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26 aprile 2003

IL SEEMO E' PROFONDAMENTE PREOCCUPATO PER I RECENTI SVILUPPI
DELLA SITUAZIONE DELLA LIBERTA' DI STAMPA IN SERBIA
FONTE: International Press Institute (IPI), Vienna
Il South East Media Organisation (SEEMO), è profondamente
preoccupata per gli sviluppi della situazione della libertà di stampa in
Serbia, incluse le irregolarità nelle procedure di nomina di due membri del
Broadcast Agency Council; le aggressioni verbali a Gordana Susa, giornalista del
programma televisivo “VIN”; le minacce contro Vukasin Obradovic, editore capo
del Novine Vranjske; e le misure preventive del governo per la privatizzazione
di Radio B92.
Secondo le fonti del SEEMO, la nomina dell’11 aprile di due membri del Broadcast
Agency Council, contravveniva le procedure definite nell’articolo 24 del
Broadcast Act. Questo articolo prevede che il Parlamento debba pubblicare
almeno trenta giorni prima della data di selezione dei membri del Consiglio
tutte le liste valide dei candidati proposti dagli organi competenti, insieme ai
dati biografici di ciascun candidato. Invece, la candidatura di Nenad Cekic è
stata pubblicata solo l’8 aprile, appena tre giorni rima della sua elezione; e
quella di Vladimir Cvetkovic è stata annunciata addirittura l’11 aprile stesso,
data dell’elezione dei membri del Consiglio.
Secondo le informazioni del SEEMO, Gordana Susa, editore capo del programma
televisivo di politica “VIN”, ha ricevuto una telefonata dall’ufficiale del
governo Vladimir “Beba” Popovic dopo il suo programma mandato in onda da B92 e
dall’ANEM , contenente un’intervista al Primo Ministro serbo Nebojsa Covic.
Popovic ha insultato e minacciato verbalmente la giornalista per aver
interrogato il Primo Ministro sul ruolo di Popovic nell’Ufficio delle
Comunicazioni del governo serbo e sulla sua presenza agli incontri per gli
editori e i giornalisti organizzati regolarmente dal governo durante lo stato di
emergenza. Le domande di Susa erano basate sulla crescente speculazione pubblica
della posizione ufficiale di Popovic, che aveva lasciato il suo posto di capo
dell’Ufficio delle Comunicazioni del governo ma compariva agli incontri per gli
editori e i giornalisti nel eriodo immediatamente successivo all’uccisione del
Primo Ministro Zorn Djindjic e all’introduzione dello stato di emergenza.
Secondo le informazioni del SEEMO, questo non è l primo episodio di questo tipo
che coinvolge Popovic.
Inoltre, il SEEMO è stato informato che la notte del 19 aprile, alcuni uomini
non identificati hanno danneggiato l’auto di Vukasin Obradovic, editore capo del
Novine Vranjske. L’episodio ha avuto luogo la notte dell’annuncio che il
Pubblico Ministero voleva portare avanti le accuse al Vescovo Ortodosso Pahomije.
All’inizio di gennaio, il Novine Vranjske aveva iniziato a pubblicare una serie
di articoli su cinque bambini che accusavano il Vescovo Pahomije di abusi
sessuali. Il 20 aprile, una persona che si è dichiarata appartenente all’orgnizzazione
“Black Hand” ha minacciato due testimoni di questo caso. Ancora all’inizio di
marzo, Obradovic e un suo collega, Goran Antic, hanno ricevuto minacce di morte
in una lettera firmata dal Fronte di Liberazione serbo e dalla Resistenza per la
Liberazione serba.
Infine, il SEEMO è preoccupato per il fatto che la privatizzazione di parte
della stazione radio di Belgrado B92, programmata per il 7 aprile, sia stata
fermata dall’agenzia del governo responsabile delle privatizzazioni. Sono state
addotte motivazioni tecniche, ma non sono stato dati ulteriori dettagli. Dal
punto di vista del SEEMO, il blocco della privatizzazione rende più difficile
per B92 continuare il suo lavoro giornaliero di principale stazione radio
indipendente della Serbia.
Il SEEMO chiede quindi di far sì che i giornalisti in Serbia possano fare il
proprio lavoro senza paura di attacchi o intimidazioni, e di esaminare tutte le
procedure illegali che sono state usate contro i media durante lo stato di
emergenza.
Inoltre, chiede al Governo e al Parlamento serbo di controllare tutte le accuse
nei confornti di Vladimir Popovic dall’inizio del suo lavoro per il governo.
Chiede anche la dimissione dei membri del Broadcast Agency Council eletti
illegalmente e la ripetizione delle nomine per questi due posti.
IRREGOLARITA' NELL'APPLICAZIONE DELLA
LEGGE SUL SISTEMA RADIOTELEVISIVO.
