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Giornalisti e operatori dei media uccisi
nel 2009
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AFGHANISTAN
30 dicembre:
Michelle Lang, 34 anni, che lavorava per il 'Cagarly
Herald', rimane uccisa,
insieme a quattro militari quando il veicolo blindato su cui si trovavano
salta in aria su una bomba nei pressi di Kandahar, nel sud
del paese
8 settembre:
Sultan Munadi, giornalista e interprete rimane ucciso nel raid delle forze speciali americane
che libera il
giornalista britannico Stephen Farrell. I due era stati sequestrati dai
telebani quattro giorni prima - all'indomani di un bombardamento di un F15 Usa su due
autobotti della Nato rubate dai talebani e che aveva
causato decine di morti - nella provincia di Kunduz. Due giorni dopo la
principale associazione di giornalisti afghani, il Press Club, criticherà la Nato
per l'esito del blitz. In particolare, si deplorano le forze
internazionali per aver abbandonato il corpo di Munadi e per utilizzare un
''doppio standard'' nella protezione degli ostaggi di nazionalità straniera e
afghana.
10 marzo:
Jawed Ahmad, collaboratore della catena televisiva Canadian TV, viene ucciso a
colpi di arma da fuoco da due killer mentre il
giornalista stava uscendo dalla sua macchina in un quartiere centrale della
città di Kandahar. Il giornalista è morto immediatamente. Alcuni giornalisti
afghani, interrogati sui motivi dell'uccisione, hanno indicato i talebani come
possibili mandanti, ma nessuna ipotesi è esclusa. Nel novembre 2007, Jawed Ahmad
era stato accusato dall'armata americana di essere un "nemico combattente" e di
avere stretti rapporti con gli insorti. Per undici mesi era stato detenuto nella
base militare di Bagram (nord di Kabul). Secondo le autorità militari americane
egli costituiva un pericolo per le forze di coalizione e per il Governo. Era
stato rilasciato il 22 settembre 2008. Alla sua uscita dalla prigione aveva
dichiarato: "Ditemi come è possibile fare il reporter nel sud di questo Paese
senza avere contatti coi talibani? Ciò è normale ed è un mio diritto". Il
giornalista aveva inoltre denunciato di essere stato privato del sonno in
carcere e di essere stato rinchiuso in una cella con detenuti che avevano
problemi psichici. Recentemente aveva dichiarato di voler scrivere un libro
sulla sua carcerazione a Bagram.
COLOMBIA
24 aprile: José Everardo Aguilar, cronista per le
stazioni radio private Radio Super e Bolívar Estéreo viene
ucciso da un killer che si era introdotto nella sua
abitazione, nella città di El Bordo (dipartimento di Cauca,
sud-ovest del Paese), con il pretesto di consegnargli
informazioni e foto. Il giornalista vieneo assassinato con
tre colpi di arma da fuoco. Aguilar era molto famoso nella
regione per le sue inchieste con cui denunciava regolarmente
la corruzione amministrativa del dipartimento di Cauca, dove
i giornalisti sono continuamente esposti agli attacchi dei
narcotrafficanti.
CONGO REP:DEM.
22 agosto: Bruno Koko Chirambiza,
24 anni, voce del notiziario in lingua swahili della nota emittente locale
‘Radio Star’, viene assassinato con una pugnalata al cuore nella notte
tra sabato e domenica da un gruppo di sconosciuti che lo hanno aggredito mentre
si trovava con un amico per le vie di Bukavu. Si tratta del terzo giornalista
assassinato in città, dopo l’uccisione di due reporter dell’emittente
radiofonica delle Nazioni Unite Radio Okapi, Didace Namujimbo e Sege Maheshe,
rispettivamente assassinati in circostanze ancora da chiarire nel novembre 2008
e giugno 2007. Non sono ancora chiare le circostanze della morte di Chirambiza,
che potrebbe essere rimasto vittima di una delle tante aggressioni a mano armata
che si registrano nella città di Bukavu, dove negli ultimi anni l’insicurezza
e la criminalità sono notevolmente aumentate. Tuttavia il ministro della
Comunicazione e dei Media, nonché portavoce del governo di Kinshasa, Lambert
Mende, ha fatto sapere di voler fare chiarezza. “È il terzo omicidio di un
professionista dell’informazione a Bukavu. Questo ci dimostra che questa città
sta subendo l’infiltrazione di nemici della pace. Un giornalista è un leader
d’opinione. Conosciamo la forza dei media a Bukavu e nel Kivu in generale,
grazie al lavoro importante di creazione delle coscienze che i media svolgono.
