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06 aprile 2003

Nel terzo anniversario dell'assassinio del
giornalista e attivista per i diritti umani Jean Dominique e della guardia
giurata Jean Claude Louissant, Amnesty International ha rinnovato il suo
appello per una piena e imparziale indagine che possa portare a una vera
giustizia. Perché sia fatta giustizia, deve venire accertata tutta la verità" ha dichiarato l’organizzazione per i
diritti umani. "Il 21 marzo il giudice Bernard Saint Vil ha deciso per
l’incriminazione degli autori materiali del duplice omicidio, ma è fondamentale
arrivare all’individuazione e al processo di chi lo ha promosso e pianificato”
– ha dichiarato Marco Giubbani, Coordinatore Haiti di Amnesty Italia.
Jean Dominique e Jean Claude Louissant furono uccisi a colpi d'arma da fuoco il
3 aprile 2000 nei pressi della sede dell’emittente Radio Haïti Inter.
"L'assassinio del famoso giornalista, sopravvissuto a decenni di dittatura, ha
segnato l'inizio di un drammatico deterioramento del rispetto dei diritti umani
ad Haiti" ha affermato Giubbani. "Dopo la sua morte, le minacce e
attacchi a giornalisti, difensori dei diritti umani e magistrati sono diventate
cosa di tutti i giorni, mentre lo stesso sistema giudiziario è diventato
altamente politicizzato. La polizia è sempre più considerata inaffidabile perché
di parte, mentre bande armate continuano a compiere gravi abusi dei diritti
umani nella completa impunità".
L’inchiesta sui due omicidi, in corso da tre anni, è stata contrassegnata da
violenza e minacce. Uno dei presunti killer è stato linciato dalla folla, un
altro è morto in circostanze controverse. Molti dei giudici cui era stata
affidata l’inchiesta si sono ritirati a causa delle minacce ricevute e uno di
essi, Claudy Gassant, è stato costretto a lasciare il paese dopo che il
presidente non gli aveva rinnovato l’incarico per proseguire l’inchiesta. Nel
2001 Gassant aveva emesso un primo atto d'accusa nei confronti di un certo
numero di indiziati, tra cui un influente senatore, il cui nome non compare
nella relazione finale.
La vedova di Jean Dominique, Michèle Montas, ha continuato a lottare per
ottenere giustizia. Ha ricevuto diverse minacce e lo scorso Natale è scampata a
un agguato in cui la sua guardia del corpo, Maxime Séïde, ha perso la vita. Il
22 febbraio di quest’anno, Michèle Montas è stata costretta a chiudere a tempo
indeterminato Radio Haïti Inter a causa delle continue minacce al
personale e ai collaboratori.Fare giustizia in modo veramente completo e imparziale in un caso così
importante potrebbe favorire una inversione di questa pericolosa tendenza"
– ha aggiunto Giubbani. "Tuttavia le autorità non sembrano avere la volontà
di affrontare seriamente la situazione".
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