G8, informazione visiva, 20 feriti,
iniziative e denunce
 
di Amedeo Vergani
(presidente dei giornalisti dell’informazione visiva dell’Alg)

31 agosto 2001

Notizie e testimonianze confermano sempre più il gravissimo attacco alla libertà e al diritto di esercizio della propria professione che i giornalisti dell’informazione visiva hanno dovuto subire per garantire a lettori e telespettatori le immagini di quanto è accaduto durante i fatti del G8 di Genova.
Fotogiornalisti e operatori tv sono stati picchiati, feriti, aggrediti, minacciati , ostacolati e molto spesso le loro attrezzature (pellicole e filmati compresi) sono state distrutte, rubate e requisite.
Secondo numerose testimonianze molte di queste violenze sono state attuate dalle varie forze di polizia che molto di frequente hanno anche impedito , usando la forza e brutali minacce, a fotogiornalisti e cameramen di svolgere il proprio lavoro.
Da più fonti è poi stato confermato che in diverse occasioni è stata rilevata la presenza di falsi fotogiornalisti muniti di pettorine gialle "press" simili a quelle che Ordine e Sindacato della Liguria avevano distribuito ai colleghi accreditati per renderli immediatamente riconoscibili da parte delle forze di polizia. E’ stato confermato anche il fatto che, in alcune circostanze, questi falsi giornalisti sono stati visti girare armati come se appartenessero alle forze dell’ordine. Per questo, valutata la situazione, molti colleghi, per evitare di essere scambiati per infiltrati, hanno dovuto rinunciare all'uso delle pettorine "press" esponendosi così ad ancora più pesanti rischi durante le cariche e i pestaggi delle varie forze di polizia.
I casi più gravi di violenze a singoli colleghi sono i seguenti:

  • Eligio Paoni, fotoreporter dell'agenzia Contrasto , brutalmente pestato e ferito gravemente alla testa ( più la frattura di una mano) dai carabinieri mentre riprendeva la scena della morte di Carlo Giuliani. I militari gli hanno anche distrutto una macchina fotografica e lo hanno costretto a consegnare la pellicola di un'altra fotocamera che era riuscito a tenere al riparo dalle manganellate e dai calci delle forze di polizia.

  • JJ. de Heer, giornalista-cameraman freelance olandese, picchiato e ferito dalla polizia che gli ha anche distrutto la videocamera . Il fatto è avvenuto, sabato 21 in Piazza Manin, mentre il collega stava documentando una carica della polizia contro un gruppo di manifestanti. Il collega ha tentato di qualificarsi esibendo il pass ufficiale del G8 e la sua tessera professionale, ma i poliziotti lo hanno egualmente aggredito e malmenato. JJ.de Heer è stato colpito, oltre che in più parti del corpo, anche in pieno viso. Gli agenti gli hanno anche fracassato l’orologio che portava al polso. L’episodio è stato denunciato dal Sindacato olandese dei giornalisti.

  • Timothy Fadek ,dell’agenzia francese Gamma, gettato a terra e ripetutamente picchiato dalle forze di polizia.

  • Pigi Cipelli, fotogiornalista freelance, ferito alla testa (cinque punti di sutura) dalla manganellata di un agente di polizia mentre ,venerdì 20 luglio, alle 12.00 in via Torino, stava fotografando una carica degli agenti. Accanto a lui un anonimo giovane munito di telecamera era stato duramente picchiato qualche attimo prima. Cipelli, a mani alzate, aveva avvertito i poliziotti di essere un giornalista. Dieci minuti prima del suo ferimento, il collega era riuscito a sottrarsi ad un assalto di dimostranti che avevano invece cercato di strappargli le macchine fotografiche.

  • Yannis Kontos, fotogiornalista greco dell'agenzia francese Gamma, preso a colpi di manganello dalla polizia ( venerdì pomeriggio) che gli ha anche sequestrato venti pellicole.

  • Roberto Bobbio, fotoreporter del Secolo XIX di Genova, picchiato da agenti della polizia nel pomeriggio di venerdì : prognosi 10 giorni.

  • Jonas Santiago Neches Nuoevos, dell’Aragon Press spagnola, malmenato , con parallelo sequestro della fotocamera, mentre venerdì pomeriggio riprendeva alcuni agenti di polizia che pestavano un ragazzo.

  • Un cameraman, probabilmente di una televisione locale, aggredito, picchiato e ferito dalla polizia mentre, venerdì pomeriggio prima delle 17, era intento ad effettuare delle riprese in una traversa di Corso Sardegna. Gli agenti, oltre alle botte, gli hanno anche sfasciato la telecamera. L’episodio ha avuto come testimoni numerosi giornalisti che hanno immediatamente reagito con proteste, profondamente stupiti anche perché in quel momento non erano in atto né scontri, né scaramucce.

  • Due fotogiornalisti francofoni, "accecati" intenzionalmente dalla polizia, con l’apposito spray in dotazione alle forze dell'ordine, mentre, nel pomeriggio di venerdì 20, stavano fotografando una scaramuccia nei pressi di Corso Buenos Aires.

  • La troupe di Independent Media Switzerland pestata dalla polizia, con
    distruzione del "girato", durante il blitz notturno al Centro stampa GSF.

  • Luciano del Castillo, fotoreporter dell'Ansa, gettato a terra e "accecato", sabato mattina, dall'acido spruzzatogli negli occhi da un poliziotto.

  • Sam Cole, della The Associated Press Television News – come ha denunciato dagli Usa il Committee to Protect Journalists (CPJ) - ferito alla testa dalle manganellate della polizia.

  • Gian Luca Fiesoli, fotoreporter freelance toscano, gettato a terra da due militari della Guardia di finanza mentre, sabato alle 16.30 in piazzale Kennedy, stava riprendendo la scena del fermo di alcuni dimostranti.

  • Sonia Fedi, cameraman di Mediaset, assalita, venerdì 20, da alcuni dimostranti che, con una "sprangata", le hanno spezzato una gamba.

  • Tito Mangiante, cameraman freelance genovese, finito con una gamba fratturata ( prognosi 60 giorni) dopo essere stato aggredito da un gruppo di Black Blocs nella mattinata di venerdì 20.

  • Jerome Delay, fotoreporter dell'Associated Press con base a Parigi, preso a colpi di spranga metallica ( due costole rotte) da dei dimostranti mentre, venerdì , fotografava nei pressi del luogo dell'uccisione di Carlo Giuliani.

  • La troupe di una televisione tedesca, attaccata e malmenata , sabato 21,da un gruppo di estremisti.

  • Guido Benvenuto, cameraman dell’emittente televisiva T3, aggredito, venerdì mattina, dalle "tute nere" e fatto cadere dalla moto sulla quale viaggiava . Ferite varie più danni alla telecamera.

  • Una troupe della televisione giapponese JTV , aggredita sabato pomeriggio da un gruppo di manifestanti che hanno anche distrutto una telecamera.

  • Mimmo Frassinetti dell'agenzia AGF, "sprangato" e derubato dell'attrezzatura ( sabato pomeriggio) da un gruppo di "tute nere". Le forze dell’ordine erano a pochi metri, hanno visto ma non si sono mosse.

Tutti questi fatti sono emersi, o hanno trovato conferma, nelle testimonianze pervenute direttamente al Gsgiv dell’Alg o ai vari organismi nazionali ed internazionali di categoria impegnati a raccogliere materiale sulle violenze subite dai giornalisti nei giorni del G8 di Genova.