Per questo abbiamo ordinato alle forze di sicurezza di raddoppiare gli sforzi
per individuare i responsabili” ha detto Mende commentando l’omicidio di
Chirambiza a Radio Okapi
2 febbraio: Bruno Jacquet Ossébi,
collaboratore del giornale on line di opposizione 'Mwinda',
muore all'ospedale militare di Brazzaville dove era stato
ricoverato dodici giorni prima per le ferite riportate in un
incendio che aveva distrutto la sua casa, ucciso la sua
compagna e i due figli di quest'ultima.
EL SALVADOR
3 settembre:
Ucciso con un colpo di pistola alla testa. É morto così, Christian Poveda,
fotoreporter francese, autore, nel 2008, del film documentario “La vida
loca” dedicato alla vita dei membri delle “maras” i trafficanti di droga
del paese centramericano. Poveda è stato ritrovato morto nella sua automobile a
a Tonacatepeque, una zona rurale a nord della capitale San Salvador. Per il
ministro della Sicurezza pubblica, Manuel Melgar, si tratta di un «un atto
criminale ripugnante» e la polizia farà di tutto per assicurare gli assassini
alla giustizia. Il documentario, la cui uscita è prevista per il 30 settembre,
mostra la vita delle maras ed è, a tratti, estremamente critico con la polizia
locale. La vida loca, poi, si sofferma sulle condizioni economiche del Salvador,
principale causa della criminalità giovanile. Poveda afferma che le «maras
portano il terrore», ma, contemporaneamente sostiene che le gang sono le sole a
a comprendere il malessere della vita nel Paese centroamericano. «Dobbiamo
capire perché ragazzini di 12-13 anni entrano in una mara e danno la vita per
essa», ha detto, qualche settimana prima di morire, il fotoreporter in
un’intervista al quotidiano online El Faro.
FILIPPINE
23 novembre: Recuperati tutti i corpi e tutti identificati,
sale a 30 il
numero dei giornalisti uccisi nel massacro di Mindanao. Una data che rimarrà per sempre scolpita nella lunga e
minacciosa muraglia che sta circondando in tutte le aree del mondo la piena
libertà di stampa.
Questo l'elenco dei giornalisti uccisi: Rey Merisco -
Periodico Ini , Ernesto “Bart" Maravilla
- Bombo Radyo, Lupo Lindogan - Mindanao
Daily Gazette, Bienvenido Jr Lagarte -
Prontiera News, Santos Gatchalian - DXGO, Jhoy
Duhay - Gold Star Daily, Eugene Dohillo
- UNTV, Gina Dela Cruz - Saksi News, Noel
Decina - Periodico Ini, Lea Dalmacio
- Socsargen News, John Caniban - Periodico
Ini, Hannibal Cachuela - Punto News, Marites
Cablitas - News Focus, Romeo Jimmy Cabillo
- Midland Review, Andres “Andy" Teodoro
- Journaliste au Central Mindanao Inqu,Ian Subang
- Socsargen Today, General Santos City, Arturo Betia
- Periodico Ini, Rubello Bataluna - Gold
Star Daily, Napoleon Salaysay - Mindanao
Gazette, Cotabato City, Alejandro “Bong"
Reblando - Manila Bulletin, General Santos City, Fernando
“Rani" Razon - Periodico Ini, General Santos
City, Joel Parcon - Prontiera News,
Koronadal City, Arriola, Mark Gilbert "Mac-Mac"
- UNTV, Ronnie Perante - Gold Star Daily,
Koronadal City, Araneta, Henry - Radio DZRH,
Victor Nuñez - UNTV, General Santos City, Adolfo,
Benjie - Gold Star Daily, Rosell
Morales - News Focus, General Santos City, Marife
“Neneng" Montaño - Saksi News, General
Santos City, Reynaldo “Bebot" Momay
- Midland Review, Tacurong City.
27 giugno:
Jonathan Petalvero, 43 anni, presentatore per la stazione
radio DXFm «Frenster Radio», viene ucciso da un killer a volto coperto
che gli spara un colpo di pistola alla testa mentre il giornalista
stava mangiando in un ristorante. Jonathan Petalvero lavorava anche come consigliere di «baranguay»
(quartiere) e intendeva presentare la sua candidatura per consigliere
municipale.
23 febbraio:
Ernesto Rollin, 40 anni, presentatore alla statione radio locale
DxSY-AM, viene ucciso mentre stava recandosi al lavoro nella
città di Ozamiz City (Misola di Mindanao, sud del Paese), da due killer a
bordo di una moto. Ernesto Rollin aveva iniziato la sua carriera dodici anni fa.
Ultimamente presentava, in prima serata, un programma molto famoso nella sua
regione perché si occupava di affari pubblici e di corruzione. Rollin è il primo
giornalista ucciso nelle Filippine nel 2009, ma il 99mo dal 1986, anno che ha
segnato ritorno nel Paese
della democrazia.
