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Non
sparate ai giornalisti
di Roberto Reale
Prefazione di Ilvo Diamanti
Postfazione di Giuseppe Giulietti
UN LIBRO CHE CI RACCONTA LE STRATEGIE DEI SIGNORI
DELLA GUERRA PER MANIPOLARE LE NOTIZIE DALL'IRAQ E
CONDIZIONARE MEDIA E OPINIONE PUBBLICA
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28 maggio 2003

Un manuale per documentarsi, per
riuscire a muoversi nella nebbia di notizie che ha segnato
nel profondo la Guerra in Iraq. "Non sparate ai
giornalisti" è questo: una guida per rileggere il conflitto.
Prende le mosse dal giallo di una cannonata che colpisce e
porta la morte in un albergo gremito di reporter. Parte da
qui ma non si ferma. Si chiede cosa ha lasciato nelle nostre
menti il racconto degli eventi bellici. Indaga il
rapporto fra guerra e informazione sull´unica scala
possibile, quella globale.
Con un´attenzione focalizzata sulle strategie usate per
condizionare, pilotare, determinare le scelte dei media.
L´autore Roberto Reale, giornalista e docente di
linguaggio radiotelevisivo, rilegge criticamente documenti,
pagine web, articoli, pubblicati nei giorni delle armi,del
sangue, delle menzogne più spudorate. Questi materiali,
riletti e interpretati a caldo, offrono l´ opportunità di
riflettere sulle modalità con cui si è sviluppato il grande
confronto fra le due superpotenze in campo in questi tempi
di guerra infinita: governo degli Stati Uniti e opinione
pubblica mondiale. Il libro cerca risposte a una raffica di
domande. Perché tanti giornalisti sono morti? Come sono nati
gli embedded, i reporter incorporati nelle forze Usa? In
cosa è consistito il "giornalismo patriottico" di Fox News,
di Murdoch e soci? Che conseguenze ha la rottura del
monopolio occidentale da parte delle emittenti arabe? In
cosa si è caratterizzato il caso italiano?
Quale è stato il ruolo di internet? Dati, cifre, analisi
segnalano un´impressionante commistione di interessi fra
padroni dei grandi network informativi e strateghi
dell´attacco preventivo che utilizzano, promuovono,
sfruttano la copertura mediatica per fronteggiare le temute
reazioni dell´opinione pubblica.
Con la prefazione di Ilvo Diamanti, la testimonianza dell´inviato
a Baghdad del Giornale Radio Rai Ferdinando Pellegrini,
un´analisi di Giuseppe Giulietti, la pubblicazione dei
50 punti del contratto firmato dagli embedded, " Non sparate
ai giornalisti" non è un libro per tutti. E´
sconsigliato a chi vede nella guerra la prosecuzione
di una partita di calcio giocata con altri mezzi. Parla
invece piuttosto alla sensibilità e alla voglia di
capire di chi ritiene che le dittature fanno schifo, ma che
le democrazie non nascono dalle sofferenze dei popoli.
Dialoga con quelle bandiere arcobaleno caparbiamente
affacciate ai balconi, simbolo di una straordinaria volontà
di impegno civile.
Il libro, edito da "Nutrimenti", guarda al presente e al
futuro che incombe. Alla realtà delle guerre dimenticate,
degli orrori nascosti del nostro tempo che evidenziano le
ipocrisie di una "democrazia" che chiude gli occhi quando
non ha propri interessi in gioco.
Per questo una significativa parte del ricavato delle
vendite del volume, per concorde scelta dell´autore e
dell´editore, sarà destinata a promuovere la attività dell´Osservatorio
permanente su Informazione e Guerra sostenuta dall´
associazione Articolo21.
Perché libertà è anche denuncia di sofferenze,
soprusi, violenze, sopraffazioni, colpevolmente ignorate
dalla "grande" comunicazione.
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