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Giornalisti e operatori dei media uccisi nel 2009
 


 



AFGHANISTAN

30 dicembre: Michelle Lang, 34 anni, che lavorava per il 'Cagarly Herald', rimane uccisa, insieme a quattro militari quando il veicolo blindato su cui si trovavano salta in aria su una bomba nei pressi di Kandahar, nel sud del paese

8 settembre:
Sultan Munadi, giornalista e interprete rimane ucciso nel raid delle forze speciali americane che libera il giornalista britannico Stephen Farrell. I due era stati sequestrati dai telebani quattro giorni prima - all'indomani di un bombardamento di un F15 Usa su due autobotti della Nato rubate dai talebani e che aveva causato decine di morti - nella provincia di Kunduz. Due giorni dopo la principale associazione di giornalisti afghani, il Press Club, criticherà la Nato per l'esito del blitz. In particolare, si deplorano le forze internazionali per aver abbandonato il corpo di Munadi e per utilizzare un ''doppio standard'' nella protezione degli ostaggi di nazionalità straniera e afghana. 

10 marzo:
Jawed Ahmad, collaboratore della catena televisiva Canadian TV, viene ucciso a colpi di arma da fuoco da due killer mentre il giornalista stava uscendo dalla sua macchina in un quartiere centrale della città di Kandahar. Il giornalista è morto immediatamente. Alcuni giornalisti afghani, interrogati sui motivi dell'uccisione, hanno indicato i talebani come possibili mandanti, ma nessuna ipotesi è esclusa. Nel novembre 2007, Jawed Ahmad era stato accusato dall'armata americana di essere un "nemico combattente" e di avere stretti rapporti con gli insorti. Per undici mesi era stato detenuto nella base militare di Bagram (nord di Kabul). Secondo le autorità militari americane egli costituiva un pericolo per le forze di coalizione e per il Governo. Era stato rilasciato il 22 settembre 2008. Alla sua uscita dalla prigione aveva dichiarato: "Ditemi come è possibile fare il reporter nel sud di questo Paese senza avere contatti coi talibani? Ciò è normale ed è un mio diritto". Il giornalista aveva inoltre denunciato di essere stato privato del sonno in carcere e di essere stato rinchiuso in una cella con detenuti che avevano problemi psichici. Recentemente aveva dichiarato di voler scrivere un libro sulla sua carcerazione a Bagram.

COLOMBIA

24 aprile: José Everardo Aguilar, cronista per le stazioni radio private Radio Super e Bolívar Estéreo viene ucciso da un killer che si era introdotto nella sua abitazione, nella città di El Bordo (dipartimento di Cauca, sud-ovest del Paese), con il pretesto di consegnargli informazioni e foto. Il giornalista vieneo assassinato con tre colpi di arma da fuoco. Aguilar era molto famoso nella regione per le sue inchieste con cui denunciava regolarmente la corruzione amministrativa del dipartimento di Cauca, dove i giornalisti sono continuamente esposti agli attacchi dei narcotrafficanti.

CONGO REP:DEM.

22 agosto: Bruno Koko Chirambiza, 24 anni, voce del notiziario in lingua swahili della nota emittente locale ‘Radio Star’, viene assassinato con una pugnalata al cuore nella notte tra sabato e domenica da un gruppo di sconosciuti che lo hanno aggredito mentre si trovava con un amico per le vie di Bukavu. Si tratta del terzo giornalista assassinato in città, dopo l’uccisione di due reporter dell’emittente radiofonica delle Nazioni Unite Radio Okapi, Didace Namujimbo e Sege Maheshe, rispettivamente assassinati in circostanze ancora da chiarire nel novembre 2008 e giugno 2007. Non sono ancora chiare le circostanze della morte di Chirambiza, che potrebbe essere rimasto vittima di una delle tante aggressioni a mano armata che si registrano nella città di Bukavu, dove negli ultimi anni l’insicurezza e la criminalità sono notevolmente aumentate. Tuttavia il ministro della Comunicazione e dei Media, nonché portavoce del governo di Kinshasa, Lambert Mende, ha fatto sapere di voler fare chiarezza. “È il terzo omicidio di un professionista dell’informazione a Bukavu. Questo ci dimostra che questa città sta subendo l’infiltrazione di nemici della pace. Un giornalista è un leader d’opinione. Conosciamo la forza dei media a Bukavu e nel Kivu in generale, grazie al lavoro importante di creazione delle coscienze che i media svolgono. Per questo abbiamo ordinato alle forze di sicurezza di raddoppiare gli sforzi per individuare i responsabili” ha detto Mende commentando l’omicidio di Chirambiza a Radio Okapi

2 febbraio: Bruno Jacquet Ossébi, collaboratore del giornale on line di opposizione 'Mwinda', muore all'ospedale militare di Brazzaville dove era stato ricoverato dodici giorni prima per le ferite riportate in un incendio che aveva distrutto la sua casa, ucciso la sua compagna e i due figli di quest'ultima. 

