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Giulia Fossà
THE BUSH SHOW
Verità e bugie della guerra infinita

pagg. 198, 11 euro

ed. Nuovi Mondi Media

Mentre incombe la nuova guerra con l’Iraq, primo di una serie di conflitti annunciati, l’autrice mette a nudo attraverso le testimonianze delle più autorevoli voci della comunicazione italiana e internazionale, verità e bugie della macchina di propaganda che alimenta e condiziona il sistema mondiale dell’informazione.

Giulia Fossà, giornalista media-creative, autrice e conduttrice di programmi televisivi, prosegue la sua esplorazione del mondo dopo l’11 settembre: dopo aver indagato gli aspetti delle limitazioni dei diritti, affronta il campo dell’influenza delle decisioni politico-militari-economiche sull’opinione pubblica.
Che guerra sarà? Che cosa se ne saprà?
Un percorso critico aperto dalle parole di Gino Strada testimone diretto di tanti orrori: spiega perché il cancro della guerra non deve essere considerato inevitabile.
Esiste ancora un giornalismo indipendente? Come riesce a muoversi l’informazione nel campo minato della propaganda? Come evitare le trappole della disinformazione? Quale il sottile confine tra realtà e finzione del tragico show di cui siamo spettatori?
Dal ring di conversazioni ricche di aneddoti gli intervistati svelano pressioni e condizionamenti:

In conversazioni ricche di aneddoti gli intervistati svelano le pressioni quotidiane a cui sono sottoposti: Riccardo Barenghi, direttore del Manifesto; Padre Jean Marie Benjamin, ex funzionario Onu e presidente del “Benjamin Committee for Iraq”; Dennis Bernstein, avvocato, giornalista e docente californiano; Giorgio Bocca, scrittore, giornalista e opinionista; Franco Cardini, storico; Giulietto Chiesa, giornalista esperto di questioni internazionali; Furio Colombo, direttore de L'Unità; Noam Chomsky, linguista; Robert Fisk, corrispondente da Beirut di The Independent; Carlo Gubitosa, giornalista di Peacelink; M’hamed Krichene, giornalista e conduttore di Al Jazeera; Massimo Nava, inviato del Corriere della Sera; Alberto Negri, giornalista de Il Sole 24 ore; John Pilger, giornalista di The Guardian e BBC; Ennio Remondino, inviato Rai; Ornella Sangiovanni, associazione "Un ponte per"; Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana; Marcello Veneziani, opinionista, filosofo; Gino Strada, fondatore di Emergency; Giovanni Bollea, psicologo.

Per non soccombere alle notizie.

"Il sistema economico degli Stati Uniti, che è il sistema economico prevalente nel mondo, sta inventando questa guerra necessaria, sta inventando questo pericolo terribile dell'Iraq, che in realtà fa ridere, non esiste. Si è riusciti - e credo che sia l'esempio massimo della disinformazia - a dimostrare che un paese, che non ha la bomba atomica, fa paura a un paese che ha mille bombe e missili atomici."
GIORGIO BOCCA

"I leader del moderno imperialismo sanno che prima di poter attaccare altri paesi devono fare il lavaggio del cervello ai loro popoli, perchè ne hanno paura. I giornalisti svolgono un ruolo chiave in questo senso. Non sono realmente dei giornalisti."
JOHN PILGER

"Ho il legittimo sospetto che la grande stampa sia collusa e partecipi come parte a questa campagna politico militare."
ENNIO REMONDINO

"Anche il lavoro dei giornalisti ha un costo in termini di vite umane, siamo dei killer… Che senso ha fare del giornalismo? Più ci si avvicina a una guerra più sarà importante mettere in discussione l’operato dei governi, rendere dura la loro vita. Questo non è antipatriottico, al contrario è molto patriottico."
ROBERT FISK

"I media ufficiali sono ormai diventati gli stenografi del Pentagono. Prendiamo la NBC, il più grande network televisivo commerciale. Che cosa è la NBC? La General Electric! E chi è la General Electric? Il più grande produttore di armi del mondo! Pensate che la General Electric voglia la guerra o la pace? Vogliono vendere i loro armamenti o no?"
DENNIS BERNSTEIN

"L'amministrazione Bush sta portando un attacco contro la gente e le future generazioni nell'interesse di ristretti settori ricchi e potenti. In queste circostanze è opportuno sviare l'attenzione dalla sanità, dalla sicurezza sociale, dai debiti, dalla distruzione dell'ambiente e da una lunga lista di sgraditi problemi. Lo stratagemma è quello di far paura alla gente. Come ha scritto il grande satirico americano H.L.Mencken: "L'autentico obiettivo della politica reale è tenere il pubblico in allarme (e quindi farlo rumoreggiare per essere condotto alla salvezza), minacciandolo con serie infinite di spauracchi tutti immaginari"
NOAM CHOMSKY

    per ulteriori informazioni e per scriverci: direttore.isf@libero.it