che si trovava nella vettura guidata dal giornalista. Secondo quanto hanno riferito i vertici militari, il giornalista è stato avvertito a più riprese. I soldati stavano perlustrando il settore dopo aver ricevuto informazioni sull'organizzazione di un possibile attentato kamikaze. In un comunicato, l'esercito ha affermato che "dopo gli spari di avvertimento -  ignorati - i soldati hanno sparato direttamente in direzione del veicolo." Alcuni responsabili militari a Mingora hanno ufficialmente manifestato il proprio rammarico per l'incidente e hanno promesso un indennizzo alla famiglia del giornalista. Qari Muhammad Shoaib, 32 anni, aveva due mogli e sei bambini. Alcuni giornalisti di Mingora hanno affermato che i soldati hanno colpito deliberatamente Shoaib. "Se volevano veramente fermare l'auto, potevano benissimo sparare alle ruote", ha spiegato un reporter locale.

29 agosto:
Abdul Aziz, corrispondente del giornale 'Azadi' muore nella vallata dello Swat (nord-ovest del Paese). Dopo essere stato rapito dai talebani il 27 agosto scorso, il giornalista viene colpito, due giorni più tardi, durante un bombardamento dell'armata pakistana

11 agosto:
Mohammad Azim Leghari, che lavorava per il giornale 'Halchal' e per la catena televisiva in lingua sindh Dharti TV, viene ucciso da colpi di arma da fuoco a Dadu City (sud del Paese), mentre stava dando copertura alla storia di una giovane coppia che cercava di celebrare un "matrimonio per amore". I giovani si erano attirati i malumori dei clan conservatori della città, i quali potrebbero essere i responsabili della morte del giornalista.

22 maggio: Mohammad Ibrahim, reporter di 'Express News', viene ucciso nel Bajaur al confine con l'Afghanistan, dove operano gruppi collegati ad Al Qaida, mentre stava rientrando a casa dopo aver intervistato il portavoce dei militanti talebani pachistani. Era in motocicletta e uomini armati lo hanno attaccato appena fuori della città di Khar, sparandogli addosso. Poi hanno portato via la macchina fotografica e la moto.

14 aprile: Khadim Hussain Sheikh, giornalista che lavorava per il quotidiano 'Khabrein' e per la catena Sindh TV, nel distretto di Hub (provincia del Baloutchistan) muore dopo essere stato raggiunto da molti proiettili mentre stava recandosi al lavoro a bordo della sua moto, in compagnia di suo fratello che è rimasto seriamente ferito. Immediatamente sono state organizzate manifestazioni di protesta di giornalisti nelle città di  Lahore, Karachi e Islamabad, mentre l'autostrada che porta da Quetta a Karachi è stata bloccata da altri giornalisti che reclamavano l'arresto dei colpevoli.

29 febbraio: Siraj Uddin, corrispondente del giornale in lingua inglese 'The Nation' rimane ucciso nell'attentato suicida che causa almeno 40 morti e 80 feriti tra coloro che partecipavano al funerale di un poliziotto. L'attentato è avvenuto nella città di Mingora. situata nella zona tribale del Waziristan (nord-ovest del Paese). Un altro giornalista che lavorava per la stampa locale, Hazrat Bilal, ha riportato diverse e gravi feirite.

9 febbraio: Chishti Mujahid, 50 anni, medico, fotografo e corrispondente del settimanale 'Akhbar-e-Jehan' viene ucciso nella città di Quetta, capitale della provincia del Baloutchistan (sud-ovest del Paese). L’Armata di liberazione del Baloutchistan, che ha rivendicato l'omicidio, ha detto che il giornalista era colpevole di aver scritto un articolo sulla morte di un loro capo, a opera dell'esercito pachistano, avvenuta nel 2007.

REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

21 novembre:
Didace Namujimbo, 30 anni, giornalista di Radio Okapi, viene ucciso da un colpo di arma da fuoco alla testa presso la città di Bukawu, mentre stava tornando a casa. I suoi effetti personali, denaro compreso, non sono stati toccati, mentre sono stati rubati i suoi due cellulari: ed è per questo che gli investigatori pensano che l'omicidio sia legato alla sua attività di giornalista. 

REPUBBLICA DOMINICANA

7 agosto:
Normando Garcia, che lavorava per  Teleunión viene ucciso da proiettili esplosi da killer nella città di Santiago (nord del paese). Il giornalista muore immediatamente. Garcia, che alcune settimane prima aveva avuto la macchina incendiata, riceveva da tempo minacce di morte certamente legate alle trasmissioni che conduceva.

RUSSIA

3 settembre:
un giornalista del Dagestan, Abdulla Alishayev, muore in ospedale dopo il ricovero e l'intervento chirurgico dopo che due uomini armati gli avevano sparato prima alla spalla e poi alla testa mentre si trovava in auto il giorno prima. Alishayev era noto per essere una delle voci dell'opposizione al movimento islamico del Wahhabismo (un'ala dell'Islam fondata da Muhammad ibn Abd al-Wahhab). Era stato autore e ospite in molte trasmissioni televisive ed era uno degli ideatori del documentario «Common Wahhabism».