EL SALVADOR

3 settembre: Ucciso con un colpo di pistola alla testa. É morto così, Christian Poveda, fotoreporter francese, autore, nel 2008, del film documentario “La vida loca” dedicato alla vita dei membri delle “maras” i trafficanti di droga del paese centramericano. Poveda è stato ritrovato morto nella sua automobile a a Tonacatepeque, una zona rurale a nord della capitale San Salvador. Per il ministro della Sicurezza pubblica, Manuel Melgar, si tratta di un «un atto criminale ripugnante» e la polizia farà di tutto per assicurare gli assassini alla giustizia. Il documentario, la cui uscita è prevista per il 30 settembre, mostra la vita delle maras ed è, a tratti, estremamente critico con la polizia locale. La vida loca, poi, si sofferma sulle condizioni economiche del Salvador, principale causa della criminalità giovanile. Poveda afferma che le «maras portano il terrore», ma, contemporaneamente sostiene che le gang sono le sole a  a comprendere  il malessere della vita nel Paese centroamericano. «Dobbiamo capire perché ragazzini di 12-13 anni entrano in una mara e danno la vita per essa», ha detto, qualche settimana prima di morire,  il fotoreporter in un’intervista al quotidiano online El Faro.

FILIPPINE

23 novembre: Recuperati tutti i corpi e tutti identificati, sale a 30 il numero dei giornalisti uccisi nel massacro di Mindanao. Una data che rimarrà per sempre scolpita nella lunga e minacciosa muraglia che sta circondando in tutte le aree del mondo la piena libertà di stampa. 
Questo l'elenco dei giornalisti uccisi: Rey Merisco - Periodico Ini , Ernesto “Bart" Maravilla - Bombo Radyo, Lupo Lindogan - Mindanao Daily Gazette, Bienvenido Jr Lagarte - Prontiera News, Santos Gatchalian - DXGO, Jhoy Duhay - Gold Star Daily, Eugene Dohillo - UNTV, Gina Dela Cruz - Saksi News, Noel Decina - Periodico Ini, Lea Dalmacio - Socsargen News, John Caniban - Periodico Ini, Hannibal Cachuela - Punto News, Marites Cablitas - News Focus, Romeo Jimmy Cabillo - Midland Review, Andres “Andy" Teodoro - Journaliste au Central Mindanao Inqu,Ian Subang - Socsargen Today, General Santos City, Arturo Betia - Periodico Ini, Rubello Bataluna - Gold Star Daily, Napoleon Salaysay - Mindanao Gazette, Cotabato City, Alejandro “Bong" Reblando - Manila Bulletin, General Santos City, Fernando “Rani" Razon - Periodico Ini, General Santos City, Joel Parcon - Prontiera News, Koronadal City, Arriola, Mark Gilbert "Mac-Mac" - UNTV, Ronnie Perante - Gold Star Daily, Koronadal City, Araneta, Henry - Radio DZRH, Victor Nuñez - UNTV, General Santos City, Adolfo, Benjie - Gold Star Daily,  Rosell Morales - News Focus, General Santos City, Marife “Neneng" Montaño - Saksi News, General Santos City,  Reynaldo “Bebot" Momay - Midland Review, Tacurong City.

27 giugno:
Jonathan Petalvero, 43 anni, presentatore per la stazione radio DXFm «Frenster Radio», viene ucciso da un killer a volto coperto che gli spara un colpo di pistola alla testa mentre il giornalista stava mangiando in un ristorante. Jonathan Petalvero lavorava anche come consigliere di «baranguay» (quartiere) e intendeva presentare la sua candidatura per consigliere municipale.

23 febbraio:
Ernesto Rollin, 40 anni, presentatore alla statione radio locale DxSY-AM, viene ucciso mentre stava recandosi al lavoro nella città di Ozamiz City (Misola di Mindanao, sud del Paese), da due killer a bordo di una moto. Ernesto Rollin aveva iniziato la sua carriera dodici anni fa. Ultimamente presentava, in prima serata, un programma molto famoso nella sua regione perché si occupava di affari pubblici e di corruzione. Rollin è il primo giornalista ucciso nelle Filippine nel 2009, ma il 99mo dal 1986, anno che ha segnato ritorno nel Paese della democrazia.

