Amnesty International chiede una commissione d'inchiesta

1 agosto 2001
Alla luce delle numerose relazioni e denunce relative alle violazioni dei diritti umani verificatesi durante le operazioni di gestione dell'ordine pubblico del G8 a Genova, Amnesty International ha dichiarato che la condotta dei responsabili delle forze di sicurezza e della polizia penitenziaria dovrebbe essere sottoposta a un'indagine esauriente condotta da una commissione di inchiesta indipendente.
In una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, l'organizzazione ha espresso preoccupazione per le presunte violazioni dei diritti umani commesse nel contesto delle operazioni di gestione dell'ordine pubblico e ha chiesto la cooperazione delle autorità italiane affinché tali testimonianze siano oggetto di indagini immediate ed esaurienti.
Pur valutando positivamente le indagini penali avviate dalle autorità giudiziarie italiane, Amnesty International ritiene che, date la quantità e la gravità delle testimonianze che si stanno raccogliendo e l'altissimo livello di preoccupazione della nazione e della comunità internazionale, è improbabile che tali provvedimenti rappresentino una risposta adeguata.
L'organizzazione ha aggiunto che "oltre a salvaguardare gli interessi di coloro che hanno realmente subito atti di tortura e maltrattamenti, un'indagine tempestiva, imparziale ed efficace condotta da una commissione indipendente servirebbe a proteggere la reputazione dei responsabili delle forze di sicurezza e della polizia penitenziaria che potrebbero essere accusati ingiustamente di abusi, tortura o trattamenti crudeli, inumani e degradanti".
Nella lettera dell'organizzazione vengono delineati i criteri che dovrebbero ispirare la formazione di una commissione di inchiesta:
- dovrebbe essere composta da individui di comprovata probità e imparzialità;
- obiettivi, metodi e risultati dovrebbero essere resi pubblici;
- dovrebbe avere l'autorità necessaria per raccogliere le testimonianze delle presunte vittime dei maltrattamenti e per garantire a queste ultime protezione da molestie e intimidazioni;
- alla commissione dovrebbe essere conferito il potere di convocare i responsabili delle forze di sicurezza e della polizia penitenziaria e di raccogliere le loro testimonianze.
"La commissione di inchiesta dovrebbe presentare rapporti intermedi volti a facilitare l'avvio tempestivo di procedimenti penali o disciplinari, fornendo dove possibile indicazioni relative a circostanze e individui specifici" ha raccomandato Amnesty International, aggiungendo che tali rapporti dovranno inoltre favorire una tempestiva rettifica di regolamentazioni, leggi, addestramenti e procedure relativi alle forze di sicurezza e della polizia penitenziaria.
In una precedente lettera indirizzata al Ministro dell'Interno prima del vertice del G8, Amnesty International aveva sollecitato le autorità italiane ad assicurare che gli agenti delle forze di sicurezza impegnati nella gestione dell'ordine pubblico durante il vertice di Genova fossero a conoscenza e agissero conformemente agli standard internazionali di tutela dei diritti umani.
"Chiediamo che le autorità italiane ci forniscano informazioni su ogni rilevante istruzione o addestramento impartiti agli ufficiali di stato in preparazione al G8 con riferimento agli standard sopraccitati" ha affermato l'organizzazione

Background

Amnesty International esprime la sua preoccupazione per le denunce di abusi commessi nelle seguenti circostanze:
- nei giorni immediatamente precedenti il vertice dei G8, ad alcuni manifestanti apparentemente pacifici è stato negato l'ingresso in Italia, altri sono stati espulsi con il divieto di raggiungere Genova, in palese violazione del diritto alla libertà di espressione e di associazione. Durante gli incidenti al porto di Ancona alcuni di questi manifestanti hanno presumibilmente subìto maltrattamenti da parte delle forze di sicurezza;
- agenti delle forze di sicurezza si sono resi responsabili di uso eccessivo della forza sulle strade durante le manifestazioni di venerdì 20 e sabato 21 luglio, arrivando a caricare in modo indiscriminato, tra gli altri, i manifestanti non violenti e i giornalisti che realizzavano servizi sull'evento e facendo ricorso ai manganelli;
- durante l'irruzione della polizia negli edifici occupati legalmente dal Genoa Social Forum (GSF) nelle prime ore di domenica 22 luglio, le forze di sicurezza hanno sottoposto gli individui trattenuti a percosse deliberate e gratuite, causando numerosi feriti che sono stati in parte trasportati d'urgenza all'ospedale e, in alcuni casi, sottoposti a interventi chirurgici. Secondo le testimonianze circa 20 persone hanno lasciato l'edificio in barella, due versavano apparentemente in stato di coma;
- decine di persone hanno subito arresti e detenzioni arbitrari eillegali, compresa la maggior parte di coloro che sono stati fermati durante l'irruzione al Genoa Social Forum;
- durante il trasferimento a bordo degli automezzi della polizia e all'interno del centro di detenzione le forze di sicurezza e della polizia penitenziaria hanno percosso e inflitto alle persone altri trattamenti crudeli, inumani e degradanti. E' stato dichiarato, tra le altre cose, che i trattenuti venivano schiaffeggiati, presi a calci e a pugni, coperti di sputi ed erano vittime di insulti, a volte, di natura oscena e sessuale. Sono stati privati di cibo, acqua e sonno per lunghi periodi di tempo, obbligati ad allinearsi con la faccia contro il muro e a rimanere per ore a braccia alzate e gambe divaricate. Se non riuscivano a mantenere la posizione venivano percossi soprattutto nei punti in cui erano stati feriti durante l'arresto. Sembra che alcuni fermati siano stati minacciati di morte e, nel caso delle donne, di stupro;
- a molte persone sono stati negati, in alcuni casi anche per diversi giorni, i diritti riconosciuti agli individui privati della libertà personale a livello internazionale. E' stata negata loro la possibilità di contattare immediatamente gli avvocati e, nel caso di cittadini stranieri, le autorità consolari. Non sono state fornite adeguate cure mediche, i familiari di numerosi trattenuti non sono stati informati dell'accaduto e agli arrestati stessi non sono stati letti i propri diritti.