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di Bernie
Sanders
28 giugno 2002
Uno
dei nostri segreti meglio conservati è il livello con il
quale un pugno di corporation controlla l'intero flusso
di informazioni negli Stati uniti. Che si tratti di
televisione, radio, quotidiani, magazine, libri o internet,
poche gigantesce conglomerate determinano ciò che vediamo,
sentiamo e leggiamo. E la situazione è in via di
peggioramento, come risultato degli sforzi di radicale deregulation
intrapresi dall'amministrazione Bush, e di un paio di orribili
sentenze di tribunale. La televisione è il mezzo attraverso
il quale la maggior parte degli americani apprende le «notizie».
Senza eccezione, tutti i principali network sono nelle mani di
aziende gigantesche e dei loro enormi conflitti d'interesse.
Fox News Channel è posseduto da Rupert Murdoch, un
australiano di destra che già possiede una significativa
porzione dei media mondiali. Il suo network ha stretti legami
con il partito repubblicano. Tra i suoi «corretti ed
equilibrati» commentatori c'è Newt Gingrich (l'ex leader
parlamentare dei repubblicani, leggendariamente di destra). La
Nbc è di proprietà della General Electric, una delle più
grandi corporation del mondo - e vanta una delle più radicate
tradizioni di attività antisindacale. General Electric, uno
dei principali donatori elettorali del partito repubblicano,
ha sostanziali interessi finanziari nell'industria delle armi,
nella finanza, nell'energia nucleare e in molti altri settori.
L'ex amministratore delegato Jack Welch è stato uno degli
alfieri delle operazioni di chiusura delle fabbriche americane
e del loro spostamento in paesi con bassi salari, come Cina e
Messico. La Abc è di proprietà della Disney Corp., che
produce giocattoli e altri oggetti fabbricandoli in paesi in
via di sviluppo e pagando salari atroci ai propri lavoratori,
in altrettanto atroci condizioni di lavoro. Il proprietario
della Cbs è Viacom, un altro gigante dei media che possiede
fra l'altro Mtv, Showtime, Nickelodeon, Vh1, Tnn, Cmt, 39
stazioni televisive, 184 stazioni radio, la Paramount Pictures
e la Blockbuster Inc.
Il problema essenziale con la televisione non è solo la
parzialità verso destra nelle news e nella programmazione, o
la trasformazione degli avvenimenti politici o di governo in
intrattenimento e sensazionalismo. E non è soltanto il
costante bombardamento della pubblicità, gran parte della
quale diretta ai bambini. Il problema è che gli argomenti più
importanti per la middle-class e i lavoratori degli Stati
uniti sono discussi raramente. L'americano medio non vede la
propria realtà riflessa sullo schermo televisivo.
Gli Stati uniti sono l'unica nazione industrializzata sulla
Terra a non avere l'assistenza sanitaria pubblica. Nonostante
41 milioni di persone negli Usa non abbiano assicurazioni
sanitarie e altri milioni e milioni siano sotto-assicurati, la
nostra spesa sanitaria pro capite è più alta di ogni altri
paese. E la ragione non potrebbe essere che alla televisione,
tra uno spot farmaceutico e l'altro, non esiste alcun
programma in cui si discute di come ottenere assistenza
sanitaria per tutti a un costo più basso di quello che
sosteniamo?
Nonostante il boom economico degli anni Novanta, il lavoratore
medio americano lavora con orari più lunghi e per salari
minori che trent'anni fa, e abbiamo già perso milioni di
posti di lavoro manifatturiero decentemente pagati. Ci sono
programmi televisivi che raccontano il nostro deficit
commerciale di 360 miliardi di dollari, o gli effetti della
nostra disastrosa politica commerciale sulla depressione dei
salari nel paese? E già che siamo in argomento economico, a
parità di impegno i lavoratori sindacalizzati guadagnano
mediamente il 30 per cento in più dei non iscritti al
sindacato. Esistono un sacco di programmi televisivi su come
diventare ricchi investendo nel mercato azionario, ma ne avete
mai visto uno su come formare un sindacato?
Gli Stati uniti hanno la più ineguale distribuzione della
ricchezza di tutto il mondo industrializzato, e la più alta
percentuale di povertà infantile. Parecchia televisione
promuove la grettezza e l'egoismo, ma quanti programmi parlano
della «giustizia» del fatto che l'uno per cento più ricco
del paese possiede più ricchezza che il 95 per cento più
povero? O che l'amministratore delegato di una grande corporation
guadagna 500 volte di più di uno dei suoi impiegati?
Se la televisione ignora largamente la realtà della vita
della maggioranza degli americani, la radio delle corporation
è invece del tutto esplicita nel suo squilibrio a destra. In
un paese che ha assegnato qualche milione di voti in più a Al
Gore e Ralph Nader di quanti ne abbiano preesi George W. Bush
e Pat Buchanan, ci sono dozzine di talk show di destra. Rush
Limbaugh, G. Gordon Liddy, Bob Grant, Sean Hannity, Alan Keyes,
Armstrong Williams, Howie Carr, Oliver North, Michael Savage,
Michael Reagan, Pat Robertson, Laura Schlessinger - queste
sono solo alcune delle voci che giorno dopo giorno portano il
rullo dei tamburi della destra fino nel cuore stesso del
paese. Con una prospettiva di sinistra, invece, c'è... beh,
non c'è niente. Il partito repubblicano, i proprietari delle
corporation e gli inserzionisti pubblicitari hanno il proprio
punto di vista ben rappresentato alla radio. Sfortunatamente,
al resto d'America non resta praticamente niente. Per quanto
l'attuale situazione dei media sia brutta, è probabilmente
destinata a peggiorare a causa di una recente sentenza della
corte d'appello del District of Columbia (lo stato della
capitale federale, Washington). che ha risposto a una causa
legale di Fox, Aol Time Warner, Nbc e Viacom. Questa sentenza
demolisce un regolamento federale che limita le aziende nel
possesso di stazioni televisive e stazioni via cavo nello
stesso mercato locale. La corte d'appello ha anche ordinato
che la Commissione federale per le comunicazioni spieghi
oppure riscriva la norma federale che impedisce a qualsiasi
compagnia di controllare stazioni televisive in grado di
raggiungere più del 35 per cento delle case americane.
La questione di fondo è che sempre meno aziende gigantesche
controllano virtualmente ogni cosa che gli americani vedono,
sentono e leggono. E questo è un argomento che il Congresso
non può più ignorare.
Bernie Sanders è l'unico parlamentare socialista del
Congresso americano (la definizione è sua: eletto nel
Vermont, formalmente è un indipendente)
Fonte: Il Manifesto
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