GUATEMALA
2 aprile: Rolando Santis,
giornalista televisivo del notiziario Telecentro Trece della
tv guatemalteca viene assassinato a colpi di pistola a Città
del Guatemala; il suo cameraman, Juan Antonio de León
Villatoro, rimane ferito. Secondo la ricostruzione
della polizia, Santis era a bordo della sua automobile
quando viene avvicinato da due uomini in motocicletta che
hanno aperto il fuoco; il giornalista muore sul colpo e la
sua vettura, sbandando, ha investito due passanti, anche
loro rimasti feriti. “Non è possibile, abbiamo paura. Ora
tocca anche ai giornalisti” ha detto il direttore di
Telecentro Trece, Juan Carlos Lange, riferendosi all’ondata
di violenza che solo nel 2008, nel paese più popoloso
dell’America Centrale, ha registrato 6300 omicidi. Santis
aveva lavorato per almeno un ventennio anche per il
notiziario Noti 7 dell’emittente televisiva nazionale e
collaborava con Radio Sonora.
HONDURAS
3 luglio: Gabriel Fino Noriega, 42 anni, corrispondente della stazione
nazionale Radio America, nella città di San
Juan Pueblo (costa caraibica del Paese) viene ucciso da sconosciuti che lo hanno
assalito mentre
il giornalista stava uscendo dai locali della stazione locale Radio Estelar, dove quotidianamente presentava un bollettino di informazioni.
18 aprile: Osman López, 27 anni, che lavorava per il
dipartimento della comunicazione del palazzo presidenziale,
per il quotidiano 'La Tribuna' e come corrispondente della
catena televisiva Canal 45, viene ucciso nella capitale
Tegucigalpa, da sconosciuti che gli sparano mentre era a
bordo della sua vettura.
31 marzo: Rafael Munguía, corrispondente della
stazione privata nazionale Radio Cadena Voces (RCV) viene
ucciso nella città di San Pedro Sula (nord-ovest del Paese),
da killer a bordo di una vettura che gli hanno sparato
mentre il giornalista stava per entrare nella sua
abitazione. Proprio prima di essere assassinato Munguía
aveva appena registrato un servizio sulla situazione di
insicurezza della città.
INDIA
24 marzo: Anil Majumder, 39 anni, caporedattore del
giornale 'Aji', viene ucciso nella città di Guwahati
(capitale dello Stato dell’Assam, nord-est del Paese). Il
giornalista viene colpito da molti proiettili sparati da
sette individui che lo stavano aspettando vicino alla sua
abitazione mentre Majumder stava tornando dal lavoro. 'Aji'
è un quotidiano in lingua assamese che sostiene le
trattative tra il governo e i militanti dell’ULFA (United
Liberation Front of Asom), una formazione guerrigliera
etnica che lotta per l'indipendenza della regione dal 1979.
IRAN
30 luglio: il corpo senza vita di Ali Reza
Eftekhari, 29 anni, giornalista del quotidiano
economico 'Abrar Eghtesadi', è stato consegnato alla famiglia. Ali Reza era
stato arrestato lo scorso 15 giugno nel corso di una manifestazione di protesta
contro i brogli elettorali delle elezioni del 12 giugno. Ali Reza, secondo
quanto avevano riferito alcuni testimoni oculari, era stato arrestato dopo
essere stato violentemente aggredito dalle forze di sicurezza e ferito alla
testa.
13 luglio: Mehrdad Heydari,
giornalista del quotidiano 'Khorasan Razavi',
pubblicato nella città santa di Mashad, viene trovato morto in circostanze
non chiarite. Heydari sabato scorso in un articolo aveva criticato duramente
l'operato del ministero dell'Intelligence durante e dopo le elezioni
presidenziali del 12 giugno. In particolare Heydari aveva denunciato il
ruolo degli agenti del ministero dell'Intelligence negli arresti effettuati a
Mashad in seguito alle manifestazioni.
IRAQ
21 ottobre:
Orhan Hijarne, cameraman iracheno che lavorava per la
catena televisiva Al-Rachid, muore in un attentato nella
città di Kirkuk (240 km a nord di Bagdad). Un altro giornalista, Mohammad
Abdallah Zadeh, che lavora per la catena Al-Baghdadiya, rimane ferito. I due stavano tornando da un reportage quando la loro vettura è stata
investita da un esplosione.
5 febbraio:
Majid el Saker, 51
anni, responsabile della rubrica sportiva del giornale 'Bianat
el Jedida' e membro dell'Unione irachena della stampa sportiva, muore in
seguito alle ferite riportate in un attentato avvenuto il 2 febbraio 2009 nel
quartiere di Ziyouna a Baghdad, mentre stava recandosi al lavoro.
3 febbraio: il giornalista
sportivo Alaa Abdel
Wahab, corrispondente
per la catena Al-Baghdadia e molto noto nel Paese, rimane ucciso per
l'esplosione di una bomba collocata sotto la sua vettura nel quartiere di
Al-Chourta, zona nord della città di Mossul.