31 agosto:
Magomed Yevloiev, direttore del sito Ingushetiya.ru, viene arrestato a Nazran, in Inguscezia, dalla polizia e successivamente colpito a morte da un colpo di pistola partito dall'arma di un agente. La versione ufficiale parla di un incidente avvenuto mentre il giornalista cercava di togliere una pistola dalle mani di un agente. Yevloyev era noto per le sue continue critiche nei confronti del leader ingusceto Murat Zyazikov, sostenuto dal Cremlino, che cerca di contenere la ribellione guidata dai militanti islamici. Zyazikov ha sempre criticato le notizie riportate da Ingushetiya.ru, che quest'anno ha denunciato cercando di farlo chiudere. L'opposizione lo accusa di voler mettere il bavaglio ai dissidenti e alla libertà d'espressione.

21 marzo: Gadji Abachilov, 58 anni, viene ucciso da alcuni killer che gli sparano mentre viaggiava sulla sua automobile a Mackhatchkala, capoluogo della repubblica autonoma del Daghestan nel Caucaso russo. Abachilov era un giornalista molto noto e attualmente dirigeva l'emittente radiotelevisiva pubblica del Daghestan. Nell'attacco rimane gravemente ferito il suo autista.

21 marzo: Ilyas Shurpayev, giornalista televisivo dell'emittente Channel One, viene trovato morto nel suo appartamento di Mosca. Sul cadavere sono state rinvenute ferite da arma da taglio, mentre al collo di Shurpayev era stata avvolta da una cintura. Shurpayev, originario del Dagestan, aveva realizzato numerosi servizi nel Caucaso, coprendo principalmente il Dagestan e la Cecenia.

SOMALIA

8 giugno:
Nasteh Dahir Farah, 36 anni, vice-presidente dell’Unione nazionale dei giornalisti somali, che lavorava per alcuni media stranieri, compresa la BBC, viene ucciso mentre stava tornando a casa nella città di Kismayu (sud del Paese).Il giornalista aveva ricevuto molte minacce di morte.

28 gennaio: un veicolo dell'organizzazione Médecins sans frontières saltato in aria presso la città di  Kismayo (sud-est del Paese). L'attentato, effettuato con una bomba detonata a distanza, ha ucciso due medici, l'autista e il giornalista Hassan Kafi Hared. Il giornalista, corrispondente dell'agenzia di stampa governativa Somali National News Agency (Sonna) e del sito gedonet.com, era uno dei più autorevoli membri dell'Unione nazionale dei giornalisti somali (NUSOJ)

SRI LANKA

28 maggio:
Paranirupasingam Devakumar, 36 anni, giornalista di origine tamil che lavorava per la  Maharaja Television, viene assassinato a Navanthurai, a qualche chilometro dalla città di Jaffna, da un gruppo di persone non identificato che lo ha colpito più volte con un machete. Il giornalista, che viaggiava in moto, era in compagnia di un amico, ucciso anch'esso.

28 gennaio: un giornalista del 'The Thinakaran', quotidiano in lingua Tamil, è stato pugnalato da cinque uomini non identificati nella capitale Colombo. Lo riferisce la polizia locale, secondo cui l'attacco potrebbe essere legato alle minacce che il cronista, Lal Kumara Mahawalage, aveva ricevuto nei giorni precedenti da parte di un estremista islamico.

THAILANDIA

27 settembre: Jaruek Rangcharoen, 46 anni, corrispondente per il quotidiano 'Diario de Matichon', edito nella provincia di  Suphanburi (centro del Paese), viene ucciso con vari colpi di arma da fuoco alla testa  mentre stava facendo acquisti in un mercato. La sua uccisione è da mettere in relazione con i suoi articoli nei quali spesso denunciava la corruzione di politici locali, funzionari governativi e imprenditori.

21 agosto:
una bomba piazzata in una vettura esplode davanti a un ristorante della città di Sungai Kolok (sud del Paese), uccidendo Chalee Boonsawat, 64 anni, giornalista del quotidiano nazionale 'Thai Rath', presente sul luogo per coprire un prima attacco, eseguito venti minuti prima con un'altra bomba,

1 agosto: Athiwat Chainurat, giornalista che lavorava per il gruppo di stampa Matichon, viene assassinato a Nakhon Si Thammarat (sud del Paese). Il suo corpo, crivellato da proiettili e che giaceva in una lago di sangue, viene scoperto al ritorno a casa dalla moglie e dai suoi figli. Secondo la direzione di Matichon, il crimine è legato al contenuto degli articoli di Chainurat che qualche tempo avevano messo in contrasto il giornalista con delle personalità politiche locali. Sentendosi minacciato il giornalista usciva di casa il meno possibile e ogni volta cambiava percorso per recarsi al lavoro.

 

 
   

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