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20 aprile 2002
"I
recenti sviluppi in Francia e in Italia, paesi in cui reti
pubbliche e private di primo piano si battono per
l'indipendenza redazionale, mettono l'accento su una crisi
crescente dei giornalisti audiovisivi" hanno oggi
dichiarato la Federazione internazionale dei giornalisti (IFJ)
e il suo gruppo regionale, la Federazione europea dei
giornalisti (EFJ).
"Il mondo degli affari e la poltica esercitano una enorme
pressione sulle forze vive del giornalismo indipendente"
ha dichiarato Aidan White, segretario dell'IFJ e della EFJ
"e i dirigenti europei devono prendere le loro
responsabilità per proteggere i giornalisti dalle influenze
nefaste".
I dirigenti della EFJ si riuniranno a Bruxelles a fine
settimana per discutere, tra l'altro, del conflitto di
interessi del primo ministro italiano Silvio Berlusconi.
"E' urgente che tale conflitto di interessi sia risolto
perché - ha dichiarato White - è inconcepibile che chi
dirige un paese controlli egualmente la maggior parte
dell'informazione televisiva. Questo conflitto è una minaccia
costante nei confronti dell'indipendenza redazionale e per la
democrazia di un paese".
Allo stesso tempo, anche in Francia è scoppiata una
"battaglia" sul futuro di Canal+.
La pay tv che si è distinta per la trasmissione satirica "Les
guignols de l'info" ha visto la propria redazione sottoposta pesantemente
all'influenza dei grandi gruppi finanziari. Sotto la pressione
di Jean-Marie Messier, magnate dei media e dirigente di Vivendi
Universal, il consiglio di amministrazione di Canal+ ha
liquidato il direttore Pierre Lescure. Le motivazioni
finanziarie addotte sono chiaramente state prese a pretesto
per tale azione che riguarda invece il professionismo e
l'indipendenza della testata.
Il caso è sotto discussione del Conseil Supérieur de l'Audiovisuel
e quasi sicuramente Canal+ sarà sottoposto a sanzioni se
fossero riscontrate irregolarità nelle procedure che hanno
portato al licenziamento di Lescure.
"Esiste un timore ben fondato che gli interessi economici
tentino di mettere un freno all'indipendenza di questa catena
televisiva", ha dichiarato sempre White. "Stiamo al
momento esaminando, con i nostyri membri francesi, tutte le
conseguenze di tali atti".
Ma anche in Spagna le cose non vanno meglio. Pesanti minacce
stanno aleggiando sopra l'indipendenza redazionale in
Catalogna, dove l'interferenza politica sulle radio e
televisioni pubbliche sta crescendo man mano che si avvicinano
le prossime elezioni. I recenti cambi in seno alla direzione
di TV3 e di Catalunya
Radio, e i grossolani
tentativi di interferenza da parte del partito nazionalista al
potere, sono comparabili con quelli che stanno vivendo Francia
e Italia.
La FIJ e la FEJ si
appellano alla Commissione europea perché quest'ultima esca
dal suo riserbo sulla situazione italiana e svolga un'azione
ad ampio spettro su tutto ciò che attiene alla libertà e
indipendenza delle redazioni.
"Il silenzio della Commissione su quel che sta accadendo
in Italia e sui recenti avvenimenti francesi e spagnoli,
sollevano gravi timori che si sia instaurato anche nella
Commisione un clima benevolo verso gli attacchi
all'indipendenza delle varie testate giornalistiche", ha
dichiarato la IFJ.
Ricordiamo che la IFJ
rappresenta più di mezzo milione di giornalisti in 100 paesi
del mondo
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