Kenia
28 gennaio: il corpo senza vita di
Francis Kainda Nyaruri,
giornalista indipendente con base nella città di Nyamira (sud-ovest del
Paese), scomparso il 16 gennnaio scorso, viene ritrovato nella foresta di Kodere, situata nella regione del
Rachuonyo. Il
giornalista è stato decapitato. Secondo il quotidiano privato 'The Standard',
Francis Kainda Nyaruri avrebbe dichiarato a più riprese di essere stato
minacciato da ufficiali di polizia, a causa di numerosi articoli da lui
scritti per un settimanale locale
MADAGASCAR
7 febbraio:
Ando Ratovonirina, 25 anni, giornalista che lavorava
per l'emittente radiotelevisiva Analamanga (RTA), viene
ucciso mentre stava coprendo una manifestazione che si
svolgeva davanti al palazzo presidenziale nella città di
Antananarivo, capitale del Paese. Il giornalista è stato
ucciso dalla gurdia presidenziale che ha sparato sulla folla
ucidendo 22 manifestanti e ferendo più di duecento persone.
MESSICO
24 dicembre: José Alberto Velásquez López,
direttore del quotidiano 'Diario Express de Tulum' e
collaboratore di Canal 30, viene ucciso nella città di
Tulum, nello stato di Quintana Roo (est del Paese), mentre
stava rientrando a casa a bordo della sua auto. I killer, in
moto, lo hanno affiancato e gli hanno sparato. Un proiettile
lo ha colpito al petto. Trasportato in ospedale è deceduto
il giorno dopo.
28 novembra. José Emilio Galindo Robles, direttore di Radio de
l’Université de
Guadalajara, nello Stato di Jalisco (ovest del Paese), viene ritrovato morto
nella sua abitazione. Il giornalista è stato ucciso con un corpo contundente
che gli ha fratturato il cranio. Il giornalista era molto noto per le sue
inchieste, una delle quali, sull'inquinamento del fiume Santiago - uno dei
peggiori casi di inquinamento al mondo -, gli aveva fatto vincere il premio
nazionale del giornalismo 2004. Seppure non siano note le cause dell'omicidio,
una delle piste che gli investigatori seguono è quella legata alla sua
professione. In effetti, Galindo Robles aveva spesso assunto posizioni
critiche sul mancato rispetto nello stato messicano dei diritti dell'uomo.
3 novembre:
il corpo senza vita di Vladimir Antuna García, giornalista
specializzato in questioni di sicurezza per il quotidiano ' El Tiempo de
Durango', viene ritrovato ai lati di una strada. Il giornalista, che era stato rapito
la sera prima, è stato crivellato di proiettili. Vladimir Antuna era
già stato oggetto di attentato nell'aprile di quest'anno e continuava a
ricevere incessanti minacce di morte.
11 ottobre: il corpo senza vita di Fabián Ramírez López,
presentatore della stazione radio regionale La Magia 97.1, viene ritrovato nei dintorni della città di Mazatlán, (stato di
Sinaloa, nord-ovest
del Paese). La vittima era scomparsa 48 ore prima dopo aver lasciato il suo
domicilio per andare al lavoro. E' stata una telefonata anonima ricevuta dalla
stessa stazione radio a far ritrovare il cadavere del giornalista che era
stato sgozzato. La presenza del cellulare e di tutti gli effetti personali
esclude il movente del furto.
25 settembre: ucciso perché si occupava dei cartelli di
narcotrafficanti. Il giornalista messicano Norberto
Miranda Madrid è stato freddato a colpi di pistola
nella redazione della radio in cui lavorava, in una zona
rurale di Nuevo Casas Grandes, da un commando di almeno
cinque uomini. Molto probabilmente si tratta di sicari
inviati dai narcos della zona. Miranda Madrid, 44 anni, era
responsabile della pagina web di Radio Vision e scriveva su
alcuni giornali locali: nelle ultime settimane si era
occupato dell'insicurezza legata al traffico della droga
nello Stato di Chihuahua, la zona al confine con gli Usa con
il maggior numero di omicidi del Messico (25 nel mese di
settembre e circa 1.500 ogni anno) e nota per le lotte tra i
cartelli della droga per ottenere il controllo del mercato
locale. Il giornalista era noto con lo pseudonimo di El
Gallito.
29 luglio: Juan Daniel Martínez Gil, 48 anni, presentatore
di programmi radiofonici per il gruppo Radiorama, viene trovato morto ad
Acapulco (Stato del Guerrero, sud-ovest del Paese). Il giornalista era
scomparso il 27 luglio, il suo corpo è stato ritrovato semisepolto, la testa
ricoperta di scotch, ferite in tutto il corpo e uno straccio infilato in
bocca. Il suo omicidio fa salire a 50 il numero dei giornalisti uccisi
nel Paese dal 2000.
