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di
Gavyn Davies
(presidente della Bbc, nella foto)
Fonte:
l'Unità
28 luglio 2003
Persino in presenza della tristezza suscitata dalla tragica morte del
dottor Kelly, c’è chi in ambienti governativi ha ritenuto fosse il
caso di mettere sotto accusa i consiglieri d’amministrazione della Bbc.
L’ostinata autonomia del consiglio d’amministrazione dinanzi alle
pressioni ha quasi gettato nella confusione alcuni esponenti politici.
Quegli esponenti, per la precisione, decisi ad influenzare le
decisioni editoriali della fonte di informazioni più affidabile della
Gran Bretagna. Le minacce, velate e non velate, provenienti da «fonti
governative», di vendicarsi della Bbc tagliando i finanziamenti,
rimuovendo il direttore generale e modificando lo statuto sono state
riportate frequentemente dai media.
Tutto questo dimostra ampiamente
perché la Gran Bretagna ha ancora bisogno che il sistema di gestione
sperimentato e collaudato della Bbc sia in grado di resistere a
tempeste di questa natura.
I consiglieri di amministrazione della Bbc vengono nominati dal
ministro della Cultura seguendo la procedura prevista dalla normativa
Nolan. Tessa Jowell ha appena nominato o rinominato 10 dei 12
consiglieri di amministrazione inclusi il presidente e il
vicepresidente. Stranamente alcuni degli amici del governo sembrano
aver perso fiducia nella capacità di giudizio e nell'onestà delle
persone nominate. La nostra integrità viene attaccata e veniamo puniti
per il fatto di avere opinioni diverse dal governo su questioni di
carattere editoriale. Dal momento che abbiamo avuto la temerarietà di
fare questo, si sottintende che un sistema che ha protetto la Bbc per
80 anni dovrebbe essere spazzato via e sostituito da una autorità
esterna che «rimetta in riga la Bbc».
Confido che in seno al governo prevalgano le persone più assennate.
C’é una sola ragione per cui la Bbc è riuscita a costruirsi nel tempo
un patrimonio di fiducia tra gli ascoltatori e i telespettatori e
questa ragione va individuata nel fatto che non è la voce dello Stato.
Nell’ambiente politico tutti sostengono di non voler cambiare questa
realtà, ma talvolta le loro iniziative sono di segno diverso. Quando
ciò accade la Bbc ha bisogno che il suo consiglio di amministrazione
si opponga e dica «basta».
Tutti i consiglieri nominati con una procedura altamente selettiva
hanno un curriculum di spicco nel loro campo. Pur di appartenenza
politica diversa, o di nessuna appartenenza politica, sono tutti
consapevoli del fatto di dover lasciare le loro opinioni politiche
fuori della porta della sala in cui si riunisce il consiglio di
amministrazione della Bbc. Nella Bbc hanno molti ruoli diversi, ma il
principale consiste nell’erigere una barriera sicura tra i processi
editoriali della Bbc e i tentativi di interferenza politica. Nessun
meccanismo alternativo potrebbe svolgere questa funzione meglio del
consiglio di amministrazione. Ciò è stato più che ampiamente
dimostrato nelle ultime settimane. Durante la guerra in Iraq la Bbc
News è stata costantemente sotto attacco da parte dei politici che
accusavano l’emittente di seguire una linea editoriale opposta alla
posizione del governo rispetto alla guerra. Ma lo statuto della Bbc
dice che la Bbc News deve riflettere in ogni momento il pluralismo
delle opinioni presenti nel paese. Così come avevamo il dovere di dare
voce a quanti erano favorevoli alla guerra, dovevano avere spazio
nella radiotelevisione pubblica anche le opinioni contrarie alla
guerra.
Inoltre la Bbc ha continuato ad esaminare e a valutare le
informazioni da qualunque fonte venissero. Molti trovano la cosa
fastidiosa, ma le circostanze della guerra non costituivano una buona
ragione per venire meno a questa linea di condotta della Bbc in
materia di informazione. (……) Durante e dopo la guerra i consiglieri
di amministrazione sono giunti alla conclusione che la Bbc è rimasta
fedele all'imparzialità e alla verità pur in presenza di pressioni
quasi intollerabili. Sono orgoglioso dei giornalisti professionisti
responsabili dell’informazione. Naturalmente ci sono stati singoli
errori ma gli ascoltatori e i telespettatori hanno riconosciuto che la
fiducia che hanno sempre avuto nella BBC non è stata tradita. I
servizi di informazione della Bbc sono stati seguiti da un crescente
numero di persone e le prove dimostrano chiaramente che i cittadini si
fidavano della Bbc molto più che di qualsiasi altra fonte di
informazione. Il recente attacco di Alastair Campbell alla Bbc non ha
riguardato prevalentemente la vicenda di Andrew Gilligan nel programma
Dotta, ma è stata una aggressione a tutto campo contro le motivazioni,
le capacità e la professionalità di tutti gli operatori
dell’informazione. Considerato da dove veniva l’attacco, i consiglieri
di amministrazione non potevano farlo passare sotto silenzio. Nella
riunione straordinaria del consiglio di amministrazione del 6 luglio
abbiamo respinto l’accusa centrale di Campbell secondo cui l’intera
Bbc stava conducendo una campagna contro di lui, contro il governo e
contro la guerra. Sono lieto del fatto che Campbell sembra aver
ritirato queste accuse. (….) I consiglieri di amministrazione sono
stati accusati di essere saltati alle conclusioni emanando un verdetto
prima del rapporto della Commissione Esteri della Camera dei Comuni
previsto per il giorno seguente. Ma noi già sospettavamo che il
rapporto sarebbe stato inconcludente e così è stato. Siamo anche stati
accusati di essere nulla più che i tirapiedi della direzione quando
abbiamo respinto le critiche di Alastair Campbell sull’etica dei
servizi di informazione della Bbc. Ma l’immensa forza del sistema di
gestione della Bbc consiste nel fatto che i 12 consiglieri non sono
obbligati nei confronti di chicchessia. Non hanno obblighi nei
confronti della direzione, della concorrenza o del governo. Non fanno
questo lavoro per denaro o per guadagnarsi posizioni di prestigio
sociale. Lo fanno semplicemente perché credono nell’autonomia di una
grande istituzione. Per questo montano così gelosamente la guardia
all’autonomia della Bbc e continueranno a farlo.
