"Leggermente fuori fuoco", il diario-romanzo di Robert Capa sulla sua partecipazione, come fotoreporter di guerra, alla Seconda guerra mondiale. Con stile accattivante e ironico, Capa ci racconta delle sue peripezie di viaggio, gli incontri fatti, l'atmosfera di quegli anni cruciali: l'Europa, l'Africa, la campagna d'Italia, lo sbarco in Normandia, la liberazione della Francia...
Un diario particolare, scritto come una sceneggiatura, ricco di colpi di scena, di storie d'amore, di personaggi intensi (tra cui l'amico Hemingway) e a volte esilaranti, di esperienze forti e drammatiche.
Su tutto si impone lo stile asciutto e scansonato di Capa, la sua capacitˆ di raccontare storie e di "amare la gente e farglielo sapere".

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Leggermente fuori fuoco 



Per la prima volta in italiano, Leggermente fuori fuoco è l'edizione aggiornata dell'ormai leggendario Slightly out of focus, pubblicato da Capa nel 1947: il libro che affianca al racconto autobiografico le più belle foto dell'autore durante la Seconda guerra mondiale in Nord Africa e in Europa. Capa è sempre in prima linea: in Sicilia, durante la liberazione di Napoli, ad Anzio, durante lo sbarco in Normandia, a Parigi e, infine, tra i primi paracadutati oltre il Reno nell'offensiva finale. Alcune di queste foto sono già nel nostro immaginario collettivo: come quella del contadino siciliano che indica le postazioni tedesche a un soldato americano alto il doppio di lui.
Nelle foto di Capa c'è sempre un equilibrio pieno: colgono un attimo sospeso in cui un fatto minuto, particolarissimo, uno sguardo, un gesto, sono attraversati dalla guerra. «Se le tue foto non sono abbastanza buone, vuol dire che non sei abbastanza vicino» soleva ripetere Capa.
Ma Leggermente fuori fuoco è anche un romanzo autobiografico irresistibile.
È uno squarcio insuperabile della vita dei corrispondenti di guerra, del rapporto tra guerra e morte e informazione. Il libro è attraversato da personaggi quali Steinbeck, John Hersey, William Saroyan, Ernie Pyle, e, su tutti, «papà» Hemingway che, in una Parigi appena liberata, aveva già occupato da solo il Ritz.
Capa è in tutti i principali episodi della guerra in Europa tra le primissime truppe da sbarco, ma non vi è mai retorica o esaltazione del conflitto, nemmeno durante l'epopea di Normandia. «La guerra è noiosa e poco spettacolare», e a noi rimangono impresse le immagini della corsa verso il fitto fuoco tedesco e delle migliaia di corpi galleggianti in acqua. Unico giornalista sulla spiaggia di Omaha Beach, dopo aver scattato 4 rullini, sviene e passa la notte successiva a darsi del vigliacco. Ma c'è sempre un momento in cui Capa smette di fare foto e si mette a sollevare lettighe o a soccorrere i feriti.
L'adesione ai fatti è sempre in nome di un «noi» generico, internazionale, umano contro il fascismo: il fotografo di guerra non può essere distaccato da ciò che immortala.
(Alessandro Leogrande)

Fonte: Le Monde Diplomatique 

Formato:16,5x20.
304 pagine - 80 fotografie
Prezzo al pubblico: 30,00 euro
Con un'introduzione di Richard Whelan

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