17 luglio: Martín Javier Miranda Avilés, reporter del
quotidiano 'Panorama' e corrispondente dell'agenzia di informazione e di
analisi Quadratin viene trovato morto nella sua abitazione della città
di Zitacuaro (stato di Michoacan, sud-ovest del Paese) ucciso da due
coltellate alla schiena. Nonostante il quadro del delitto possa condurre a
qualsiasi pista, i suoi colleghi non escludono che l'omicidio possa essere
legato al lavoro di Aviles, che recentemente aveva ricevuto minacce. Il
quotidiano è stato, inoltre, recentemente al centro di una dura polemica
con la polizia che ha portato, quindici giorni fa, all'attacco di alcuni
strilloni che stavano vendendo l'edizione in cui si parlava dell'arresto di
un poliziotto per traffico di droga.
17 luglio: Ernesto
Montañez Valdivia, redattore del giornale locale 'Enfoque del
Sol de Chihuahua', viene ucciso a Ciudad Juárez (nord del Paese),
mentre era bordo della sua vettura, che è stata crivellata di colpi di arma
da fuoco. Il figlio diciassettenne che lo
accompagnava rimane gravemente ferito.
27 maggio:
Eliseo Barrón
Hernández, 36 anni, che lavorava per il quotidiano 'Milenio
Torreòn' e per altri giornali viene ucciso nella città di Gomez
Palacios (stato di Durango, centro-nord del Paese) dopo essere stato
rapito dalla sua abitazione. Il corpo del giornalista viene
ritrovato in un canale di irrigazione il giorno dopo il
rapimento, avvenuto a opera di un comando di otto uomini che
si erano introdotti nella sua abitazione e avevano prelevato
Barrón Hernández dopo averlo violentemente picchiato davanti
agli occhi della moglie e delle sue giovani figlie. Il
giornalista aveva recentemente pubblicato alcuni articoli
relativi alla revoca della sospensione di 300 agenti di
polizia accusati di corruzione.
7 maggio: Carlos Ortega Melo Samper,
corrispondente del quotidiano 'Tiempo de Durango',
pubblicato nella città di Santa Maria del Oro (centro-nord
del Paese) viene ucciso da quattro killer che a bordo di due
auto hanno bloccato il veicolo del giornalista che stava
rientrando a casa, e dopo averlo fatto scendere con la forza
dalla sua macchina lo hanno crivellato di proiettili.
Alcuni giorni prima il giornalista, che era anche avvocato,
era stato duramente attaccato dal sindaco della città per
aver denunciato con alcuni articoli degli atti fraudolenti
ai danni di operai del comune. Due mesi prima l'auto del
giornalista era stata incendiata ma la polizia non aveva
aperto nessuna inchiesta su tale attentato.
23 febbraio: Luis Daniel Méndez Hernández, corrispondente del programma d’informatione
“Enlaces Noticias” diffuso da Radiorama Tuxpan su molte frequenze
regionali viene ucciso da quattro proiettili che lo raggiungono alla
schiena nella città di Huayacocotla, nello stato di Veracruz (sud-est del
Paese).
14 febbraio: il fotoreporter Jean Paul Ibarra Ramírez, che lavorava per il quotidiano 'El
Correo', viene ucciso nella città di Iguala (stato del Guerrero), mentre in
compagnia della giornalista Yenny Yuliana Marchán Arroyo, di 'Diario 21', stava
recandosi in motocicletta nel luogo dove era avvenuto un incidente
automobilistico. I killer, presumibilmente sicari di un cartello di
narcotrafficanti, gli hanno sparato da bordo di un'altra motocicletta e poi
quando il fotoreporter è caduto lo hanno finito con un colpo alla testa. Anche
la giornalista è rimasta seriamente ferita.
NEPAL
12 gennaio:
Uma Singh, una giornalista che si occupava di diritti
delle donne e aveva criticato gli esponenti politici
nepalesi viene pugnalata a morte nel Terai, nella zona
meridionale del Nepal. A darne notizia sono fonti della
polizia locale, secondo le quali un gruppo di uomini armati
è entrato nell’appartamento della giornalista, Uma Singh, a
Janakpur e ha pugnalato ripetutamente la donna. Uma Singh,
24 anni, lavorava per il quotidiano locale 'Janakpur Today'
e per l’emittente radiofonica Radio Today.
