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L’IPI si appella affinché vengano apportate significative modifiche al disegno di legge per la disciplina dei media in Kazakhstan

Traduzione: Anja Gepponi per Informazione senza frontiere

L’International Press Institute (IPI) ha rilasciato un comunicato sulla proposta di legge in Kazakhstan “riguardo i mass media” sottolineando numerose deficienze se confrontata con gli standard internazionali sulla libertà di stampa.
In un comunicato intitolato: “ Rapporto sulla legge della Repubblica del Kazakhstan riguardo i mass media”, l’IPI ha affermato che nella forma attuale la legislazione è danneggiata e che per molti aspetti è molto distante dagli standard internazionali sulla libertà di stampa. E’ difficile non rendersi conto della legge concernente i mass media (“CMM”) come tentativo da parte del governo per controllare ed intimidire i media.
Nella relazione sul disegno di legge, l’IPI argomenta che il governo del Kazakhstan necessita di lavorare più duramente per includere gli standard internazionali sulla libertà di stampa e di espressione, in particolare per quanto riguarda le adeguate definizioni di libertà di stampa, le limitazioni di questo diritto, la segretezza delle leggi, la fiducia verso i giornalisti, la censura, la libertà di informazione, e l’attività dei media durante il periodo elettorale.
Riguardo la definizione e l’uso della CMM, IPI ritiene che ci siano aree nelle quali è facilmente riscontrabile la necessità di rimuovere le ambiguità e le contraddizioni nella formulazione della legge.
Per quanto riguarda invece il controllo governativo, l’IPI è preoccupato che un grande numero di articoli potrebbero essere soggetti ad abusi, in particolare, quelli che permettono al governo di sollevare giornalisti e direttori dal loro incarico od ostacolare i proprietari nella costituzione di nuove organizzazioni mediatiche.  Inoltre, è stato registrato il tentativo di difendere ulteriormente i politici andando contro gli standard internazionali che affermano l’obbligo da parte dei politici di accettare i più importanti esami critici.
Per concludere, IPI fa appello affinché il governo del Kazakhstan apporti alcune modifiche all’attuale disegno  del CMM ed intraprenda un accurata revisione nel rispetto degli standard internazionali sulla libertà di stampa. 

Parlando del disegno di legge, il direttore dell'IPI, Johann P. Fritz ha affermato, “Nel momento in cui il governo dichiara di avere serie intenzioni riguardo l’introduzione di reali cambiamenti nel panorama dell’informazione, questa legge comporta visioni contrastanti. Se il governo fosse realmente intenzionato dovrebbe riconsiderare il disegno di legge e riaprire il processo di discussione, il quale potrebbe permettere un importante dibattito tra i membri stessi del governo, con i giornalisti e le organizzazioni internazionali.” 

International Press Institute
Rapporto sulla legge delle Repubblica del Kazakhstan “Concernente i mass media"


A.
      Introduzione

L’International Press Institute (IPI), la rete globale degli editori e degli esecutivi, è stato invitata a rivedere la proposta di legge “Concernente i mass media” (“CMM”) alla luce degli standard internazionali sulla libertà di stampa e d’espressione.

 B.      Documenti esaminati

a) Legge della Repubblica del Kazakhstan “Concernente i Mass Media”, Ministero dell’Informazione (Kazakhstan).
b) Dichiarazione dei Diritti  Umani delle Nazioni Unite
c)
Fine del rapporto 

Lo scopo di questo rapporto è quello di fornire l’opinione di un’organizzazione internazionale per la libertà di stampa , di analizzare le definizioni e le procedure, di sottolineare i problemi con la legge e, dove necessario, proporre degli emendamenti alla versione attuale.
Perseguendo questo obiettivo, l’IPI ha fornito una serie di dettagliate raccomandazioni necessarie al miglioramento della legge. Tuttavia, facendo questo, si è concentrato su quelle sezioni che rappresentano il problema maggiore per la libertà di stampa e d’espressione. In realtà, ha rivisto la legislazione sulla radiodiffusione solo dove questa sembrava violare la libertà di stampa. Questo rapporto non dovrebbe, in nessuna maniera, essere visto come l’espressione del punto di vista dell’IPI riguardo alla radiodiffusione. 

D. L’IPI ed i suoi Obiettivi 

1.L’International Press Institute 

Nel Ottobre 1950, 34 editori di 15 paesi si incontrarono alla Columbia University, New York, per formare una organizzazione mondiale dedicata alla promozione e protezione  della libertà di stampa e il miglioramento della pratica del giornalismo.
L’idea per tale organizzazione si è evoluta come conseguenza della seconda guerra mondiale e l’International Press Institute (IPI) è stato fondato con la convinzione che la libertà di stampa avrebbe contribuito alla creazione di un mondo migliore.
Oggi, l’IPI è finalmente giunto ad essere una organizzazione mondiale con membri provenienti da più di 115 paesi in tutto il mondo.
Anche se la dimensione dell’organizzazione è cambiata, la sua filosofia rimane la stessa: che la libertà di espressione è il diritto che protegge tutti i diritti e che questa libertà necessita di essere promossa e difesa.
I membri dell’IPI sono editori ed esecutivi  che lavorano per alcune delle più rispettate emittenti. L’IPI ha inoltre introdotto una nuova categoria: “IPI Leading Journalists” che è aperta ai capi dei dipartimenti, capi ufficio, corrispondenti ed altri.
Inoltre, in molti paesi i membri dell’IPI hanno stabilito Comitati Nazionali che lo supportano nel suo lavoro per migliorare la situazione dei media. La reputazione e la dedizione dei membri è la ragione centrale che sta dietro al successo dell’organizzazione.
Essendo l’organizzazione mondiale per la libertà di stampa più longeva, la community dell’IPI trova i suoi elementi con una inestimabile rete di contatti attraverso l’intero globo, che si è rivelata essere di grande beneficio professionale per i suoi membri. 

2. Obiettivi dell’IPI·        

Le notizie, la libera trasmissione di informazioni, la libera pubblicazione di quotidiani, la libera espressione dei punti di vista,
Il raggiungimento di un’intesa tra giornalisti e tra le persone;
La promozione del libero scambio di accurate ed imparziali notizie tra le nazioni;
L’avanzamento e la salvaguardia della libertà di stampa;
Il miglioramento della pratica giornalistica. 

