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Venezuela: preoccupazioni per gli ultimi attacchi a giornalisti e media

29 novembre 2002

Il Committee to Protect Journalists si è dichiarato profondamente sconcertato per i recenti attacchi contro i giornalisti e la libertà d’informazione in Venezuela, l'ultimo dei quali è ai danni dell’emittente Globovision che trasmette notiziari 24 ore al giorno.
Il 17 novembre scorso, una bomba è stata fatta scoppiare nel parcheggio di Globalvision, nel settore est di Caracas. Secondo le notizie pervenute nessuno è rimasto ferito; due mezzi della redazione e l’auto di uno dei giornalisti sono rimaste totalmente distrutte.
Un altro attentato simile, circa un mese fa, era stato perpetrato a danno di Radio Union, i cui uffici si trovano vicino a Globalvision. In quell’occasione rimase danneggiata anche un abitazione sita di fianco alla radio, ma nessuno rimase ferito. Purtroppo la lista non finisce qui, due settimane fa vennero aggrediti  diversi giornalisti che seguivano una marcia a Caracas organizzata dagli oppositori dell’attuale governo; il video operatore salvadoregno dell'Associated Press Television News, APTN, è stato colpito da ben nove proiettili al petto mentre riprendeva gli scontri fra manifestanti e polizia, nascosto dietro un furgone delle forze dell’ordine. Fortunatamente indossava un giubbotto antiproiettili ed ha subito ferite non gravi. Ad ora non è chiaro se il bersaglio fosse effettivamente il giornalista o se sia stato colpito per errore. Il fotografo Ector Castello, di “El Mundo”, è stato aggredito mentre fotografava dei sostenitori del governo che, mentre si organizzavano a combattere i manifestanti, cercarono di strappargli la macchina fotografica e gli si avventarono contro colpendolo ripetutamente dopo avergli rubato obiettivi e flash. Nell’occasione rimase ferito anche un altro fotografo che corse in suo aiuto, Desirèe Santos Amaral del quotidiano “Notitarde.
La manifestazione e marcia dell’opposizione, era stata organizzata per raccogliere le firme necessarie al fine di ottenere un referendum per interrompere il mandato presidenziale di Chavez, e per riportare il popolo alle urne. Secondo la legge venezuelana un referendum del genere può essere indetto soltanto a metà legislatura, il che cadrebbe nell’agosto del 2003. I sostenitori del governo in carica cercarono in tutti i modi di bloccare la marcia erigendo barricate e lanciando pietre e bottiglie, nonché sparando. La polizia intervenne coi lacrimogene e proiettili di gomma per cercare di dividere le due fazioni; secondo la stampa locale rimasero ferite sessanta persone.
Il  pomeriggio del 10 novembre due motociclisti non identificati hanno aggredito la guardia del corpo di Patricia Poleo, editore del quotidiano di Caracas “El nuevo pais”. La motocicletta affiancò l’automobile della Poleo e sparò alcuni colpi contro l’autista; per fortuna i proiettili colpirono soltanto la carrozzeria dell’auto e nessuno rimase colpito.
“Il governo venezuelano dovrebbe fare tutto il possibile per portare i colpevoli di queste aggressioni e attentati di fronte alla giustizia”, ha dichiarato Ann Cooper, direttore esecutivo del Committee to Protect Journalists, “altrimenti non faranno altro che aumentare i rischi per i giornalisti e peggiorare la situazione".
 

    per ulteriori informazioni e per scriverci: isf@fol.it