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In onda Radio Kabul
Le emittenti afghane tornano a trasmettere. Le attrezzature arrivano da Iran, Uzbekistan, Danimarca, Olanda. Mentre gli americani oltre alle bombe lanciano messaggi radio di propaganda. Gli Usa stanziano 19,5 milioni di dollari per Radio Free Afghanistan in lingua dari e pashto

di Andrea Borgnino

11 gennaio 2002

Nonostante la drammatica situazione dei mezzi di comunicazione in Afghanistan la radio continua ad essere il media più seguito e usato e sempre maggiore è la necessità di ricostruire emittenti in ogni città per non continuare a ricevere soltanto programmi ideati e prodotti a migliaia di chilometri di distanza da Kabul con intenti e contenuti molto lontani dalla cultura afghana. Dai primi giorni di bombardamenti su Kabul decine di stazioni radio di tutto il mondo hanno iniziato a produrre programmi in dari e pashto e hanno puntato le loro antenne verso questo paese.
Gli afghani ascoltando la Bbc o Voice of America si ritrovavano in modo surreale ad ascoltare i programmi prodotti dagli stessi paesi che li stanno ancora bombardando. Le emittenti radio locali, che erano sotto il rigido controllo dei talebani, sono state rapidamente distrutte per essere poi riattivate dall'Allenza del Nord con mezzi di fortuna. Con l'insediamento del governo Karzai la situazione dei media dell'Afghanistan rimane ancora drammatica e solo poche stazioni riescono a trasmettere. Nella capitale si possono ricevere i programmi di Radio Afghanistan diffusi in onde medie e in FM con un trasmettitore di fortuna e i programmi televisivi che vengono irradiati con una potenza così bassa da permette la ricezione solo nella zona centrale della città. Trasmettono a potenza ridotta anche le stazioni Balkh Radio da Mazar e Sharif e la stazione locale Farah radio che trasmette dall'omonima provincia. Secondo una ricerca dell'istituto londinese "Institute of War and Peace" condotta in Afghanistan con l'appoggio del nuovo governo solo il 20% dei media del paese (compresi giornali e riviste) è attivo e riesce ad informare la popolazione.
Vari sono però i contributi esteri per migliorare questa situazione e dotare la radio afghana e gli altri media di nuovi strumenti di lavoro. La prima iniziativa è stata intrapresa dall'emittente di stato iraniana Voice and Vision of the Islamic Republic of Iran che ha spedito a Kabul un nuovo trasmettitore radio e uno televisivo che verranno installati nelle prossime settimane. La UzTeleRadio Company della repubblica dell'Uzbekistan sta aiutando invece i tecnici di Balkh television, la stazione che trasmette nel nord del paese, a ricostruire gli studi con nuove attrezzature e nuovi generatori diesel. Dalla Danimarca arriva l'offerta del Baltic Media Center, che grazie ad un finanziamento di 234.759 Euro dell'Unione Europea, ha in programma un rilancio di Radio Afghanistan grazie ad una serie di corsi di formazione da realizzare a Kabul e alla ricostruzione degli studi e degli impianti di trasmissione che sono stati rasi al suolo dai bombardamenti americani del 7 ottobre 2001. Si chiama invece Radio Reed Flute l'iniziativa per l'Afghanistan lanciata dall'Olanda. Si tratta di un ambizioso progetto di emittente che dovrebbe coprire l'area tra Peshawar, Jalalabad e Kabul. Questa radio dovrebbe aiutare soprattutto i contatti tra i rifugiati in Pakistan e il popolo afghano. Progetti simili a questo sono già stati realizzati dallo stesso team di giornalisti e tecnici olandesi in Ungheria, Kosovo, Lesotho, Sud Africa e Romania. Una delegazione dell'emittente inglese Bbc ha raggiunto il 6 gennaio Kabul e ha incontrato Sayd Makhdum Rahin, il ministro dell'informazioni afghana, per stabilire i criteri di collaborazione e aiuto tra la radio di sua maestà e Radio Afghanistan. L'agenzia americana Usaid (Us Agency for International Development), che si occupa in questo momento di distribuire aiuti umanitari in Afghanistan, oltre alle razioni di cibo ha diffuso oltre 30.000 radio ad onde corte, soprattutto nelle zone di Herat, Taloquan, Andkhoi e Kunduz.
L'America oltre a bombardare questo martoriato paese continua anche una battaglia dell'etere fatta di propaganda e stazioni radio "grigie". Arriva infatti da Washington la notizia dell'imminente approvazione da parte del Congresso della prima trance di finanziamenti per l'apertura dell'emittente Radio Free Afghanistan. Si tratta di ben 19,5 milioni di dollari che serviranno a realizzare una radio che trasmette in dari e pashto dagli studi di Radio Free Europe di Praga e che mediante trasmettitori ad onde medie e onde corte sarà possibile ascoltare in tutto l'Afghanistan. Inoltre, non sono ancora stati interrotti i voli e le trasmissioni degli aerei EC-130 "Command Solo" che ogni giorno lanciano messaggi radio di propaganda e avvertimenti contro i talebani ricordando la taglia sulla testa di bin Laden. Gli aerei Usa trasmettono inoltre i programmi speciali di Voice of America e Radio Free Europe nei diversi dialetti afghani. Intanto, come si sa, anche l'Italia ha inviato in Afghanistan il suo emissario, Vittorio Sgarbi, che per conto del premier e proprietario di tv Berlusconi ha annunciato l'apertura di una stazione radio televisiva finanziata e supportata dal governo italiano.

Fonte: Il Manifesto   

 
 


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