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Hirsi
ali tra le paure dell'Olanda
Rita Verdonk, ministro
dell´immigrazione olandese, ha
improvvisamente deciso di revocare la
cittadinanza all´attivista politica Ayaan
Hirsi Ali, per aver dichiarato a suo tempo
false generalità. Si è scatenata una
bufera: Hirsi Ali è autrice
della sceneggiatura di "Submission", un
cortometraggio in cui si denunciano le
brutalità commesse contro le donne in nome
dell´islam, che portò all´assassinio del
suo regista, Theo van Gogh, era stata
costretta a nascondersi, e tuttora non può
muovere un passo senza le sue guardie del
corpo...
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Olanda: maggioranza a pezzi per una ministra che
ha messo in discussione la cittadinanza alla ex deputata somala Hirsi
Ali
di Alberto D'Argenio
Fonte: la Repubblica
30 giugno 2006
Il governo olandese di Jan Peter
Balkenende cade per una storia di immigrazione e politica. Ieri il
premier di centro-destra ha annunciato al Parlamento che rimetterà
il proprio mandato nelle mani della regina Beatrice a seguito
dell´affaire Ayaan Hirsi Ali, la deputata olandese di origine somala
nota al pubblico per avere scritto con Theo Van Gogh la
sceneggiatura di Submission, il cortometraggio sulla vita delle
donne musulmane che nel 2004 è costato la vita al regista. Questa
volta oggetto dello scandalo non è stato il suo impegno contro
l´Islam radicale, bensì il suo passaporto. Un caso che ha indotto il
partito più piccolo della coalizione, il centrista D66, a uscire
dall´esecutivo, causandone la crisi.
Nel 1992, al suo arrivo in Olanda, Hirsi Ali aveva mentito sulle
proprie generalità per ottenere il diritto d´asilo ad Amsterdam. Una
frode ammessa tempo fa dalla stessa deputata - che si era
giustificata spiegando di avere mentito per paura di essere esposta
alla vendetta della famiglia e del marito che le era stato imposto
in Somalia, dai quali era fuggita - ma tornata alla ribalta poco
tempo fa con la denuncia di un deputato dell´opposizione populista,
che aveva spinto il ministro per l´Immigrazione Rita Verdonk a
chiedere il ritiro della cittadinanza della parlamentare.
Dopo le minacce di uscire dal governo da parte del D66, "Rita
d´acciaio" ha fatto marcia indietro, almeno sul passaporto di Hirsi
Ali, ma il gesto non ha placato le ire dei centristi, che hanno
chiesto le sue dimissioni, pena il ritiro della propria adesione
alla maggioranza di governo. Alla fine di un lungo tira e molla la
crisi si è risolta con il ritiro dei tre ministri del D66 e la
caduta della squadra di Balkenende. Con ogni probabilità oggi il
premier si recherà dalla regina per dare le dimissioni ed entro
ottobre si andrà alle elezioni anticipate, a meno che democristiani
e liberali non decidano di formare un nuovo governo, con l´appoggio
esterno di parte dell´opposizione.
Intanto Hirsi Ali ha lasciato Amsterdam e si è trasferita negli
Stati Uniti dove lavora alla promozione del suo nuovo libro «La
vergine ingabbiata», altra opera di denuncia contro l´Islam radicale
in cui racconta la sua vita segnata dall´infibulazione e dal
matrimonio combinato.
Una partenza, la sua, dovuta anche a un´altra questione che per
certi versi ha sconcertato ancor più di quella del passaporto: dopo
l´uscita di Submission e l´uccisione di Van Gogh, la donna è stata
bersagliata da minacce di morte e messa sotto protezione dalle
autorità. Ma gli insulti quotidiani urlati sotto le sue finestre e
gli agenti di polizia sempre sotto la sua abitazione in un quartiere
residenziale di Amsterdam hanno infastidito i vicini di casa. Che si
sono spinti a chiederne lo sfratto sostenendo che la sua presenza
mettesse a repentaglio la sicurezza della zona. I giudici olandesi
hanno accolto la richiesta. Risultato: l´opinione pubblica si è
spaccata e Hirsi Ali ha anticipato la decisione di lasciare
l´Olanda, per andare a vivere negli Usa.
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