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DOSSIER CUBA
PRIGIONIERI DELLA PAROLA

La fortissima accelerazione repressiva del governo cubano, i termini del dibattito, le polemiche che l'hanno seguita

Appello di Isf agli europarlamentari italiani per una iniziativa dell' UE che punti alla scarcerazione dei giornalisti indipendenti cubani e al ritiro della legge Usa (la Helms-Burton)  che inasprisce l'embargo contro l'isola

Informazione senza frontiere rivolge agli europarlamentari italiani un appello a  promuovere e sollecitare, nell' ambito del semestre di presidenza italiana, una iniziativa politica dell' Unione europea nei confronti dei governi di Cuba e degli Usa in relazione alla durissima ondata repressiva che ha coinvolto 75 dissidenti cubani, fra cui 28 giornalisti indipendenti, arrestati a marzo e condannati a pesanti pene di reclusione.
L' iniziativa - nelle forme ritenute più opportune - dovrebbe puntare a ottenere da Fidel Castro la liberazione dei giornalisti e degli altri dissidenti vittime della maxiretata di marzo e il ritiro della 'Legge 88', la cosiddetta 'legge bavaglio'. E, nello stesso tempo, a ottenere da Washington un impegno a rivedere la politica dell' embargo contro Cuba, ritirando la Legge Helms-Burton - come del resto sollecitato dall' Onu per ben 11 volte - come primo passo di una riconsiderazione di tutta la sua linea nei confronti dell' isola.
L' improvvisa ondata repressiva contro la dissidenza, infatti, rappresenta solo l' ultimo inasprimento della spirale di azioni e reazioni che caratterizza da decenni il problema Cuba e che, col crollo del muro di Berlino, sembra aver congelato la situazione in una sorta di cupa e ossessionante partita a due fra l' Avana e Washington. Un' impasse da cui si potrebbe uscire solo attraverso una ''disamericanizzazione'' del problema e, quindi, attraverso un intervento autorevole dell' Unione europea su entrambi gli interlocutori e non facendo leva, come è avvenuto finora, soltanto su Cuba.
In un recente rapporto che Isf ha realizzato sulla vicenda si rileva come, anche stando ai documenti ufficiali di accusa delle autorità cubane, i comportamenti attribuiti ai giornalisti condannati, più che nell' ambito di una attività di carattere sovversivo, rientrano nella sfera dell' esercizio della libertà di espressione e di riunione, diritti che sono internazionalmente protetti.
Il rapporto presenta ampi stralci dei capi di imputazione contro alcuni dei principali imputati e il relativo quadro legislativo, i brani chiave della torrenziale requisitoria d' accusa del ministro degli esteri Felipe Perez Roque e la lunga testimonianza d' accusa del giornalista Nestor Baguer, l' agente Octavio, uno dei 12 agenti dei servizi di sicurezza castristi infiltrati nella dissidenza.
Ne emerge una intensa attività di pressione della Sezione di interessi Usa all' Avana e una fitta rete di rapporti economici e professionali fra i giornalisti arrestati e agenzie di informazione con sede a Miami finanziate con fondi provenienti in gran parte da strutture e programmi governativi degli Stati Uniti. Ma niente che possa però far pensare a concreti progetti sovversivi. 
Un' attività che le autorità cubane hanno sanzionato soprattutto sulla base della Legge 88, che anche Amnesty international ritiene assolutamente contraria agli standard internazionali relativi alla libertà di espressione e di riunione, e che le stesse autorità cubane giustificano soltanto come frutto di una reazione difensiva contro la Helms-Burton, la legge che inaspriva l' embargo contro l' isola.  
Oltre a produrre danni economici e sociali rilevantissimi, l' embargo ha alimentato un clima in cui i diritti fondamentali come la libertà di espressione sono stati costantemente calpestati e, nello stesso tempo, ha fornito un alibi al governo cubano per la sua politica repressiva e per il blocco di qualsiasi, pur timida, ipotesi di riforma del sistema.
Isf ritiene che, come ha recentemente rilevato Osvaldo Paya (forse il più noto dissidente cubano, padre del Progetto Varela), bisognerebbe ''disamericanizzare'' il problema Cuba. Un obbiettivo che potrebbe realisticamente porsi l' Unione europea con l' apertura di un dialogo a tre, in cui però dovrebbe essere l' UE a definire il contesto e gestire l' agenda.

    per ulteriori informazioni e per scriverci: direttore.isf@libero.it