NIGERIA
21 settembre: Bayo Ohu, 45 anni, vice caporedattore
del quotidiano ‘The Guardian’, muore colpito da diversi
proiettili sparati da persone non identificate a casa
sua nel quartiere di Egbeda,
periferia della capitale Lagos. Il giornalista era in
compagnia dei suoi cinque figli quando alcuni
sconosciuti hanno suonato. Appena aperto la porta Ohu
è stato crivellato di proiettili. Gli autori del
delitto si sono anche impossessati del computer e
del telefono cellulare della vittima. Secondo un
testimone, uno dei killer, prima di fuggire avrebbe
gridato: "The fool is dead (lo stupido è morto)". Secondo i
colleghi di Ohu, il giornalista possedeva informazioni
compromettenti e per questo motivo potrebbe essere stato
assassinato.
PAKISTAN
23 agosto:
Janullah Hashimzada, 37 anni, viene ucciso nella città di Jamrud (nord-ovest del Paese) nell'attacco al veicolo
che lo trasportava. Janullah Hashimzada lavorava per numerosi media afgani e
pakistani tra cui la catena televisiva afghana Shamshad e l'agenzia
indipendente afgana Pajhwok. Secondo i suoi colleghi il giornalista stava
realizzando inchieste su argomenti 'sensibili' nella regione del Peshawar.
Il giornalista era stato minacciato di morte da alcune settimane e aveva
subito forti pressioni per abbandonare il suo lavoro e lasciare il Peshawar.
Contattato da Reporters sans frontières, Danish Karokhel , direttore
dell'agenzia Pajhwok, ha dichiarato che il giornalista " lavorava da
quattro anni per la nostra agenzia, era un professionista che copriva
importanti servizi, e quindi l'unico modo per scoprire i suoi assassini è
quello di determinare chi avesse interesse a non veder diffusi i dati
raccolti da Hashimzada".
16 aprile: Wasi Ahmed, corrispondente del quotidiano
'Balochistan Express' che esce nel distretto di Khuzdar (sud-ovest del Paese),
muore per le ferite riportate dopo essere stato ferito l'11 aprile da uomini armati,
che lo avevano colpito mentre il giornalista si trovava vicino a una edicola.
26 marzo:
Raja Assad Hameed. giornalista per il quotidiano in lingua inglese 'The Nation'
e per la catena televisiva Waqt TV Channel, viene ucciso nella città di
Rawalpiundi (nord-est del Paese) mentre stava rientrando nella sua abitazione.
Il giornalista viene colpito da quattro proiettili alla testa.
18 febbraio:
Mosa Khankhel, 28 anni, corrispondente per la catena
Geo News e per il giornale 'The News' viene ucciso poco dopo
essere stato rapito da un gruppo fedele al religioso
pro-talebani Maulan Sufi Muhammad. Il giornalista era stato
rapito nella valle dello Swat, dove vi si era recato per
documentare il recente accordo di pace che prevede
l'applicazione, in una parte della valle, della Sharia, la
legge secondo i musulmani ortodossi.
24 gennaio:
Aamir Wakil, 40 anni, che lavorava per il quotidiano
'Awami Inqilab' (La rivoluzione del popolo), viene ucciso nella città di
Rawalpindi da alcuni killer mentre stava rientrando a casa.
4 gennaio:
Muhammad Imran, 20 anni, cameraman stagista dell'emittente televisiva Express
TV, e Saleem Thair Awan, 45 anni, ex redattore per i giornali locali 'Apna' e
'Aitedal', diventato giornalista free-lance e collaboratore di svariate testate,
perdono la vita a causa di un attacco kamikaze che ha seguito di poco una
prima deflagrazione, di minore entità, che ha attirato, sul luogo
dell'esplosione, poliziotti, civili e giornalisti. Saleem Thair Awan muore sul colpo mentre Muhammad Imran
decede poco dopo il ricovero in ospedale.
PARAGUAY
12 febbraio:
Martín Ocampos Páez, direttore di Hugua Ñandú FM
viene ucciso nella città di
Concepción (centro del Paese), da alcuni killer che sono penetrati nella sua
abitazione. Il giornalista, direttore di una radio comunitaria, era famoso per
le sue quasi quotidiane denunce sugli appoggi della polizia ai narcotrafficanti.
Páez aveva nel passato ricevuto molte minacce e il suo assassinio ha coinciso
con un'ordinanza della giustizia locale di sequestro dell'equipaggiamento della
sua stazione radio e di quella di un'altra radio comunitaria, Joaju
FM, "colpevoli" entrambe di aver denunciato gravi brutalità dell'esercito nei confronti di villaggi
accusati di dar ospitalità a guerriglieri.
RUSSIA
11 agosto:
Il cadavere Malik Akhmedilov,
corrispondente del giornale in lingua avara 'Khakikat' (La verità) viene trovato in un'auto parcheggiata in un quartiere di Makhackala, la capitale del
Daghestan, repubblica del Caucaso russo al confine con la Cecenia. Sul cadavere
numerosi colpi di arma da fuoco, in corrispondenza in particolare dello stomaco.
