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DOSSIER 


Operazione "Enduring Freedom"

Tra libertà di informazione, censura di guerra e autocensura
(ottobre 2001 - gennaio 2002)

 

Usa, la guerra comincia in tv
Video del terrore sulla Cnn, laboratori di gas sulla Abc, Saddam come Hitler sulla Fox...

22 agosto 2002

L'ora della battaglia mediatica è suonata. I cattivi sono molto più cattivi se visti in tv, gli «esperti» rivelano sui giornali vagonate di informazioni terrificanti, raffiche di interviste vengono esplose da fogli e network con l'elmetto. Dall'altra parte, firme autorevoli emettono pareri sulla prudenza nell'intraprendere una guerra (non la negano, ma tirano i freni), e prestigiosi settimanali rispolverano come nuove storie di fosse comuni in Afghanistan (sorvolando un tantino sul coinvolgimento americano). Non c'è contraddizione. L'amministrazione americana è divisa sull'opportunità della guerra, il patriottismo post-attentati come cemento non basta più. E la stampa rappresenta, tra l'altro queste divisioni. Lo scoop della Cnn è il più clamoroso: ieri la madre di tutte le reti ha diffuso la seconda puntata dei video di Bin Laden. La serie è stata chiamata Terror on tape, terrore su nastro. Sono 64 vidocassette che uno degli inviati afghani della rete di Atlanta, Nic Robertson, ha trasmesso ad Atlanta dopo un terrorizzante viaggio di 17 ore in automobile, da una città non identificata fino all'ufficio Cnn di Kabul. La rete di Atlanta ne trasmetterà uno al giorno, con parsimonia - e con un effetto moltiplicatore dell'odio contro i «terroristi». La visione dei filmati è costosa: nella versione Internet, si va da 4 dollari e 95 per un solo filmato a un comodo abbonamento per 9,95 al mese, carta di credito alla mano. La prima puntata, con un cane che si contorceva, abbattuto da qualcosa di invisibile (gas sarin? un veleno?) ha registrato sdegno mondiale, nella seconda, ieri, Osama dichiarava la jihad contro gli Stati uniti - la data è il 28 maggio 1998.
Ma la Cnn non è sola. Ieri la Abc, un altro dei grandi network americani, ha rivelato che un gruppo di terroristi di Al Qaeda sta conducendo esperimenti con armi batteriologiche in una piccola struttura nel nord dell'Iraq, non controllata da Saddam, insieme a un gruppo radicale kurdo chiamato Ansar al Islam. Le fonti? «Intelligence americana», servizi segreti. La sostanza sperimentata sarebbe il ricino, o meglio la ricina, una sostanza tossica derivata dai semi del ricino. Il Pentagono, ha aggiunto la Abc, sta valutando la possibilità di un'azione militare, ma Bush avrebbe - benevolo - fermato l'attacco.
Sulla Fox Tv, ieri, intervista al ministro della difesa americano Donald Rumsfeld: «Prima della seconda guerra mondiale alcuni paesi affermavano: non abbiamo prove. Ma il Mein Kampf era già scritto, Hitler aveva annunciato le sue intenzioni e milioni di persone sono morte». Saddam come Hitler.
Anche la carta stampata si mobilita. Il Washington Times, quotidiano della capitale con ottime fonti nei servizi segreti americani, ha scritto che in un edificio nella città di Taji, nel nord-est iracheno, Saddam sta sperimentando armi di distruzione di massa. Ieri il governo iracheno ha invitato i giornalisti a un sopralluogo nella cittadina: «Questo edificio è una fabbrica di latte in polvere e zucchero», ha detto il potravoce governativo. Qualche anno fa, Clinton bombardò in Sudan quella che si rivelò essere una fabbrica di medicinali che lavorava anche per l'Onu.
Sull'altro fronte, ai Vip repubblicani che hanno scritto articoli invitando alla prudenza (come Brent Scowcroft e persino Kissinger) si è aggiunto un democratico, Zbigniew Brzezinski, ex consigliere per la sicurezza nazionale di Carter, che sul Washington Post ha scritto che gli Usa «potrebbero essere costretti ad attaccare», naturalmente, ma «dovranno essere legittimati da prove certe».


Fonte: Il Manifesto 

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