torna alla HOMEPAGE
 

Un altro giornalista ucciso in Colombia

13 aprile 2003

Josè Emeterio Rivas, 44 anni, stimato giornalista e collaboratore di Radio “Calor Estereo” è stato assassinato nella notte fra il 5 e il 6 aprile nel nord est della Colombia, a Bucaramanga, nella regione di Santander.
Del caso  e dei pericoli che il giornalista correva si era gia occupato anche il ministero dell’Interno in quanto Rivas era stato incluso nel programma di protezione giornalisti dello stesso ministero e del ministero della Giustizia che, nel gennaio 2001, gli aveva assegnato una guardia del corpo della polizia di stato.
Secondo quanto riportato dal colonnello Luis Alfonso Novoa, referente per i programmi di protezione dei giornalista, Rivas sarebbe stato accompagnato a casa verso la mezzanotte ora locale dalla guardia del corpo, il quale gli avrebbe raccomandato di chiamarlo durante il fine settimana per qualunque emergenza. Il giornalista, sempre secondo la testimonianza dell’agente, avrebbe riferito di voler passare il fine settimana in casa a lavorare.
Due giorni più tardi i corpi del giornalista e di uno studente di ingegneria ambientale all’università di La Paz, Paulo Cesar Montesinos Reyes sono stati ritrovati a circa trenta km dalla cittadina in una località conosciuta come “Dagota”, in aperta campagna.
Da quando il Programma di Protezione gli aveva tolto la guardia del corpo durante i fine settimana, Rivas si era più volte rivolto ai responsabili perché gli assicurassero protezione durante tutto l’arco della settimana. Il sei marzo scorso Rivas aveva fatto richiesta che gli fosse consegnato anche un giubbotto anti proiettile ed un auto corazzata. La commissione di controllo si era riunita il 27 marzo decidendo di rivedere il livello di rischio cui Rivas era sotto posto per decidere se gli era stata assicurata abbastanza protezione.
Rivas aveva iniziato a ricevere le prime telefonate anonime nel 1999 alla redazione della radio. Nel 2001 aveva denunciato di aver ricevuto anche una lettera anonima, presumibilmente da parte delle FARC, in cui lo avvisavano che alcuni sicari erano stati ingaggiati per ucciderlo. Durante una trasmissione radiofonica Rivas aveva denunciato due presunti capi delle FARC i quali lo avevano direttamente minacciato di morte. Nel gennaio 2003 ignoti avevano fatto esplodere la sua automobile. In quell’occasione Rivas aveva voluto informare dell’accaduto anche il procuratore generale Luis Camino Osorio, cui il giornalista aveva scritto una lettera personale mettendolo al corrente di tutte le minacce subite. Rivas, oltre che giornalista, era un teologo, da molto tempo moderatore del programma “La forza viva” cui partecipavano anche gli ascoltatori. Programma attraverso il quale Rivas aveva fatto diverse denunce pubbliche in merito ad irregolarità avvenute all’interno degli uffici del governo, invitando gli ascoltatori ad esporre il proprio parere. “La forza nuova” era un programma molto seguito anche a livello nazionale specialmente dalla classe media, ma che suscitava reazioni controverse anche all’interno delle organizzazioni e dei partiti a causa del linguaggio colorito e talvolta troppo diretto che il giornalista usava nell’esprimere le proprie opinioni.
Difficile che le indagini vadano avanti. Le autorità competenti si sono sempre dimostrate piuttosto inefficaci quando si tratta di svolgere indagini approfondite sulle minacce ricevute da giornalisti, ed il risultato di questo è che nessuna misura preventiva appare abbastanza sicura per prevenire le aggressioni ai giornalisti e all’informazione.

FONTE: Foundation for Press Freedom (FLIP), Bogotà 


colombia: ucciso giornalista
FONTE: Committee to Protect Journalists

22.03.03 - Luis Eduardo Alfonso Parada, 33enne, presentatore di un seguitissimo programma radiofonico e collaboratore del maggiore quotidiano nazionale, è stato colpito a morte  da due sicari nella cittadina di Arauca, lungo il confine con il Venezuela. Secondo quanto dichiarato in una conferenza stampa della polizia, Alfonso Parada era giunto all’ingresso principale di “Radio Meridiano 70”, quando è stato avvicinato da due uomini che gli hanno sparato alcuni colpi di arma da fuoco e si sono allontanati a bordo di una motocicletta. Il giornalista era stato più volte minacciato di morte in passato da alcuni membri del partito paramilitare di destra. Alfonso Parada è il secondo giornalista collaboratore di Radio Meridiano 70 ad essere  ucciso da terroristi paramilitari vicino alla destra. Nel giugno del 2002 ad essere uccisa fu il proprietario dell’emittente radiofonica, Efraìn Varala Noriega, che denunciò la presenza di gruppi paramilitari di destra nella regione pochi giorni prima di rimanere ucciso. Poco tempo prima, temendo per la propria sicurezza Alfonso si era anche recato a Bogotà per richiedere di esser ammesso ad un programma governativo di protezione per i giornalisti, ma senza ottenere nessun tipo di aiuto.

    per ulteriori informazioni e per scriverci: direttore.isf@libero.it