26.04.03 - L’International Federation of
Journalists (Ifj) ha ribadito il proprio appoggio ai gruppi di giornalisti
serbi che in questi giorni protestano per le irregolarità nelle nomine dei
membri del Consiglio dell’Agenzia per le emittenti radiotelevisive. “Per mesi
i giornalisti si sono appellati al governo serbo perché applicasse l’Atto sul
sistema radiotelevisivo, ma ora che ciò avviene sembra che le regole non siano
rispettate”, ha affermato Aidan White, segretario Ifj. L’Atto in questione
prevede che il Parlamento pubblichi la lista di tutte le persone candidate al
Consiglio almeno 30 giorni prima della data prevista per la selezione. Il
Parlamento serbo ha eletto otto membri del Consiglio l’11 aprile, ma in realtà
una candidatura è stata annunciata solo tre giorni prima e un altro nome è
stato fatto lo stesso giorno dell’elezione. Secondo l’Ifj queste scorrettezze
scoraggiano chiunque speri nella rinascita di uno dei sistemi radiotelevisivi
più disastrati d’Europa. “Chiediamo al Parlamento serbo di riconsiderare la
nomine dei due candidati al Consiglio, perché è vitale costruire
la fiducia nella democratizzazione dei media”, ha commentato White. L’Agenzia
per le emittenti radiotelevisive avrà il compito di attribuire autorizzazioni
alla trasmissione, regolare i contenuti della programmazione e ordinare
l’assetto delle testate elettroniche. A dispetto della polemica in corso,
nella prima riunione della settimana scorsa il nuovo organismo ha firmato una
dichiarazione di impegno a lavorare in indipendenza e senza alcuna pressione.
L’Agenzia ha ricevuto supporto finanziario dall’Organizzazione per la
Sicurezza e la Cooperazione in Europa e dall’Agenzia europea per la
Ricostruzione. “Questa operazione può avere successo solo con un’adeguata
garanzia di un sistema onesto e trasparente. Per questo i giornalisti hanno il
diritto di chiedere che il processo di nomina rispetti pienamente la legge in
vigore”, ha concluso White.
Giornalisti minacciati
FONTE: Association of Indipendent Electronic Media (ANEM)
26.04.03 - L’ ANEM ha fortemente protestato contro le minacce
nei confronti di Gordan Susa, un giornalista della rivista politica VIN.
Gordana Susa è stato l’editore di Video Weekly, un programma politico di VIN,
trasmesso per la prima volta il 18 aprile, 2003 dalla TV B92 e da una stazione
televisiva di ANEM e che mostrava un’intervista al primo ministro serbo Nebojsa
Covic. Susa ha affermato che Vladimir “Beba” Popovic ha telefonato dopo la
trasmissione, usando le più volgari parole ed insultandolo, con un tono non
appropriato e sgradevole, fino a minacciarlo. Popovic ha malignamente attaccato
Susa per una domanda posta durante la trasmissione al primo ministro. Susa ha
detto che Popovic ha affermato di non aver guardato lo show, ma di essere stato
successivamente informato del suo contenuto. Questo ha continuato dicendo di
essere stato irritato dalla domanda formulata al primo ministro circa la sua
posizione al Serbian Government Communications Bureau e la sua presenza ai
briefings per gli editori ed i giornalisti, regolarmente organizzati dal
governo Serbo da quando lo stato di emergenza è stato dichiarato. La domanda
posta al primo ministro è stata motivata dalle crescenti speculazioni sulla
posizione ufficiale di Popovic. Precedentemente era stata data notizia che
Popovic avesse lasciato la carica di capo del Communications Bureau del governo
e che fosse tornato in carica al briefing per gli editori come conseguenza
dell’assassinio di Zoran Djindjc e dell’introduzione dello stato d’emergenza.
L'ANEM sottolinea sia infatti paradossale che i giornalisti siano così
malignamente bersagliati e insultati per aver osato indagare sulla posizione di
una persona che tiene briefings agli editori negli uffici del governo. L'ANEM ha
inoltre enfatizzato che Gordana Susa è stato attaccato da un funzionario di
governo il cui lavoro implica il diretto contatto con i media e tutto questo
rende la situazione particolarmente allarmante.
L'ANEM evidenzia soprattutto il fatto che questo non è il primo episodio di
questo tipo che ha coinvolto Vladimir “Beba” Popovic, a giudicare dalle notizie
di rispettabili organizzazioni internazionali per la tutela dei media, come il
Committee to Protect Journalist (CPJ) organizzazione che ha sede a New York.
Perciò, l'ANEM invita le autorità affinché compiano finalmente qualche passo in
avanti per la tutela dei giornalisti. L’organizzazione fa appello ai sindacati
ed alle compagnie mediatiche affinché mostrino piena solidarietà a Gordana Susa,
ma anche agli altri giornalisti esposti alle pressioni e agli attacchi verbali a
causa del loro lavoro. |