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Operazione "Enduring Freedom"
Tra libertà di informazione, censura di guerra e autocensura

G8 a Genova: I fatti di luglio
In collaborazione con:
Federazione nazionale della stampa e Associazione stampa ligure


 

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Il nuovo degrado della libertà di stampa in Russia

11 aprile 2002  

Settimana dopo settimana i fatti stanno dimostrando che le rassicurazioni del potere russo sullo stato della libertà di informazione nel paese sono regolarmente smentite.
Le uccisioni di giornalisti nel 2002 e l’accanimento giudiziario vero i media stanno spingendo chiaramente verso l’autocensura.
Il 30 marzo una inchiesta giudiziaria è stata aperta nei confronti di Igor Zotov, redattore capo del quotidiano Nezavissimaia Gazeta, di proprietà dell’uomo di affari Boris Berezovski. Zotov è accusato di aver fatto pubblicare un articolo “diffamatorio” nei confronti di un giudice di Mosca. La redazione del giornale ha dichiarato che questa ennesima accusa fa parte di un piano orchestrato dal Cremlino per fare tacere il giornale. Il presidente della Fondazione per la difesa dei diritti dei media, Alexei Simonov, ha detto che l’azione contro Nezavissimaia Gazeta mostra che “le autorità continuano a purgare il settore dell’informazione” e che “questa decisione è volta a ricordare a tutti i giornalisti russi che occorre ben riflettere prima di scrivere ciò di cui si è a conoscenza”.
In febbraio, il settimanale Novaya Gazeta è stata condannato a pagare 30 milioni di rubli (pari a 1,1 milioni di euro) di danni e interessi per diffamazione dopo aver pubblicato un articolo che accusava un responsabile locale di corruzione.
A tutto ciò va aggiunto, purtroppo, che la recrudescenza di morti e violenze nei confronti dei giornalisti avvenuta nel 2001, sta continuando anche quest’anno.
Il 31 marzo, Valéri Batouv, giornalista del settimanale Moskovskie Novosti, specializzato in inchieste sulla Cecenia, è stato assassinato a Mosca.
L’8 marzo, Natalia Skryl, giornalista della sezione economica di Nashe Vremia è stata uccisa a Taganrog(nel sud est del paese). Vera Ioujaskaia, caporedattrice di Nashe Vremia, ha dichiarato che la morte è da attribuire alle inchieste che la Skryl aveva avviato sulle attività delle grandi aziende nella regione.
L’11 marzo, Serguei Solovkin, corrispondente per il settimanale Novaya Gazeta, e sua moglie, sono stati fatti oggetto di un tentativo di omicidio. Solovkin aveva recentemente pubblicato delle inchieste sulla corruzione nella regione di Krasnodar.
Da ricordare, infine, che il giornalista Grigory Pasko è di nuovo agli arresti, a seguito della nuova condanna, pronunciata nel dicembre 2001, dal tribunale militare di Vladivostok.

Pasko, giornalista di Boevaya Vakhta, quotidiano della marina militare, era già stato imprigionato il 20 novembre 1997 ed era rimasto in detenzione quasi venti mesi con l’accusa di aver “raccolto dei segreti di Stato al fine di trasmetterli a delle organizzazioni straniere”. Pasko, a quei tempi corrispondente a bordo della petroliera russa TNT 27, aveva filmato delle scene che mostravano lo scarico di materiale radioattivo nel mar del Giappone. Tali immagini, diffuse dalla televisione giapponese NHK, senza l’accordo con il giornalista, avevano suscitato grandi reazioni in Giappone. Pasko aveva anche scritto articoli sull’inquinamento causato dal quasi abbandono dei sottomarini nucleari russi e sulle responsabilità dei servizi segreti della marina militare russa relative a un traffico di materiale nucleare.
 


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