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La rivoluzione dell'agente Octavio
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di Stefano Marcelli, segretario di Informazione senza frontiere
Cinquant'anni dopo, chi è l'eroe della Rivoluzione Cubana? Che
Guevara,risponderete voi. E invece è Nestor Baguer Sanchez Galarraga,
giornalista professionista, ma dal 1960, anche e soprattutto agente della
Sicurezza interna con il nome di agente Octavio.A questi eroi della Rivoluzione
che si infiltrano nei ranghi della dissidenza intellettuale dell'Avana, il
regime castrista ha dedicato il suo ultimo best seller diffuso anche nelle
scuole come modello per le nuove leve.
Si intitola " I dissidenti" e racconta in particolare l'epopea dei dodici
colleghi dell'agente Octavio che hanno incastrato i settantacinque dissidenti
condannati complessivamente a 1454 anni di galera,indicandoli come "mercenari al
soldo degli USA" e controrivoluzionari.
Le prove? Schiaccianti. In un Paese dove tutti i media sono sotto il controllo
diretto del regime che mette a disposizione anche carta e tipografie solo a chi
" scrive nell'interesse della Rivoluzione",questi giornalisti e intellettuali
che chiedono uno Stato pluralista si sono rivolti a siti internet e a giornali
stampati a Miami per esprimere le proprie idee.
"Non posso sentirmi colpevole.E' come se mi avessero accusato di respirare.Non
posso sentirmi un criminale per aver parlato del dramma di 300 prigionieri
politici,dell'aumento dei prezzi,del terribile fenomeno di migliaia di cubani
che ogni anno fuggono per fare gli esuli in Usa,per aver intervistato un uomo
che chiede uno stato pluralista con tanto di libertà d'espressione.Sono solo un
uomo che scrive".Così ha risposto Raul Rivero,58 anni,uno degli scrittori della
Rivoluzione , poeta, giornalista direttore di Cubapress oggi condannato a
vent'anni di galera da scontare nel carcere di Canaleta.
Settantacinque intellettuali condannati al carcere duro solo per reati di
opinione in
base alla legge 88 del 1999 ribattezzata Legge bavaglio.Amnesty International
nel giugno scorso ha bollato arresti e leggi cubane come " restrizioni
illegittime a diritti internazionalmente riconosciuti".Lo scrittore portoghese
José Saramago ha dichiarato al Pais :"D'ora in poi Cuba seguirà la sua strada e
io la mia".
E per questo l'associazione Informazione Senza frontiere ha presentato proprio
in occasione del Cinquantesimo della Rivoluzione Cubana il proprio rapporto
sulla libertaà di informazione a Cuba curato dal collega Pino Rea,che ho
riassunto nei suoi dati essenziali.Assieme alla Fnsi,Stamparomana,Usigrai e
Articolo 21 e con il sostegno di colleghi come Antonio Di Bella e anche del
responsabile ds per l'America Latina Donato di Santo abbiamo rilanciato anche
dall'Italia l'appello forte al regime castrista perché liberi subito quegli
uomini colpevoli solo di pensare e scrivere.
Abbiamo anche lanciato un appello agli eroparlamentari italiani perché
utilizzando il semestre di presidenza ,facciano intervenire l'UE per spezzare
questa stretta speculare tra le leggi repressive del regime e il rigido embargo
usa , già più volte condannato dall'Onu e dimostratosi tragicamente
controproducente in tutti i casi precedenti .Dopo Milosevich e Saddam ora
dovremmo assistere passivamente allo stesso tragico gioco che si conclude in un
bagno di sangue? Se Fidel (come pare) ha deciso di chiudere la propria storia
con il "muoia Sansone e tutti i Filistei",la comunità internazionale deve
intervenire per aprire una via diplomatica alla transizione del regime.Perché i
Filistei sono il popolo cubano e non la proprietà di un dittatore.
Mentre inviamo la nostra solidarietà ai colleghi della BBC messi sott'accusa per
aver fatto il proprio dovere e avviamo con l'Associazione dei giornalisti
iraniani un rapporto su quel Paese,oggi ci dedichiamo a Cuba.
Aver messo i carceri speciali nella stessa Guantanamo dove anche Bush ha sospeso
i diritti civili,non è un buon modo per ottenere l'assoluzione.Uno Stato che
incarcera i poeti e stampa i rapporti degli agenti infiltrati è una oscura
dittatura.E il popolo cubano canta per disperazione,non certo per la gioia.
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