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19
febbraio 2003
Mildred Hanciles era una giornalista famosa nel suo Paese, la Sierra Leone,
prima dj musicale dai grandi ascolti, poi reporter d'assalto, figlia di un ex
ministro. Ha perso tutto. Soprattutto la cosa più preziosa: suo figlio, ucciso
all'età di cinque anni. Gli hanno sparato gli uomini che volevano impedire a
Mildred di testimoniare che cosa ha visto negli anni più duri della guerra
civile, la cosiddetta guerra dei diamanti. La sua storia è stata raccolta in un
libro/ intervista, Il prezzo del coraggio, da Rosamaria Vitale, la
psicologa che la sta aiutando e che da sempre si occupa di donne traumatizzate.
All'inizio Mildred non riusciva a raccontare, poi si è piano piano lasciata
andare e la sua vicenda umana e politica è riemersa, una vicenda per l'appunto
tramata di sopraffazioni subite da cui emerge la sua ribellione e il suo rifiuto
per le regole imposte dagli uomini al potere dentro e fuori la Sierra Leone.
Mildred Hanciles è nata il 5 ottobre 1973 a Freetown da un padre di etnia Krio,
un tempo l'élite acculturata del paese, e da una madre ancora vivente di etnia
Mende, tribù ora al potere in patria. Dopo l'università e la laurea in
Comunicazioni di massa nel 1995, l'Hanciles diventa giornalista, mestiere che in
Africa espone a grandi rischi chi lo pratica, basti pensare che i giornalisti lì
sono il bersaglio di tutti, ribelli, governo, gruppi armati privati. Comincia a
occuparsi di diritti civili, collabora con Amnesty International e confeziona
soprattutto inchieste: per un servizio girato dal suo telegiornale su uno
scandalo in cui erano implicati parecchi ministri finisce in carcere senza
processo subendo ogni sorta di umiliazioni. Finalmente libera, documenta
uccisioni, stupri, mutilazioni e rapimenti da parte del Fronte Rivoluzionario
Unito (RUF). Nel 2001 la SLBS (radiotelevisione nazionale della Sierra Leone)
trasmette una sera i suoi filmati-denuncia. Dopo poche ore i RUF le danno la
caccia; trovano il marito Edward e il figlioletto e torturano il primo che si
rifiuta di rivelare dove è nascosta Mildred. Dopo tre giorni, all'ennesimo
rifiuto, gli conducono davanti il piccolo Eddie Junior e gli sparano alla testa.
Di notte corrompendo una guardia, Edward riesce a fuggire, ad avvertire la
moglie e insieme cominciano una rocambolesca fuga prima verso la Guinea, poi
fino a Capo Verde e da lì, grazie a un vecchio svedese che riesce a imbarcarli
su un aereo, in Italia dove chiede asilo politico. Ma in patria prima o poi
vorrà tornare, non sa come e quando, per costruire una casa-famiglia per i
bambini soldato e per tentare il recupero dei tanti orfani di guerra: magari nel
luogo dove ritiene abbiano ucciso suo figlio.
Mildred Hanciles ha ricevuto il Premio Ilaria Alpi per la sua attività
giornalistica
Rosamaria Vitale, sociologa, medico, specialista in Psicologia, lavora all'ASL
di Milano. E' fondatrice dell'associazione Welcome ONLUS, Spazio immigrati e
rifugiati, che si occupa dell'assistenza medica e psicologica ai rifugiati
vittime di tortura. Collabora anche con Medici del Mondo.
Per informazioni, Ufficio Stampa : 02/58450230 - 241- 214
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