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Francia: si spegne France soir
Lo storico quotidiano parigino ha perduto negli ultimi anni migliaia di copie e decine di giornalisti. Per risparmiare, addio ai reportages: «Bastano le agenzie»

15 settembre 2002


Rien ne va plus tra la redazione del quotidiano parigino France Soir e l'editore italiano che lo ha comprato nel dicembre 2000, la Poligrafici Editoriale del gruppo Monti Riffeser. Ieri, mentre a Bologna si svolgeva un consiglio di amministrazione della Poligrafici, a Parigi il direttore editoriale, Giovanni Serafini (ex corrispondente del gruppo in Francia), ha annunciato il licenziamento in tronco di Jean François Kervéan, presidente della Società dei giornalisti (una struttura interna, a carattere elettivo, che si occupa di deontologia professionale), per il semplice motivo che aveva fatto troppe dichiarazioni critiche alla stampa sulla gestione di France Soir da parte del gruppo Monti Riffeser. Una decisione definita dalla redazione «indegna e costernante», e che ha rilanciato lo sciopero in corso (è durato cinque giorni e stava per finire). A Bologna hanno ribadito le richieste fatte ai parigini: tagliare le perdite mensili, cioè i costi, del 40% per sopravvivere. Un anno fa, c'era già stata una ristrutturazione, che aveva portato alla diminuzione di 56 persone nella fattura del giornale. France Soir, che un tempo era stato il primo quotidiano di Francia con più di un milione di copie vendute e ora è sotto le 100mila, viene fatto solo con una cinquantina di giornalisti. Adesso la Poligrafici propore di mettere alla porta i 22 precari che lavorano a France Soir. E' questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso, dopo che le note-spese non erano più rimborsate e gli investimenti ridotti. Dopo un primo giorno di sciopero giovedì scorso, da martedì France Soir non è più in edicola e ieri l'assemblea del giornale ha votato il proseguimento della protesta.
Le critiche alla gestione degli «italiani» sono molte. «Martedì scorso ci hanno annunciato un piano drastico di economie - spiega una giornalista del servizio economico - per ridurre le perdite del 40%. Ma la direzione non ci ha detto che cosa ciò significhi nei dettagli. Avevamo già avuto una prima ristrutturazione proprio un anno fa, nel settembre 2001. Poi si sono succedute delle nuove edizioni, l'ultima delle quali è stato un settimanale su Parigi lanciato prima dell'estate e poi subito chiuso. La direzione non ha mai presentato dei piani di rilancio. Il giornale è lasciato morire a fuoco lento». L'idea della direzione sembra essere quella di ridurre France Soir all'edizione parigina e di realizzarla con il minor numero possibile di persone, sia in redazione che in tipografia. Difatti, il giornale ha già rinunciato a due tipografie in provincia (Nantes e Nancy). La Poligrafici Editoriale, campione delle «sinergie» in patria, voleva esportare anche in Francia questo metodo. «Più volte - aggiunge la giornalista - ci hanno presentato questo programma di sinergie. I nostri articoli sarebbero stati pubblicati chissà dove, senza che noi ne sapessimo nulla e senza pagarli, naturalmente. Abbiamo rifiutato». Il clima è ormai di «esaperazione». «Cambiano strategia ad ogni momento - dice una sindacalista - non abbiamo nessuna fiducia in questa proprietà».
«Ci chiedono di lavorare sulle agenzie stampa - si lamenta un redattore - bisogna lottare per fare un reportage». Secondo un sindacalista, i troppi cambiamenti ravvicinati di grafica hanno confuso i lettori, che non si ritrovano più. «Grazie a noi hanno firmato con Metro (un quotidiano gratuito che viene stampato nelle tipografie di France Soir), hanno recuperato la Régie Print, la società pubblicitaria, ma adesso vogliono uccidere France Soir», afferma un altro giornalista. Sembra che anche la società pubblicitaria sia nel mirino degli amministratori, preoccupati del milione di euro persi al mese, già 46 milioni bruciati dal dicembre 2000.


fonte: Il Manifesto

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