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Campagna di sensibilizzazione a favore di mildred hanciles  
 

Mildred Hanciles
Rosamaria Vitale
Il prezzo del coraggio
Baldini&Castoldi (pp.128, euro11,40)

19 febbraio 2003

Mildred Hanciles era una giornalista famosa nel suo Paese, la Sierra Leone, prima dj musicale dai grandi ascolti, poi reporter d'assalto, figlia di un ex ministro. Ha perso tutto. Soprattutto la cosa più preziosa: suo figlio, ucciso all'età di cinque anni. Gli hanno sparato gli uomini che volevano impedire a Mildred di testimoniare che cosa ha visto negli anni più duri della guerra civile, la cosiddetta guerra dei diamanti. La sua storia è stata raccolta in un libro/ intervista, Il prezzo del coraggio, da Rosamaria Vitale, la psicologa che la sta aiutando e che da sempre si occupa di donne traumatizzate. All'inizio Mildred non riusciva a raccontare, poi si è piano piano lasciata andare e la sua vicenda umana e politica è riemersa, una vicenda per l'appunto tramata di sopraffazioni subite da cui emerge la sua ribellione e il suo rifiuto per le regole imposte dagli uomini al potere dentro e fuori la Sierra Leone.

Mildred Hanciles è nata il 5 ottobre 1973 a Freetown da un padre di etnia Krio, un tempo l'élite acculturata del paese, e da una madre ancora vivente di etnia Mende, tribù ora al potere in patria. Dopo l'università e la laurea in Comunicazioni di massa nel 1995, l'Hanciles diventa giornalista, mestiere che in Africa espone a grandi rischi chi lo pratica, basti pensare che i giornalisti lì sono il bersaglio di tutti, ribelli, governo, gruppi armati privati. Comincia a occuparsi di diritti civili, collabora con Amnesty International e confeziona soprattutto inchieste: per un servizio girato dal suo telegiornale su uno scandalo in cui erano implicati parecchi ministri finisce in carcere senza processo subendo ogni sorta di umiliazioni. Finalmente libera, documenta uccisioni, stupri, mutilazioni e rapimenti da parte del Fronte Rivoluzionario Unito (RUF). Nel 2001 la SLBS (radiotelevisione nazionale della Sierra Leone) trasmette una sera i suoi filmati-denuncia. Dopo poche ore i RUF le danno la caccia; trovano il marito Edward e il figlioletto e torturano il primo che si rifiuta di rivelare dove è nascosta Mildred. Dopo tre giorni, all'ennesimo rifiuto, gli conducono davanti il piccolo Eddie Junior e gli sparano alla testa. Di notte corrompendo una guardia, Edward riesce a fuggire, ad avvertire la moglie e insieme cominciano una rocambolesca fuga prima verso la Guinea, poi fino a Capo Verde e da lì, grazie a un vecchio svedese che riesce a imbarcarli su un aereo, in Italia dove chiede asilo politico. Ma in patria prima o poi vorrà tornare, non sa come e quando, per costruire una casa-famiglia per i bambini soldato e per tentare il recupero dei tanti orfani di guerra: magari nel luogo dove ritiene abbiano ucciso suo figlio.

Mildred Hanciles
ha ricevuto il Premio Ilaria Alpi per la sua attività giornalistica

Rosamaria Vitale
, sociologa, medico, specialista in Psicologia, lavora all'ASL di Milano. E' fondatrice dell'associazione Welcome ONLUS, Spazio immigrati e rifugiati, che si occupa dell'assistenza medica e psicologica ai rifugiati vittime di tortura. Collabora anche con Medici del Mondo.


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