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Chi è
votato alla morte può essere ucciso. 10 agosto 2001 Se il
contemporaneo di Platone, il pensatore cinese Sun Tzu ha
ragione, il nostro governo di centrodestra è caduto in
tutti e cinque questi errori tattici e contrastando con
metodi agghiaccianti, per la storia democratica del
nostro paese negli ultimi cinquantanni, il
conflitto sociale dei pacifisti giunti in
due-trecentomila a Genova nelle giornate del 20 e 21
luglio per opporsi al G8 riunitosi in un vertice non è
riuscito né a formulare contenuti credibili, né a far
isolare le poche migliaia di provocatori e sbandati che
hanno assediato unicamente la porzione di città dei
pacifisti e lasciato tranquilla quella dei grandi, contro
cui secondo le loro farneticanti affermazioni avrebbero
dovuto dirigere gli attacchi. E infine non è riuscito
nemmeno a soffocare un movimento di protesta che,
nonostante langoscia, non ha alcuna intenzione di
sciogliersi. La sospensione dei diritti A Genova non
é venuto a cadere solo laccordo di Schengen, ma è
vacillato tutto. Fatta eccezione per la città proibita,
asserragliata nella zona rossa, tutto il resto é
divenuto una grande riserva di caccia a disposizione di
chiunque volesse scaricare la sua rabbia contro persone
inermi, di cui la maggioranza non aveva più di 25 anni.
Immaginiamoci langoscia di tanti genitori rimasti a
casa, convinti delle ragioni dei loro figli (che sono
anche le loro), educati secondo principi democratici,
sapendoli nelle mani di soggetti senza scrupoli,
mercenari, provocatori, nazisti, sabotatori, spietati di
tutti i generi più oscuri, cosiddetti "umani". Per non dimenticare Un sole
rovente ha irradiato il 21 luglio una città angosciata
dal lutto per lassassinio di Carlo Giuliani, il
ventitreenne a cui ha sparato il giorno prima un
carabiniere ancora più piccolo di lui, rovinandosi per
sempre la vita e la carriera. Carlo era figlio di
Giuliano, ex segretario generale della Funzione Pubblica
della Cgil ligure, attuale presidente di alcune
cooperative che si occupano del reinserimento di giovani
che hanno avuto un impatto con la realtà un pò più
difficile di quello della maggior parte dei loro
coetanei. Nel corteo promosso dal Genoa social forum
vengono distribuite fascette nere da mettere al braccio
in segno di lutto. La notizia delluccisione di
Carlo ha fatto il giro del mondo gettando per sempre una
maledizione su questo G8 firmato sotto la regìa
improvvida del nostro nuovo governo. Ma quando i
manifestanti si radunano, allinterno di un corteo
che arriverà a ingrossarsi fino a trecentomila persone,
ancora non sanno che anche il sabato finirà di nuovo
tragicamente. Le "Tute nere" (le cui divise
sembrano quelle dei guerrieri Ninja) o Black Block,
termine con cui si identificano, generalizzando, un
insieme di persone non catalogabili e che forse, in
parte, appartengono a gruppi marginali, tasselli di un
mosaico di follia prodotti da questa globalizzazione
senza pietà per chi "non ce lha fa", e
in parte, più scontatamente, professionisti della
provocazione, riescono a spaccare in due il corteo dei
pacifisti ingaggiando una guerriglia con le forze
dellordine che reagiscono caricando chiunque capiti
sotto tiro. Un camper targato Venezia apre il segmento di
corteo della Fiom Cgil (metalmeccanici). Lo guida
Giuseppe Turudda che, dopo un attimo dincertezza,
cambia corsia e scortato dai dirigenti sindacali, devia
in un viale, facendo da apripista al resto dei
manifestanti, appena in tempo per scampare a lacrimogeni,
spranghe e manganelli di cui sono forniti sia gli agenti
sia i provocatori. Un gruppo di lombardi si stacca e
decide di tornare sui suoi passi, per scoprire poco dopo
che anche alla coda del corteo altri scontri stanno
impedendo alla manifestazione di giungere a Marassi (zona
stadio) dove sono state svuotate le carceri per
alloggiare corpi di agenti a difesa dei
"grandi". Il corteo dimezzato riuscirà a
raggiungere piazza Galileo Ferraris, mentre altre cariche
si susseguono nelle traverse di corso Sardegna. Dopo le
otto di sera la situazione torna praticabile. I
manifestanti rientrano, ma la tregua dura poco. A
mezzanotte carabinieri e polizia danno lassalto ai
giovani alloggiati nella scuola Diaz-Pertini. Li
picchiano a sangue per unora e mezza sotto gli
occhi dellapparato del Gsf presente alla
Diaz-Pascoli (laltra scuola prestata come sede
operativa e press center) a cui viene impedito
dintervenire. Accorrono, però, sindacalisti,
giornalisti, parlamentari (che avrebbero il diritto
dentrare dappertutto). Ma sono costretti a rimanere
in strada. Il pestaggio si è consumato in quella che é
stata chiamata "la notte cilena di Genova".
Dopo la retata, la scuola viene lasciata a porte
spalancate per invitare a entrare la stampa di tutto il
mondo, allibita che una cosa simile succeda in Italia. Ci
sono pozze e strisciate di sangue fresco sui muri
lasciate dai ragazzi pestati contro i radiatori.
Camminando sulle macerie di ciò che rimane nelle aule,
vengono ritrovati un paio di denti umani. La retata
produce sessantasei feriti, alcuni in gravi condizioni, e
cinquanta arresti. Fonte:
Mondo sociale |