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BACKGROUND


Kazachstan: brutale aggressione a giornalista indipendente


Agosto 2002 - Sergei Duvanov, giornalista indipendente di Almata, è stato sottoposto a un durissimo pestaggio. Testimoni che hanno potuto visitare Duvanov in ospedale riferiscono che il suo viso era coperto dal sangue, la sua guancia era gonfia ed un gran rettangolo con una croce all'interno era stato inciso sul suo ventre, apparentemente una specie di simbolo. Gli aggressori lo avevano picchiato con randelli di gomma. Quello subìto da Dunavov è solo l'ultimo degli attacchi contro gli attivisti d'opposizione ed i giornalisti in Kazachstan. L'International League for Human Rights (un'organizzazione non governativa accreditata presso le Nazioni Unite), in una lettera inviata a presidente kazazo Nursultan Nazarbaev, ha denunciato che il brutale attacco di cui è stato vittima Duvanov sia stato compiuto per ritorsione dalle sue aperte critiche a funzionari di alto livello del paese incluso lo stesso presidente. Recentemente Duvanov era stato accusato di "insulto all'onore e alla dignità del presidente" per aver pubblicato un articolo nel quale venivano resi noti presunti conti bancari segreti del presidente e della sua famiglia. Se condannato, Duvanov rischia peraltro fino a tre anni di detenzione.

KAZAKHSTAN: UN'INCHIESTA APERTA È NECESSARIA PER LE ACCUSE INFAMANTI CONTRO UN GIORNALISTA KAZAKHO

31 ottobre 2002

Le autorità kazakhe dovrebbero assicurare che venga condotta una inchiesta aperta e trasparente a riguardo delle accuse di violenza carnale a carico del giornalista Sergei Duvanov, come riporta oggi l'Human Rights Watch.  La polizia ha arrestato il 28 ottobre Duvanov sotto l'accusa di stupro ai danni di un minore. Duvanov, ben conosciuto in Kazakhstan e all'estero per la sua tagliente critica sulla corruzione del governo, avrebbe dovuto viaggiare oggi verso gli Stati Uniti per una serie di incontri sulla corruzione e sullo stato delle libertà dei media in Kazakhstan. "Ovunque i governi hanno l'obbligo di investigare su tutte le insinuazioni di violenza carnale od altra aggressione di origine sessuale", ha riferito Elizabeth Andersen, direttore esecutivo della divisione Europea e dell'Asia Centrale di Human Rights Watch. "Ma la lunga storia di critica alla politica governativa da parte di Duvanov, come anche le passate angherie nei suoi
confronti, sollevano il sospetto che tutto questo sia una creazione derivante da motivazioni politiche".
A luglio, gli investigatori avevano accusato Duvanov per materiale da lui pubblicato su Internet sui tentativi del governo di mettere a tacere i giornalisti al fine di coprire le indagini svizzere e degli Stati Uniti sulla sospetta corruzione del presidente Nazarbaev e dei membri della sua famiglia. Il 30 agosto, Duvanov fu brutalmente assalito da aggressori sconosciuti, riportando   un trauma cranico e ferite da arma da taglio.
"Le autorità Kazakhe dovrebbero rendere chiari i fondamenti delle accuse contro Duvanov, rispettando allo stesso tempo il diritto alla privacy della presunta vittima", ha riferito Andersen. "Perchè a causa della sensitività del caso, e le parti coinvolte a favore di Duvanov, la comunità internazionale dovrebbe seguire questo caso da molto vicino".
Se le accuse contro Duvanov si rivelassero senza fondo, sarebbe la seconda volta in quindici mesi che le autorità kazakhe si avvalgono arbitrariamente dell'uso della detenzione per fermare gli attivisti dell'opposizione politica ed i  giornalisti dal viaggiare all'estero. Nel luglio del 2001, i funzionari Kazakhi avevano già ostacolato Amirzhan Qosanov, presidente ad interim del Republican People's party of Kazakhstan (Partito popolare della Repubblica del Kazakhstan), un prominente partito d'opposizione, e Yermurat Bapi, editore di un giornale di opposizione, dall'imbarcarsi su un volo per gli USA, dove avrebbero dovuto testimoniare ad un'udienza congressuale degli Stati Uniti sui diritti umani nell'Asia Centrale.

