Paolo Serventi Longhi: "la stampa ha fatto il suo dovere 
e pagato un prezzo pesante"


4 settembre 2001

''C'e' poco spazio per fare speculazioni: le parole e le immagini hanno raccontato quanto accaduto a Genova, nella difesa del diritto di cronaca e del diritto dei cittadini a essere informati. I giornalisti hanno fatto il loro dovere, pagando prezzi anche pesanti''. Un impegno che, secondo quanto ha dichiarato il segretario della Fnsi Paolo Serventi Longhi alla Commissione parlamentare d'indagine sul G8, ha talora dovuto fare i conti con gli agenti: ''Dalle testimonianze di diversi colleghi - ha informato Serventi Longhi- emerge che la maggior parte dei giornalisti i problemi maggiori li ha avuti nei rapporti con le forze dell'ordine. Sono stati una ventina i giornalisti feriti: 13 dalle forze di polizia e 7 da manifestanti violenti''.
Quanto al 'dossier' del questore di Genova Fioriolli, ''l'inchiesta e' su un numero limitatissimo di notizie, cinque, che sarebbero state diffuse da alcuni organi di stampa dopo aver ricevuto false informazioni'', rispetto alla gran mole di lavoro svolto nei giorni del G8. Il leader sindacale della Fnsi ha anche parlato dell'irruzione per la perquisizione alla 'Diaz', che fino alla sera prima aveva ospitato diversi operatori dell'informazione, e si e' chiesto: ''Ma che necessita' c'era di distruggere gli strumenti di comunicazione? L'intervento e' stato esagerato, fortemente penalizzante e di tipo violento: molte attrezzature sono state distrutte, tre giornalisti arrestati (Guadagnucci del 'Resto del Carlino', un collega tedesco e uno inglese), un cronista di una radio locale bolognese picchiato brutalmente, tra venti e trenta i feriti. La gravita' di alcuni episodi che hanno riguardato i giornalisti - ha aggiunto - non puo' essere taciuta''.
Serventi Longhi ha anche parlato delle pettorine gialle con la scritta Giornalisti-Press che l'Ordine e la federazione ligure della stampa, d'intesa con la Fnsi, distribui', denunciando anche al ministero dell'Interno le voci di pettorine 'clonate'. ''Ma dal Viminale non avemmo risposte, mentre il questore di Genova Colucci escluse che un tale episodio potesse essere reale - ricorda - Al contrario, vi sono testimonianze e immagini di piu' uomini armati, con la pettorina, uno dei quali impugna una pistola:
presumibilmente, agenti delle forze dell'ordine che avevano il compito di osservare e fotografare i manifestanti''. Quanto alle difficolta' di ottenere il 'pass' per un centinaio dei 4.400 giornalisti ufficialmente accreditati, cio' ''era perche' avevano un loro 'passato' rispetto a precedenti manifestazioni violente, ci e' stato spiegato informalmente. Ma nessuna risposta ufficiale ci e' stata notificata''.
Le voci su un'azione delle forze dell'ordine in una delle strutture assegnate ai manifestanti si erano diffuse il 20 luglio, molte ore prima che questa fosse poi eseguita alla Diaz. Lo hanno riferito il segreterio della Fnsi Paolo Serventi Longhi e il segretario dell'associazione della stampa ligure Marcello Zinola, al termine dell'audizione del responsabile del sindacato dei giornalisti di fronte al Comitato parlamentare di indagine sui fatti del G8. ''Si e' saputo che alcuni giornalisti che seguivano i fatti di cronaca a Genova -ha ripetuto Serventi Longhi- avevano avuto sentore che ci sarebbe stata, al termine della giornata, una perquisizione in una delle sedi dove erano ospitati i manifestanti''.
Le informazioni circolavano gia' nel tardo pomeriggio, ''tra le 18 e le 19 ma non si faceva riferimento alla Diaz''. Dell'inizio della perquisizione, ha aggiunto, ''i colleghi dell'associazione ligure e dell'ordine furono informati da alcuni giornalisti che si trovavano al centro stampa, ma ad irruzione avvenuta. Nelle ore precedenti si era diffusa una preoccupazione per quello che sarebbe poi potuto succedere. Tuttavia -ha concluso il segretario della Fnsi- non abbiamo testimonianze dirette ma solo testimonianze di giornalisti che hanno riferito informazioni raccolte''.
''I colleghi che hanno riferito questi particolari - ha spiegato Zinola - li hanno appresi da loro fonti di informazione e, ovviamente, ognuno si tiene riservate le proprie fonti''. Ci fu poi una seconda fase, quella coincisa con l'intervento di una o due volanti della polizia di fronte agli edifici delle scuole Diaz e Pertini. ''Da quel momento e' cominciata a circolare con piu' insistenza la voce di un intervento -dice- Si parlava inizialmente solo di un possibile scontro, perche' di fronte alla Diaz c'era stato un lancio di pietre contro le forse dell'ordine. A mezzanotte e dieci, mezzanotte e un quarto, e' invece arrivata la prima segnalazione che la perquisizione era gia' iniziata''. ''Lo sapemmo da Enrico Flezzer che era dentro la Diaz, al secondo piano, dove era situato il press center del Gsf. Lui stava scrivendo, indossava la pettorina ufficiale in dotazione ai giornalisti e ha poi raccontato di aver visto entrare due agenti, di essere stato colpito con una panca benche' si fosse qualificato.
Lui e il collega francese Philippe Blanchard, che e' stato uno dei primi ad entrare nella scuola a girare delle immagini, hanno riferito che loro, dall'interno del centro stampa sentivano cio' che stava accadendo ma non potevano vedere cio' che avveniva di fuori perche' -ha concluso Zinola- la facciate dell'altro edificio era illuminata dai fari dei mezzi di polizia''.

Fonte: Ansa