3.Considerazioni sull’Articolo 19 

 L’Articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo afferma quanto segue:
“Ognuno ha il diritto alla libertà di opinione e d’espressione; questo diritto include la libertà di avere un punto di vista senza alcuna interferenza e di cercare, ricevere e diffondere informazioni ed idee attraverso qualsiasi mezzo e senza curarsi delle frontiere.”
IPI ritiene che l’Articolo 19 sia la più importante ed eminente dichiarazione sulla libertà di stampa e d’espressione e, pertanto, è lo standard internazionale che ispira, modella, permea tutto il lavoro dell’IPI nella sfera dei media.
Tutti i commenti dell’IPI, riscontrabili nel seguente rapporto devono essere visti alla luce dell’Articolo 19. 

E.      Storia della Legge Kazaka in quest’area e nella legislazione proposta 

La prima legge sui mass media, in Kazakhstan, è stata emanata il 28 Giugno 1991, prima della sua indipendenza. Nel 1999, il paese ha approvato la seconda legge sui mezzi di comunicazione che regolava tutte le emittenti del Kazakhstan. Al momento, non vi sono leggi sulla radiodiffusione.
Il presente rapporto si basa su di una copia ufficiosa del CMM che è stata fornita all’IPI dal Congresso dei Giornalisti in Kazakhstan. 

F.      Panorama della legislazione proposta 

Il CMM contiene 11 capitoli con i seguenti titoli: 

Capitolo 1. “Previsioni generali”; Capitolo 2. “Entità d’informazione di massa”; capitolo 3. “Organizzazione delle attività dei mass Media”; Capitolo 4. “Distribuzione e marketing della Produzione dei Mass  Media”; Capitolo 5. “Organizzazione della Trasmissione di radio e Televisione”; Capitolo 6. “Licenze per Radio e Televisione”; Capitolo 7. “Relazione dei Mass Media con i cittadini e con le istituzioni pubbliche”; Capitolo 8. “Diritti ed Obblighi dei Giornalisti”; Capitolo 9. “Credenziali per i giornalisti”; Capitolo 10. “Suscettibilità di Interrompere la Legislazione sui Mass Media”; Capitolo 11. “Disposizioni Finali”. 

Vi è un totale di 41 Articoli contenuti nel CMM. 

Dopo una generale definizione delle sezioni, il CMM può essere suddiviso in tre parti distinte. La prima sezione esamina il linguaggio dei mass media; le attività di questi; la regolamentazione statale; la relazione tra gli editori ed i proprietari; la pubblicizzazione, i requisiti per la registrazione, inclusi: applicazioni, sospensioni, termine ; distribuzione e marketing dei mass media.
La seconda sezione si concentra sulla diffusione delle radio e delle televisioni, in particolare, la programmazione, le licenze, i messaggi ingiuntivi, e le revoche. Nella terza sezione, il CMM sottolinea i diritti e gli obblighi dei giornalisti; esamina le credenziali di questi; ed espone la suscettibilità di interrompere sui mass media. 

G: Analisi della legislazione proposta 

L’IPI ha fornito il seguente rapporto basandosi su di una traduzione non ufficiale. Per questa ragione, questo non ha la totale sicurezza che tutte le definizioni e gli articoli contenuti nel CMM siano stati tradotti in inglese correttamente. Il resoconto, pertanto, deve essere visto solo una relazione iniziale e non la dichiarazione finale e definitiva  dell’IPI sul CMM. 
In particolare, il “Capitolo 1: Definizioni” contiene numerose nozioni poco chiare, per esempio, “Informazione di massa,” “Editoriale dei mass media” e “Violenza e brutale propaganda” che sono difficili da interpretare. Inoltre, il CMM usa l’espressione “Mass Media” in molte delle sezioni, ma IPI non è stato in grado di trovare una giusta definizione per ciò. Questo ha inoltre causato numerose difficoltà nell’esaminare la legge.
Ricordando questo, l’IPI vorrebbe incoraggiare il governo del Kazakhstan ad una profonda revisione della sezione delle definizioni nel capitolo 1 ed a prestare la dovuta attenzione nel rimuovere tutte le ambiguità. Inoltre è importante che una definizione di “Mass Media”, sia inclusa nella sezione.
A parte questo aspetto del CMM, l’IPI ritiene che un fondamentale difetto sia la decisione di includere sia la carta stampata che i mezzi televisivi nella stessa legislazione. L’IPI vede questa come puramente arbitraria in quanto sembra sia stata pensata senza il dovuto riguardo alle differenze essenziali tra le due branche dell’informazione.
Nonostante non sia appropriato presentare in questo rapporto una discussione dettagliata sulle differenze tra la carta stampata ed i mezzi televisivi, il seguente è un breve passaggio riguardo le ragioni per cui l’IPI ritiene che questi non dovrebbero essere regolamentati dalla stessa legislazione.
Forse la più importante distinzione tra le due branche della professione risiede nella complessità dei mezzi televisivi o multimediali se comparati con la carta stampata. L’importanza della radio e della televisione, e la convinzione che questi abbiano una grande impatto e riescano a raggiungere un vasto pubblico ha significato che questi mezzi siano tradizionalmente regolati da specifiche leggi. Tali disposizioni coprono tutti gli elementi di un processo di trasmissione, incluso: il ruolo del servizio pubblico, i doveri delle televisioni private, il processo di appalto, le licenze e la pubblicità. All’interno di queste leggi, ci sono disposizioni differenti riguardo al  controllo delle accuse rivolte alla televisione e alla radio (questi possono differire per le procedure, secondo che si tratti di servizio pubblico o privato).
La natura dei mezzi elettronici, come la radio o la televisione, richiedono differenti linee guida rispetto alla carta stampata. Questioni concernenti messaggi subliminali, pubblicità,  stereotipi, violenza, contenuti sessuali, suddivisione dei tempi di trasmissione, nonostante alcuni si possano riferire anche alla carta stampata, richiedono una regolamentazione che prenda in considerazione le differenze tra i vari mezzi di comunicazione. Inoltre, la possibilità di manipolazione è maggiore nel campo dei mezzi elettronici e questo fattore necessita di essere preso in considerazione. Infine, la differenza nelle procedure tra le due branche necessita di un approccio e abilità differenti nella gestione dei contrasti.
Ricordando questo, IPI propone che la carta stampata ed i mezzi d’informazione elettronici debbano essere separati gli uni dall’altra. Ha inoltre aggiunto che i problemi concernenti i mezzi elettronici dovrebbero essere risolti sulla base di una più puntuale legge e non su quella proposta.
Come risultato di tutto ciò, il CMM non dovrebbe concentrarsi sui mass media in generale, al contrario dovrebbe venire definita una legge per la regolamentazione di radio e televisione. Per quanto riguarda la carta stampata , IPI propone che sia permessa la creazione di numerosi volontari, corpi di autoregolazione che governino tale professione.
Tutta la dichiarazione del CMM dovrebbe essere vista alla luce delle precedenti considerazioni. 