«Il corpo è stato lasciato dentro un’automobile, aveva ferite da arma da
fuoco nel ventre», ha riferito il ministero dell’Interno localei. Il
Dagestan, per anni «retrovia» del conflitto ceceno, è diventato un nuovo
epicentro di tensioni nel Caucaso russo, assieme alla vicina Inguscezia. In
entrambe le repubbliche negli ultimi mesi si sono moltiplicate violenze e
omicidi, sullo sfondo di un complicato intreccio di estremismo islamico, scontri
tra bande rivali e vicende di corruzione.
16 luglio: viene trovata morta Natalia
Estemirova, la giornalista e collaboratrice dell'ong
Memorial, che era stata sequestrata a Grozny, in
Cecenia. Il corpo della vittima viene trovato in un bosco vicino al villaggio di
Gazi-Ur, nei pressi di Nazran, lungo l'autostrada. Gli investigatori hanno constatato che la donna è
stata uccisa con colpi d'arma da fuoco. La Estemirova, di cui da mercoledì
mattina non si avevano più notizie, era una "veterana" della raccolta
di materiali su rapimenti, scomparse ingiustificate, torture e uccisioni dopo lo
scoppio della seconda guerra, quella voluta da Vladimir Putin nel 1999. Secondo
un suo collega di Memorial, Aleksandr Cherkesov, Estmirova aveva di recente
denunciato un’esecuzione arbitraria, cosa che aveva irritato molto le autorità
locali filorusse.«L’Occidente non può e non deve voltare le spalle al popolo
ceceno». Era stato questo l’appello che Natalya Estemirova, aveva lanciato a
Londra quanto aveva ritirato il primo "Anna Politkovskaya Award" per
le donne che si battono per il rispetto dei diritti umani in guerra. La
giornalista aveva anche aggiunto di sperare che il premio risvegliasse le
coscienze: «La Cecenia è parte dell’Europa, non potete dimenticarci».
29 giugno:
Vyacheslav Iarochenko, 63 anni, caporedattore
del mensile 'Corruption et Crime' muore nella città di Rostov (sud-ovest
del Paese), due mesi dopo essere stato aggredito, nella notte tra il 29 e il
30 aprile, da sconosciuti che lo avevano più volte colpito alla testa. Dopo
avere subìto due operazioni al cervello aveva da poco lasciato l'ospedale per
tornare a casa ma improvvisamente le condizioni si sono deteriorate e a niente
è servito un nuovo ricovero in ospedale. I suoi colleghi denunciano i
tentativi delle autorità di far credere che il giornalista sia caduto dalle
scale e di fronte a tale tesi - che non tiene minimamente conto della
localizzazione delle ferite sul cranio - hanno deciso di portare avanti una
loro investigazione.
30 marzo: Sergei
Protazanov, giornalista e tipografo di 'Grajdanskoie
Soglasie', un piccolo giornale di opposizione della
municipalità di Khimki, nell’hinterland di Mosca, viene
ucciso da alcuni sconosciuti
che gli hanno chiesto una sigaretta e poi lo hanno aggredito. La moglie,
avvertita per telefono, lo ha condotto in ospedale dove lo hanno dimesso: è
morto a casa il giorno dopo. Il collega stava indagando sui brogli elettorali
nel corso delle ultime elezioni municipali. Il suo giornale è collegato
all’opposizione che sta contrastando i piani di cementificazione dell’amministrazione
guidata dal sindaco Vladimir Vladimirovich Strelchenko che
minacciano le foreste di Khimk.
19 gennaio:
Anastassia Babourova, stagista
per il giornale 'Novaya Gazeta' viene uccisa assieme
all'avvocato Stanislav Markelov,
difensore dei diritti umani, a Mosca.
SOMALIA
3 dicembre:
si trasforma in massacro a Mogadiscio la festa di laurea di un gruppo di
giovani somali. Un kamikaze, un uomo vestito da donna con addosso una sorta di
burqa, si introduce nella sala dell’hotel Shamo dove si
teneva la cerimonia e si è fa esplodere: decine di persone presenti
all’evento vengono uccisi. Testimone muta della strage, la telecamera di uno dei
giornalisti morti, il fotoreporter della Tv al Arabia, Hassan Zubeyr Haji Hassan,
che stava riprendendo la cerimonia. A un certo punto la telecamera vola per
aria, cade in terra, e continua a girare per un po', riprendendo gli orrori.
Haji Hassan, intanto, è già morto. Assieme a lui muore sul colpo anche
Mohamed Amin Adan Abdulle, 24 anni, reporter di Radio Shabelle, Un altro giornalista,,
Yaasir Mario, che lavorava come cameraman indipendente muore in ospedale per
le ferite ricevute.
