|
di
Roberto Bertinetti
tratta da "Il Messaggero" del 23 novembre 2002
La
scorsa settimana la Camera dei Rappresentanti di Washington ha
approvato, a larga maggioranza, una proposta di legge del
governo che prevede la nascita di un Ministero per la
sicurezza interna con poteri di raccolta e di controllo su
tutte le informazioni relative alla vita privata dei cittadini
americani. Se anche il Senato voterà a favore della legge, tra
pochi mesi negli Usa verrà creata una gigantesca banca dati in
grado di fornire quasi in tempo reale a polizia e servizi
segreti notizie su quanto avviene attraverso la rete di
Internet, monitorando gli scambi di posta elettronica, gli
acquisti con carte di credito e persino i siti web visitati.
"Si tratta di una misura indispensabile per combattere in
maniera efficace il terrorismo", ha spiegato l'ammiraglio John
Poindexeter, responsabile del progetto. "Questa legge
costituisce un'inaccettabile violazione del nostro
tradizionale sistema di tutela delle libertà civili e del
diritto alla privacy", ha ribattuto il politologo conservatore
William Safire in un articolo apparso sul "New York Times".
Le obiezioni di Safire sono condivise da David Lyon, studioso
canadese di sociologia di cui la Feltrinelli ha pubblicato
La società sorvegliata, un’accurata analisi degli effetti
prodotti sulla vita quotidiana dalla massiccia diffusione
delle tecnologie elettroniche accompagnata da un saggio
introduttivo di Stefano Rodotà. "La legge votata dal
Parlamento americano mi sembra pericolosa perché autorizza il
trattamento di dati personali senza il filtro di un esame da
parte della magistratura", sostiene Lyon. La crescente
complessità delle pratiche di sorveglianza nell’intero
Occidente, aggiunge, "non è comunque l’effetto di una
pericolosa e perversa tendenza antidemocratica, ma rappresenta
la conseguenza più evidente del modo in cui noi, oggi,
organizziamo i nostri rapporti economici o sociali,
utilizzando i computer per garantirci risultati in termini di
efficienza e velocità inimmaginabili sino a pochi anni fa".
In La società sorvegliata, David Lyon ripropone
una lettura "analitica, politica ed etica" analoga a quella
sviluppata in L’occhio elettronico ma, come egli stesso
afferma, la aggiorna rispetto agli sviluppi tecnologici più
recenti e la estende all’esame di una fenomenologia più vasta
e articolata. In particolare, Lyon si sofferma su alcune
dimensioni delle pratiche di sorveglianza non sondate al tempo
dell’Occhio, basate sulle tecnologie dell’informazione
e della comunicazione e, dunque, sulla pluralità degli
strumenti di monitoraggio elettronico della vita quotidiana.
Accanto alle trasformazioni legate alla tecnologia (qui
compaiono riferimenti assenti nell’Occhio: Echelon,
Internet, tra gli altri), Lyon dipinge i possibili futuri
scenari di una società in cui alcuni soggetti (i governi, le
industrie) dispongono di un archivio dettagliatissimo dei
nostri dati personali, da quelli anagrafici ai gusti alle
disposizioni a malattie, permettendo un controllo anche più
invasivo di quello immaginato da Orwell in 1984.
La società sorvegliata
Tecnologie di controllo della
vita quotidiana
Feltrinelli editore
Collana: Campi del sapere
Pagine: 272
Prezzo: Euro 25,0
|