Breve cronaca in forma
 di agenzie di un 
disastro annunciato

GIORNALISTI LIGURI, PETTORINA GIALLA E VADEMECUM 

12 LUG - Una pettorina gialla con le scritte 'Giornalista' davanti e 'press', sulla schiena, per giornalisti, fotografi, telecineoperatori: saranno distribuiti a tutti gli operatori dell'informazione che dovranno fare il ''lavoro di strada'' in occasione del G8. I giornalisti accreditati, inoltre, potranno accedere alla zona rossa ed avranno con se' un vademecum con indicazioni operative. L' iniziativa e' stata presentata dal presidente dell' ordine dei giornalisti della Liguria, Attilio Lugli, e dal segretario dell' Associazione ligure, Marcello Zinola, durante una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche il segretario generale della FNSI Paolo Serventi Longhi. ''E' stato il capo della Digos - ha detto Lugli - a comunicarci ufficialmente che i giornalisti accreditati potranno accedere alla zona rossa''. Ed ha precisato: ''Non violeremo alcuna norma facendo il nostro lavoro ma se ci impediranno di farlo saranno gli altri a violare le leggi dello Stato e, in questo caso, attiveremo i nostri legali''. Marcello Zinola ha ribadito che il cittadino deve essere informato di cio' che accade durante il G8 ed i giornalisti devono dare garanzie e correttezza nel raccontare la cronaca di cio' che avviene. ''Le pettorine - ha detto - serviranno per dare visibilita' a chi, soprattutto, fara' il 'lavoro di strada' durante le manifestazioni contro il G8''. Nel vademecum ci saranno, tra l' altro, tutte le informazioni sul diritto-dovere dei giornalisti ed i numeri di associazione ligure dei giornalisti e dell' Ordine che saranno aperti nei tre giorni del vertice per informazioni utili o per casi di emergenza.

GOVERNO GARANTIRA' LIBERTA' DI STAMPA

12 LUG - Il governo italiano ''e' pienamente impegnato a garantire la tutela della liberta' di stampa nei giorni del G8, e ad assicurare ai giornalisti il diritto di cronaca''. E' quanto ha precisato la Farnesina sottolineando che non vi saranno zone di Genova interdette all'accesso dei giornalisti salvo - come sempre accade nei vertici internazionali - i luoghi riservati ai lavori dei capi di stato e di governo. Per i giornalisti specificatamente interessati a seguire i lavori del G8 - si ricorda - sono state da tempo e a piu' riprese diramate le procedure e le modalita' attraverso cui il loro diritto di cronaca verra' assicurato, nel rispetto della liberta' di stampa e nella tutela della sicurezza di tutti coloro i quali, nello svolgimento delle rispettive funzioni, parteciperanno al Vertice di Genova. 

APRE IL CENTRO STAMPA DEL GENOA SOCIAL FORUM

14 LUG - E' da oggi in funzione il centro stampa del Genoa social forum, allestito nella scuola elementare ''Armando Diaz'' di via Cesare Battisti 6, a Genova. La struttura, installata e gestita dal consorzio di emittenti alternative Radio Gap, comprende sala stampa, ufficio stampa e la redazione internet di Indymedia. La scuola Diaz si trova a poca distanza dai giardini Govi di Punta Vagno, dove sara' allestito il Forum per i dibattiti. La sala stampa, aperta 24 ore su 24, occupa la mensa al pianterreno e offre 10 computer, fax, tv e connessione telefonica Isdn, anche per chi usa il proprio portatile. Al primo e secondo piano ci sara' l' ufficio stampa.

RINVIATA CONSEGNA ACCREDITI AI GIORNALISTI

16 LUG - Un ritardo nella presentazione delle domande di accredito da parte di un migliaio di giornalisti stranieri ha fatto slittare la consegna del pass-stampa che doveva cominciare questa mattina a Genova. Secondo quanto si e' appreso, la questura del capoluogo ed il ministero degli Interni stanno svolgendo gli accertamenti necessari per il rilascio degli accrediti ancora mancanti e quindi si e' scelto di rimandare la distribuzione dei pass. Il rinvio ha creato parecchio malumore e qualche problema ai molti giornalisti giunti a Genova e provenienti da tutto il mondo. A decine si sono infatti presentati stamani al teatro della Corte, dove e' stato allestito un centro stampa, ma ne sono usciti a mani vuote. Le difficolta' maggiori riguardano gli accessi ai luoghi del vertice che da questa mattina sono consentiti soltanto a coloro che sono in possesso del permesso rilasciato dalla Farnesina. La questura di Genova ha garantito che la pratica accrediti sara' completata nel piu' breve tempo possibile, ''certamente - ha spiegato un funzionario - prima del giorno 18''

