![]() |
||||||||||||||
|
| |||||||||||||
Sesta edizione del
Premio per la libertà di stampa nel mondo "Città di Siena-Isf"
Vincitori due giornalisti iracheni:
Selwa Zako e William Warda

►
Motivation for the awarding of the press freedom prize
►
Motivazione del Premio
►
"Baghdad, vita da incubo. Siamo tutti
nel mirino"
intervista a William
Warda, vincitore Sesta edizione del Premio
►
Cinquantanni da
giornalista in Iraq
intervista a Salwa Zako, vincitrice Sesta edizione del Premio
►
“Non gli abbiamo chiesto noi di invaderci”
L’Iraq è nel caos. Che fare? Nel silenzio dei grandi
media sono in questi giorni in Italia due persone in grado di illuminarci. Sono
Selwa Zako e William Warda, giornalisti iracheni, protagonisti di
uno straordinario incontro con gli studenti di Scandicci, comune fiorentino.
I
vincitori precedenti del Premio
Nel 2000
Il giornalista bosniaco Zeljko Kopanja (cofondatore e attuale
direttore del settimanale Nezavisne Novine, il maggiore settimanale
indipendente di lingua serba della Bosnia-Erzegovina) e la redazione
del quotidiano curdo di Istanbul Yeni Gundem (Nuovo diario).
Nel 2001
Gideon Levy, redattore del quotidiano di opposizione israeliano
Ha'aretz, uno dei giornalisti più sensibili ai problemi e alle
sofferenze del popolo palestinese e il giornalista irlandese Martin O’
Hagan (alla memoria) redattore del Sunday World di Dublino, ucciso a
colpi di arma da fuoco davanti alla sua abitazione nella cittadina di
Lurgan il 28 settembre 2001 in un agguato poi rivendicato dal gruppo
paramilitare lealista "Difensori della mano rossa’.
Nel 2002
Bassem Eid, giornalista palestinese, fondatore e direttore esecutivo
del Palestinian Human Rights Monitor Group di Gerusalemme Est. Una
delle voci meno schierate e significative del panorama mediorientale.
Nel 2004
Aidan White, segretario generale dell’International Federation of
Journalists (il sindacato mondiale dei giornalisti).
Nel 2005
Akbar Ganji, giornalista e scrittore, in carcere dal 2000 al 2006 per
aver accusato in molti articoli alti esponenti del regime di Teheran
di essere coinvolti nell’uccisione di alcuni dissidenti negli anni
’90. Al momento della premiazione Ganji era ancora in carcere e il
premio è stato ritirato da
Mashaollah Shamselvaezin (presidente dell’Associazione Professionale
dei Giornalisti Iraniani, Teheran) e da Yousef Molaie, (avvocato del
collegio difensivo di Akbar Ganji).
|
per ulteriori informazioni e per scriverci: direttore.isf@libero.it |