2. Riesame del CMM 

[1.] Articolo 2. Libertà dell’informazione mondiale e di massa ricezione e distribuzione 

L’Articolo 2 (1) afferma: “La Costituzione del Kazakhstan  assicura la libertà di parola e creatività, così come l’espressione dei punti di vista e delle credenze…” 
Nonostante IPI accolga favorevolmente il fatto che l’articolo citi la Costituzione, ritiene che la disposizione sia del tutto debole. IPI vorrebbe vedere una più forte espressione dell’importanza della costituzione secondo le linee che seguono: “La costituzione è il garante finale dei diritti in Kazakhstan, compresa la libertà di espressione e l’indipendenza dei media . Dove il CMM e la costituzione del Kazakhstan dovessero essere in conflitto, là la costituzione deve prevalere.” 
IPI ritiene di vitale importanza che il CMM contenga una tale espressione per assicurare che i diritti espressi nella costituzione non siano erosi od insidiati.
Sulla questione della definizione di questi diritti, IPI ritiene che la legislazione dovrebbe valorizzare la relazione tra il CMM ed i trattati internazionali sulla libertà d’espressione e contenere una specifica sezione sottolineando questi diritti.

Pertanto, IPI crede che il CMM dovrebbe contenere quanto segue: 

“Il CMM dovrebbe affermare che: “La libertà d’espressione e il diritto all’informazione sono garantite in accordo con l’Articolo 19 della dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite”. 

O nei seguenti termini: 

“Ognuno dovrebbe avere il diritto di esprimere le sue opinioni verbalmente, nella scrittura, con la stampa, immagini o attraverso altri mezzi, così come cercare liberamente, ricevere e diffondere idee ed informazioni senza prestare attenzione ai confini.”
Nonostante IPI sia al corrente che vi siano altre clausole sulla libertà d’espressione nei trattati internazionali- importanti sono l’Articolo 10 Convenzione Europea sui diritti Umani (ECHR) e l’Articolo 19 del Convegno Internazionale sui diritti Civili e Politici (ICCPR)- ritiene che attualmente queste limitino l’originaria clausola sulla libertà d’espressione.  

Per esempio, l’Articolo 10 afferma che: 

“L’esercizio di queste libertà, da quando questo porta con se doveri e responsabilità, può essere soggetto a tali formalità, condizioni, restrizioni o penalità come prescritto dalla legge e sono necessarie in una società democratica., nell’interesse della sicurezza nazionale, dell’integrità territoriale o di pubblica sicurezza, per la prevenzione di disordini o crimini, per la protezione della salute e del morale, per la protezione della reputazione o del diritto degli altri, per prevenire la divulgazione di informazioni ricevute in confidenza, o per mantenere l’autorità e l’imparzialità della magistratura.” 

Mentre l’IPI accetta che ci possano essere , di tanto in tanto, alcune legittimate ragioni per limitare la libertà dei media, crede che tali clausole potrebbero benissimo avere “un effetto agghiacciante” per i mezzi d’informazione e pertanto devono essere “necessarie”, “legittimate” e “proporzionate” nei loro effetti. L’IPI vorrebbe, quindi, invitare il governo del Kazakhstan a discutere l’inclusione di tali clausole con le organizzazioni internazionali per la libertà di stampa, compreso l’IPI, prima della loro nuova stesura.
Nel rivedere quest’area, IPI desidererebbe chiedere al governo del Kazakhstan di tenere bene a mente  il ruolo, di vitale importanza, interpretato dai  media nell’analizzare e nel rivedere le attività del governo. Tale attività informa i membri della società e consente loro di capire la natura del lavoro intrapreso nel loro nome. La soppressione di questo ruolo essenziale crea una società rigida nella quale il salutare dibattito è rimpiazzato dalla voce singola del governo.
Sulla base delle precedenti affermazioni, è compito del governo di creare un ambiente per i media che permetta loro di assolvere al loro ruolo essenziale.
Per quanto riguarda l’Articolo 2, troviamo la dicitura” La censura è proibita”, ancora una volta l’IPI accoglie favorevolmente quest’affermazione ma teme che la definizione di “censura” non riesca a comprendere anche il significato di pressione sui media.
L’IPI vorrebbe vedere una completa revisione delle altre leggi  per assicurare che tutta la legislazione incontri gli alti standard riguardanti “la censura”. L’IPI vorrebbe suggerire al governo di adottare una revisione a largo raggio della legislazione per assicurare che non vi siano clausole o articoli che potrebbero contraddire quest’affermazione essenziale. Fallire in questo tentativo significherebbe rendere l’espressione “la censura è vietata” senza alcun senso.
Infine, nell’Articolo 1, l’IPI nota  che i funzionari statali consentono ai cittadini la facoltà di rivedere i documenti; nonostante, questo rapporto non sia il luogo più adatto per esaminarlo in dettaglio, l’IPI crede che questo possa essere fatto correttamente solo se il Kazakhstan dovesse decidere di introdurre la Freedom of Information Law (FOI), Libertà della legge per l’informazione.
Ancora una volta, l’IPI vorrebbe suggerire al governo di esaminare questa area come se il FOI non completasse soltanto il CMM ma costituisse anche i fondamenti di una qualsiasi società che tende a favorire il flusso di informazioni. 

[2.] Articolo 3. Non si deve abusare della libertà dei mass media 

L’articolo afferma:
“L’informazione di massa non deve essere usata come propaganda dei seguenti: 

1)       Cambio forzato dell’ordine costituzionale della Repubblica del Kazakhstan;

2)       Rottura dell’integrità della repubblica del Kazakhstan;

3)       Per il detrimento della sicurezza statale;

4)       Guerre, sociali, razziali, nazionali, religiose, superiorità di classe o tribale;

5)       Diffusione e pubblicizzazione di materiale che pubblicizza la brutalità, la violenza e la pornografia.” 