4 luglio: Mohamud Mohamed Yusuf, 22 anni, presentatore
per la stazione privata d’informazione Radio Holy Quran, che
trasmette nella capitale Mogadiscio, viene ucciso da uomini armati che
gli hanno sparato mentre il giornalista stava recandosi nel quartiere nord
della città per raccogliere informazioni su combattimenti in corso.
Ferito allo stomaco il giornalista ha agonizzato per tre ore sulla strada.
Chi gli aveva sparato infatti non permetteva a nessuno di avvicinare il
ferito.
7 giugno:
Mukhtar Mohamed Hirabe,
direttore di Radio Shabelle viene ucciso nel mercato di Bakara (quartiere sud
di Mogadiscio) da tre uomini che gli sparano ripetutamente alla testa.
26 maggio:
Nur Muse Hussein,
56 anni, giornalista di Radio Voice of Holy Quran, muore in
seguito alle ferite alla gamba riportate il 20 aprile scorso
quando, malgrado si fosse presentato come giornalista, fu
subito preso di mira da
miliziani agli ordini del governatore della regione di Hiran (nord di
Mogadiscio) che si stavano scontrando con membri del movimento islamico
Hisbul Islam.
22 maggio: il giornalista
Abdirisak Warsameh Mohamed rimane ucciso durante gli
scontri avvenuti nel mercato di Bakara (quartiere sud di
Mogadiscio) e che hanno visto darsi battaglia l'esercito
somalo ed esponenti della milizia islamica 'Al-Shabaab'.
Abdirisak Warsameh, giornalista di Radio Shabelle, muore
dopo essere stato raggiunto al petto da numerosi colpi di
arma da fuoco. Il corpo del giornalista rimane a terra per
oltre un'ora senza che nessuno potesse raggiungerlo, tanta
era la violenza degli scontri.
4 febbraio:
Saïd Tahlil, direttore della radio privata HornAfrik,
viene ucciso da un killer a Mogadiscio mentre si stava
recando, assieme ad altri direttori di radio, a un
appuntamento con dei rappresentantoi della milizia armata
Al-Shabaab. Il giornalista viene colpito da quattro
proiettili al cuore.
1 gennaio:
Hassan Mayow Hassan, 36 anni, giornalista di Radio Shabelle viene ucciso da un membro della milizia pro-governativa nella città di Afgoye
(30 km a sud della capitale Mogadiscio). Il primo gennaio 2009, alle ore
10,50, il giornalista si trovava assieme ad altri colleghi in una zona dove
stavano avvenendo
scontri tra gruppi armati vicini al governo federale e combattenti islamici,
quando è stato affrontato da un miliziano che lo ha ucciso con due colpi alla
testa nonostante il giornalista avesse mostrato il suo tesserino. Hassan
Mayow Hassan è il decimo giornalista ucciso in Somalia dall'inizio del 2007, un
numero che fa di tale Paese il più pericoloso e mortale in Africa per i media.
La morte di Hassan avviene a soli pochi giorni dalla manifestazione degli
operatori dei media che avevano protestato a Mogadiscio chiedendo la fine della
violenze contro i giornalisti e la fine dell'impunità nei confronti di chi esercita la
violenza contro la libertà di stampa.
SRI LANKA
12 febbraio:
Punniyamurthy Sathyamurthy, corrispondente per alcuni media tamil con base in
Canada rimane ucciso durante un bombardamento da parte dell'esercito nel
nord del paese, dove si era recato per documentare le violenze di un conflitto
che non conosce mai tregue. Nato nel 1972, Sathyamurthy, dopo aver studiato
Scienze politiche all'università di Jaffna, era diventato giornalista, ed era
ben presto diventato molto famoso all'estero, specialmente in Canada dove
trasmettono stazioni radio e televisive in lingua tamil quali Canadian Tamil
Radio, Canadian Multicultural Radio e Tamil Vision International.
8 gennaio:
Due sicari uccidono nella
capitale Colombo Lasantha Wickrematunga, direttore
del 'Sunday Leader': il più battagliero giornale
d'opposizione dello Sri Lanka, da tempo impegnato nel
denunciare la corruzione del governo nazionalista di Mahinda
Rajapaksa e coraggioso critico della guerra contro la
minoranza tamil.
STRISCIA DI GAZA
8 gennaio:
Bacel Feradj, cameraman della televisione di stato algerina
ENTV muore in un ospedale de Il Cairo, dove era stato
trasferito dopo essere stato ferito durante un bombardamento
nella striscia di Gaza.
TURCHIA
23 dicembre: Ismail Cihan Hayirsevener, direttore
della catena Marmara Tv, e del giornale 'Güney
Maramara Yasam' viene assassinato nella città turca di
Bandirma a colpi di arma da fuoco. Hayirsevener, 53 anni,
era famoso per le sue inchieste sui casi di corruzione
locale, e per questo aveva ricevuto molte minacce
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