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Licenziato Peter Arnett

di Giulia D'Agnolo Vallan
02 aprile 2003

Aumenta la tempesta scoppiata ormai da qualche giorno intorno al rapporto media Usa/guerra in Iraq e la Nbc News licenzia il noto giornalista Peter Arnett, uno dei pochi corrispondenti della TV americana a trasmettere da Baghdad. La Nbc ha annunciato ieri mattina il licenziamento di Arnett, grande e controverso protagonista del coverage da Baghdad durante la prima guerra del Golfo (fu accusato di essere pro Saddam), fino a ieri in Iraq per conto delle rete via cavo Msnbc (lavorava per il programma National Geographic Explorer) e, dopo che il suo corrispondente aveva lasciato Baghdad per ragioni di sicurezza, del tg nazionale della Nbc. Il motivo dell'allontanamento di Arnett è un'intervista che il premio Pulitzer dal Vietnam (per la Ap), ha concesso alla televisione di stato irachena. Nell'intervista, Arnett ha dichiarato che «il primo piano militare americano è fallito a causa della resistenza degli iracheni.......». Arnett ha detto anche che, negli Usa, «Bush sta fronteggiando dubbi rispetto all'andamento della guerra e opposizione alla guerra stessa». E, nella sua affermazione giudicata più «incendiaria», ha affermato che «i nostri pezzi sulle vittime civili, sulla resistenza delle forze irachene sono trasmessi negli Stati uniti....Aiutano coloro che si oppongono alla guerra a sviluppare i loro argomenti» e suggerito in modo un po' ambiguo che l'amministrazione Bush aveva sottovalutato i suoi reportage in cui si diceva che gli iracheni avrebbero risposto agguerritamente all'invasione (apparentemente, secondo quanto riportato anche sul New York Times, la Msnbc non avrebbe mandato in onda una sua intervista con Tariq Aziz realizzata due settimane fa, in cui si discuteva proprio di questo). Curiosamente, se si eccettuta quest'ultimo intervento più «personale», le dichiarazioni di Arnett eccheggiavano quelle rilasciate, a beneficio di tutti gli spettatori americani, da parecchi altri corrispondenti ed editorialisti Usa, durante lo scorso week-end - dopo il primo momento di adesione euforica, anche i media statunitensi, infatti, hanno cominciato a prendere con meno passività le voce del Pentagono. «Le operazioni militari in Iraq vanno come previsto, sono i media che danno segni di nervosismo», non a caso, ha detto acido Rumsfeld impegnato da giorni in un'operazione di damage control. Solo ieri, il governo Usa ha annunciate l'esplusione dall'Iraq di un altro corrispondente Usa, Geraldo Rivera perché avrebbe «rivelato segreti militari» ed è sotto attacco anche l'anchorman della Abc Peter Jennings perché il suo coverage sarebbe troppo antiamericano e «pessimista».

Ritrasmesse domenica sera dalle reti cavo rivali Fox-Tv e Cnn (i cui corrispondenti sono stati espulsi dalle autorita' irachene già da tempo) alcune delle battute di Arnett sono state immediatamente usate come «manifestazioni di antiamericanismo».

Fonte: il Manifesto
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