Nel rivedere questa sezione, l’IPI ha avuto delle difficoltà con l’esattezza del linguaggio usato. Sembra che l’espressione abbia un così ampio significato e sia così ambigua da rendere difficile la comprensione del loro significato legale. Inoltre è difficoltoso individuare il modo esatto in cui tale proibizione potrebbe essere applicata.
Per esempio, l’IPI è preoccupato dall’uso del termine “Abusare” nel titolo dell’Articolo 3 che non è definito e potrebbe venire applicato impropriamente dal governo. In sostanza, il termine in se stesso potrebbe assumere il significato di abuso nel lasciare le emittenti senza la giusta protezione o salvaguardia.
L’IPI ritiene che vi siano delle grosse difficoltà  poiché 1) sembra che la sua stesura comprenda una tale vastità di campi da impedire ai media la discussione dei possibili cambiamenti alla Costituzione o delle decisioni del tribunale riguardo questa. Per quanto riguarda l’oggetto al punto 2), questa sezione potrebbe impedire il legittimo giornalismo investigativo, finalizzato alla denuncia di corruzione e frode, o commenti riguardanti il governo, compreso il presidente, perché questo potrebbe danneggiare l’integrità del Kazakhstan.
Il governo dovrebbe ricordare che il Tribunale Europeo per i diritti Umani ha affermato che i media hanno il diritto di informare il pubblico e questo include il diritto di esagerare o provocare. In verità,  la corte ha dichiarato che il governo ed i suoi funzionari devono accettare critiche pubbliche e commenti. L’IPI teme che queste sezioni, ed altri elementi dell’Articolo 3, possano essere usati come un mezzo informale per censurare il diritto legittimo dei media di discutere di questioni politiche e di informare il pubblico.
Per quanto riguarda “il segreto di stato” o “qualsiasi segreto protetto dalla legge” nella sezione 2. 1), l’IPI crede che questa legge che è in larga misura civile, non sia il luogo più consono per parlare di sicurezza nazionale o segreti ufficiali. In aggiunta, in accordo con gli standard internazionali , è importante che le questioni di sicurezza nazionale  siano divulgate solo se la loro rivelazione sia considerata di interesse nazionale.
L’IPI vorrebbe vedere una completa revisione di quest’area, comprese le altre leggi sulla segretezza, per assicurare non soltanto la compatibilità tra le varie leggi, ma anche per fornire   un’adeguata protezione agli individui, in particolar modo per i mezzi di comunicazione. 

[3.] Articolo 6. Linguaggio dei mass media 

Nonostante, l’IPI si trovi ad affrontare alcuni problemi per tentare di assicurare che il linguaggio “di stato” o “nazionale” sia protetto, vorrebbe vedere una maggiore protezione per le lingue minori che sembrano essere state trascurate in questa sezione particolare. L’IPI ritiene che gli operatori di radio e televisione non dovrebbero soltanto avere il dovere di preservare il linguaggio di stato ma anche proteggere e sviluppare le identità dei gruppi minori.
Tenendo ben a mente questo, l’IPI vorrebbe invitare il governo ad intraprendere un progetto di monitoraggio delle trasmissioni del paese e a preparare una legge addizionale, o forse  apportare degli emendamenti al CMM, per assicurarsi che le minoranze siano  soddisfatte.
L’IPI si raccomanda affinché questa sezione sia rivista e conseguentemente corretta. 

[4.] Articolo 7. Tolleranza zero nei confronti delle interferenze nelle attività dei mass media 

“1. I corpi statali, le organizzazioni ed i loro funzionari autorizzati non possono interferire con le attività  dei mass media, dei loro fondatori, proprietari, editori e giornalisti, ad eccezione dei casi in cui tali attività violano la legislazione del Kazakhstan. 

2. Nessuno deve avere il diritto di obbligare un editoriale a pubblicare materiale precedentemente scartato finché il contrario sia previsto dalla legislazione.” 

Nonostante l’IPI accolga favorevolmente  l’affermazione che “ i funzionari autorizzati non possono interferire  con i Mass Media” a meno che questi non siano in contrasto con la legge del Kazakhstan, teme che questo possa essere usato ancora una volta come mezzo per sopprimere i media. Il problema è legato al fatto che alcune leggi potrebbero essere pregiudizievoli nei riguardi dei media e dei trattati internazionali sulla libertà dei mezzi di comunicazione.
Per questa ragione, mentre sembra supportare i media, l’affermazione potrebbe perdere il suo significato per l’applicazione delle altre leggi pregiudizievoli.
L’IPI si raccomanda che sia costituita una commissione parlamentare che intraprenda l’analisi dell’intera regolamentazione dei media in Kazakhstan. La legislazione dovrebbe essere emendata in accordo con le leggi internazionali.
Riguardo il punto 2) l’IPI non è certo del significato di questa clausola e pertanto chiederà dei chiarimenti a riguardo. 

 [5.] Articolo 8. Regolazione statale dei Mass Media 

Riguardo a questo tema, l’IPI propone di trattarlo più avanti in questo rapporto. 

Tuttavia, è importante notare che il governo del Kazakhstan faccia passi in avanti per assicurare che tutti i media statali siano trasformati in pubblici in accordo con la Dichiarazione di Vienna dell’IPI sulle Radiodiffusioni Pubbliche del 1993. 

[6.] Articolo 12. Pubblicizzazione dei mass media 

“5. La seguente categoria di individui non possono essere capo redattori (direttori):

1)       Espatriati od apolidi;

2)       Cittadini riconosciuti incapaci dalla corte;

3)       Cittadini con condanne;

4)       Individui minorenni eccetto per il caso in cui i destinatari dell’edizione pubblicata siano della medesima età.” 

