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Molte esternazioni da parte dei media russi sono state punite a causa del loro servizio d'informazione sul recente caso che ha visto la cattura d'ostaggi a Mosca.
Il 25 ottobre, il ministro dell'informazione Mikhail Lessin ha ordinato la chiusura della stazione televisiva regionale Moskovia, per aver violato le leggi anti-terrorismo e quelle che regolano la stampa. Inoltre ha minacciato di chiudere il sito web della stazione radio "Eco di Mosca", in seguito alla pubblicazione di un'intervista con gli attentatori. Oltre a ciò, gli agenti del Servizio Federale di Sicurezza (FSB) hanno perquisito gli uffici del settimanale "Versia" il 2 novembre. Il caporedattore Andrei Soldatev ha affermato che il raid era collegato ad un imminente articolo sul ruolo delle forze speciali di sicurezza nel porre fine al dramma degli ostaggi.


L'International Federation of Journalists (IFJ) condanna le misure restrittive imposte dalla Russia all'attività di cronaca dei media sui militanti ceceni

12 novembre 2002

L'IFJ ha condannato le direttive del governo per l'attività dei media in Russia, ammonendolo dall'interferire pesantemente con l'attività di informazione giornalistica sui militanti ceceni.
"Il governo dovrebbe tenere le mani fuori dalla sala stampa", ha detto Aidan White, segretario generale dell'IFJ. "I media e i giornalisti sono fin troppo consapevoli delle terribili conseguenze del terrorismo e non hanno bisogno di lezioni dai politici su come adattare la loro attività d'informazione per soddisfare l'interesse pubblico".
L'IFJ evidenzia che simili tentativi di influenzare i media statunitensi dopo gli eventi dell'11 settembre, mostrano come l'entusiasmo del governo nel manipolare il messaggio dei media sopra il terrorismo si ponga al limite di un'inaccettabile interferenza.
Il Ministero della stampa ha diffuso la bozza delle direttive 10 giorni dopo che l'assedio delle persone cecene prese ad ostaggio in un teatro di Mosca giungesse ad un epilogo sanguinoso. Il Ministero ha chiesto ai media di non intervistare i militanti coinvolti in tali assalti o di non concedere loro uno spazio di trasmissione per esternare il loro malcontento.
"Salvare della gente è più importante del diritto della società all'informazione", ha detto il Ministero nelle direttive per tenere sotto controllo le situazioni d'emergenza. Le direttive non stanno vincolando la stampa, ma sono state diffuse dopo che la Camera dei Comuni in Parlamento ha approvato nuove leggi che limitano il modo in cui i giornalisti scrivono sui gruppi di militanti.
L'IFJ sfida le autorità russe, ammonendo che la gente ha bisogno di essere informata su quello che sta accadendo e che i giornalisti stessi dovrebbero essere lasciati liberi di prendere decisioni editoriali sul contenuto dei media. "Qualunque interferenza, non importa quanto ben intenzionata, può aprire la porta ad una pressione inaccettabile ed alla censura", ha detto Aidan White.
Il Cremlino è stato irritato dai reportage dei media in base ai quali avrebbe fallito nel tentativo di dialogare con i guerriglieri prima dell'inizio di un raid che ha lasciato quasi 120 ostaggi e 50 ribelli morti. Gli ostaggi sono stati uccisi da un gas destinato a mettere ko i ribelli.
Le direttive inoltre ammoniscono i giornalisti che le dichiarazioni dei militanti alla televisione e alla radio potrebbero contenere messaggi segreti. Un'affermazione simile è stata fatta dai leader Usa l'anno scorso, ma è stata ampiamente smontata come allarmismo. Durante l'assedio di tre giorni che si è concluso il 26 ottobre, le autorità hanno proibito al canale NTV di pubblicare una dichiarazione da parte del leader della guerriglia Movsar Barayev. Quando la stazione radio "Eco di Mosca" situata a Mosca, ha trasmesso il 24 ottobre una breve intervista con uno dei terroristi nel teatro, il portavoce del Ministero dei media, Yuri Akinshin, ha ammonito la stampa di non rendere note con le sue esternazioni le dichiarazioni dei terroristi. Il redattore capo dell'Eco di Mosca, Aleksei Venediktov, ha confermato che la stazione radio ha ricevuto un avvertimento.
I giornalisti dovrebbero evitare di pubblicare informazioni confidenziali sulle forze speciali o un'informazione che potrebbe aiutare i guerriglieri, dicono le direttive.
La situazione di stallo degli ostaggi nel centro di Mosca ha messo in luce le crescenti restrizioni sui media russi, compresa anche l'approvazione, questa settimana, di un progetto di legge per bandire "la propaganda del terrorismo" nei mass media. Sebbene la proposta non sia ancora diventata legge, il governo se ne sta già servendo per censurare il servizio di informazione sul caso degli ostaggi.

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