GUATEMALA

2 aprile: Rolando Santis, giornalista televisivo del notiziario Telecentro Trece della tv guatemalteca viene assassinato a colpi di pistola a Città del Guatemala; il suo cameraman, Juan Antonio de León Villatoro,  rimane ferito. Secondo la ricostruzione della polizia, Santis era a bordo della sua automobile quando viene avvicinato da due uomini in motocicletta che hanno aperto il fuoco; il giornalista muore sul colpo e la sua vettura, sbandando, ha investito due passanti, anche loro rimasti feriti. “Non è possibile, abbiamo paura. Ora tocca anche ai giornalisti” ha detto il direttore di Telecentro Trece, Juan Carlos Lange, riferendosi all’ondata di violenza che solo nel 2008, nel paese più popoloso dell’America Centrale, ha registrato 6300 omicidi. Santis aveva lavorato per almeno un ventennio anche per il notiziario Noti 7 dell’emittente televisiva nazionale e collaborava con Radio Sonora.

HONDURAS


3 luglio: Gabriel Fino Noriega, 42 anni, corrispondente della stazione nazionale Radio America, nella città di San Juan Pueblo (costa caraibica del Paese) viene ucciso da sconosciuti che lo hanno assalito mentre il giornalista stava uscendo dai locali della stazione locale Radio Estelar, dove quotidianamente presentava un bollettino di informazioni.

18 aprile: Osman López, 27 anni, che lavorava per il dipartimento della comunicazione del palazzo presidenziale, per il quotidiano 'La Tribuna' e come corrispondente della catena televisiva Canal 45, viene ucciso nella capitale Tegucigalpa, da sconosciuti che gli sparano mentre era a bordo della sua vettura.

31 marzo: Rafael Munguía, corrispondente della stazione privata nazionale Radio Cadena Voces (RCV) viene ucciso nella città di San Pedro Sula (nord-ovest del Paese), da killer a bordo di una vettura che gli hanno sparato mentre il giornalista stava per entrare nella sua abitazione. Proprio prima di essere assassinato Munguía aveva appena registrato un servizio sulla situazione di insicurezza della città.

INDIA

24 marzo: Anil Majumder, 39 anni, caporedattore del giornale 'Aji', viene ucciso nella città di Guwahati (capitale dello Stato dell’Assam, nord-est del Paese). Il giornalista viene colpito da molti proiettili sparati da sette individui che lo stavano aspettando vicino alla sua abitazione mentre Majumder stava tornando dal lavoro. 'Aji' è un quotidiano in lingua assamese che sostiene le trattative tra il governo e i militanti dell’ULFA (United Liberation Front of Asom), una formazione guerrigliera etnica che lotta per l'indipendenza della regione dal 1979.

IRAN

30 luglio: il corpo senza vita di Ali Reza Eftekhari, 29 anni, giornalista del quotidiano economico 'Abrar Eghtesadi', è stato consegnato alla famiglia. Ali Reza era stato arrestato lo scorso 15 giugno nel corso di una manifestazione di protesta contro i brogli elettorali delle elezioni del 12 giugno. Ali Reza, secondo quanto avevano riferito alcuni testimoni oculari, era stato arrestato dopo essere stato violentemente aggredito dalle forze di sicurezza e ferito alla testa. 

13 luglio: Mehrdad Heydari, giornalista del quotidiano 'Khorasan Razavi', pubblicato nella città santa di Mashad, viene trovato morto in circostanze non chiarite. Heydari sabato scorso in un articolo aveva criticato duramente l'operato del ministero dell'Intelligence durante e dopo le elezioni presidenziali del 12 giugno. In particolare Heydari aveva denunciato il ruolo degli agenti del ministero dell'Intelligence negli arresti effettuati a Mashad in seguito alle manifestazioni.

IRAQ

21 ottobre: Orhan Hijarne, cameraman iracheno che lavorava per la catena televisiva  Al-Rachid, muore in un attentato nella città di Kirkuk (240 km a nord di Bagdad). Un altro giornalista, Mohammad Abdallah Zadeh, che lavora per la catena Al-Baghdadiya, rimane ferito. I due stavano tornando da un reportage quando la loro vettura è stata investita da un esplosione. 

5 febbraio:
Majid el Saker, 51 anni, responsabile della rubrica sportiva del giornale 'Bianat el Jedida' e membro dell'Unione irachena della stampa sportiva, muore in seguito alle ferite riportate in un attentato avvenuto il 2 febbraio 2009 nel quartiere di Ziyouna a Baghdad, mentre stava recandosi al lavoro.

3 febbraio: il giornalista sportivo Alaa Abdel Wahab, corrispondente per la catena Al-Baghdadia e molto noto nel Paese, rimane ucciso per l'esplosione di una bomba collocata sotto la sua vettura nel quartiere di Al-Chourta, zona nord della città di Mossul. 

