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Le conclusioni a Rabat del meeting sui media arabi

18 aprile 2003

L’International Federation of Journalists (ifj) e la Federazione dei Giornalisti Arabi, con reporters da 17 paesi arabi, hanno concluso il 14 aprile un summit a Rabat, in Marocco, con una richiesta unanime: creare un nuovo ordine dei media in Iraq, “che rifletta i più alti standards di pluralismo, libertà di stampa e indipendenza editoriale”. E per fare questo è necessaria la piena cooperazione dei giornalisti arabi nell’indagine richiesta la settimana scorsa dall’Ifj, a nome delle organizzazioni dei media di tutto il mondo, sugli attacchi e le uccisioni dei giornalisti durante la guerra. Inoltre c’è accordo sulla necessità di creare una nuova unificata associazione di giornalisti, orientata alla difesa dei diritti sociali e professionali di tutti i giornalisti iracheni”. Secondo l’Ifj, che ha già tra i suoi membri influenti giornalisti arabi,  il meeting ha segnato un punto di svolta nelle relazioni tra gli operatori dei media arabi ed i loro colleghi intorno al mondo. Ha commentato Aidan White, segretario della Federazione: “Costruire pace e democrazia significa creare delle strutture dei media ed una cultura del giornalismo che sia indipendente da tutti gli interessi politici, sia che si tratti di manipolazione di origine interna, che di direttive imposte dall’esterno”. La Federazione Araba ha anche annunciato il proprio appoggio all’Insi (International News Safety Institute), coalizione mondiale di gruppi di media per promuovere la sicurezza nello svolgimento dell’attività giornalistica, lanciata il 3 maggio scorso, World Press Freedom Day. Dal meeting inoltre è scaturito un programma d’azione per promuovere la riforma ed il dibattito sui valori della professione giornalistica. “A dispetto dell’amarezza per la guerra in Iraq e le condizioni dei giornalisti palestinesi, c’è la volontà di rafforzare una solidarietà internazionale in cui gli operatori dei media arabi siano pienamente coinvolti. Siamo tutti d’accordo che in molti paesi arabi c’è bisogno di sforzi per sfidare la censura e l’interferenza dello stato nel lavoro dei giornalisti”, ha concluso White.

approfondimenti:
Dichiarazione congiunta di Rabat: Libertà di informazione e guerra

 

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