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Turchia: le vittime dell'articolo 301

22 gennaio 2007

Fonte: il Manifesto 

Musa Anter, Vedat Aydin, Ugur Mumcu, Turan Dursun, Ahmet Taner Kislali, Bahriye Ucok, e ancora i 37 artisti, studenti, musicisti bruciati vivi nell'hotel di Sivas nel 1993 durante una conferenza. La lista è lunghissima. Gli intellettuali, artisti, scrittori, giornalisti, professori, avvocati, attivisti per i diritti umani ammazzati in Turchia sono migliaia. Per Amnesty International sono almeno tremila. A questi si devono aggiungere migliaia di intellettuali arrestati, torturati, feriti in agguati. Dal sociologo Ismail Besikci, all'editore Recep Marasli, dall'ex presidente dell'associazione turca per i diritti umani Akin Birdal al docente universitario Haluk Gerger.
Dal 1995 è attiva in Turchia la Initiative for Freedom of Expression, iniziativa per la libertà di espressione. Promossa dal musicista e scrittore Sanar Yurdatapan (per tanti anni in esilio) organizza iniziative di disobbedienza civile. Nel '95 ha fatto la campagna di protesta contro il processo al grande scrittore Yasar Kemal per un pezzo pubblicato su Der Spiegel. Oltre mille persone firmarono una petizione in sostegno allo scrittore e quindi si proposero come editori di un libro che raccoglieva dieci testi vietati dai tribunali turchi. Gli improvvisati editori (tra cui molti nomi famosi della cultura turca e kurda) promossero le cosiddette «code di espressione»: si misero in coda davanti all'ufficio del procuratore generale. L'azione si concluse con un processo di massa a 185 persone. Sanar Yurdatapan è stato condannato a due mesi di carcere (che ha scontato nel 2000) dal tribunale militare per aver pubblicato scritti di Osman Murat Ulke.
Più di recente sono state processate le scrittrici Elif Shafak per il suo romanzo «Baba ve pic» in cui una donna armena parla di massacro degli armeni, Perihan Magden per aver insultato le forze armate turche (aveva scritto che l'obiezione di coscienza è un diritto), Ipek Calislar per aver insultato il padre dei turchi, Mustafa Kemal Ataturk (ha raccontato l'aneddoto, provato, che vede Ataturk travestirsi da donna per sfuggire a un attentato). Ma sul banco degli imputati sono finiti anche Orhan Pamuk (anche lui per aver parlato di massacro degli armeni) e centinaia di giornalisti kurdi. Molti sono ancora in carcere. Sanar Yurdatapan aggiorna quotidianamente la lista dei casi aperti nei tribunali sotto il famigerato articolo 301, che limita la libertà di opinione ed espressione.
   
   

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