Kenia

28 gennaio: il corpo senza vita di Francis Kainda Nyaruri, giornalista indipendente con base nella città di Nyamira (sud-ovest del Paese), scomparso il 16 gennnaio scorso, viene ritrovato nella foresta di Kodere, situata nella regione del Rachuonyo. Il giornalista è stato decapitato. Secondo il quotidiano privato 'The Standard', Francis Kainda Nyaruri avrebbe dichiarato a più riprese di essere stato minacciato da ufficiali di polizia, a causa di numerosi articoli da lui scritti per un settimanale locale

MADAGASCAR

7 febbraio: Ando Ratovonirina, 25 anni, giornalista che lavorava per l'emittente radiotelevisiva Analamanga (RTA), viene ucciso mentre stava coprendo una manifestazione che si svolgeva davanti al palazzo presidenziale nella città di Antananarivo, capitale del Paese. Il giornalista è stato ucciso dalla gurdia presidenziale che ha sparato sulla folla ucidendo 22 manifestanti e ferendo più di duecento persone.

MESSICO

24 dicembre: José Alberto Velásquez López, direttore del quotidiano 'Diario Express de Tulum' e collaboratore di Canal 30, viene ucciso nella città di Tulum, nello stato di Quintana Roo (est del Paese), mentre stava rientrando a casa a bordo della sua auto. I killer, in moto, lo hanno affiancato e gli hanno sparato. Un proiettile lo ha colpito al petto. Trasportato in ospedale è deceduto il giorno dopo.

28 novembra. José Emilio Galindo Robles, direttore di Radio de l’Université de Guadalajara, nello Stato di Jalisco (ovest del Paese), viene ritrovato morto nella sua abitazione. Il giornalista è stato ucciso con un corpo contundente che gli ha fratturato il cranio. Il giornalista era molto noto per le sue inchieste, una delle quali, sull'inquinamento del fiume Santiago - uno dei peggiori casi di inquinamento al mondo -, gli aveva fatto vincere il premio nazionale del giornalismo 2004. Seppure non siano note le cause dell'omicidio, una delle piste che gli investigatori seguono è quella legata alla sua professione. In effetti,  Galindo Robles aveva spesso assunto posizioni critiche sul mancato rispetto nello stato messicano dei diritti dell'uomo. 

3 novembre: il corpo senza vita di Vladimir Antuna García, giornalista specializzato in questioni di sicurezza per il quotidiano ' El Tiempo de Durango', viene ritrovato ai lati di una strada. Il giornalista, che era stato rapito la sera prima, è stato crivellato di proiettili.  Vladimir Antuna era già stato oggetto di attentato nell'aprile di quest'anno e continuava a ricevere incessanti minacce di morte.

11 ottobre: il corpo senza vita di Fabián Ramírez López, presentatore della stazione radio regionale La Magia 97.1, viene ritrovato nei dintorni della città di Mazatlán, (stato di Sinaloa, nord-ovest del Paese). La vittima era scomparsa 48 ore prima dopo aver lasciato il suo domicilio per andare al lavoro. E' stata una telefonata anonima ricevuta dalla stessa stazione radio a far ritrovare il cadavere del giornalista che era stato sgozzato. La presenza del cellulare e di tutti gli effetti personali esclude il movente del furto. 

25 settembre: ucciso perché si occupava dei cartelli di narcotrafficanti. Il giornalista messicano Norberto Miranda Madrid è stato freddato a colpi di pistola nella redazione della radio in cui lavorava, in una zona rurale di Nuevo Casas Grandes, da un commando di almeno cinque uomini. Molto probabilmente si tratta di sicari inviati dai narcos della zona. Miranda Madrid, 44 anni, era responsabile della pagina web di Radio Vision e scriveva su alcuni giornali locali: nelle ultime settimane si era occupato dell'insicurezza legata al traffico della droga nello Stato di Chihuahua, la zona al confine con gli Usa con il maggior numero di omicidi del Messico (25 nel mese di settembre e circa 1.500 ogni anno) e nota per le lotte tra i cartelli della droga per ottenere il controllo del mercato locale. Il giornalista era noto con lo pseudonimo di El Gallito. 

29 luglio: Juan Daniel Martínez Gil, 48 anni, presentatore di programmi radiofonici per il gruppo Radiorama, viene trovato morto ad Acapulco (Stato del Guerrero, sud-ovest del Paese). Il giornalista era scomparso il 27 luglio, il suo corpo è stato ritrovato semisepolto, la testa ricoperta di scotch, ferite in tutto il corpo e uno straccio infilato in bocca.  Il suo omicidio fa salire a 50 il numero dei giornalisti uccisi nel Paese dal 2000.

