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15 marzo
2002
Sette
giornalisti che hanno seguito e dato notizia per i principali
media colombiani di alcune famose indagini criminali hanno
ricevuto minacce di morte e tre giorni di tempo per lasciare
il paese.
I giornalisti minacciati sono Jairo Lozano, reporter del
quotidiano; Juan Carlos Giraldo, responsabile di RCN
Televisión; Julia Navarrete, responsabile di Caracol Televisión; Jairo Naranjo, redattore di RCN
Radio; Hernando Marroquín, redattore di Caracol
Radio; Marylin López, redattore di Noticias
Uno; e José Antonio Jiménez, ex direttore di TV
Hoy.
I messaggi affermavano che i giornalisti e i loro
familiari saranno considerati "obiettivi militari"
se non abbandoneranno il paese entro 72 ore ed era firmato
“Comando Muerte". Una sigla sconosciuta ma non per
questo meno pericolosa: in Colombia le minacce di morte ai
giornalisti, da qualunque parte provengono, sono considerate
sempre attendibili.
"Numerosi giornalisti colombiani sono stati assassinati
dopo essere stati oggetto di minacce", ha dichiarato Ann
Cooper, direttrice del Committee to Protect Journalists di New
York (CPJ). "Per questo abbiamo subito scritto alle
autorità colombiane affinché facciano tutto quello che è
nelle loro possibilità per proteggere i giornalisti
minacciati e investigare sulle minacce allo scopo di scoprire
gli autori e di processarli".
In una intervista fatta dal CPJ, quattro dei sette giornalisti
minacciati hanno attribuito la paternità del fatto a una
organizzazione criminale, però si sono rifiutati di fornire
ulteriori dettagli.
"Questa è gente pericolosa", ha ribadito Giraldo,
che si occupa di cronaca giudiziaria per RCN
Televisión.
Tutti e sette i giornalisti hanno comunque seguito inchieste sul narcotraffico. La giornalista Julia Navarrete,
responsabile di Caracol
Televisión, non
solo non è nuova a tali minacce – ne aveva già ricevute
altre quattro nel passato – ma lo stato di stress a cui da
tempo è sottoposta le ha procurato il mese scorso un lieve
infarto.
Alcune ore dopo aver ricevuto la lettera di minaccia, Julia
Navarrete mentre stava dirigendosi dal suo ufficio di Bogotá
alla sua casa con un’auto della televisione e accompagnata
dall’autista, è stata a lungo seguita a corta distanza da
un altro veicolo con gli abbaglianti accesi.
I probabili aggressori sono fuggiti ad alta velocità quando
l’autista della Navarrete si è diretto precipitosamente
verso un posto di blocco della polizia
"Siamo nel panico più totale", ha in seguito detto
la Navarrete, che sta pensando di lasciare il paese almeno per
un mese.
Il programma di protezione attuato dal ministero
dell’interno ha assegnato subito una scorta armata ai
giornalisti.
Dall’inizio dell’anno in Colombia già due giornalisti,
Marco Antonio Ayala Cardenas del settimanale El
Caleño, e Orlando Sierra, editore del quotidiano La
Patria, sono stati uccisi, mentre di altri tre giornalisti
non si hanno da tempo notizie.
Nel 2001 i giornalisti uccisi nel paese furono undici. Una
cifra raccapricciante a cui si devono sommare gli undici morti
del 2000 e i sei del 1999.
Fonte: Il
Corriere della Sera
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