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Una roulette russa: testimonianza di prima mano dalla Palestina 

1 aprile 2002  

E' stata una roulette russa. Una donna inglese ora è in sala operatoria colpita in pieno, un francese ha il gomito a pezzi, quindici feriti dei quali sette lievi. 
Camminiamo all'indietro in discesa, lentamente. Il Tank ci insegue pressandoci, ogni tanto sgasa, è a quattro metri da me. Dalla finestrella appare una faccia poliedrica, di plastica, il fucile è puntato su di noi. 
Da dietro appare un'altro Tank ci tiene costantemente sotto tiro con il mitra. 
Beit Jalla lungo il colle, parte vecchia della città, è luminosa e polverosa, ferita e deserta. Siamo una quarantina tra attivisti e pacifisti, tutti europei più quattro americani. Neanche due minuti dall'incontro del Tank. Davanti siamo due o tre italiani, qualche francese e dei belgi. 
Stradina strettissima e chiusa. Il Tank inizia a sparare sui muri e davanti hai nostri piedi. Non ho il tempo di avere paura. Qualcuno dietro arretra correndo, non capisco la gravità, tra la polvere ed 
il dolore ai timpani non capisco che qualcuno si sta ferendo, sono sotto un carro armato e guardo la faccia di quell'uomo con il corpo d'acciaio. La prima fila continua a non girare le spalle e resistere. 
La Rai scappa. Un altra troupe finisce in un angolo, dal Tank scarrellano un mitra e glielo scaricano tra i piedi. Vedo la giornalista immobile dalla paura. Il cameraman rimane ferito. 
Riescono a salire sul loro pulmino con la scritta BBC. I carri armati avanzano, sparano, noi continuiamo a rimanere lì, io continuo a non capire. Vedo una donna cadere, penso velocemente che sia svenuta 
dalla paura. Polvere, le schegge mi sfiorano la faccia. Non mi rendo ancora conto, propongo una tarantella li davanti, il sorriso è la vittoria della resistenza... che idiota. 
Ora sono riusciti a eliminare i giornalisti, pochissime anche le nostre videocamere davanti, quasi niente. Hanno sparato con il mitra almeno sessanta volte durante i quindici minuti per fare la discesa. 
Non so perché non siamo scappati subito. Tanti i dettagli e le luci che mi confondono. Arrivati alla fine con il Tank lontano, capisco, mi dicono dei feriti. E' stata come una roulette russa. Non avevo mai 
visto sparare contro persone con le mani alzate, in una città deserta piena di rovine. 
E' stata una roulette russa. Una donna inglese ora è in sala operatoria colpita in pieno, un francese ha il 
gomito a pezzi, quindici feriti dei quali sette lievi. Una roulette russa.

Fonte: Indymedia

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