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NYGERGATE, BREVE STORIA

Guerra di notizie per Blair

Intervista a Jeremy Dear, segretario del sindacato giornalisti britannici: «Questa morte sarà per noi paralizzante. Già si nascondono le menzogne che hanno portato il paese in guerra. E la Bbc, il media britannico meno contrario all'intervento in Iraq, ha sbagliato: le fonti non si rivelano»§

DOSSIER IRAQ: false prove, spie, responsabilità, omissioni...
La morte di David Kelly, lo scienziato accusato di aver rivelato informazioni sulle manipolazioni dei rapporti d'intelligence, e la libertà dell’informazione

La lettera di Gavyn Davies: «Così uccidono l'informazione»

di Gavyn Davies (presidente della Bbc, nella foto)
Fonte: l'Unità
28 luglio 2003

Persino in presenza della tristezza suscitata dalla tragica morte del dottor Kelly, c’è chi in ambienti governativi ha ritenuto fosse il caso di mettere sotto accusa i consiglieri d’amministrazione della Bbc. L’ostinata autonomia del consiglio d’amministrazione dinanzi alle pressioni ha quasi gettato nella confusione alcuni esponenti politici.
Quegli esponenti, per la precisione, decisi ad influenzare le decisioni editoriali della fonte di informazioni più affidabile della Gran Bretagna. Le minacce, velate e non velate, provenienti da «fonti governative», di vendicarsi della Bbc tagliando i finanziamenti, rimuovendo il direttore generale e modificando lo statuto sono state riportate frequentemente dai media.
Tutto questo dimostra ampiamente perché la Gran Bretagna ha ancora bisogno che il sistema di gestione sperimentato e collaudato della Bbc sia in grado di resistere a tempeste di questa natura.
I consiglieri di amministrazione della Bbc vengono nominati dal ministro della Cultura seguendo la procedura prevista dalla normativa Nolan. Tessa Jowell ha appena nominato o rinominato 10 dei 12 consiglieri di amministrazione inclusi il presidente e il vicepresidente. Stranamente alcuni degli amici del governo sembrano aver perso fiducia nella capacità di giudizio e nell'onestà delle persone nominate. La nostra integrità viene attaccata e veniamo puniti per il fatto di avere opinioni diverse dal governo su questioni di carattere editoriale. Dal momento che abbiamo avuto la temerarietà di fare questo, si sottintende che un sistema che ha protetto la Bbc per 80 anni dovrebbe essere spazzato via e sostituito da una autorità esterna che «rimetta in riga la Bbc».
Confido che in seno al governo prevalgano le persone più assennate. C’é una sola ragione per cui la Bbc è riuscita a costruirsi nel tempo un patrimonio di fiducia tra gli ascoltatori e i telespettatori e questa ragione va individuata nel fatto che non è la voce dello Stato.
Nell’ambiente politico tutti sostengono di non voler cambiare questa realtà, ma talvolta le loro iniziative sono di segno diverso. Quando ciò accade la Bbc ha bisogno che il suo consiglio di amministrazione si opponga e dica «basta».
Tutti i consiglieri nominati con una procedura altamente selettiva hanno un curriculum di spicco nel loro campo. Pur di appartenenza politica diversa, o di nessuna appartenenza politica, sono tutti consapevoli del fatto di dover lasciare le loro opinioni politiche fuori della porta della sala in cui si riunisce il consiglio di amministrazione della Bbc. Nella Bbc hanno molti ruoli diversi, ma il principale consiste nell’erigere una barriera sicura tra i processi editoriali della Bbc e i tentativi di interferenza politica. Nessun meccanismo alternativo potrebbe svolgere questa funzione meglio del consiglio di amministrazione. Ciò è stato più che ampiamente dimostrato nelle ultime settimane. Durante la guerra in Iraq la Bbc News è stata costantemente sotto attacco da parte dei politici che accusavano l’emittente di seguire una linea editoriale opposta alla posizione del governo rispetto alla guerra. Ma lo statuto della Bbc dice che la Bbc News deve riflettere in ogni momento il pluralismo delle opinioni presenti nel paese. Così come avevamo il dovere di dare voce a quanti erano favorevoli alla guerra, dovevano avere spazio nella radiotelevisione pubblica anche le opinioni contrarie alla guerra.
Inoltre la Bbc ha continuato ad esaminare e a valutare le informazioni da qualunque fonte venissero. Molti trovano la cosa fastidiosa, ma le circostanze della guerra non costituivano una buona ragione per venire meno a questa linea di condotta della Bbc in materia di informazione. (……) Durante e dopo la guerra i consiglieri di amministrazione sono giunti alla conclusione che la Bbc è rimasta fedele all'imparzialità e alla verità pur in presenza di pressioni quasi intollerabili. Sono orgoglioso dei giornalisti professionisti responsabili dell’informazione. Naturalmente ci sono stati singoli errori ma gli ascoltatori e i telespettatori hanno riconosciuto che la fiducia che hanno sempre avuto nella BBC non è stata tradita. I servizi di informazione della Bbc sono stati seguiti da un crescente numero di persone e le prove dimostrano chiaramente che i cittadini si fidavano della Bbc molto più che di qualsiasi altra fonte di informazione. Il recente attacco di Alastair Campbell alla Bbc non ha riguardato prevalentemente la vicenda di Andrew Gilligan nel programma Dotta, ma è stata una aggressione a tutto campo contro le motivazioni, le capacità e la professionalità di tutti gli operatori dell’informazione. Considerato da dove veniva l’attacco, i consiglieri di amministrazione non potevano farlo passare sotto silenzio. Nella riunione straordinaria del consiglio di amministrazione del 6 luglio abbiamo respinto l’accusa centrale di Campbell secondo cui l’intera Bbc stava conducendo una campagna contro di lui, contro il governo e contro la guerra. Sono lieto del fatto che Campbell sembra aver ritirato queste accuse. (….) I consiglieri di amministrazione sono stati accusati di essere saltati alle conclusioni emanando un verdetto prima del rapporto della Commissione Esteri della Camera dei Comuni previsto per il giorno seguente. Ma noi già sospettavamo che il rapporto sarebbe stato inconcludente e così è stato. Siamo anche stati accusati di essere nulla più che i tirapiedi della direzione quando abbiamo respinto le critiche di Alastair Campbell sull’etica dei servizi di informazione della Bbc. Ma l’immensa forza del sistema di gestione della Bbc consiste nel fatto che i 12 consiglieri non sono obbligati nei confronti di chicchessia. Non hanno obblighi nei confronti della direzione, della concorrenza o del governo. Non fanno questo lavoro per denaro o per guadagnarsi posizioni di prestigio sociale. Lo fanno semplicemente perché credono nell’autonomia di una grande istituzione. Per questo montano così gelosamente la guardia all’autonomia della Bbc e continueranno a farlo.