ACCREDITI; ORDINE GIORNALISTI DENUNCIA DISCRIMINAZIONI

16 LUG - Discriminazioni nella concessione dei pass per la cosiddetta 'zona rossa' istituita durante il G8 vengono segnalate dall' Ordine e dall' Associazione liguri dei giornalisti. Queste discriminazioni, definite ''inaccettabili'' colpiscono, secondo la denuncia, soprattutto free-lance e fotografi. ''La loro richiesta di accredito al ministero degli esteri - viene precisato in un comunicato - non e' stata, poi, avallata dalla questura'' . ''Ai giornalisti cosi' discriminati non viene spiegato neppure il perche' di una tale decisione - si legge nel comunicato - Una richiesta in tal senso avanzata alla questura di Genova dai rappresentanti di associazione e ordine ligure non ha trovato una risposta adeguata''. L' ordine e l' associazione riportano inoltre che ''da parte di alcuni colleghi sono stati segnalati anche altri inspiegabili comportamenti dei rappresentanti delle forze dell' ordine, come ad esempio, il divieto di fotografare sulla pubblica via gli operai che montavano i cancelli per delimitare la ''zona rossa''. E' stato anche negato il valore di documento di identita' al tesserino professionale che e' a tutti gli effetti un documento di riconoscimento''.

APERTI A GIORNALISTI TUTTI I VARCHI ZONA ROSSA

18 LUG - Da questa mattina i circa 4.200 giornalisti accreditati per il G8 possono attraversare tutti i 21 varchi della zona rossa, compresi gli 11 di servizio. Lo ha deciso la Questura di Genova per agevolare il lavoro della stampa. L'accesso sara' consentito solo ai giornalisti in possesso del pass rilasciato dall' Ufficio di accreditamento stampa. I cittadini residenti nella zona rossa o che devono recarvisi per lavoro non possono invece servirsi degli 11 varchi riservati ai mezzi di servizio e delle forze dell' ordine.

ORDINE GIORNALISTI, IN PERICOLO IL DIRITTO DI CRONACA A GENOVA

19 LUG - Permessi 'negati', 'assurdi' divieti di accesso e ''addirittura di scattare fotografie di luoghi o persone''. Nella Genova del G8, denuncia la Consulta Nazionale dei presidenti degli Ordini dei giornalisti, ''il diritto di cronaca e la liberta' di espressione vengono posti gravemente in pericolo''. In una nota diffusa al termine di una riunione a Roma, la Consulta esprime ''preoccupazione'' per ''le gravi limitazioni poste a Genova al lavoro dei colleghi, in occasione della riunione del G8''.

GIORNALISTI DENUNCIANO, CLONATE LE NOSTRE PETTORINE

19 LUG - 'Clonate' le pettorine gialle d'identificazione per i giornalisti. Lo hanno denunciato oggi il presidente dell'Ordine dei giornalisti ed il segretario dell'Associazione liguri, Attilio Luglio e Marcello Zinola. ''Oggi - e' scritto in una nota diffusa in serata - molti colleghi, durante la manifestazione anti G8 hanno notato che pettorine simili a quelle distribuite dalla Fnsi erano utilizzate da poliziotti-fotografi o da altre persone non identificate''. ''Le pettorine in questione riportano le scritte 'giornalista' e 'press', ma non quelle di Ordine Ligure, Associazione ligure e Fnsi''. ''Gli organismi di categoria - conclude la nota - diffidano chiunque di utilizzare tali mezzi di identificazione che sono riservati esclusivamente ai giornalisti e sono pronti ad assumere le opportune iniziative, anche legali''.

AVVISO AI GIORNALISTI, NON USCITE DA ZONA ROSSA

20 LUG - Un consiglio, quasi un ordine, ai giornalisti arrivati a Genova al seguito del presidente americano George W. Bush al Vertice di Genova: ''non uscite dalla zona rossa''. E quelli che ''si avventurano'' fuori da essa sappiano che, se portano addosso a se' le credenziali del Vertice, ''aumentano le possibilita' di essere un obiettivo di violenza''. Firmato: il Secret Service degli Stati Uniti, quello che ha la responsabilita' della sicurezza del presidente e del suo seguito.