L’IPI teme che facendo la lista delle persone che non possono diventare direttori, il governo del Kazakhstan stia fornendo un modo per escludere individui dalla professione giornalistica. In particolare, l’IPI ha il timore che la sezione sovrastante possa essere usata come una legale via d’uscita per rimuovere gli editori che possono avere, in qualche modo, messo in imbarazzo od creato inconvenienti al governo.
Per di più, l’IPI crede fermamente che sia compito dei proprietari delle emittenti scegliere chi può o non può essere direttore, basandosi su criteri propri. Il tentativo di escludere gli “espatriati”, che da una parte può essere visto come un modo per procurare lavoro ai giornalisti locali, non è soltanto una limitazione al diritto dei proprietari di scegliere il proprio staff ma anche il tentativo di escludere i giornalisti stranieri dal Kazakhstan. Inoltre, ci sono molti quotidiani o riviste specialistiche, per esempio, quelli di lingua inglese, che potrebbero avere la necessità di un  editore straniero. 

L’IPI si raccomanda affinché la clausola sull’espatrio sia rimossa dalla legge. 

Riguardo il punto 2), l’IPI presume che questo possa essere interpretato come “incapacità mentale” o “bancarotta”, tuttavia, questa non è un’adeguata definizione. L’IPI desidera far sapere che la condizione di “bancarotta” non deve essere un ostacolo per acquisire la posizione di direttore.
Inoltre, per quanto riguarda la storia mentale degli individui, l’IPI è profondamente preoccupata che il governo possa largamente abusare di questo. Guardando alla storia passata della ex Unione Sovietica che usava la malattia mentale come scusa per arrestare i giornalisti, l’IPI crede che quest’affermazione sia improponibile per la legge attuale e debba essere rimossa. La storia mentale di un impiegato è una questione tra lui o lei ed il loro medico e forse del direttore del quotidiano.
Ancora una volta, dovrebbe essere una scelta individuale del proprietario decidere tali questioni- l’intervento dello stato non è necessario. L’IPI chiede che questa clausola sia rimossa dalla legislazione. 

Per quanto riguarda il punto 3), il termine “accusa” non è definito e l’IPI teme che anche questo possa essere utilizzato per escludere gli individui dalla posizione di direttori. Questo perché può includere tutti gli atti di violazione di un qualunque statuto. Molti paesi in Europa hanno adottato leggi riabilitanti per alcuni atti criminali e ciò significa che una varietà di crimini sono stati cancellati dalla fedina penale. L’IPI non crede che, dove non esiste tale legge, tali crimini debbano essere usati per ostacolare gli individui.
Inoltre, per la questione delle accuse in se stesse, eccetto possibilmente casi di frode o truffa, l’IPI pensa ad alcune accuse per le quali gli individui sono stati processati e condannati che potrebbero essere un impedimento nella posizione di editore. L’IPI crede che questo sia l’esempio di un’altra sezione in cui i proprietari dovrebbero essere liberi di esercitare il loro proprio giudizio.
L’IPI si raccomanda affinché questa clausola sia adeguatamente definita oppure rimossa dalla legislazione. 

[7.] Articolo 14. Registrazione e schedatura dei mass media 

Questo articolo espone la procedura per la “registrazione ingiuntiva” dei mass media. Nonostante, sia inusuale in molti paesi per  le organizzazioni mediatiche, per i quotidiani e le riviste essere registrati, l’IPI crede che questo sistema debba essere chiaro, ragionevole e  volontario e di auto regolamentazione. L’IPI ritiene che se questo non dovesse accadere lo stato starebbe solamente creando una “hit list” per se stesso da usare nei momenti di così detta emergenza per chiudere o mettere sotto pressione i media.
Non deve essere designato come un mezzo per porre ostacoli agli aspiranti o come un mezzo per fornire altri modi di negare ai richiedenti il diritto di fondare e dirigere un’organizzazione mediatica, o dare inizio al proprio quotidiano od alla propria rivista. L’IPI è fermamente convinto che il mercato, e non lo Stato, debba determinare l’appropriatezza di un determinato mezzo di comunicazione ed il ruolo dello stato è di creare questo mercato. 

“8. Un mezzo di comunicazione di massa è soggetto nuovamente alla registrazione in caso di cambiamenti tra i proprietari, tipo di proprietà o nome, così come cambiamenti di lingua, copertura del territorio e principali tematiche e specialità.
Una nuova registrazione può essere attuata in accordo con le stesse procedure della registrazione.” 

L’IPI crede che una nuova registrazione per i mass media debba essere fatta nel modo più semplice e rapido possibile per facilitare il processo di transizione. Invitando i mass media a registrare nuovamente nella stessa maniera usata nella prima registrazione, l’IPI ritiene che lo stato stia tentando di rendere il processo il più difficile possibile. In effetti, quando questo è associato al punto “2)Le lettere di richiesta devono conformarsi all’articolo 15”, la nuova registrazione può essere usato come un altro mezzo per negare ai proprietari il diritto di operare. 

L’IPI si raccomanda che la procedura di “registrazione” venga cambiata in modo tale da rendere più semplice per i proprietari la ripresa delle attività e che il diritto di appellarsi sia esercitato in modo da assicurare che i proprietari non siano esclusi per qualche ragione burocratica. 

[8.] Articolo 17. Sospensione  e cessazione dei mass media 

Mentre l’IPI accetta che ci possano essere occasioni nelle quali le attività di un’emittente debbano essere sospese o terminate, crede fermamente che questa debba essere l’ultima risorsa e che non debba essere usata come mezzo per effettuare maggiori pressioni sui media.
Nonostante l’Articolo 17 affermi che l’atto di sospensione o di terminazione possa essere deciso solo dal tribunale o dal proprietario, l’IPI vorrebbe vedere una regolamentazione più dettagliata su questo argomento.  Per questo motivo, auspicherebbe ad un processo civile integrato che possa permettere alle organizzazioni di appellarsi alle decisioni della corte e ad una dichiarazione che il processo per la presa di decisione all’interno dei tribunali sia in accordo con gli standard internazionali. Standard che dispongono che tali penalità debbano essere legali, necessarie e proporzionate.
Inoltre, sulla questione del ruolo del governo, l’IPI desidera vedere un corpo indipendente incaricato dalle stesse organizzazioni mediatiche che sia alla dovuta distanza dallo stato. Un fallimento nell’introduzione di questo sistema significherebbe che le penali vengano viste come un tentativo da parte del governo di fare pressioni ed intimidire i media.
Sulla questione della carta stampata , l’IPI desidera sottolineare che le sanzioni non siano applicabili, infatti questa dovrebbe essere regolata attraverso corpi indipendenti e volontari, totalmente separati dallo stato. 

