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Russia: condanna dell'International Federation of Journalists sul disegno di legge sui media
"E' la dichiarazione del fallimento della tutela della libertà di stampa"

11 febbraio 2003

L’International Federation of Journalists (IFJ) si è congratulata con i giornalisti russi nell’ambito delle celebrazioni per il 300esimo anniversario della nascita della stampa russa, ma allo stesso tempo ha condannato la proposta del governo per una nuova legge sui media, proposta che secondo la Federazione è una “dichiarazione del fallimento” nel tutelare la libertà di stampa in Russia.
Il segretario generale dell’IFJ, Aidan  White, si è rivolto ai più influenti giornalisti a Mosca evidenziando che la bozza ministeriale della nuova legge sui media è “generica, potenzialmente pericolosa e capace di creare ostacoli burocratici alla libertà di stampa”. White ha affermato che dopo 13 anni di riforme, “questa bozza esprime il fallimento degli sforzi di creare una cultura democratica dei media in Russia”.
L’IFJ ha scritto al presidente Vladimir Putin esortandolo a contrastare questa proposta di legge. “Troppo spesso in questo testo il governo insiste sul diritto di far sentire la propria voce e le proprie idee, e pone limiti a quello che i giornalisti possono e non possono dire”. Per l'IFJ i presidente Putin dovrebbe opporsi a modifiche che limiterebbero la libertà dei mezzi di comunicazione, e dare il proprio sostegno agli sforzi della Russian Journalists’ Union per tutelare i diritti dei giornalisti.
La dichiarazione dell’IFJ è arrivata durante una celebrazione a Mosca che ha visto riuniti i giornalisti russi per ricordare la pubblicazione del primo giornale del paese, nel 1703.
L’IFJ sostiene che i giornalisti e in generale i media russi si trovano di fronte ad una profonda crisi di fiducia. “Il governo e i principi politici hanno fallito nel creare le giuste condizioni per la libertà dei media, cosa di cui godono altri paesi democratici”, ha commentato Aidan White, “mentre dall’altro lato i padroni dei mezzi di comunicazione hanno mancato di rispettare i fondamentali diritti sociali e professionali dei giornalisti e degli operatori dei media. I giornalisti in molte aree del paese ancora vivono e lavorano in condizioni di povertà, scarsa professionalità e sotto la pressione intollerabile dei gruppi di potere”. L’IFJ avverte: senza un’azione per rafforzare il giornalismo indipendente e attivare riforme che trasformino il panorama attuale, i media del paese saranno trascinati indietro verso l’autoritarismo e la censura. Un sistema di regole a governo dei mass media dovrebbe essere il minimo per proteggere il pluralismo, garantire correttezza commerciale, e diffondere la convinzione che il lavoro dei giornalisti non sia manipolato dalle forze politiche ed economiche. “Il problema dell’etica professionale del giornalismo dovrebbe essere lasciato ai professionisti dei media”, ha ribadito White , “il ruolo del governo sta nell’essere garante del pluralismo e della qualità, soprattutto nel settore delle trasmissioni radiotelevisive”. Nella lettera al presidente Putin, l’IFJ contesta i provvedimenti della bozza che limitano i diritti dei reporters, creano sistemi di accreditamento e registrazione scomodi e discriminanti, e minacciano di restringere il diritto dei cittadini all’informazione a solo quello che ricevono attraverso i mass media.
“La libertà di espressione e d’informazione è qualcosa di cui devono godere tutti i cittadini, non solo i giornalisti”. L’IFJ chiede un nuovo disegno di legge in cui si definisca chiaramente la responsabilità del governo nel creare le condizioni per esercitare il giornalismo con sicurezza e professionalità. “Quello di cui non abbiamo bisogno è l’interferenza della legge nel processo di selezione e definizione del contenuto dei media. Questo è il lavoro dei giornalisti, e di loro soltanto”. Le autorità, conclude l’IFJ, devono sostenere la lotta dei giornalisti per ottenere migliori condizioni sociali e professionali.
“I giornalisti chiedono il diritto di lavorare senza ingerenze, di ricevere una retribuzione adeguata, godere di una condizione di sicurezza e del rispetto della professionalità”.
 

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