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15 maggio
2003

Gazmend Kapllani ha vissuto in Grecia come immigrante per
12 anni. È di origine albanese e durante questo periodo il suo status è stato
quello di immigrato legale. Il suo permesso di soggiorno è stato rinnovato ogni
anno.
È conosciuto in Grecia come attivista per i diritti umani e
come giornalista. È editorialista per il più famoso giornale greco, TA NEA, e
produce regolarmente programmi per la Greek Public Radio. Inoltre, scrive spesso
per un quotidiano albanese, Koha Jone. I suoi articoli e i suoi servizi, si
occupano principalmente di diritti umani, delle minoranze e della loro
coesistenza in Grecia, in Europa e nei Balcani. Allo stesso tempo sta studiando
alla Panteoin University ad Atene.
Ha inoltrato domanda per il rinnovo del suo permesso di
soggiorno il 26 febbraio 2002, e non ha ricevuto alcuna risposta fino al 27
febbraio 2003. l’Ufficio Immigrazione lo ha informato che la sua richiesta è
stata rifiutata, in seguito a un intervento del Ministro dell’Ordine Pubblico
che lo ha definito “un pericolo per l’ordine pubblico e per la sicurezza
nazionale della Grecia”. La polizia greca ha rifiutato di dare ulteriori
dettagli all’Ufficio Immigrazione o al Difensore Civico greco dando sostegno
all’accusa che sia una persona pericolosa.
Dopo il rifiuto di rinnovare il permesso di Kapllani, il
Ministero dell’Ordine Pubblico è stato messo sotto pressione dal TA NEA e da
vari politici e personaggi pubblici che sono intervenuti personalmente chiedendo
spiegazioni. L’11 marzo 2003 il segretario generale del Ministero dell’Ordine
Pubblico, Mr. Eystadiades, ha invitato Kapllani al Ministero e gli ha comunicato
che in tre o quattro giorni il problema sarebbe stato risolto.
Nonostante queste rassicurazioni, Kapllani è stato
arrestato quattro giorni dopo a casa sua da due poliziotti senza mandato. È
stato portato nella prigione per gli immigrati clandestini nel distretto di
Kolonos ad Atene, con l’evidente intenzione di deportarlo. La Penteion
University a gli editori di TA NEA sono intervenuti per assicurare il suo
rilascio. La polizia ha giustificato il suo arresto dicendo che Kapllani era
stato condannato in absentia nel 1997 per non aver pagato una multa di 300
euro.
Dopo questo episodio il Ministero dell’Ordine Pubblico ha
dichiarato che avrebbe personalmente esaminato il caso e che l’avrebbe risolto
al più presto possibile. Ma sei settimane dopo non è successo niente e il
Ministero dell’Ordine Pubblico rifiuta ancora di ritirare l’accusa che Kapllani
sia una persona pericolosa. Può combattere questa accusa solo portando il
Ministero davanti a una corte. Finchè il processo non avrà luogo (il che avverrà
almeno fra 8 o 9 mesi) non avrà uno status legale, e non potrà lavorare né
abbandonare la Grecia. Il suo nome sarà aggiunto alla “lista nera” Schengen
degli stranieri non benvenuti. Inoltre, il processo gli costerà un’elevatissima
somma di denaro.
Rimane grande sconcerto sulla maniera in cui Kapllani è
stato etichettato come “pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza nazionale
della Grecia”, stato membro dell’Unione Europea:
a) se le autorità greche hanno qualche prova a sostegno delle loro accuse,
devono mostrarla immediatamente. La Grecia è firmataria della Convenzione
Europea per i Diritti Umani e le autorità devono attenersi ai suoi principi
b)
se non lo fanno, si può solo concludere che Kapllani sia stato preso di
mira per le sue origini e per aver parlato in difesa dei diritti degli
immigranti. Qualunque membro di una minoranza in Grecia che prende una tale
posizione ora rischia di essere considerato un pericolo per l’ordine pubblico e
per la sicurezza nazionale. Ciò costituisce una grave violazione dei diritti
umani e in particolar modo del diritto alla libertà d’espressione.
c)
La Grecia detiene attualmente la Presidenza dell’unione Europea. Il
governo ha fatto dell’immigrazione in Europa uno dei principali punti della sua
agenda. Il trattamento del caso di Kapllani lascia seri dubbi sulla buona fede
del governo greco riguardo a questo argomento.
d)
Il caso lascia aperte molte domande sulla situazione degli immigrati in
Grecia, che è già stata causa di preoccupazione per le organizzazioni dei
diritti umani. Se una figura pubblica come Kapllani può essere presa di mira in
questo modo, cosa può succedere a un anonimo immigrato?
Il Ministero dell’Ordine
Pubblico deve provare l’accusa che Kapllani sia “un pericolo per l’ordine
pubblico e la sicurezza nazionale della Grecia” e smettere di metterlo sotto
pressione. È responsabilità delle autorità greche assicurare che le comunità
possano convivere in armonia e che gli immigrati possano integrarsi pienamente
nella società greca.
Le lettere a sostegno di Gazmend
Kapllani possono essere inviate a:
- il Ministro dell’ordine Pubblico, Mr. Mixalis Xrisoxoidis –
ydt@otenet.gr FAX: 00.30.210 691 7944
- il Ministro degli Interni, Mr. Kostas Skandalidis –
info@ypes.gr FAX : 00.30.210 364 1048
Le copie possono essere inviate
a Gazmend Kapllani a:
shgip@ath.forthnet.gr
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