Tempo fa, in un
momento di disperazione, in una lettera indirizzata ad una delle
associazioni internazionali che si occupano dei diritti umani,
scrissi:
«La
civiltà si avvia verso l´inciviltà, proprio nel momento in cui gli
uomini si dimenticano uno dell´altro».
Dimenticare un uomo significa distruggere una vita, dimenticare i
propri simili non è altro che l´inizio della negazione di tutti quei
valori per i quali ci siamo battuti e per i quali dobbiamo continuare
a lottare.
Oggi, voi colleghi italiani di Information Safety and Freedom e amici
del Comune di Siena, avete acceso in me un lume di speranza, perché
vedo che in tanta solitudine e in mezzo a tanta indifferenza, ci sono
ancora delle persone che credono in valori come dignità umana, liberta
individuale, sacralità della vita e indipendenza delle idee. Mi avete
ricordato che in questo mondo dilaniato dalle guerre, dalle
ingiustizie, e dalle dittature che sopravvivono schiacciando gli
uomini, c´è ancora chi pensa che bisogna lottare per salvare anche una
vita e di fare breccia in quel muro di silenzio che circonda questo
mondo.
Nel mio paese disgraziato, lo spettro della morte, e non solo quella
fisica, si è esteso dal nord al sud, dall´est all´ovest. Il mio popolo
ha perso la voglia di vivere ed è caduta in una depressione
collettiva. Siamo diventati tutti spettatori inermi e silenziosi di
una tragedia dalle dimensioni oceaniche. La vostra decisione di
scegliere il mio compagno di redazione, Adnan Hassanpour, e il collega
Hiwa Boutimar come destinatari del Premio internazionale per il
giornalismo “Città di Siena-Isf”, dimostra che alla fine di ogni
triste autunno e freddo inverso, c'è una primavera che prima o poi
farà sbocciare il fiore della libertà e della democrazia.
La vostra scelta di schierarvi contro la dittatura, contro
l´ingiustizia e contro chi vuole impedire che il fiore della libertà
sbocci, sicuramente contribuirà a riscaldare i cuori freddi e tristi
di un popolo che si sente abbandonato da Dio e dagli uomini, in una
terra che è stata bruciata in nome di Dio da un pugno di uomini
assetati di potere. Il vostro sostegno a due vostri colleghi
sconosciuti, accende le speranze di tutte le donne e gli uomini che
nel mio paese credono nella libertà, nella democrazia e nella dignità
dell´essere umano.
Sperando giorni
migliori.
Jalil Azadikhah
|
per ulteriori informazioni e per scriverci: direttore.isf@libero.it |