Lettera della sorella di Adnan e del fratello di Hiwa
Cari amici,
ringraziamo il Comune di Siena e Information, Safety and Freedom per
aver conferito il premio giornalistico per la libertà di stampa ad
Adnan Hassanpour e Hiwa Boutimar.
Il conferimento di questo premio arriva in un momento critico, poiché
sia la vita di Adnan che quella di Hiwa sono minacciate dalle autorità
iraniane. La settimana scorsa la Corte Suprema iraniana ha confermato
la sentenza per Adnan e prolungato la prigionia di Hiwa.
Come parenti e amici di Adnan e Hiwa, siamo grati per tutto il
supporto ricevuto dai gruppi per la protezione dei diritti umani in
Kurdistan e in Iran.
Noi vorremmo approfittare di questa occasione per chiedere di
intensificare i vostri sforzi, come esseri umani, verso la completa
demolizione dell’istituto della pena di morte in tutto il mondo.
Speriamo che il caso di Adnan e Hiwa possa diventare una punto di
inizio per questo importante passo dell’umanità.
La pena capitale non serve alla pace sul nostro pianeta; al contrario,
rende più profonde le faide, il malcontento civile e causa odio,
tenendoci lontani quando invece dovremmo perorare la causa
dell’integrazione dell’umanità in un’unica famiglia. La pena capitale
e la tortura alienano i governi dal popolo che dovrebbero
rappresentare, proteggere e del quale dovrebbero migliorare la qualità
della vita. Se queste pratiche sono radicate, le autorità possono
diventare le vittime di questi conflitti e malcontento civile, come
abbiamo visto nel caso dell’Iraq. La morte o la tortura non devono
essere la punizione per alcun crimine.
Noi vi esortiamo a sostenere i casi di Adnan e Hiwa affinché vengano
riesaminati in un tribunale che sia conforme con gli standard legali
internazionali. Nessuna confessione dovrebbe essere considerata una
prova quando viene estorta attraverso la tortura. Mentre Hiwa e Adnan
aspettano per il verdetto finale, dovrebbero poter ricevere materiale
stampato, inclusi libri e giornali, e alle loro famiglie e amici
dovrebbe essere concesso di visitarli.
Mentre esortiamo le autorità iraniane a rivedere il loro verdetto nei
confronti di Adnan e Hiwa, noi auguriamo solo una pacifica coesistenza
per i popoli che vivono in Iran, che contribuiscono a mantenere la
stabilità della regione e di quella della comunità internazionale.