PROTESTE; 150 GIORNALISTI BLOCCATI CAUSA SCONTRI

20 LUG - Circa 150 giornalisti, giunti a Genova stamane con un volo speciale da Roma, sono attualmente bloccati in un'area periferica del Porto antico di Genova a causa degli scontri in corso in citta'. Il caos provocato dagli incidenti ha infatti impedito ai giornalisti di recarsi a ritirare i pass che consentono di circolare nella zona rossa. Sono stati quindi dirottati in una zona periferica del porto in attesa che la situazione consenta di ritirare i necessari documenti. Scene di concitazione sono state causate anche dalle difficolta' di comprensione che la stampa straniera, ed in particolare i giornalisti giapponesi, stanno avendo nel comprendere cosa stia succedendo

CORTEI, EPISODI ''STRANI'' SEGNALATI DA GSF

21 LUG - Numerosi episodi ''strani'' sono stati segnalati, ieri ed oggi, da giornalisti, fotografi e manifestanti.'' Nel tunnel vicino a Brignole ieri - ha raccontato un componente dello staff del Genoa Social Forum nella conferenza stampa di oggi - e' sfrecciato a bordo di una motoretta un uomo con la pistola in pugno e, addosso, una pettorina gialla dei  giornalisti. S'e' infilato rapidissimo tra le camionette della polizia''. Il Gsf, anche per questo episodio, cerca testimonianze e  magari qualcuno che abbia compiuto una ripresa del ''giornalista armato''. Nel corso degli scontri sono stati notati personaggi vestiti da 'Black block che pero' consigliavano ai giornalisti di allontanarsi.

MEDIASET, AGGREDITA OPERATRICE DI STUDIO APERTO

21 LUG - Un'operatrice di ripresa che stava effettuando un servizio sul G8 a seguito della giornalista di Studio Aperto Gabriella Simioni, è stata aggredita da dimostranti, l'aggressione ha provocato alla donna la frattura di un ginocchio. L'operatrice e' stata subito soccorsa e ricoverata in ospedale. ''E' stato un attacco improvviso ed assolutamente imprevedibile, in un momento di calma''. Cosi' l'inviata di Italia Uno Gabriella Simoni ha raccontato l' attacco ad una operatrice Mediaset che e' rimasta ferita ad un ginocchio.''Io ero tranquilla - prosegue la giornalista - perche' stavamo assistendo al passaggio del grosso del corteo pacifico della protesta, in piazza Sturla. In mezzo alla moltitudine di ragazzi abbiamo visto due o tre cordoni di giovani vestiti di nero, con i caschi, i foulard ed i bastoni. In tutto saranno stati una trentina''. ''Uno di loro - spiega Gabriella Simoni - si e' staccato dal corteo, ci ha inseguito e quando ci ha raggiunto ha dato una bastonata nella gamba, dietro al ginocchio, all' operatrice, Sonia Fede. Poi e' rientrato subito nel corteo''

UNIONE CRONISTI; PROTESTA CONTRO ATTACCHI INDISCRIMINATI E SOLIDARIETA' AI COLLEGHI IMPEGNATI A GENOVA

21 LUG - L'Unione dei Cronisti esprime ''solidarieta' e sentimenti di intensa gratitudine ai colleghi che con coraggio e spirito di dedizione alla causa della professione testimoniano per il diritto dovere di cronaca'' e ricorda che ''diversi cronisti hanno rischiato e stanno rischiando la pelle durante le durissime e drammatiche ore della battaglia di Genova''. L'organizzazione protesta inoltre ''contro l'indiscriminata azione repressiva condotta dalle forze dell'ordine, nonostante la visibilita' dei giornalisti con pettorale e documenti a tracolla'' e denuncia ''la brutale quanto insensata rabbia delle minoranze facinorose" dei manifestanti.