17 luglio: Martín Javier Miranda Avilés, reporter del quotidiano 'Panorama' e corrispondente dell'agenzia di informazione e di analisi Quadratin viene trovato morto nella sua abitazione della città di Zitacuaro (stato di Michoacan, sud-ovest del Paese) ucciso da due coltellate alla schiena. Nonostante il quadro del delitto possa condurre a qualsiasi pista, i suoi colleghi non escludono che l'omicidio possa essere legato al lavoro di Aviles, che recentemente aveva ricevuto minacce. Il quotidiano è stato, inoltre, recentemente al centro di una dura polemica con la polizia che ha portato, quindici giorni fa, all'attacco di alcuni strilloni che stavano vendendo l'edizione in cui si parlava dell'arresto di un poliziotto per traffico di droga.  

17 luglio: Ernesto Montañez Valdivia, redattore del giornale locale 'Enfoque del Sol de Chihuahua', viene ucciso a Ciudad Juárez (nord del Paese), mentre era bordo della sua vettura, che è stata crivellata di colpi di arma da fuoco. Il figlio diciassettenne che lo accompagnava rimane gravemente ferito. 

27 maggio: Eliseo Barrón Hernández, 36 anni, che lavorava per il quotidiano 'Milenio Torreòn' e per altri giornali viene ucciso nella città di Gomez Palacios (stato di Durango, centro-nord del Paese) dopo essere stato rapito dalla sua abitazione. Il corpo del giornalista viene ritrovato in un canale di irrigazione il giorno dopo il rapimento, avvenuto a opera di un comando di otto uomini che si erano introdotti nella sua abitazione e avevano prelevato Barrón Hernández dopo averlo violentemente picchiato davanti agli occhi della moglie e delle sue giovani figlie. Il giornalista aveva recentemente pubblicato alcuni articoli relativi alla revoca della sospensione di 300 agenti di polizia accusati di corruzione.

7 maggio: Carlos Ortega Melo Samper, corrispondente del quotidiano 'Tiempo de Durango', pubblicato nella città di Santa Maria del Oro (centro-nord del Paese) viene ucciso da quattro killer che a bordo di due auto hanno bloccato il veicolo del giornalista che stava rientrando a casa, e dopo averlo fatto scendere con la forza dalla sua macchina lo hanno crivellato di proiettili.  Alcuni giorni prima il giornalista, che era anche avvocato, era stato duramente attaccato dal sindaco della città per aver denunciato con alcuni articoli degli atti fraudolenti ai danni di operai del comune. Due mesi prima l'auto del giornalista era stata incendiata ma la polizia non aveva aperto nessuna inchiesta su tale attentato.

23 febbraio: Luis Daniel Méndez Hernández, corrispondente del programma d’informatione “Enlaces Noticias” diffuso da  Radiorama Tuxpan su molte frequenze regionali viene ucciso da quattro proiettili che lo raggiungono alla schiena nella città di Huayacocotla, nello stato di Veracruz (sud-est del Paese).

14 febbraio: il fotoreporter Jean Paul Ibarra Ramírez, che lavorava per il quotidiano 'El Correo', viene ucciso nella città di Iguala (stato del Guerrero), mentre in compagnia della giornalista Yenny Yuliana Marchán Arroyo, di 'Diario 21', stava recandosi in motocicletta nel luogo dove era avvenuto un incidente automobilistico. I killer, presumibilmente sicari di un cartello di narcotrafficanti, gli hanno sparato da bordo di un'altra motocicletta e poi quando il fotoreporter è caduto lo hanno finito con un colpo alla testa. Anche la giornalista è rimasta seriamente ferita.

NEPAL

12 gennaio: Uma Singh, una giornalista che si occupava di diritti delle donne e aveva criticato gli esponenti politici nepalesi viene pugnalata a morte nel Terai, nella zona meridionale del Nepal. A darne notizia sono fonti della polizia locale, secondo le quali un gruppo di uomini armati è entrato nell’appartamento della giornalista, Uma Singh, a Janakpur e ha pugnalato ripetutamente la donna. Uma Singh, 24 anni, lavorava per il quotidiano locale 'Janakpur Today' e per l’emittente radiofonica Radio Today.

