PALESTINA: Chiusi gli uffici del Centro di informazione alternativa (AIC) a Betlemme  

02.04.02 - L’AIC è stata costretto a chiudere i suoi uffici a Betlemme. L’ufficio, situato nella centrale area di Bab-el-Zqaq, era un luogo considerato sicuro per lo staff di AIC e per i suoi visitatori. I membri dello staff dell'ufficio di Betlemme continueranno a lavorare dalle loro case con i colleghi dell’ufficio di Gerusalemme, comunque ridotto per l’arresto del co-direttore Sergio Yanhi che si è rifiutato di servire nell’esercito israeliano


 

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I macellai dell'informazione

14 aprile 2002  

La notizia del massacro a Jenin è sulle prime pagine dei giornali. 
Le persone che riescono a fuggire dalla città o che riescono a contattare le organizzazioni per i diritti umani, raccontano storie raccapriccianti di esecuzioni sommarie, fosse comuni, cecchini che sparano sui civili, morti lasciati per giorni sulla strada. 
Nessuno però può verificare tutto ciò. 
Ai giornalisti che tentano di entrare nel campo profughi vengono puntati addosso i mitragliatori dell'esercito israeliano. 
Ma allora come si fa a sapere quanto siano attendibili le cosidette "fonti palestinesi"? 
Ieri pomeriggio una ragazza kamikaze si è fatta scoppiare al mercato della Jaffa Road, in pieno centro di Gerusalemme. 
La scena che ci si presenta è tremenda, e qui le fonti siamo noi stessi. 
I giornalisti arrivano a flotte, basta mostrare l'accredito, ai controlli non guardano neppure la foto e si passa. Il massacro viene giustamente documentato. Viene da chiedersi però che rispetto si ha per questi morti quando si aprono i sacchetti di naylon per permettere a una telecamera di inquadrare le budella delle vittime. Ingenuamente pensavamo che l'esplosione avesse coinvolto una macelleria. 
Le transenne che bloccano i giornalisti sono a pochi metri dai corpi, puoi quasi toccare i "resti" delle persone. I cadaveri sono coperti uno ad uno con della plastica nera,a un certo punto il personale di soccorso si schiera per la foto di gruppo. E viene da chiedersi che rispetto ci sia per i vivi che appena al di là della zona riservata alla stampa piangono i loro morti. 
Sharon ha vinto anche la propria guerra mediatica contro i palestinesi, contro i propri cittadini, contro la libera informazione, basilare per ogni democrazia. 

Testimonianza di Francesca e Giovanni (Apg XXIII) 

[Martedì 9 aprile, don Oreste Benzi e un gruppo di volontari della comunità Papa Giovanni XXIII, assieme a un membro dell'associazione PeaceLink, hanno deciso di recarsi in Palestina e in Israele per testimoniare un impegno di Pace, contattando le organizzazioni impegnate per la risoluzione del conflitto e rimanendo vicino alle vittime del conflitto in medio oriente. 
Per contattare la delegazione dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e' possibile chiamare direttamente il numero 0097267257053, oppure utilizzare questi altri recapiti telefonici: 0541751498 - 3478448791 - 3280542028]


Per ulteriori informazioni e per scriverci: isf@fol.it