PERQUISIZIONI; FNSI, E' STATA UN'AGGRESSIONE

22 LUG - La Federazione Nazionale delle Stampa,sindacato unitario dei giornalisti italiani, ha espresso una dura protesta per ''la drammatica aggressione al centro stampa e all' ufficio legale del Genoa social forum'' avvenuta la scorsa notte, definendo le azioni delle forze dell'ordine un ''blitz indiscriminato, dalle caratteristiche violente e sproporzionate rispetto all' obiettivo dichiarato''. Secondo quanto riferiscono i rappresentanti della Fnsi, l'associazione stampa e l'ordine dei giornalisti liguri, presenti durante la notte sul posto, ''le forze dell' ordine hanno distrutto computer ed attrezzature di radio private, hanno picchiato e fermato giornalisti e collaboratori di testate nazionali e locali, hanno reso inutilizzabile una strutturainformativa che era divenuta punto di riferimento per decine di testate e freelance''. ''Il giornalista Lorenzo Guadagnucci del 'Resto del Carlino' - denuncia la Fnsi nel comunicato - si trova ricoverato in ospedale con le braccia rotte, mentre il giornalista Enrico Fletzer, accreditato a seguire il G8, e' stato fermato dalla polizia''. Si e' trattato di ''un blitz indiscriminato, dalle caratteristiche violente e sproporzionate rispetto all'obiettivo dichiarato, certamente giustificato, di sequestrare materiale usato negli scontri e di arrestare chi ha commesso reati''.

PESTATO E FERMATO A GENOVA INVIATO SUNDAY TIMES;
IL GIORNALISTA SI ERA MISCHIATO TRA LA FOLLA DI DIMOSTRANTI

22 LUG - Il giornalista inviato dal domenicale britannico 'Sunday Times' a seguire il vertice del G8 a Genova, John Elliott, e' stato pestato e fermato dalla polizia durante gli scontri con i dimostranti. E' lo stesso Elliott, il quale si era mischiato alla folla di manifestanti per coprire l'evento, a raccontare la sua esperienza in un ampio articolo pubblicato oggi in prima pagina dalla testata. Nell'articolo, intitolato ''I manganelli mi sono piovuti addosso durante la battaglia di Genova'', Elliott descrive nei minimi dettagli il comportamento delle forze dell'ordine. ''Il mio sbaglio e' stato quello di salire su un muro per vedere meglio la battaglia tra i dimostranti e la polizia...'', esordisce il giornalista. Quando ero ancora li', racconta Elliott, sono stato colpito alla testa: ''Per un secondo la mia vista si e' annebbiata. Ero stato colpito da un manganello della polizia''. L'inviato ha allora gridato in italiano ''giornalista inglese!'' a una ''dozzina di agenti in tenuta antisommossa'' che correvano versodi lui. Ma ''altri manganelli mi sono piovuti addosso'', ricorda. Nella sua veste di giornalista 'undercover', sottolinea Elliott, cio' che gli e' capitato ''forse non sorprende''. E poi racconta di essere stato aggredito da due poliziotti che lo hanno percosso con i manganelli sulla ''schiena, le braccia e gli stinchi''. Gli agenti, prosegue, lo hanno poi trascinato verso una vicina linea ferroviaria, gli hanno ordinato di poggiare la testa su una rotaia ed hanno cominciato a dargli ''calci sulla testa, sulla schiena e sulle gambe''. Il giornalista racconta poi di essere stato ammanettato, con le mani dietro la schiena, e portato nella stazione ferroviaria, dove un agente in tenuta antisommossa lo ha colpito allo stomaco con il manganello. Dalla stazione ferroviaria, Elliott e' stato accompagnato al commissariato senza ulteriori violenze ed e' stato rilasciato. Interpellato dall'Ansa, un rappresentante del 'Sunday Times' ha dichiarato questa mattina che la testata ''non prevede di prendere alcuna iniziativa legale contro le autorita'

GIORNALISTI CONTESTANO SILENZI POLIZIA

22 LUG - Violente polemiche stamani da parte di alcuni giornalisti durante la conferenza stampa alla questura di Genova sul blitz notturno in due scuole elementari che ospitano il centro stampa e un punto di accoglienza del Gsf. I cronisti hanno accesamente contestato l'operato degli agenti e il fatto che i funzionari di polizia non abbiano risposto alle domande. Il portavoce del capo della polizia De Gennaro, Roberto Sgalla, si e' limitato a mostrare gli oggetti ai cronisti, mentre l'addetto stampa della questura di Genova ha letto uno scarno comunicato. I cronisti italiani e stranieri hanno provato a fare domande, ma i funzionari non hanno voluto rispondere. A questo punto sono partite le contestazioni e molti giornalisti hanno alzato la voce. Al portavoce Sgalla sono stati chiesti inutilmente chiarimenti sulle ferite dei giovani fermati e su presunti sequestri di hard disk al centro stampa del Gsf. I cronisti stranieri hanno domandato senza risultato i nomi dei loro compatrioti fermati, mentre gli italiani non sono riusciti a sapere a chi appartenesse la pettorina gialla da giornalista ritrovata nella scuola. Una cronista ha chiesto, sempre inutilmente, come mai, oltre a molotov e coltelli, fossero stati sequestrati anche un thermos e fazzoletti di carta.