[9.] Articolo 18 Operazioni dei mass media sotto speciali condizioni 

“1. La Repubblica del Kazakhstan votando e scegliendo la legislazione deve controllare la procedura per le attività dei mass media nel corso delle campagne elettorali che hanno luogo (in Kazakhstan).”
Riguardo la sezione sovrastante, l’IPI non è certo del significato di “procedura di governo”. Senza una completa ed appropriata definizione di questa frase, l’IPI teme che la sezione possa essere usata per limitare le attività dei media durante le elezioni per dare beneficio al partito al potere in quel momento.
Nonostante sia legittima una qualche preoccupazione circa l’imparzialità dei mezzi di comunicazione nel periodo elettorale, qualsiasi tentativo di regolare le attività deve avvenire attraverso una regolamentazione volontaria  e la produzione di linee guida. Inoltre, l’IPI argomenta che l’inclusione sia dei mezzi di comunicazioni elettronici sia della carta stampata nel CMM rende la questione delle elezioni più problematica. Questo perché le linee guida per i due differenti mezzi di comunicazione tendono spesso ad essere differenti.
Cercando di mantenere l’espressione “Mass Media” e rifiutando la distinzione tra mezzi di comunicazione elettronici e carta stampata, il governo del Kazakhstan, corre il pericolo di creare un approccio del tipo “una misura adatta a tutti” con l’inevitabile conseguenza di discriminare l’uno o l’altro mezzo. In aggiunta, l’IPI afferma che questo sia un altro motivo per separare i suddetti mezzi di comunicazione.
Tenendo questo a mente, l’IPI invita il governo del Kazakhstan a portare avanti un’analisi completa dei media e delle elezioni ed includere nella discussione i media e l’organizzazione di elezioni specialistiche per definire quale sia l’approccio migliore. L’IPI ritiene che questo tema sia talmente importante da richiedere uno spazio maggiore rispetto a quello che gli è stato riservato nel CMM. 

2. Le attività dei Mass Media in situazioni emergenza naturale o determinata dall’uomo, coprifuoco od altre simili situazioni devono essere affrontate in accordo con la legislazione della Repubblica del Kazakhstan ed è necessario assicurarsi che l’adeguata coordinazione sia mantenuta con le agenzie e con il corpo esecutivo per la risoluzione di stati di emergenza e di rilievo. 

3. In caso di emergenza, compresi gli Atti di Dio e gli incidenti provocati dall’uomo, così come i coprifuoco o simili situazioni, le agenzie e gli organi di stato devono avere il diritto di utilizzare per primi  e sospendere qualsiasi emittente radio televisiva., senza guardare alla loro proprietà e stato pubblico. 

Mentre possono esserci certe situazioni dove lo stato ha il diritto di interferire con i media, in special modo durante i disastri, l'IPI  teme che l’espressione al punto 3) “Coprifuoco e simili situazioni” possa essere soggetta ad abusi. In verità, la frase può assumere talmente tanti significati da essere usata dal governo per ridurre la discussione politica o come un mezzo per assicurare che la propaganda governativa venga promossa da radio e televisione.
L'IPI spera che per un cospicuo numero di queste situazioni, il governo del Kazakhstan raggiunga una serie di accordi volontari con le emittenti e che l’espressione sopracitata sia rimossa dal CMM. 

[10.] Articolo 26. Sospensione e revoca della licenza di trasmissione  

“1. Licenza per la trasmissione di radio e TV può essere sospesa in accordo con le procedure descritte dalla legge, tale sospensione può essere disposta in risposta alla violazione delle condizioni d’autorizzazione che possono danneggiare i diritti, gli interessi legittimi, il morale e la salute dei cittadini.”
L’IPI non è certo del significato del termine “danneggiare” utilizzato nella sezione sovrastante e crede fermamente che la frase “morale e salute dei cittadini” dovrebbe essere rimossa perché può assumere così numerosi significati e così soggettivi da renderla priva di significato.
“ La revoca delle licenze che autorizzano la programmazione di radio e televisione , in aggiunta ai settori considerati nella costituzione, può essere anche dovuta alle seguenti azioni effettuate dagli autorizzati: 

1)       reiterata violazione di questa legge o della licenza nel corso di un anno, anche dopo l’imposizione di penali per tali violazioni,” 

Per quanto riguarda l’idea che violazioni reiterate possano determinare delle penali, l’IPI non è riuscito ad individuare alcun passaggio che individuasse tali sanzioni: se finanziarie o penali e se queste debbano essere applicate all’intera redazione od agli individui che lavorano o rappresentano la compagnia.
L'IPI chiede che anche questa sezione venga chiarita e che, ancora una volta, venga istituito un sistema che permetta ai media di far fronte a sospensioni o revoche. A questo fine, l‘IPI ritiene che questo settore si trovi nuovamente ad affrontare la difficoltà di tratteggiare una singola legge per i media elettronici e la carta stampata. Mentre ci possono essere occasioni appropriate per essere multati ( ad esempio per significanti irregolarità finanziarie ), la tradizione dell’autoregolamentazione della carta stampata ritiene che la una sanzione possa avere un effetto più “importante”. Di conseguenza deve essere evitato.
L’IPI chiede che questa parte venga interamente rivista e che lo stato ancora una volta consideri la separazione tra i due tipi di mezzi di comunicazione e crei un sistema per prevenire ogni errore giudiziario. 

[11.] Articolo 28. Copyright 

“2. Nel pubblicare le lettere dei lettori indirizzate agli editoriali si deve verificare che tali modificazioni non distorcano il significato generale del testo.”
A riguardo di questa sezione, l’IPI non crede che sia possibile perseguire questo come obiettivo. Questo perché la frase “il significato generale del testo” è troppo soggettiva. L’IPI  ritiene che ogni lamentela di questa natura possa essere meglio risolta in virtù della lettera all’editore. 

[12.] Articolo 30. Messaggio ingiuntivo 

“Il proprietario che deve provvedere alla preparazione ed alla messa in onda della produzione dei mass media deve pubblicare o riprodurre le seguenti informazioni gratuitamente : 

1)       La sentenza del tribunale contenente i requisiti da riprodurre in onda o pubblicare nei giornali;

2)       I messaggi che sono pubblicati o rilasciati liberamente conformemente alla legislazione elettorale della repubblica del Kazakhstan.” 