© Sunday Telegraph
Traduzione di Carlo Antonio Biscotto
Proteste internazionali
"LA PROTEZIONE DELLE FONTI E’ PIETRA
MILIARE DEL GIORNALISMO”. L’IFJ COMMENTA LA TRAGICA VICENDA DI DAVID KELLY
22.07.03 - “Il governo e il parlamento britannico stanno
minacciando i valori fondanti della professione
giornalistica”. Questo il secco commento dell’International
Federation of Journalists sulla “battaglia” tra governo e
BBC che ha portato alla tragica morte dello scienziato David
Kelly, consulente del ministero della Difesa britannico.
L’uomo era stato pubblicamente accusato dal Ministro di
essere fonte informativa della BBC e, secondo quanto ha
ammesso la stessa emittente britannica il 20 luglio, proprio
Kelly avrebbe informato Andrew Gilligan, esperto militare
del network, delle presunte manipolazioni nel dossier
governativo riguardante gli arsenali di sterminio iracheni,
manipolazioni rivolte a giustificare l’intervento militare
in Iraq. “Quest’uomo è vittima di una macchinazione del
governo orientata a scoprire e punire i pubblici funzionari
che parlano ai giornalisti – ha commentato il segretario
generale dell’International Federation of Journalists (IFJ)
Aidan White – anche quando questo avviene nell’interesse
pubblico”. La Federazione ha ribadito che la protezione
delle fonti è pietra miliare del giornalismo, e che i
giornalisti dovrebbero essere in grado di proteggere coloro
che presentano informazioni. Se questo non avviene, le fonti
si esauriscono e la stessa democrazia ne risente. L’azione
del governo britannico – ha continuato la Federazione – sta
sfidando recenti decisioni dei tribunali europei, che hanno
sottolineato l’importanza per i giornalisti di tutelare le
proprie fonti; tuttavia, governi e autorità continuano a
tentare di soffocare il dissenso e di nascondere l’indagine
giornalistica spesso con il solo scopo di evitare
l’esposizione pubblica di comportamenti poco corretti.
“Abbiamo lanciato una campagna globale in difesa delle fonti
giornalistiche, ha concluso White, e diamo il pieno supporto
a tutti i giornalisti che hanno rifiutato di fornire prove,
anche davanti a tribunali internazionali, se questo
significava esporre fonti confidenziali di informazione”.
Informazione
senza frontiere esprime solidarietà ai colleghi della BBC
pesantemente attaccati dopo le rivelazioni sul dossier Iraq
22.07.03 - "La BBC si conferma
come uno dei punti di riferimento dell'informazione indipendente" dichiara il
segretario di Isf, Stefano Marcelli, che oggi ha inviato la solidarietà
dell'associazione italiana ai colleghi del servizio pubblico inglese. "I
colleghi inglesi sono stati gli unici a rompere la pesante cappa di piombo che
si è abbattuta sull'informazione all'indomani dell'operazione Enduring Freedom e
ora stanno pagando questa coraggiosa manifestazione di indipendenza con un
attacco tanto violento da assumere connotati tragici e da mettere a repentaglio
la tutela della riservatezza delle fonti e la stessa autonomia della professione
giornalistica.Come ha dimostrato anche la guerra in Iraq con il suo pesante
tributo di sangue, ai giornalisti rischia di venir negato il ruolo di testimoni
e voci critiche, tentando di arruolarli d'ufficio al di qua o al di là delle
linee del fronte. Il niger-gate è certo un caso oscuro, all'interno del quale si
muovono numerosi inquietanti intrecci, ma i colleghi della BBC hanno sicuramente
il merito di aver messo per primi il dito in una piaga che mette in dubbio
l'attendibilità di autorevoli dichiarazioni di più di un capo di Stato. Facciamo
appello alle associazioni internazionali che si occupano di libertà di
informazione ad alzare la propria voce a tutela di uno spazio di autonomia che
si identifica con l'essenza stessa della democrazia".
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