Duvanov, che lavora anche come editore capo del "Bulletin", pubblicato dall'organizzazione non-governativa Kazakhstan International Bureau for Human Rights and Rule of Law, ha costantemente focalizzato il suo lavoro su questioni riguardanti la giustizia ed i diritti civili. Le accuse contro di lui seguono una serie di assalti da parte di aggressori sconosciuti a danno di giornalisti che lavorano per i media indipendenti del Kazakhstan

PER IL CO-CHAIRMAN ALLA COMMISSIONE DI HELSINKI SONO SOSPETTE LE ACCUSE RIVOLTE CONTRO UN GIORNALISTA IN KAZAKHSTAN

I passati abusi dei diritti umani del regime di Nazarbaev giocano contro le accuse criminali

Il Co-Chairman degli Stati Uniti alla Commissione di Helsinki, On. Christopher H. Smith (R-NJ), ha oggi espresso il suo serio sospetto sulle accuse a carico di uno dei più conosciuti giornalisti d'opposizione del Kazakhstan, Sergei Duvanov, che lunedì è stato accusato dalle autorità kazakhe di violenza carnale.
"Sergei Duvanov si è guadagnato una reputazione di coscienza giornalistica del Kazakhstan, relazionando a proprio rischio sugli abusi dei diritti umani e le malefatte del regime autoritario del presidente Nursultan Nazarbaev," riferisce Smith. "Ci sono delle buone ragione per sospettare che le accuse abbiano dei fondamenti politici. Temo che quest'ultima incriminazione rappresenti il desiderio del regime di Nazarbaev di zittire uno dei suoi maggiori critici".
"Lo stesso giorno che fu arrestato, Sergei Duvanov sarebbe dovuto partire per Washington per pronunciare un discorso pubblico sulla deteriorante situazione in Kazakhstan", aggiunge Smith. "Questo potrebbe essere ancora una volta il prezzo che Duvanov deve pagare per il suo candore. La Commissione di Helsinki e la comunità internazionale seguiranno il caso da
vicino".
Duvanov è l'editore capo di The Bulletin pubblicato dal Kazakhstan International Bureau for Human Rights and Rule of Law. Le autorità kazakhe lo accusano di avere violentato una ragazza di 14 anni in visita alla sua dacha accompagnata da due vicini. Duvanov ha detto ai suoi avvocati di essere stato drogato da una sostanza sconosciuta versata nel suo tè, perso conoscenza e di essere stato risvegliato dalla polizia.
Duvanov era stato accusato a luglio di "insultare l'onore e la dignità del presidente", dopo aver pubblicato un articolo a riguardo dell'inchiesta internazionale in corso sulla corruzione ad alti livelli nel Kazakhstan. Nello scorso agosto, Duvanov subì una violentissima aggressione.

La storia di libertà dei media del Kazakhstan cominciò a vacillare durante la metà degli anni '90, quando il presidente Nazarbaev iniziò a consolidare il suo potere, eliminando i suoi rivali e concentrando la sua presa su tutti i rami del potere.
Il Committe to Protect Journalists di New York, ha incluso Nazarbaev nella sua lista dei "dieci peggiori nemici della stampa" nel maggio 2000. Durante lo scorso anno, la situazione si è deteriorata drasticamente. I giornalisti d'opposizione sono stati assaliti ed i loro giornali danneggiati e multati. La figlia di un editore d'opposizione, Lira Baseitova, è morta a maggio
mentre si trovava sotto custodia della polizia. Ad un altro editore è stato fatto trovare un cane decapitato sulla porta di casa, con l'avvertimento di smettere di scrivere articoli di critica nei confronti del regime.
"Tenendo in considerazione quanto il regime di Nazarbaev abbia sfacciatamente beffato i suoi impegni assunti con l'OSCE sulla democratizzazione e schiacciato la libertà di stampa, ogni accusa criminale contro giornalisti indipendenti e d'opposizione del Kazakhstan deve essere trattata con il maggior scetticismo", sostiene Smith. "Non è abbastanza per gli uffici responsabili dell'applicazione della legge in Kazakhstan - che sono controllati dal presidente Nazarbaev - di affermare la colpevolezza di Duvanov. Esperti indipendenti, preferibilmente specialisti stranieri con esperienza nel trattare l'evidenza del DNA, dovrebbero essere coinvolti nell'inchiesta".

Il materiale sul Kazakhstan della Helsinki Commission è disponibile sul sito internet:  www.csce.gov

Il Co-Chairman Smith è autore della House Concurrent Resolution 422 che esprime l'opinione del Congresso sulla deteriorante condizione dei diritti umani nel   Kazakhstan.

La United States Helsinki Commission, una agenzia federale indipendente, controlla ed incoraggia, ai sensi di legge, il progresso nell'attuazione dei provvedimenti degli accordi di Helsinki. La Commissione, creata nel 1976, è composta di nove senatori, nove rappresentanti ed un funzionario appartenenti al Dipartimento di Stato, della Difesa e del Commercio.

ARTICLE BY SERGEI DUVANOV:

Eurasism as a philosophy of justifying inferiority
Central Asia Bulletin, 29 November 2001


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