|
2 dicembre 2002
Riunendosi
il 23 novembre per il meeting biennale a Vienna, il Comitato
Esecutivo dell'International Press Institute (IPI), rete
mondiale di direttori, dirigenti dei mezzi d'informazione ed
influenti giornalisti, ha inviato una lettera al presidente
ucraino Leonid Kuchma esprimendo preoccupazione per gli eventi
che ruotano intorno alla morte di Mykhailo Kolomiets,
fondatore e direttore di Ukrainsky Novyny, un'indipendente
agenzia di stampa ucraina.
Il 18 novembre, il ministro dell'interno ucraino ha
annunciato che il corpo di Kolomiets è stato trovato impiccato
ad un albero a Belarus. Al momento del suo ritrovamento,
Kolomiets mancava da casa sua da quattro settimane. Alcuni dei
suoi colleghi, secondo quanto è stato riferito, hanno espresso
il timore che la sua scomparsa potesse essere collegata alla
sua attività di cronaca, critica nei confronti del governo
ucraino.
Il co-proprietario dell'Ukrainsky Novyny, Volodymyr Hranovskiy,
ha chiesto alle autorità ucraine di pensare all'omicidio come
una possibilità da prendere in considerazione. Lui non crede
che si sia trattato di suicidio. Il 21 novembre, Hranovskiy ha
affermato che non capisce perché non è stato ancora essere
interrogato dalla polizia, visto che il suo numero di telefono
è stato uno degli ultimi contattati dalla vittima. Olga
Kolomiets, la madre del giornalista, ha riconosciuto il corpo
come quello di suo figlio, e anche lei rifiuta di credere che
si sia suicidato.
La donna ha chiesto all'ufficio del procuratore generale
ucraino di registrare il fatto come un'azione criminosa e di
condurre verifiche giudiziarie sulla faccenda. Ha anche
chiesto che una persona esperta al di sopra delle parti sia
stimolata ad effettuare un'indagine. Secondo l'opinione dell'IPI,
il problema di stabilire se Kolomiets si sia suicidato o meno,
dovrebbe essere affrontato in un modo completamente
trasparente e chiaro a tutti, come hanno suggerito alcuni
rapporti dei media ed alcuni ufficiali ucraini. Sia
l'inchiesta del coroner che l'indagine della polizia
dovrebbero essere condotti alla luce del sole, preferibilmente
coinvolgendo esperti al di sopra delle parti. Il Comitato
Esecutivo dell'IPI ha esortato il presidente Kuchma a fare
tutto ciò che è in suo potere per garantire un pubblico esame
critico che possa portare alla piena dimostrazione del caso
della morte di Kolomiets.
L'IPI ha pure ricordato che 18 giornalisti sono stati
assassinati da quando l'Ucraina è diventata una repubblica nel
1991. In particolare, gli omicidi di Georgy Gongadze nel 2000
e di Ihor Alezandrov nel 2001 sono rimasti insoluti. L'IPI
chiede che sia fatto tutto il possibile per spazzare via i
dubbi che girano intorno alla morte di Kolomiets. Fallire in
questo scopo significherebbe rafforzare la convinzione che i
giornalisti ucraini vengano uccisi con l'impunità degli
assassini.
|