PERQUISIZIONI; GIORNALISTI PRESENTANO DENUNCE IN PROCURA

22 LUG - Alcuni giornalisti hanno presentato denuncia in Procura perche' affermano di essere stati malmenati dalla polizia ieri sera nel corso della perquisizione compiuta presso il Gsf. Lo ha riferito il presidente dell' Ordine ligure dei giornalisti Attilio Lugli. Lugli ha precisato anche che un collega, Lorenzo Guadagnucci, del gruppo 'Resto del Carlino', e' stato picchiato e arrestatosi trova ora piantonato in ospedale con un braccio rotto. A suo carico l' ipotesi di reato formulata dalla polizia e' quella di associazione per delinquere finalizzata alla devastazione. Un giornalista francese e' stato sentito in Procura come testimone.

GIORNALISTA, 'POLIZIA MI HA PESTATO E GRIDAVA: VAI VIA O TI AMMAZZIAMO'

23 LUG - I Black Bloc? Nelle manifestazioni di venerdi' scorso a Genova ''erano circa 400: un'armata brancaleone che andava avanti a caso, disorganizzata e senza capi. Sarebbero stati facilmente controllabili, ma nessuno li ha fermati''. Sono le parole del giornalista Mario Furlan, corrispondente di Radio Lombardia da Genova per il G8 e collaboratore de 'Il Giornale' e 'Il Giorno'. Venerdi', Furlan si e' infiltrato tra le fila dei 'neri' e li ha seguiti nelle loro azioni di guerriglia nella citta'. Contrariamente a quanto affermato da molti osservatori, Furlan parla di ragazzi giovani, molti minorenni e soprattutto disorganizzati. Ma lancia anche dure accuse alle Forze dell'ordine che, afferma, lo hanno picchiato nonostante avesse mostrato il tesserino da giornalista. ''Mi sono trovato in piazza Danovi - racconta il cronista - quando e' apparso il gruppo dei Black Bloc. Ho deciso di mescolarmi a loro e seguirli. C'erano moltissimi ragazzi giovani e minorenni. Non mi hanno impedito di seguirli ne' di scattare fotografie. Erano circa 400 - prosegue Furlan - e per ore hanno vagato per la citta' distruggendo tutto cio' che capitava sotto tiro, senza che nessuno li fermasse''. Ma c'e' un elemento che piu' colpisce: ''Erano disorganizzati, senza alcuna mappa della citta', senza capi che dessero indicazioni; un gruppo di sbandati, molti dei quali ubriachi, che agivano casualmente''. Insomma, una sorta di ''armata brancaleone allo sbando, assolutamente non militarmente gestita, che - afferma - si sarebbe potuta sicuramente fermare''. Poi, una dura denuncia contro la Polizia: ''Quando ho lasciato il gruppo dei 'neri' - racconta - alcuni poliziotti mi hanno fermato. Ho mostrato il tesserino da giornalista, ma hanno iniziato a picchiarmi con i manganelli. Continuavano a pestarmi e mi urlavano: 'Vai via o ti ammazziamo'''. Non solo: ''Le forze dell'ordine - accusa il  reporter - hanno pestato anche persone che chiaramente non c'entravano nulla con i Black Bloc. Ho visto che portavano molti ragazzi nei vicoli laterali, piu' nascosti, e li' li picchiavano''. Come mai tanto accanimento contro un giornalista? ''Penso - conclude Furlan - che non volessero che raccontassi  quello che ho visto''.