NIGERIA

21 settembre: Bayo Ohu, 45 anni, vice caporedattore del quotidiano ‘The Guardian’, muore colpito da diversi proiettili sparati da persone non identificate a casa sua nel quartiere di Egbeda, periferia della capitale Lagos. Il giornalista era in compagnia dei suoi cinque figli quando alcuni sconosciuti hanno suonato. Appena aperto la porta Ohu è stato crivellato di proiettili. Gli autori del delitto si sono anche impossessati del computer e del telefono cellulare della vittima. Secondo un testimone, uno dei killer, prima di fuggire avrebbe gridato: "The fool is dead (lo stupido è morto)". Secondo i colleghi di Ohu, il giornalista possedeva informazioni compromettenti e per questo motivo potrebbe essere stato assassinato. 

PAKISTAN

23 agosto:
Janullah Hashimzada, 37 anni, viene ucciso nella città di Jamrud (nord-ovest del Paese) nell'attacco al veicolo che lo trasportava. Janullah Hashimzada lavorava per numerosi media afgani e pakistani tra cui la catena televisiva afghana Shamshad e l'agenzia indipendente afgana Pajhwok. Secondo i suoi colleghi il giornalista stava realizzando inchieste su argomenti 'sensibili' nella regione del Peshawar. Il giornalista era stato minacciato di morte da alcune settimane e aveva subito forti pressioni per abbandonare il suo lavoro e lasciare il Peshawar. Contattato da Reporters sans frontières, Danish Karokhel , direttore dell'agenzia Pajhwok, ha dichiarato che il giornalista " lavorava da quattro anni per la nostra agenzia, era un professionista che copriva importanti servizi, e quindi l'unico modo per scoprire i suoi assassini è quello di determinare chi avesse interesse a non veder diffusi i dati raccolti da Hashimzada".  

16 aprile: Wasi Ahmed, corrispondente del quotidiano 'Balochistan Express' che esce nel distretto di Khuzdar (sud-ovest del Paese), muore per le ferite riportate dopo essere stato ferito l'11 aprile da uomini armati, che lo avevano colpito mentre il giornalista si trovava vicino a una edicola. 

26 marzo:
Raja Assad Hameed. giornalista per il quotidiano in lingua inglese 'The Nation' e per la catena televisiva Waqt TV Channel, viene ucciso nella città di Rawalpiundi (nord-est del Paese) mentre stava rientrando nella sua abitazione. Il giornalista viene colpito da quattro proiettili alla testa.

18 febbraio:
Mosa Khankhel, 28 anni, corrispondente per la catena Geo News e per il giornale 'The News' viene ucciso poco dopo essere stato rapito da un gruppo fedele al religioso pro-talebani Maulan Sufi Muhammad. Il giornalista era stato rapito nella valle dello Swat, dove vi si era recato per documentare il recente accordo di pace che prevede l'applicazione, in una parte della valle, della Sharia, la legge secondo i musulmani ortodossi.

24 gennaio:
Aamir Wakil, 40 anni, che lavorava per il quotidiano 'Awami Inqilab' (La rivoluzione del popolo), viene ucciso nella città di Rawalpindi da alcuni killer mentre stava rientrando a casa.

4 gennaio:
Muhammad Imran, 20 anni, cameraman stagista dell'emittente televisiva Express TV, e Saleem Thair Awan, 45 anni, ex redattore per i giornali locali 'Apna' e 'Aitedal', diventato giornalista free-lance e collaboratore di svariate testate, perdono la vita a causa di un attacco kamikaze che ha seguito di poco una prima deflagrazione, di minore entità, che ha attirato, sul luogo dell'esplosione, poliziotti, civili e giornalisti. Saleem Thair Awan muore sul colpo mentre Muhammad Imran decede poco dopo il ricovero in ospedale.

PARAGUAY

12 febbraio: Martín Ocampos Páez, direttore di Hugua Ñandú FM viene ucciso nella città di Concepción (centro del Paese), da alcuni killer che sono penetrati nella sua abitazione. Il giornalista, direttore di una radio comunitaria, era famoso per le sue quasi quotidiane denunce sugli appoggi della polizia ai narcotrafficanti. Páez aveva nel passato ricevuto molte minacce e il suo assassinio ha coinciso con un'ordinanza della giustizia locale di sequestro dell'equipaggiamento della sua stazione radio e di quella di un'altra radio comunitaria, Joaju FM, "colpevoli" entrambe di aver denunciato gravi brutalità dell'esercito nei confronti di villaggi accusati di dar ospitalità a guerriglieri.

