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14 aprile 2002
La
notizia del massacro a Jenin è sulle prime pagine dei
giornali.
Le persone che riescono a fuggire dalla città o che riescono
a contattare le organizzazioni per i diritti umani, raccontano
storie raccapriccianti di esecuzioni sommarie, fosse comuni,
cecchini che sparano sui civili, morti lasciati per giorni
sulla strada.
Nessuno però può verificare tutto ciò.
Ai giornalisti che tentano di entrare nel campo profughi
vengono puntati addosso i mitragliatori dell'esercito
israeliano.
Ma allora come si fa a sapere quanto siano attendibili le
cosidette "fonti palestinesi"?
Ieri pomeriggio una ragazza kamikaze si è fatta scoppiare al
mercato della Jaffa Road, in pieno centro di
Gerusalemme.
La scena che ci si presenta è tremenda, e qui le fonti siamo
noi stessi.
I giornalisti arrivano a flotte, basta mostrare l'accredito,
ai controlli non guardano neppure la foto e si passa. Il
massacro viene giustamente documentato. Viene da chiedersi però
che rispetto si ha per questi morti quando si aprono i
sacchetti di naylon per permettere a una telecamera di
inquadrare le budella delle vittime. Ingenuamente pensavamo
che l'esplosione avesse coinvolto una macelleria.
Le transenne che bloccano i giornalisti sono a pochi metri dai
corpi, puoi quasi toccare i "resti" delle persone. I
cadaveri sono coperti uno ad uno con della plastica nera,a un
certo punto il personale di soccorso si schiera per la foto di
gruppo. E viene da chiedersi che rispetto ci sia per i vivi
che appena al di là della zona riservata alla stampa piangono
i loro morti.
Sharon ha vinto anche la propria guerra mediatica contro i
palestinesi, contro i propri cittadini, contro la libera
informazione, basilare per ogni democrazia.
Testimonianza di Francesca e
Giovanni (Apg XXIII)
[Martedì 9 aprile, don Oreste
Benzi e un gruppo di volontari della comunità Papa Giovanni
XXIII, assieme a un membro dell'associazione PeaceLink, hanno
deciso di recarsi in Palestina e in Israele per testimoniare
un impegno di Pace, contattando le organizzazioni impegnate
per la risoluzione del conflitto e rimanendo vicino alle
vittime del conflitto in medio oriente.
Per contattare la delegazione dell'Associazione Comunità Papa
Giovanni XXIII e' possibile chiamare direttamente il numero
0097267257053, oppure utilizzare questi altri recapiti
telefonici: 0541751498 - 3478448791 - 3280542028]
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