L'INTERNATIONAL FEDERATION OF JOURNALISTS CONDANNA LA POLIZIA; RICHIESTA INDAGINE SU VIOLENZE CONTRO MEDIA

23 LUG - La Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj) accusa la polizia italiana di violenze contro i media e di tattica dalla mano pesante che ''ha messo i reporters a rischio e dimostrato disprezzo per la liberta' di stampa'', in relazione ai fatti accaduti a Genova. ''Chiediamo un' indagine approfondita su come la polizia ha agito e in particolare su come sono stati lesi i diritti dei giornalisti e messo i reporter a rischio'', afferma Adrian White, segretario generale della piu' grande organizzazione mondiale di giornalisti che, in una nota diffusa a Bruxelles, denuncia come molti associati siano stati vittime di violenze. White punta il dito contro il ''sotterfugio'' usato da una parte della polizia che ha indossato gilet con su scritto 'stampa'. ''Una tattica riprovevole che ha provocato la furia dei manifestanti e messo i veri giornalisti a rischio di violenza da entrambi le parti'', afferma. La Ifj si aggrega alla protesta della Fnsi, la Federazione nazionale stampa italiana, per il comportamento della polizia e per l' assalto compiuto nella scuola di via Armando Diaz, durante il quale anche alcuni giornalisti sono stati feriti. L' organizzazione appoggia anche la protesta dell' associazione stampa britannica a proposito delle ferite inflitte dalla polizia a John Elliot, un reporter del 'The Times' e condanna il raid al centro di Indymedia, network alternativo di notizie dal 'pianeta' del movimento anti mondializzazione. ''Sembra che questo team sia stato deliberatamente preso di mira'', afferma White. ''I giornalisti in Europa e nel mondo sono sconvolti dall' escalation di violenza e dal completo disinteresse da parte delle autorita' per la sicurezza degli operatori dei media'', sottolinea l' organizzazione. 

GIORNALISTI FERITI, REPORTERS SANS FRONTIERES ESPRIME INDIGNAZIONE PER ''VIOLENZE SENZA PRECEDENTI''

24 LUG - Reporters Sans Frontieres ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al ministro degli interni Claudio Scajola dove esprime ''indignazione'' per ''le violenze senza precedenti'' nei confronti di giornalisti a Genova ''durante la repressione poliziesca contro i movimenti antiglobalizzazione''. ''Quanto successo a Genova - denuncia Robert Menard, segretario generale dell'organizzazione francese in prima fila nella difesa della stampa - e' senza precedenti. Certe operazioni poliziesche, di una violenza inaudita, sono state pianificate e realizzate all'interno di edifici dove i manifestanti e la stampa si riposavano o lavoravano lontano da agitazioni''. ''La spaventosa violenza, il saccheggio del centro stampa del controsummit, il sequestro di materiali e immagini... Tutto cio' nasce da istruzioni chiare del ministro dell'interno e del presidente dei Consiglio? Noi - afferma Menard – chiediamo l'apertura immediata di un'inchiesta e che siano rapidamente individuate le responsabilita''. 

BLITZ DIAZ; COWELL, FINTO MORTO MA POI ANCORA BOTTE

26 LUG - ''Non ce la facevo piu', continuavano a prendermi a calci. Ad un certo punto ho finto di essere morto, ma un carabiniere e' venuto a tastarmi il polso, eq uando si e' accorto che ero ancora vivo ha continuato a picchiarmi''. Mark Cowell, il giovane inglese ancora ricoverato dopo il blitz di sabato notte, racconta la sua versione dei fatti dall' ospedale San Martino, dove si trova per un grave trauma toracico. ''La maggior parte dei giorni che sono rimasto a Genova - ha raccontato dal suo letto d'ospedale, con la testa china su un lato e la voce monocorde - li ho trascorsi nella scuola di fronte a quella dove e' avvenuto il blitz, dove lavoravo nello staff di Indymedia. Anche quel giorno ero stato li', ma alla sera, quando stavo cercando di raggiungere delle amiche nell'edificio di fronte, ho sentito arrivare i mezzi delle forze dell' ordine. Non ho fatto tempo a correre dentro la scuola che alcuni agenti mi hanno buttato a terra e hanno iniziato a prendermi a calci e a colpirmi con il manico del manganello''. Cowell, 33 anni, e' originario di Londra, e scrive su alcune riviste di controinformazione. Durante la notte di sabato ha riportato la lesione di un polmone, diverse costole rotte e un'emorragia interna, che lo hanno fatto giungere all' ospedale di San Martino in condizioni gravi. ''Ho pensato di morire - ha proseguito -, seriamente. Erano in cinque e continuavano a gridare in inglese 'kill the black bloc, kill the black bloc', anche se rispondevo che sono un pacifista, e che i black bloc li detesto anch' io. Arrivavano calci da tutte le parti, sembrata una partita di football''.Cowell mentre parla fa lunghe pause, in cui, senza peraltro mai distogliere lo sguardo che punta dritto alla parete, riprende fiato, e si riposa dopo le numerose interviste di giornalisti britannici e i colloqui con il suo avvocato italiano. ''L' Italia e' un bel posto - ha concluso - dove molte persone sono state gentili con me, ma dopo quanto e' accaduto non credo di esagerare dicendo che i carabinieri e la polizia sono degli assassini. Io ero venuto a Genova per fare il giornalista indipendente, senza fare male a nessuno, e invece torno a casa con un polmone sfondato''.