RUSSIA

11 agosto:
Il cadavere Malik Akhmedilov, corrispondente del giornale in lingua avara 'Khakikat' (La verità) viene trovato in un'auto parcheggiata in un quartiere di Makhackala, la capitale del Daghestan, repubblica del Caucaso russo al confine con la Cecenia. Sul cadavere numerosi colpi di arma da fuoco, in corrispondenza in particolare dello stomaco. «Il corpo è stato lasciato dentro un’automobile, aveva ferite da arma da fuoco nel ventre», ha riferito il ministero dell’Interno localei. Il Dagestan, per anni «retrovia» del conflitto ceceno, è diventato un nuovo epicentro di tensioni nel Caucaso russo, assieme alla vicina Inguscezia. In entrambe le repubbliche negli ultimi mesi si sono moltiplicate violenze e omicidi, sullo sfondo di un complicato intreccio di estremismo islamico, scontri tra bande rivali e vicende di corruzione.

16 luglio:
viene trovata morta Natalia Estemirova, la giornalista e collaboratrice dell'ong Memorial, che era stata sequestrata a Grozny, in Cecenia. Il corpo della vittima viene trovato in un bosco vicino al villaggio di Gazi-Ur, nei pressi di Nazran, lungo l'autostrada. Gli investigatori hanno constatato che la donna è stata uccisa con colpi d'arma da fuoco. La Estemirova, di cui da mercoledì mattina non si avevano più notizie, era una "veterana" della raccolta di materiali su rapimenti, scomparse ingiustificate, torture e uccisioni dopo lo scoppio della seconda guerra, quella voluta da Vladimir Putin nel 1999. Secondo un suo collega di Memorial, Aleksandr Cherkesov, Estmirova aveva di recente denunciato un’esecuzione arbitraria, cosa che aveva irritato molto le autorità locali filorusse.«L’Occidente non può e non deve voltare le spalle al popolo ceceno». Era stato questo l’appello che Natalya Estemirova, aveva lanciato a Londra quanto aveva ritirato il primo "Anna Politkovskaya Award" per le donne che si battono per il rispetto dei diritti umani in guerra. La giornalista aveva anche aggiunto di sperare che il premio risvegliasse le coscienze: «La Cecenia è parte dell’Europa, non potete dimenticarci».

29 giugno:
Vyacheslav Iarochenko, 63 anni, caporedattore del mensile 'Corruption et Crime' muore nella città di  Rostov (sud-ovest del Paese), due mesi dopo essere stato aggredito, nella notte tra il 29 e il 30 aprile, da sconosciuti che lo avevano più volte colpito alla testa. Dopo avere subìto due operazioni al cervello aveva da poco lasciato l'ospedale per tornare a casa ma improvvisamente le condizioni si sono deteriorate e a niente è servito un nuovo ricovero in ospedale. I suoi colleghi denunciano i tentativi delle autorità di far credere che il giornalista sia caduto dalle scale e di fronte a tale tesi - che non tiene minimamente conto della localizzazione delle ferite sul cranio - hanno deciso di portare avanti una loro investigazione. 

30 marzo: Sergei Protazanov, giornalista e tipografo di 'Grajdanskoie Soglasie', un piccolo giornale di opposizione della municipalità di Khimki, nell’hinterland di Mosca, viene ucciso da alcuni sconosciuti che gli hanno chiesto una sigaretta e poi lo hanno aggredito. La moglie, avvertita per telefono, lo ha condotto in ospedale dove lo hanno dimesso: è morto a casa il giorno dopo. Il collega stava indagando sui brogli elettorali nel corso delle ultime elezioni municipali. Il suo giornale è collegato all’opposizione che sta contrastando i piani di cementificazione dell’amministrazione guidata dal sindaco Vladimir Vladimirovich Strelchenko che minacciano le foreste di Khimk.

19 gennaio:
Anastassia Babourova, stagista per il giornale 'Novaya Gazeta' viene uccisa assieme all'avvocato Stanislav Markelov, difensore dei diritti umani, a Mosca.

SOMALIA


3 dicembre:
si trasforma in massacro a Mogadiscio la festa di laurea di un gruppo di giovani somali. Un kamikaze, un uomo vestito da donna con addosso una sorta di burqa, si introduce nella sala dell’hotel Shamo dove si teneva la cerimonia e si è fa esplodere: decine di persone presenti all’evento vengono uccisi.  Testimone muta della strage, la telecamera di uno dei giornalisti morti, il fotoreporter della Tv al Arabia, Hassan Zubeyr Haji Hassan, che stava riprendendo la cerimonia. A un certo punto la telecamera vola per aria, cade in terra, e continua a girare per un po', riprendendo gli orrori. Haji Hassan, intanto, è già morto. Assieme a lui muore sul colpo anche Mohamed Amin Adan Abdulle, 24 anni, reporter di Radio Shabelle, Un altro giornalista,, Yaasir Mario, che lavorava come cameraman indipendente muore in ospedale per le ferite ricevute. 

