11
gennaio 2002
Nonostante
la drammatica situazione dei mezzi di comunicazione in
Afghanistan la radio continua ad essere il media più seguito
e usato e sempre maggiore è la necessità di ricostruire
emittenti in ogni città per non continuare a ricevere
soltanto programmi ideati e prodotti a migliaia di chilometri
di distanza da Kabul con intenti e contenuti molto lontani
dalla cultura afghana. Dai primi giorni di bombardamenti su
Kabul decine di stazioni radio di tutto il mondo hanno
iniziato a produrre programmi in dari e pashto e hanno puntato
le loro antenne verso questo paese.
Gli afghani ascoltando la Bbc o Voice of America
si ritrovavano in modo surreale ad ascoltare i programmi
prodotti dagli stessi paesi che li stanno ancora bombardando.
Le emittenti radio locali, che erano sotto il rigido controllo
dei talebani, sono state rapidamente distrutte per essere poi
riattivate dall'Allenza del Nord con mezzi di fortuna. Con
l'insediamento del governo Karzai la situazione dei media
dell'Afghanistan rimane ancora drammatica e solo poche
stazioni riescono a trasmettere. Nella capitale si possono
ricevere i programmi di Radio Afghanistan diffusi in
onde medie e in FM con un trasmettitore di fortuna e i
programmi televisivi che vengono irradiati con una potenza così
bassa da permette la ricezione solo nella zona centrale della
città. Trasmettono a potenza ridotta anche le stazioni Balkh
Radio da Mazar e Sharif e la stazione locale Farah
radio che trasmette dall'omonima provincia. Secondo una
ricerca dell'istituto londinese "Institute of War and
Peace" condotta in Afghanistan con l'appoggio del nuovo
governo solo il 20% dei media del paese (compresi giornali e
riviste) è attivo e riesce ad informare la popolazione.
Vari sono però i contributi esteri per migliorare questa
situazione e dotare la radio afghana e gli altri media di
nuovi strumenti di lavoro. La prima iniziativa è stata
intrapresa dall'emittente di stato iraniana Voice and
Vision of the Islamic Republic of Iran che ha spedito a
Kabul un nuovo trasmettitore radio e uno televisivo che
verranno installati nelle prossime settimane. La UzTeleRadio
Company della repubblica dell'Uzbekistan sta aiutando
invece i tecnici di Balkh television, la stazione che
trasmette nel nord del paese, a ricostruire gli studi con
nuove attrezzature e nuovi generatori diesel. Dalla Danimarca
arriva l'offerta del Baltic Media Center, che grazie ad un
finanziamento di 234.759 Euro dell'Unione Europea, ha in
programma un rilancio di Radio Afghanistan grazie ad
una serie di corsi di formazione da realizzare a Kabul e alla
ricostruzione degli studi e degli impianti di trasmissione che
sono stati rasi al suolo dai bombardamenti americani del 7
ottobre 2001. Si chiama invece Radio Reed Flute
l'iniziativa per l'Afghanistan lanciata dall'Olanda. Si tratta
di un ambizioso progetto di emittente che dovrebbe coprire
l'area tra Peshawar, Jalalabad e Kabul. Questa radio dovrebbe
aiutare soprattutto i contatti tra i rifugiati in Pakistan e
il popolo afghano. Progetti simili a questo sono già stati
realizzati dallo stesso team di giornalisti e tecnici olandesi
in Ungheria, Kosovo, Lesotho, Sud Africa e Romania. Una
delegazione dell'emittente inglese Bbc ha raggiunto il
6 gennaio Kabul e ha incontrato Sayd Makhdum Rahin, il
ministro dell'informazioni afghana, per stabilire i criteri di
collaborazione e aiuto tra la radio di sua maestà e Radio
Afghanistan. L'agenzia americana Usaid (Us Agency for
International Development), che si occupa in questo momento di
distribuire aiuti umanitari in Afghanistan, oltre alle razioni
di cibo ha diffuso oltre 30.000 radio ad onde corte,
soprattutto nelle zone di Herat, Taloquan, Andkhoi e Kunduz.
L'America oltre a bombardare questo martoriato paese continua
anche una battaglia dell'etere fatta di propaganda e stazioni
radio "grigie". Arriva infatti da Washington la
notizia dell'imminente approvazione da parte del Congresso
della prima trance di finanziamenti per l'apertura
dell'emittente Radio Free Afghanistan. Si tratta di ben
19,5 milioni di dollari che serviranno a realizzare una radio
che trasmette in dari e pashto dagli studi di Radio Free
Europe di Praga e che mediante trasmettitori ad onde medie
e onde corte sarà possibile ascoltare in tutto l'Afghanistan.
Inoltre, non sono ancora stati interrotti i voli e le
trasmissioni degli aerei EC-130 "Command Solo" che
ogni giorno lanciano messaggi radio di propaganda e
avvertimenti contro i talebani ricordando la taglia sulla
testa di bin Laden. Gli aerei Usa trasmettono inoltre i
programmi speciali di Voice of America e Radio Free
Europe nei diversi dialetti afghani. Intanto, come si sa,
anche l'Italia ha inviato in Afghanistan il suo emissario,
Vittorio Sgarbi, che per conto del premier e proprietario di
tv Berlusconi ha annunciato l'apertura di una stazione radio
televisiva finanziata e supportata dal governo italiano.
Fonte: Il Manifesto
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