NASCE UN FONDO PER I GIORNALISTI CHE HANNO SUBITO DANNI

27 LUG - Un fondo di solidarieta' per gli operatori della comunicazione che hanno subito danni personali o materiali durante gli scontri avvenuti nei giorni del G8 e' stato attivato dalla Provincia di Genova. Lo ha annunciato questa mattina l' assessore Gualtiero Schiaffino che nel corso di una conferenza stampa ha illustrato lo spirito dell' iniziativa mentre le modalita' di distribuzione del fondo sono state affidate all' Ordine e all' Associazione dei giornalisti. ''Abbiamo ritenuto - ha detto Schiaffino - di dare un segnale di riconoscenza alla categoria dei giornalisti con la creazione di un fondo, che ora parte con dieci milioni, a favore di quanti, operatori tv, fotoreporter, free lance hanno subito danni fisici o materiali alle attrezzature. La riflessione,condivisa da tutta la giunta provinciale, e' stata sul riconoscimento e l' apprezzamento del grande lavoro svolto dall'informazione durante le giornate di scontri che hanno segnato il G8 di Genova. Un computer distrutto, una fotocamera sottratta, una cinepresa danneggiata impediscono al giornalista di lavorare. Per questo va indennizzato''.Il fondo potra' essere implementato da offerte di altri enti e di aziende editoriali. Il presidente dell' Ordine dei giornalisti della Liguria, Attilio Lugli, anche per conto di Marcello Zinola, segretario dell' Associazione Ligure dei giornalisti, il sindacato di categoria, ha ringraziato l' assessore che ''e' stato l'ideatore dell' iniziativa, che appoggiamo in pieno e per cui ci attiveremo presso editori e enti locali perche' facciano crescere il fondo di solidarieta'''. Lugli ha poi sottolineato come le violenze subite dai giornalisti (ci sono quattro casi accertati di italiani e di un centinaio di episodi presunti che riguardano soprattutto reporter stranieri) siano arrivate dai manifestanti ma anche dalle forze dell' ordine, ''soprattutto nella famigerata notte di sabato nelle scuole''. ''Penso che in quella notte - ha aggiunto Lugli - il confine della democrazia si sia spostato troppo in avanti; ora deve tornare indietro e iniziative come questa della Provinciaservono a ricreare la fiducia verso le istituzioni''.

REPORTERS SANS FRONTIERES, I GIORNALISTI NON SONO AUSILIARI DELLA POLIZIA

1 AGO - I giornalisti non devono diventare ''ausiliari di polizia'', ha affermato oggi il segretario generale di Reporters sans frontières (Rsf), Robert Menard, a proposito delle richieste di documenti indirizzate dalla giustizia italiana ai giornali sulle violenze di Genova. L'organizzazione di difesa della liberta' di stampa sostiene che ''se si tratta di consegnare documenti gia' diffusi, non c'e' problema. Ma se si tratta di altri documenti, i giornalisti non devono trasformarsi in ausiliari di polizia''.
Secondo Menard, se i media rispondessero alle richieste della magistratura italiana, cio' ''renderebbe fragilissima la posizione della stampa''. ''Se i manifestanti - continua il segretario di Rsf - sanno che i cliche' in mano ai giornalisti possono essere consegnati alla polizia, sara' impossibile lavorare''. Rsf pubblichera' ad inizio settembre un ''libro bianco''suifatti di Genova. Intanto ha avviato una propria inchiesta con richiesta di testimoni presso le varie sezioni nazionalidell'organizzazione.