L’IPI crede che la sezione sovrastante indebolisca l’indipendenza editoriale perché elimina il diritto degli editori di organizzare la propria agenda. Riguardo alla sezione 2) l’IPI si rivolge al governo per la sua risposta fornita precedentemente nella sezione [9.]. 

[13.] Articolo 32. Diritto di ritrattazione 

1.       Qualsiasi cittadino o entità legale ha il diritto di chiedere la revoca di informazioni che infangano la propria dignità e reputazione, tale richiesta deve essere avanzata ad un tribunale. 

Cadere in discredito è la presentazione di tali informazioni, che degradano la reputazione, la dignità e gli affari ponendosi in contrasto con la condotta legittima e la morale pubblica.
Esaminando questa clausola, l’IPI nota che ci sono molti paesi Europei nei quali esiste un reale diritto di replica. Questi comprendono. Belgio, Germania, Norvegia e Svizzera. Tuttavia, l’IPI è dell’avviso che ai media dovrebbe essere permesso di creare “il diritto di replica” all’interno di una professione autoregolamentata che sia veramente indipendente ed autonoma. I media dovrebbero essere liberi di porre i propri obiettivi e di scegliere da soli come avvicinarsi alle notizie liberi da interferenze da parte del governo.
In verità, all’interno di un sistema volontario, l’IPI crede che debba esserci sufficiente flessibilità per ogni organizzazione mediatica per creare la propria politica di ritrazione e comunicazione e disporre di procedure in accordo con le inclinazioni  individuali o sotto il controllo di un consiglio indipendente ed autonomo.
Per quanto riguarda la sezione sovrastante, sembra che un soggetto posso rivolgersi alla corte affinché disponga sulla questione e la revoca sia garantita. Se la corte conviene con il querelante , può disporre che la revoca sia inclusa. Secondo questa sezione , deve essere provato, attraverso la produzione di prove, che la redazione abbia infangato “la dignità” e “la reputazione d’affari” del querelante.
L’IPI crede che la procedura di revoca sia viziata in quanto dimentica di mostrare l’adeguata definizione di “dignità” o di “reputazione dell’attività” e pertanto non ci sia difesa o verità. Di conseguenza potrebbe sembrare che, anche se la notizia dovesse essere completamente vera, se il querelante può mostrare che la sua reputazione è stata danneggiata da questa, può con successo rivolgersi al tribunale per la revoca.
Questo finirebbe, inevitabilmente, per risultare un errore giudiziario perché l’organizzazione mediatica potrebbe venire obbligata a ritrattare una notizia se il querelante è riuscito a dimostrare di essere stato danneggiato da questa.
L’IPI afferma che la ritrattazione dovrebbe essere un processo volontario disposto dalle singole organizzazioni od avviato attraverso una commissione d’accusa od altri corpi volontari. Qualsiasi contrasto con il tribunale deve essere rimosso e l’IPI suggerisce che il governo del Kazakhstan riveda la sua politica sulla questione e ritiri questa sezione dalla legge. In particolare, l’IPI chiede allo stato di verificare se le leggi civili in Kazakhstan sono sufficienti. Se queste si dovessero dimostrare sufficienti, l’IPI suggerisce che questo sia visto già come un argomento futuro affinché questa procedura sia resa volontaria.
Dove l’informazione sia ritenuta “ingannevole” (vedi 2) dell’Articolo 32), questa deve essere liberamente ritrattata dai mass media. Ancora una volta il termine “ingannevole” non è stato definito ma è stato chiaramente preso in prestito dalle leggi penali  e porta con sé una nozione di intenzione o mens rea.
Come un elemento di legge penale, l’IPI non può accettare che questo possa essere contenuto nella legislazione civile. Per la sua importanza, la legge penale porta in più alti standard d’aggravio, possibili appelli, così come molte altri aspetti. L’IPI non crede che la presente legislazione contenga sufficiente protezione per gli elementi della legge penale per essere applicata. 

L’IPI chiede fermamente che la definizione “ingannevole” sia rimossa dalla legge. 

Nelle circostanze 1. e 5. dell’Articolo 32, la morale è ancora una volta menzionata. A causa dell’incertezza del suo uso e della possibilità di un abuso, l’IPI considera tali frasi come inadatte ad essere considerate come leggi.
Riguardo la questione del rimborso per le perdite e i “danni morali”, l’IPI ritiene che questo sia un altro tentativo per creare un tribunale per i mezzi di comunicazione o l’aggiunta di un altro legale ad un sistema legale che già contiene leggi riguardo calunnie, diffamazioni. L’IPI chiede che questa sia rimossa dalla legislazione. 

[14.] Articolo 33. Diritti dei giornalisti 

Questa sezione offre ai giornalisti numerosi diritti dalla facoltà di richiedere informazioni, cercare esperti per la distribuzione di materiali e di mantenere la fonte d’informazione riservata.
L’IPI ritiene che i giornalisti non debbano essere trattati differentemente dagli altri cittadini. Questa posizione si basa sul fatto che il tentativo di separare i giornalisti dai altri cittadini può avere effetto negativo e condurre agli inganni e alle minacce. Invece, l’IPI vede l’Articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazione Unite come la principale espressione dei diritti dei giornalisti e spera di far comprendere che il diritto di “dare e ricevere” informazioni sia un diritto valevole per tutti.
Tuttavia, non ci sono aree in cui la dichiarazione dei diritti dei giornalisti possa bene essere benefica e questo riguarda la riservatezza dei giornalisti. L’IPI nota che il CMM afferma che i giornalisti hanno il diritto di mantenere le fonti segrete senza che le corti pretendano il contrario. E’ convinzione dell’IPI che questa condizione sia molto lontana dalle dichiarazioni internazionali sulla riservatezza.
Tenendo questo bene a mente, la sezione deve essere emendata per riflettere gli standard internazionali i quali affermano che i giornalisti dovrebbero essere costretti a fornire maggiori informazioni sulle loro fonti quando il reporter ha informazioni “chiaramente” su una specifica violazione della legge, l’informazione cercata non può essere ottenuta con mezzi alternativi.
L’IPI crede che questa sezione debba essere corretta in maniera tale da riflettere gli standard internazionali. 
Riguardo al punto 11) che afferma: “le immagini e le foto di individui senza il loro preventivo consenso e il conseguente danno alla loro reputazione e dignità, anche se di politici nel corso del loro mandato, sono da considerarsi in contrasto con la legge.” 
Quanto scritto sopra è un tentativo di fornire a quelli che ricoprono una posizione di governo il diritto aggiuntivo di controllare il libero fluire delle informazioni. Cercando essenzialmente di creare un diritto alla privacy per i politici, il governo del Kazakhstan sta pregiudicando la convinzione, largamente condivisa, che i politici, a causa della natura del loro lavoro e dell’ufficio che essi ricoprono, debbano accettare gli esami critici meglio degli ordinari membri del pubblico. 
Con la presente sezione, lo stato sta cercando di fornire maggiore, non minore, protezione ai politici. 
L’IPI chiede che 11) sia rimossa dal CMM. 