© Sunday Telegraph
Traduzione di Carlo Antonio Biscotto
 

Proteste internazionali

"LA PROTEZIONE DELLE FONTI E’ PIETRA MILIARE DEL GIORNALISMO”. L’IFJ COMMENTA LA TRAGICA VICENDA DI DAVID KELLY

22.07.03 - “Il governo e il parlamento britannico stanno minacciando i valori fondanti della professione giornalistica”. Questo il secco commento dell’International Federation of Journalists sulla “battaglia” tra governo e BBC che ha portato alla tragica morte dello scienziato David Kelly, consulente del ministero della Difesa britannico. L’uomo era stato pubblicamente accusato dal Ministro di essere fonte informativa della BBC e, secondo quanto ha ammesso la stessa emittente britannica il 20 luglio, proprio Kelly avrebbe informato Andrew Gilligan, esperto militare del network, delle presunte manipolazioni nel dossier governativo riguardante gli arsenali di sterminio iracheni, manipolazioni rivolte a giustificare l’intervento militare in Iraq. “Quest’uomo è vittima di una macchinazione del governo orientata a scoprire e punire i pubblici funzionari che parlano ai giornalisti – ha commentato il segretario generale dell’International Federation of Journalists (IFJ) Aidan White – anche quando questo avviene nell’interesse pubblico”. La Federazione ha ribadito che la protezione delle fonti è pietra miliare del giornalismo, e che i giornalisti dovrebbero essere in grado di proteggere coloro che presentano informazioni. Se questo non avviene, le fonti si esauriscono e la stessa democrazia ne risente. L’azione del governo britannico – ha continuato la Federazione – sta sfidando recenti decisioni dei tribunali europei, che hanno sottolineato l’importanza per i giornalisti di tutelare le proprie fonti; tuttavia, governi e autorità continuano a tentare di soffocare il dissenso e di nascondere l’indagine giornalistica spesso con il solo scopo di evitare l’esposizione pubblica di comportamenti poco corretti. “Abbiamo lanciato una campagna globale in difesa delle fonti giornalistiche, ha concluso White, e diamo il pieno supporto a tutti i giornalisti che hanno rifiutato di fornire prove, anche davanti a tribunali internazionali, se questo significava esporre fonti confidenziali di informazione”.  

Informazione senza frontiere esprime solidarietà ai colleghi della BBC pesantemente attaccati dopo le rivelazioni sul dossier Iraq

22.07.03 - "La BBC si conferma come uno dei punti di riferimento dell'informazione indipendente" dichiara il segretario di Isf, Stefano Marcelli, che oggi ha inviato la solidarietà dell'associazione italiana ai colleghi del servizio pubblico inglese. "I colleghi inglesi sono stati gli unici a rompere la pesante cappa di piombo che si è abbattuta sull'informazione all'indomani dell'operazione Enduring Freedom e ora stanno pagando questa coraggiosa manifestazione di indipendenza con un attacco tanto violento da assumere connotati tragici e da mettere a repentaglio la tutela della riservatezza delle fonti e la stessa autonomia della professione giornalistica.Come ha dimostrato anche la guerra in Iraq con il suo pesante tributo di sangue, ai giornalisti rischia di venir negato il ruolo di testimoni e voci critiche, tentando di arruolarli d'ufficio al di qua o al di là delle linee del fronte. Il niger-gate è certo un caso oscuro, all'interno del quale si muovono numerosi inquietanti intrecci, ma i colleghi della BBC hanno sicuramente il merito di aver messo per primi il dito in una piaga che mette in dubbio l'attendibilità di autorevoli dichiarazioni di più di un capo di Stato. Facciamo appello alle associazioni internazionali che si occupano di libertà di informazione ad alzare la propria voce a tutela di uno spazio di autonomia che si identifica con l'essenza stessa della democrazia".

    per ulteriori informazioni e per scriverci: direttore.isf@libero.it