APPELLO DALLA TOSCANA; 'FARE LUCE SU VIOLENZA A GIORNALISTI'

1 AGO - Un appello ad Amnesty International e al Parlamento europeo a fare chiarezza sulle ''violazioni della liberta' di informazione e di opinione'' che sarebbero state compiute a Genova nei giorni del G8 e' stato diffuso oggi da una cinquantina di giornalisti di tutte le testate e le redazioni della Toscana. Nel documento si esprime ''solidarieta' agli operatori dell'informazione che hanno subito ripetutamente l' aggressione delle forze dell' ordine e dei Black blok'' e si chiede, in particolare, che ''venga fatta piena luce'' sulle modalita' ''che condanniamo, dell' irruzione nel Centro Media del Genoa Social Forum nella notte del 22 luglio, che era stato per una settimana il punto di raccolta e di produzione delle informazioni, anche 'alternative'''. Il documento chiede alla Fnsi e all' Ordine dei giornalisti di ''assumere tutte le iniziative necessarie per ottenere chiarezza dagli organi di governo e dalla magistratura su quanto accaduto a Genova''.

SENTENZA IN MATERIA PASS PER GIORNALISTI

2 AGO - Il giudice del tribunale civile di Genova, Franca Maganza, ha riconosciuto per la prima volta in Italia il diritto soggettivo all' informazione in seguito ad un ricorso urgente per conto di una giornalista di Bologna alla quale era stato rifiutato in un primo tempo l'accredito per il G8, poi regolarmente rilasciato. Lo hanno reso noto Ordine e Associazione liguri dei giornalisti che in comunicato sottolineano che ''l'importante decisione in tema di liberta' di stampa e' stata presa dopo che Ordine e Associazione avevano dato mandato agli avvocati Valdemaro Flick e Roberto Maria Cisani di presentare un ricorso urgente al giudice''. 

IL COMMITTEE TO PROTECT JOURNALIST DI NEW YORK CONTRO OPERATO POLIZIA

3 AGO - Il Comitato per la protezione dei giornalisti nel mondo (Cpj) ha condannato ''con forza'' quelli che ha definito i ''brutali attacchi degli agenti di polizia e dei dimostranti'' contro i giornalisti che seguivano il vertice G8 di Genova, oggetto di violenze soprattutto da parte delle forze dell'ordine. In un comunicato diffuso in serata a Washington, il Cpj esprime anche preoccupazione per la richiesta a giornalisti e fotoreporter di consegnare tutto il materiale foto e video sulle violenze, il che - afferma - ''mette ulteriormente in pericolo la sicurezza dei giornalisti e l'integrita' della professione forzandoli ad agire come informatori della polizia''. Ricerche fatte dal Cpj e un'analisi dei servizi stampa sul G8 - aggiunge il comunicato - indicano che ''gli agenti di polizia sono stati responsabili per il maggior numero di attacchi ai giornalisti''. Mentre sono stati segnalati casi in cui ''poliziotti travestiti da giornalisti'' si mischiavano ai dimostranti ''mettendo cosi' in pericolo tutti i giornalisti''. Il comunicato prosegue con una lista dettagliata di violenze subite secondo il Cpj da professionisti del mondo dei mass media - fra cui un giornalista dell'agenzia AP Biscom, uno del servizio tv dell'agenzia Associated Press e uno dell'agenzia fotografica Gamma - e di situazioni caratterizzate dalla brutalita', come i blitz delle forze dell'ordine al Independent Media Center. Invitando inquirenti e magistrati a fare chiarezza, il Cpj si dice ''molto preoccupato'' perche' ''le autorita' italiane non hanno affrontato il merito specifico delle brutalita' della polizia contro i giornalisti'' oggetto di un ''trattamento arbitrario e brutale''.

SARANNO RESTITUITI MATERIALI CENTRO STAMPA GSF 

4 AGO - La Procura provvedera' alla restituzione di tutto il materiale sequestrato dalla polizia la notte del blitz nel centro stampa del Gsf, situato nella palazzina, sede anche questa di una scuola, di fronte all' istituto Diaz-Pertini trasformato in un dormitorio per i manifestanti. Nella notte tra sabato e domenica, infatti, si era registrata una doppia perquisizione che ha interessato tutte i due edifici affidati al Genoa Social Forum. Dall'ufficio dei difensori del Gsf, che era stato allestito nel centro stampa - secondo quanto denunciato dagli stessi avvocati - la polizia aveva portato via materiale di carattere legale, contenuto in floppy disk, oltre che rullini fotografici e video, dopo aver distrutto due computer. Dal momento che la perquisizione, secondo l' art. 41, prevedeva solo l'intervento alla ricerca di armi, questo materiale sara' restituito.