[15.] Articolo 34. Obblighi dei giornalisti 

L’IPI crede fermamente che ogni tentativo di includere un elenco degli obblighi dei giornalisti nella legge è diretto a danneggiarla profondamente. Come l’IPI ha già consistentemente argomentato, è compito degli stessi giornalisti la regolamentazione del loro atteggiamento attraverso il Codice di Condotta sia a livello di singola organizzazione che con l’autoregolamentazione dell’intero corpo mediatico.
L’IPI perciò ritiene che questa sezione debba essere rimossa. 

[16.] Articolo 35. Statuto speciale 

L’IPI non crede che i giornalisti debbano godere di uno statuto speciale, ritiene infatti che debbano disporre dei diritti degli altri individui. Per quanto riguarda il punto 3) il quale utilizza l’espressione “competenza giornalistica” in relazione ai “freelance”, vede questo come un altro tentativo di regolare i mezzi di comunicazione perché può essere usato come un modo per escludere certi giornalisti dalla professione. Decisioni circa la competenza devono essere lasciate ai datori di lavoro, in questo caso i direttori.
L’Articolo 35 dovrebbe essere eliminato. 

[17.] Articolo 36. Credenziali dei giornalisti 

  1. I mass media possono accreditare i loro impiegati con autorità statali e istituzioni assicurandosi che ciò sia attuato con un accordo comune.

  2. Le autorità e le istituzioni statali che ospitano i giornalisti accreditati devono anticipatamente registrarli a meeting, conferenze ed altre attività simili ed a provvedere ai protocolli rilevanti, Verbali dei meeting ed altri documenti importanti.

  3. Un giornalista accreditato deve avere il diritto di partecipare a tutti i meeting, conferenze e alle attività svolte dalle istituzioni di accreditamento, eccetto per i casi in cui sia stata annunciato un evento riservato.

  4. Un giornalista può essere privato di credenziali in caso di violazione delle regole o per la pubblicazione di informazioni ingannevoli che possono aver causato danni alla dignità e alla reputazione di coloro che ospitano tali giornalisti.

  5. Le regole per le credenziali devono essere approvate dalle autorità.

Riguardo quanto detto sopra ci sono una serie di inesattezze. In primo luogo, l’IPI non è certo dell’uso del termine “possono” al punto 1.: qui usato nell’affermazione “i Mass Media possono accreditare i loro impiegati”. L’imprecisione nasce per il fatto che potrebbe sembrare di voler rendere il sistema di accreditamento volontario.
Un altro problema è costituito dalla frase “con un accordo comune”, l’IPI è incerto sia che questo sia un accordo tra i giornalisti e le loro redazioni o tra queste e le “autorità statali” e le “istituzioni”. Ad aumentare la confusione è l’affermazione al punto 4. la quale afferma che un “giornalista può essere privato delle credenziali in caso di violazione” che potrebbe sembrare che tale sistema sia stato creato e governato dallo stato e sia pertanto di mandato.
L’IPI chiede che questa sezione sia rivista e qualsiasi ambiguità rimossa. 

Come affermazione generale sulle credenziali, mentre l’IPI ritiene che possa essere giusto ed adeguato per un giornalista avere le credenziali ai fini di sicurezza, ciò non dovrebbe determinare chi può  e chi non può diventare giornalista.
L’IPI vuole rispettosamente ricordare al governo del Kazakhstan che se un individuo può essere collocato in una lista, da questa può anche essere rimosso e l’IPI teme che tale sistema per assegnare le credenziali potrebbe essere usato come un mezzo per minacciare e molestare i giornalisti. In verità, la sezione 4) sovrastante con la sua dichiarazione implicita secondo la quale un giornalista può essere privato delle credenziali sembrerebbe mostrare che il governo stia pensando in tale direzione.
Tenendo questo bene a mente, l’IPI crede che questa sezione debba essere rimossa dal CMM e che i media dovrebbero essere incoraggiati a lavorare con il governo per creare un sistema volontario per l’attribuzione di credenziali. 

[18.] Articolo 39. Situazioni che determinano la suscettibilità di interrompere la legislazione sui mass media 

“1. La diffusione di informazioni ingannevoli che danneggino la reputazione dei singoli cittadini, le autorità statali e le altre istituzioni, così come la pressione attraverso i mass media dovrebbe portare alla suscettibilità mostrata dagli atti legali della Repubblica del Kazakhstan. 

2.   I funzionari statali ed i rappresentanti di altre istituzioni che violino la regolamentazione sui mass media, così come i proprietari, i distributori, i capo redattori (direttori) e gli autori di tali informazioni possono essere puniti per tali violazioni alla legislazioni sui media.

3.    I proprietari e capo redattori (direttori) dei mezzi di comunicazioni possono essere puniti per la diffusione di notizie e materiali propaganda per modificare in modo forzoso l’ordine e l’integrità costituzionale del Kazakhstan, minando la sicurezza nazionale ed incoraggiando guerre, distinzioni e superiorità sociali, razziali, nazionali, religiose, di classe e tribali, così come brutalità, crudeltà, violenza e pornografia senza tenere conto delle fonti.

4.    Coloro che impediscono ai giornalisti di esercitare la loro professione devono essere puniti in base alla legislazione della Repubblica del Kazakhstan. “ 

L’IPI vede questo articolo come un tentativo di creare una legge in grado di punire i proprietari ed i direttori dei mass media. Per questa ragione, l’IPI ritiene che questa sezione non debba trovare posto in tale legislazione. Prendendo questo in considerazione, e tenendo a mente le possibilità di abuso, l’IPI chiede che il governo riveda completamente tutte le leggi inerenti al precedente articolo affinché si adeguino agli standard internazionali.

 

 

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