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Genova,
nome per nome
Le violenze, i responsabili, le ragioni: inchiesta sui
giorni e i fatti del G8".
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Dalla
protesta di Seattle alle violenze della scuola Diaz, questo libro raccoglie la
memoria storica di sette giorni che hanno cambiato il corso della storia e della
politica del paese. Mentre in Italia infuriava il ciclone mediatico fatto di
libri istantanei, polemiche giornalistiche, manipolazioni televisive e
ricostruzioni politicizzate, l'autore di questo
libro e' andato controcorrente, raccogliendo con pazienza per due anni materiali
e fonti dirette per un dossier di 624 pagine. Una memoria lucida, precisa e
testarda dei fatti di quei giorni, culminati a maggio di quest'anno con
l'ambigua archiviazione delle indagini sulla morte di Carlo Giuliani, che
chiudono un percorso giudiziario ricostruito per la prima
volta in forma compiuta all'interno di questo libro.
Grazie al confronto incrociato tra decine di fonti indipendenti, molte questioni
ancora aperte di quel luglio insanguinato trovano finalmente una risposta: Come
mai nelle Caserme di Bolzaneto e Forte San Giuliano la procura di Genova ha
proibito i colloqui degli arrestati con i loro avvocati? Perche' il vertice e'
costato venti volte di piu' delle devastazioni? E' vero che i black bloc
colpiscono solo le vetrine delle grandi multinazionali? A Genova ci sono stati
poliziotti inflitrati tra i devastatori? Tra i "neri" c'erano anche ultra' e
criminali comuni? Chi ha ordinato la carica dei carabinieri che ha dato il via
agli scontri culminati in piazza Alimonda? Come ha fatto un piccolo gruppo di
ciclisti "no-global" a violare la zona rossa in bicicletta? Dove dormivano a
Genova i black bloc? Perche' Bruno Vespa ha annunciato in televisione il nome
del ragazzo ucciso durante gli scontri, quando i genitori non erano ancora stati
informati? Quali sono i poliziotti che hanno raccontato i pestaggi compiuti dai
loro colleghi all'interno delle scuole Diaz, Pascoli e Pertini? Chi e' il
funzionario di polizia che ha ordinato la carica sui manifestanti pacifici in
piazza Manin? Perche' un infermiere penitenziario ha perso il lavoro dopo aver
raccontato quello che ha visto nella caserma
di Bolzaneto? Quanti sono stati i feriti e gli arrestati durante i giorni della
contestazione? Perche' il ministro della Giustizia ha dichiarato al comitato
parlamentare d'indagine che "il termine campo di concentramento non ha
un'accezione negativa"? Come sono arrivate le due "molotov fantasma" all'interno
della scuola Diaz? Perche' il documento finale del G8 fa
riferimento ai "consumatori" anziche' ai "cittadini" quando si parla di
biotecnologie alimentari? Come sono stati spesi i 240 miliardi utilizzati per il
vertice? Perche' il gas dei lacrimogeni, respirato abbondantemente da molti
manifestanti, ma soprattutto dai poliziotti, e' classificato come "arma chimica"
in tempo di guerra e descritto come un agente innocuo in tempo di pace?
Tutto questo e molto altro ancora e' raccontato ne "Il libro nero del G8", una
inchiesta indipendente sui fatti di Genova pubblicata da Carlo Gubitosa e dalle
riviste "Terre di Mezzo" e "Altreconomia", che hanno puntato sulla qualita' e
sull'approfondimento di questa ricostruzione per mettere in discussione la
superficialita' e la fretta dell'"informazione spettacolo".
La parte centrale del volume e' ovviamente dedicata ai "sette giorni di Genova",
da lunedi' 16 luglio 2001 alla domenica 22: qui, giorno per giorno, sono
descritti avvenimenti ormai dimenticati, come per esempio la bomba che il 16
luglio fa il primo ferito (una lettera esplosiva invita ai Carabinieri di Genova
San Fruttuoso) e quelle dei giorni successivi a
Rete4, Benetton e a Bologna, ma anche l'arrembaggio di Greenpeace, l'iniziativa
di "bici contro G8", la perquisizione al Carlini, i no-global di destra, il
concerto di Manu Chao e i lavori del Forum, le azioni dirette nonviolente dei
lillipuziani...
Fino ad arrivare al corteo dei migranti e al fatidico venerdi' 20 luglio, il
giorno della morte di Carlo Giuliani. Qui la ricostruzione si fa minuziosa, con
un collage di testimonianze dirette, filmati, foto, relazioni di servizio delle
forze dell'ordine, audizioni davanti al Comitato parlamentare d'indagine,
perizie.
Il libro prosegue con le visite "di cortesia" dei parlamentari di Alleanza
nazionale nella sala operativa della Questura di Genova, gli ordini di caricare
il corteo di sabato 21, la strategia dei black bloc, la riunione che decide
l'assalto alla scuola Diaz. Anche qui, comandi, scelte operative e scelte
politiche hanno nome e cognome. E cosi' per quello che succede a
Bolzaneto, e nei vari ospedali dove vengono portati i feriti piu' gravi.
In coda al libro, oltre ad un corposo indice analitico che raccoglie in 15
pagine tutti i nomi dei protagonisti le vie del G8, e' presente una raccolta di
testimonianze dei manifestanti, inviate all'associazione PeaceLink per la
realizzazione di un dossier gia' consegnato al
segretariato internazionale di Amnesty International. A questo si aggiungono i
racconti diretti di alcuni poliziotti e carabinieri, che presentano la loro
prospettiva sugli eventi del luglio genovese con una serie di racconti diretti
che per la prima volta restituiscono nella loro integrita' i pensieri degli
operatori delle forze dell'ordine.
"Genova, nome per nome. Le violenze, i responsabili, le ragioni" e' un'inchiesta
storica accurata, dettagliata, approfondita fino al limite della sopportazione.
Ma e', soprattutto, un atto di passione giornalistica e civile. Perche' solo se
si conosce quanto e' accaduto, e perche', e' possibile evitare che errori e
orrori della storia (anche quella "breve" delle nostre vite quotidiane) si
ripetano.
Un testo da leggere e far leggere, che oggi ci permette di capire un po' meglio
quello che due anni fa ci era parso tragicamente incomprensibile.
Un libro di "Terre di Mezzo" e
"Altreconomia"
Pag. 624
Euro 25
Con Cd-Rom allegato
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