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Bolivia: giornalisti e media attaccati dopo l'intensificazione della crisi politica
 

 
Fonte: Committee to Protect Journalists, New York
20 ottobre 2003

 

Preoccupano gli attacchi e le minacce subite dai media e dai giornalisti in Bolivia durante la scorsa settimana nell’ambito della lunga protesta antigovernativa che minaccia di rovesciare il governo boliviano.

Mercoledì 15 ottobre, alcuni uomini armati non identificati hanno fatto esplodere con due bombe l’equipaggiamento di trasmissione della stazione televisiva Canal 13 e della stazione radio cattolica Radio Pio XII, entrambe situate nella città di Oruro, obbligandole a interrompere le trasmissioni. Sia Radio Pio XII, che è affiliata alla Education Radiofonica de Bolivia (ERBOL) sia Canal 13, che è gestita dalla Technical University di Oruro, hanno seguito con attenzione le proteste di massa contro il governo.

Sempre il 15 ottobre, alcuni ufficiali dell’esercito hanno minacciato Carlos Coque Muriel, corrispondente dell’ERBOL a Patacamaya, mentre seguiva gli scontri tra i minatori e l’esercito nella città. Coque ha riferito al CPJ che è stato colpito alla schiena da un proiettile di gomma sparato da lunga distanza e che, mentre seguiva gli scontri, i soldati  gli hanno più volte puntato le pistole addosso minacciandolo.

Il settimanale di La Paz Pulso ha riferito che il suo numero speciale del 15 ottobre, che conteneva un editoriale che chiedeva al presidente Gonzalo Sanchez de Lozada di dimettersi, è stato “parzialmente confiscato”. Secondo Gustavo Guzman, capo redattore del Pulso, alcuni individui, fingendo di essere membri dello staff del Pulso, hanno confiscato diverse copie del settimanale nell’area meridionale di La Paz. Inoltre qualcuno ha comprato un gran numero di copie nell’area settentrionale, per metterle fuori circolazione. Anche il quotidiano di La Paz, El Diario, ha denunciato la confisca di diverse copie dell’edizione del 15 ottobre, contenente un articolo che parlava delle possibili dimissioni del Presidente.

Sempre il 15 ottobre, sostenitori del movimento di opposizione MAS hanno aggredito Eduardo Pinzon, cameraman spagnolo della Radio Television Espanola.

I canali televisivi locali Canal 36 Cadena e Radio Televison Popular hanno sospeso le trasmissioni per diverse ore a causa delle minacce subite.

Nel bel mezzo della crisi, il governo boliviano ha ufficialmente accusato alcuni media di incitare la popolazione a commettere atti illegali, anche se non sono state intraprese azioni legali contro nessun giornalista.

“Il governo boliviano deve garantire la libertà di stampa e proteggere i giornalisti durante la crisi,” dice il direttore del CPJ, Ann Cooper.
 

   

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