4 luglio: 
Mohamud Mohamed Yusuf, 22 anni, presentatore per la stazione privata d’informazione Radio Holy Quran, che trasmette nella capitale Mogadiscio, viene ucciso da uomini armati che gli hanno sparato mentre il giornalista stava recandosi nel quartiere nord della città per raccogliere informazioni su combattimenti  in corso. Ferito allo stomaco il giornalista ha agonizzato per tre ore sulla strada. Chi gli aveva sparato infatti non permetteva a nessuno di avvicinare il ferito.

7 giugno: Mukhtar Mohamed Hirabe, direttore di Radio Shabelle viene ucciso nel mercato di Bakara (quartiere sud di Mogadiscio) da tre uomini che gli sparano ripetutamente alla testa. 

26 maggio: Nur Muse Hussein,  56 anni, giornalista di Radio Voice of Holy Quran, muore in seguito alle ferite alla gamba riportate il 20 aprile scorso quando, malgrado si fosse presentato come giornalista, fu subito preso di mira da miliziani agli ordini del governatore della regione di Hiran (nord di Mogadiscio) che si stavano scontrando con membri del movimento islamico Hisbul Islam.

22 maggio: il giornalista Abdirisak Warsameh Mohamed rimane ucciso durante gli scontri avvenuti nel mercato di Bakara (quartiere sud di Mogadiscio) e che hanno visto darsi battaglia l'esercito somalo ed esponenti della milizia islamica 'Al-Shabaab'. Abdirisak Warsameh, giornalista di Radio Shabelle, muore dopo essere stato raggiunto al petto da numerosi colpi di arma da fuoco. Il corpo del giornalista rimane a terra per oltre un'ora senza che nessuno potesse raggiungerlo, tanta era la violenza degli scontri.

4 febbraio:
Saïd Tahlil, direttore della radio privata  HornAfrik, viene ucciso da un killer a Mogadiscio mentre si stava recando, assieme ad altri direttori di radio, a un appuntamento con dei rappresentantoi della milizia armata Al-Shabaab. Il giornalista viene colpito da quattro proiettili al cuore.

1 gennaio:
Hassan Mayow Hassan, 36 anni, giornalista di Radio Shabelle viene ucciso da un membro della milizia pro-governativa nella città di Afgoye (30 km a sud della capitale Mogadiscio). Il primo gennaio 2009, alle ore 10,50, il giornalista si trovava assieme ad altri colleghi in una zona dove stavano avvenendo scontri tra gruppi armati vicini al governo federale e combattenti islamici, quando è stato affrontato da un miliziano che lo ha ucciso con due colpi alla testa nonostante il giornalista avesse mostrato il suo tesserino. Hassan Mayow Hassan è il decimo giornalista ucciso in Somalia dall'inizio del 2007, un numero che fa di tale Paese il più pericoloso e mortale in Africa per i media. La morte di Hassan avviene a soli pochi giorni dalla manifestazione degli operatori dei media che avevano protestato a Mogadiscio chiedendo la fine della violenze contro i giornalisti e la fine dell'impunità nei confronti di chi esercita la violenza contro la libertà di stampa.  

SRI LANKA

12 febbraio: Punniyamurthy Sathyamurthy, corrispondente per alcuni media tamil con base in Canada rimane ucciso durante un bombardamento da parte dell'esercito nel nord del paese, dove si era recato per documentare le violenze di un conflitto che non conosce mai tregue. Nato nel 1972, Sathyamurthy, dopo aver studiato Scienze politiche all'università di Jaffna, era diventato giornalista, ed era ben presto diventato molto famoso all'estero, specialmente in Canada dove trasmettono stazioni radio e televisive in lingua tamil quali Canadian Tamil Radio, Canadian Multicultural Radio e Tamil Vision International.

8 gennaio: Due sicari uccidono nella capitale Colombo Lasantha Wickrematunga, direttore del 'Sunday Leader': il più battagliero giornale d'opposizione dello Sri Lanka, da tempo impegnato nel denunciare la corruzione del governo nazionalista di Mahinda Rajapaksa e coraggioso critico della guerra contro la minoranza tamil.

STRISCIA DI GAZA

8 gennaio: Bacel Feradj, cameraman della televisione di stato algerina ENTV muore in un ospedale de Il Cairo, dove era stato trasferito dopo essere stato ferito durante un bombardamento nella striscia di Gaza.

TURCHIA

23 dicembre: Ismail Cihan Hayirsevener, direttore della catena Marmara Tv, e del giornale  'Güney Maramara Yasam' viene assassinato nella città turca di Bandirma a colpi di arma da fuoco. Hayirsevener, 53 anni, era famoso per le sue inchieste sui casi di corruzione locale, e per questo aveva ricevuto molte minacce

 
   

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