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Le associazioni internazionali a difesa della libertà di stampa nel mondo hanno a
ccolto favorevolmente la decisione del presidente russo Putin di mettere il veto agli emendamenti presentati recentemente in merito alla lotta al terrorismo, ivi compreso alla legislazione sui media, votata al parlamento all’inizio del mese. Putin ha comunicato ufficialmente la suddetta decisione durante un meeting, inoltrando richiesta alle due camere del parlamento di rielaborare una nuova stesura degli emendamenti in questione. Gli emendamenti sui media avrebbero privato la stampa del diritto di seguire le vicende in momenti di crisi, con particolare riferimento alle azioni militari in Cecenia, ed avrebbe invece dato al ministero dell’informazione l’autorità di censurare o chiudere una redazione. La settimana scorsa molte organizzazioni di giornalisti statali e indipendenti avevano inoltrato a Putin una richiesta in tale senso; richiesta che pare essere stata accolta.

 

Libertà di stampa nella Federazione Russa: Amnesty International invoca il rispetto degli obblighi internazionali

29 novembre 2002
Amnesty International ha sollecitato i legislatori russi a rispettare gli obblighi derivanti dagli accordi internazionali e dalla Costituzione in materia di libertà di espressione.
“Apprezziamo la decisione del presidente Putin di porre il veto sulle proposte di emendamento riguardanti la copertura giornalistica delle situazioni estreme” – ha affermato Amnesty International. “Tuttavia, i parlamentari russi devono assicurare che ogni modifica alle leggi in vigore sui mezzi d’informazione e sulla ‘lotta al terrorismo’ sia in linea con gli standard internazionali che tutelano il diritto del pubblico a ricevere informazioni su cui formare le proprie opinioni”.
I giornalisti e le organizzazioni per i diritti umani hanno elogiato il presidente Putin per essersi opposto agli emendamenti presentati all’indomani della vicenda del sequestro degli ostaggi del teatro Dubrovka. Questi emendamenti avrebbero imposto un rigido freno alla copertura giornalistica di situazioni analoghe e degli eventi in corso o relativi alla Cecenia ed avrebbero impedito ai mezzi d’informazione di identificare appartenenti alle forze speciali e alle unità di crisi senza il permesso di questi ultimi.
La libertà d’informazione è riconosciuta come diritto umano fondamentale in testi ed accordi internazionali quali la Dichiarazione universale dei diritti umani, il Patto internazionale sui diritti civili e politici e la Convenzione europea sui diritti umani. Amnesty International ricorda ai legislatori russi che Mosca ha sottoscritto questi documenti internazionali, la cui supremazia sulla legislazione nazionale è ribadita dalla stessa Costituzione del paese.
Secondo Amnesty International, “le restrizioni nei confronti dei mezzi d’informazione possono essere facilmente sfruttate per esercitare pressione sui giornalisti, soffocare il dibattito pubblico e la critica e incoraggiare l’impunità e la corruzione”. 

Ulteriori informazioni

Gli emendamenti legislativi sono stati presentati in gran fretta sull’onda del sequestro degli ostaggi nel teatro Dubrovka di Mosca, conclusosi con la morte di circa 150 persone. Le autorità russe hanno criticato la decisione di alcuni mezzi d’informazione di mandare in onda interviste con i sequestratori e con esponenti ceceni durante il sequestro ed hanno imposto limitazioni sulla copertura giornalistica della crisi. Gli emendamenti sono stati criticati dalle organizzazioni per i diritti umani come un tentativo di introdurre la censura e di minare la libertà di espressione. 

La documentazione relativa alla campagna di Amnesty International sulla Federazione Russa “Russia. Giustizia in rosso.” è disponibile sul sito Internet www.amnesty.it

    per ulteriori informazioni e per scriverci: isf@fol.it